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Segesta, arrestato il vice comandante dei vigili per corruzione. Raffica di multe per favorire un parcheggio privato

In cambio aveva ottenuto l’assunzione di quattro familiari nella ditta dell’imprenditore (indagato per mafia) che gestisce l’area

di SALVO PALAZZOLO

20 febbraio 2020

Nell’incantevole parco archeologico di Segesta, parcheggiare costa caro da un po’ di tempo. Perché il posteggio pubblico (e gratuito) è chiuso, non si capisce bene il motivo. E ogni soluzione alternativa lungo la strada viene sanzionata severamente: giusto, si dirà. Ma c’era dell’altro, che hanno scoperto i carabinieri di Alcamo con la procura di Trapani. Tutte quelle multe servivano per favorire un parcheggio a pagamento, peraltro neanche tanto vicino ai templi. Ci sarebbe stato un vero e proprio patto fra il vice comandante della polizia municipale di Calatafimi, Salvatore Craparotta, e l’imprenditore Francesco Isca, il proprietario dell’area, che nei mesi scorsi è stato anche indagato per associazione mafiosa dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo, nell’inchiesta su Vito Nicastri, il “re” dell’eolico in affari con Paolo Arata, il consulente della Lega per l’energia. Craparotta e Isca sono finiti agli arresti domiciliari.

L’accusa contestata dal procuratore Alfredo Morvillo e dal suo aggiunto Maurizio Agnello è quella di corruzione. L’oggetto dello scambio sarebbe stata l’assunzione di quattro familiari dell’ispettore della Municipale, erano loro ad occuparsi del parcheggio. E se restavano troppi posti vuoti bastava chiamare i vigili per incrementare gli affari. In definitiva, solo in quel parcheggio si poteva andare. Avevano anche stampato un volantino, con logo (falso) dell’Ente Parco. Un volantino in cui si diceva che l’unico parcheggio autorizzato era quello del signor Isca.

FONTE: la Repubblica