Scuola, il 71 per cento dei genitori non sa ancora nulla. Troppe incertezze sulle lezioni

Un’indagine di Ipsos sulla riapertura dell’anno: “Poche comunicazioni sulle modalità di rientro e gli orari”

di CLAUDIA BRUNETTO

07 settembre 2020

Incertezza e grande preoccupazione a una settimana dall’avvio del nuovo anno scolastico, segnato dall’emergenza coronavirus. Sono questi i sentimenti dei genitori e degli alunni siciliani che si preparano al suono della prima campanella. Dall’indagine Ipsos “La scuola che verrà: attese, incertezze e sogni all’avvio del nuovo anno scolastico”, condotta ad agosto per Save the children, oltre 7 genitori siciliani su 10 non hanno ricevuto comunicazioni ufficiali dalle scuole dei propri figli sulle modalità organizzative e sulle norme comportamentali per il prossimo anno scolastico. E solo poco più di 1 genitore su 5 sapeva già se la classe del proprio figlio sarebbe stata divisa in gruppi. 

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Inoltre, in Sicilia, quasi 7 genitori su 10 (il 67 per cento) dichiara di essere preoccupato per il rientro a scuola: rischi legati al mancato distanziamento fisico, l’incertezza sulle modalità di ripresa e quindi anche possibili variazioni di orario di entrata e uscita da scuola che potrebbero non essere compatibili con gli impegni lavorativi dei genitori.
Ecco perché, anche in questa fase di ripresa della scuola, la figura dei nonni rimane fondamentale: per il 21 per cento dei genitori sono uno dei pilastri del welfare familiare. Accanto ai nonni, le mamme. Il 5 per cento di quelle siciliane valuta l’opzione di rinunciare al lavoro o di ridurre, se si può, l’orario di impegno fuori da casa.

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Dopo i mesi di lockdown lontani dalla scuola, i genitori temono che i loro figli possano avere difficoltà di apprendimento: anche se quasi tutti gli alunni sono stati ammessi alla classe successiva senza debiti, il 13 per cento dei genitori pensa che il proprio figlio non sia pronto ad affrontarne il programma dopo lo stop alle lezioni dello scorso anno scolastico.

Oltre allo stato d’animo carico di preoccupazioni, a pesare sui genitori degli alunni siciliani è anche l’aspetto economico. Più di 1 genitore su 10 crede di non potersi permettere l’acquisto di tutti i libri scolastici, nella regione il 28 per cento ha fatto richiesta di un sussidio per affrontare i costi relativi al prossimo anno scolastico. Mentre 4 genitori su 10, percentuale più alta d’Italia, pensa di non poter garantire la spesa della mensa scolastica per i propri figli.

Anche le attività extra scolastiche di bambini e ragazzi sono a rischio, in questo caso anche per le norme di distanziamento: 8 genitori su 10 credono che il proprio figlio dovrà farne a meno per il prossimo anno.

“La scuola è il luogo dove si combatte, in prima linea, la battaglia contro la povertà educativa. L’obiettivo oggi non è tornare alla condizione pre-crisi, ma compiere un deciso passo in avanti sul diritto all’educazione di qualità per tutti, superando le gravi diseguaglianze che si sono consolidate in questi anni. Servono scuole sicure, aperte tutto il giorno, accoglienti verso chi affronta maggiori difficoltà e in grado di far fronte alle crisi presenti e future. La riapertura oggi è ancora piena di incertezze, ma è una sfida sulla quale occorre investire tutte le energie e le risorse”, dice Raffaela Milano, direttrice dei programmi Italia-Europa di Save the Children.

“La voce dei genitori raccolta nell’indagine Ipsos – continua Milano – conferma questo allarme, in relazione alla diminuzione delle disponibilità economiche per sostenere i percorsi di studio. Sul tasso di dispersione scolastica e di povertà educativa si misurerà il successo o il fallimento dell’intera politica di ripartenza del Paese”.

FONTE: palermo.repubblica.it