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SONDAGGIO NUOVO GOVERNO, SECONDO GLI ITALIANI PIÙ TASSE E MIGRANTI TRA I MINISTRI DI MAIO È QUELLO CHE RISCUOTE MENO FIDUCIA. LAMORGESE AL TOP

Roma, 8 settembre 2019 – L’aumento delle tasse è il maggior timore degli italiani rispetto al governo giallorosso appena nato. Anche se l’intervento più richiesto al nuovo esecutivo riguarda le politiche sul lavoro, indicate dal 50%, al secondo posto compare appunto il fisco e al terzo l’immigrazione. Non solo. Rispetto alle tasse il futuro è percepito con molto allarme visto che quasi un italiano su due, il 46%, stima che il ‘Conte bis’ le aumenterà, mentre solo per il 15% le abbasserà. È questo uno dei fattori su cui si giocherà la pelle il nuovo governo. Se negli ultimi 18 mesi abbiamo ascoltato le promesse di Salvini sulla flat tax, svanite in seguito alla crisi politica, gli italiani non hanno ancora compreso quale sarà l’azione che il nuovo ministro dell’Economia potrà mettere in campo per diminuire le imposte. 

Questo non è si è caratterizzato come uno degli argomenti di dibattito all’ordine del giorno nell’agenda politica, e probabilmente proprio un tale comportamento può avere alimentato il sospetto che il fisco colpirà ancora di più gli italiani. Ci sono altre due notizie per il governo Conte 2, e non particolarmente positive. La prima è che il livello di fiducia si ferma al 41%, la seconda è che nella classifica che misura l’affidabilità dei ministri al primo posto si colloca la neo inquilina del Viminale Lamorgese (48%) e in ultima posizione il titolare della Fernesina, nonché capo politico del Movimento cinque stelle, Di Maio. Andiamo con ordine per comprendere meglio il senso di questi numeri. Anche se il 41% di fiducia all’Esecutivo è generato da una effervescenza iniziale sia degli elettori dem (86%) che del M5S (85%), bisogna riflettere sul fatto che questo valore di inizio è molto più basso rispetto a quanto è accaduto al varo dei precedenti governi. Generalmente gli esecutivi nascono forti per poi diminuire il consenso in corso d’opera. Così per esempio è accaduto quando nel giugno 2018 si formò la “strana alleanza” M5S-Lega. La fiducia allora era del 57% mentre nello scorso luglio, a pochi giorni dal crash salviniano, la lancetta era già scesa sotto il 40%. Comunque sia c’è da evidenziare il dato anomalo che al battesimo di un nuovo governo meno del 50% degli elettori esprime fiducia. Il secondo punto di debolezza evidenziato è che il capo politico del maggior partito che tiene le redini di Palazzo Chigi si posiziona, in qualità di ministro degli Esteri, in ultima posizione rispetto alla squadra di governo che lui stesso ha contribuito a formare. Altro dato che emerge con forza è che addirittura la neo ministra dell’Interno Lamorgese è il personaggio che riscuote il maggior numero di consenso da parte degli italiani, all’interno della squadra di Palazzo Chigi. 
 
Nel terzetto di testa si trovano al secondo posto Costa (ministro dell’Ambiente, con il 46%) e al terzo Franceschini (ministro della Cultura, con il 44%). A seguire, pari merito, il ministro della Difesa Guerini (40%) e la nuova titolare dell’Agricoltura Bellanova, tra l’altro presa di mira negli ultimi giorni dai social per il suo look al Quirinale in occasione del giuramento. Comunque sia gli italiani al momento non pensano che il governo potrà avere vita lunga. La maggioranza, il 42%, pronostica che entro un anno ci sarà una ulteriore crisi mentre i più ottimisti, quelli che pensano che si arriverà alla fine della legislatura nel 2023, sono solo il 24%. Però è vero che rispetto all’Europa gli italiani si sentono molto più rassicurati: il 52% pensa che adesso otterremo un maggiore ascolto. Il primo banco di prova della nuova maggioranza sarà la legge di bilancio, con i relativi provvedimenti fiscali. “È in queste occasioni che si misura un giocatore”.

Antonio Noto *direttore Noto sondaggi

© Riproduzione riservata

08 settembre 2019