RIDUZIONE DEI VITALIZI, L’ARS PRENDE TEMPO MA SENZA TAGLI SARÀ UN SALASSO PER MUSUMECI

Il consiglio di presidenza dell’Assemblea rinvia ogni decisione. La mancata riduzione di 8 milioni di spesa rischia di far saltare trasferimenti alla Regione per mezzo miliardo.

Se tieni otto, paghi 500. La maxi-sforbiciata ai trasferimenti statali, annunciata dal governo per le Regioni che non riducono la spesa per i vitalizi degli ex consiglieri, rischia di assestare un colpo da k.o. alle casse di Palazzo d’Orleans. I tecnici dell’Ars hanno fatto una stima degli effetti che la norma inserita nella manovra in discussione in parlamento produrrebbe in Sicilia: il mancato taglio degli assegni vitalizi – da ricalcolare secondo il sistema contributivo – comporterebbe il venir meno di almeno cento milioni di fondi dello Stato.

E’ la cifra che deriverebbe dall’abbattimento dell’80 per cento dei trasferimenti, fatte salve – come prevede la norma – le somme per la sanità, il sociale e il trasporto pubblico. Ma i 100 milioni diverrebbero oltre 500 se nel calcolo dei contributi da cancellare – su questo gli esperti non sono concordi – dovesse essere inserito anche il cofinanziamento della spesa comunitaria.  Un’enormità, in ogni caso, rispetto agli 8 milioni di euro di risparmi falliti se non si applicasse il provvedimento sulle “pensioni” dell’Ars chiesto dall’esecutivo.

Un vero e proprio salasso, che tra l’altro – caso unico – in Sicilia colpirebbe un’amministrazione diversa da quella inadempiente. Tocca all’Assemblea guidata da Gianfranco Micciché ridurre i vitalizi, tocca alla Regione timonata da Nello Musumeci pagare il conto se ciò non viene fatto.

Con queste premesse, ieri il consiglio di presidenza dell’Ars ha affrontato la proposta di delibera dei 5 Stelle che prevede un netto colpo di forbice ai vitalizi: i tagli ridurrebbero di oltre il 60 per cento gli assegni di oltre la metà degli attuali beneficiari.  

Una relazione elaborata dagli alti burocrati dell’Ars mette in guardia dai rischi di possibili ricorsi. E viene posto in dubbio anche l’effetto positivo sul bilancio dell’Ars, visto che i tecnici hanno sottolineato come – in caso di applicazione dei tagli – andrebbe messo in bilancio da subito la somma necessaria a far fronte a un’eventuale sconfitta di fronte ai prevedibili ricorsi, aumentata del 30 per cento di interessi e spese legali. E l’associazione degli ex parlamentari ha presentato due studi che bocciano la delibera dei 5S, mentre i grillini hanno depositato il parere del Consiglio di Stato alla base delle disposizioni approvate da Camera e Senato. Alcuni membri del consiglio di presidenza hanno chiesto una valutazione da parte del Cga e tutto è stato rinviato.

Giancarlo Cancelleri, Salvatore Siragusa e Stefano Zito, deputati dei 5 Stelle, parlano dell’avvio dell’iter del taglio delle “pensioni” per gli ex parlamentari come già di un fatto storico. Ma la storia, dicono “si può viverla da protagonisti o subirla”. Il consiglio di presidenza ha preso tempo, ma in 45 giorni Palazzo dei Normanni si gioca una partita che conta tanto. E non solo sul piano dell’immagine.

di EMANUELE LAURIA

14 Novembre 2018

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