Com’è questa legislatura? Perchè è iniziata ?

Intervista a Giancarlo Cancelleri. “Forza Italia fa quadrato e il presidente non parla”.
PALERMO – Il Movimento 5 Stelle spara a zero su Gianfranco Miccichè. Ma chiama in causa anche Nello Musumeci, grande assente di questo inizio legislatura secondo il grillino Giancarlo Cancelleri, vicepresidente dell’Ars.

Onorevole Cancelleri, come è iniziata questa legislatura?

“Perché, è iniziata? Si è votato da sessanta giorni e che cosa abbiamo fatto? Io vedo un assessore che si è dimesso, con un colpo di teatro incredibile. Nessuno ci crede che lo abbia fatto per gli stipendi d’oro ma perché ha capito che non poteva gestire quell’assessorato. E ha fatto una mossa intelligente perché si è tirato fuori alla grande. Ora ne uscirà un altro, cioè Sgarbi. Spero che Musumeci non gli consenta di fare la campagna elettorale con i soldi dei siciliani. Poi c’è un presidente dell’Assemblea imbarazzante e mi chiedo com’è che Musumeci non parli”.

Avete criticato aspramente la conduzione dell’aula da parte di Miccichè. Siete preoccupati?

“Miccichè è convinto di saperne sempre una più degli altri. Andare al muro contro muro alla prima votazione d’aula mi pare sbagliato. Anche perché, malgrado i favori che qualcuno del Pd o di Sicilia futura gli può fare, la maggioranza è comunque risicata. Noi volevamo dimostrare che la maggioranza non esiste più, avremmo votato l’indomani. Lui invece non si è reso conto di una cosa: ha creato un precedente. E si sono ingabbiati da soli. Tutte le volte che ci saranno dei tesserini inseriti e non c’è il deputato in Aula lo segnaleremo ai commessi e gli assenti perderanno 230 euro di diaria ogni volta”.

Avete avuto una convergenza col Pd in questa protesta.

“Certo, quello è stato un colpo di mano assurdo. Miccichè arriva e in un minuto cambia una prassi di settant’anni. Si è creato un precedente nei rapporti istituzionali E Musumeci aveva la testa bassa e se n’è andato con la coda tra le gambe, non l’ho visto entusiasta”.

Figuccia dice che c’è il rischio di un governo “Micci-meci”. Lei che ne dice?

“Noi lo dicevamo in campagna elettorale. Chi votava Musumeci votava Miccichè. La commissione Bilancio, la presidenza dell’Ars e l’assessorato al Bilancio sono tutti in mano a Forza Italia. Io credo che tutti faranno quadrato”.

Sta dicendo che il presidente della Regione rischia di essere marginalizzato?

“Ma perché, c’è? Secondo me Musumeci è scomparso dai radar. Lui dice basso profilo? A me sembra nessun profilo. Un aplomb più inglese dopo gli eccessi da primadonna di Crocetta ci può anche stare. Ma qua è successo di tutto e Musumeci dov’è? Parla di ‘dimissioni cordiali’ di Figuccia con quello che gli spara a zero per una settimana. Moltissima gente con cui parlo è convinta che il presidente della Regione sia Miccichè”.

Sulla vicenda dei tetti agli stipendi dei dipendenti dell’Assemblea avete assunto una posizione unitaria in ufficio di presidenza, anche lei. Al di là della demagogia, che si può fare?

“Si poteva andare allo scontro con i sindacati rischiando dei ricorsi. Io dico: parliamoci. Spero che la persona a cui è stata assegnata questa trattativa, l’onorevole Assenza, ottenga dei risultati, Ci sono uffici che lavorano bene. Ma dobbiamo fare capire che è arrivato il momento di affrontare il tema. D’altronde non credo che i dipendenti non lo sappiano. Il casino lo ha montato Miccichè con dichiarazioni inopportune”.

Ha metabolizzato la nomina di Patrizia Monterosso alla Fondazione Federico II?

“Io approfondirò per vedere se ci sono i titoli. Voglio vedere se la norma presuppone la produzione di alcuni documenti come il dimostrare di non avere procedimenti penali in corso o condanne passate in giudicato. Però al di là di questo c’è l’opportunità politica. È davvero imbarazzante quello che è successo. In ufficio di presidenza, il presidente ci ha detto ‘per me è una persona onesta’. Assenza a quel punto ha fatto una battuta: ‘Sarà contento il presidente Musumeci’. E Miccichè ha detto: ‘Questa nomina è concordata con Musumeci’. Che su questa storia non si è sentito. Qualcosa dovrebbe dirla, no? Pensa di rimanere in silenzio per cinque anni? Usciamo da anni in cui la Federico II aveva ricominciato a camminare e ora staremo a vedere. Verificheremo anche l’importo del contratto del direttore. Forgione prendeva quattromila euro netti, renderò pubblico il compenso del successore”.

Senta, questo nuovo codice del Movimento non condiziona la vostra libertà? Si parla di penali salatissime per i fuoriusciti.

“Ma guardi che lo abbiamo sempre fatto. Noi in Sicilia abbiamo firmato una penale di 250mila euro. Lo facciamo per evitare che ci siano i transfughi, quelli che utilizzano il Movimento per essere eletti e poi passano a un altro partito”.

Ma, mi perdoni se la semplifico così, lei dovrà fare sempre quello che decidono Grillo e Casaleggio, senza poter chiamarsi fuori senza pagare uno sproposito?

“Grillo e Casaleggio non decidono nulla, noi decidiamo la nostra linea politica da noi. Io non ho obblighi nei confronti di nessuno, porto avanti la linea del Movimento che è quella data dal programma. Non ci sono limitazioni. Noi crediamo che cambiare partito sia una cosa vergognosa. Se non la penso come il Movimento mi dimetto. Nella costituzione del Portogallo il vincolo del mandato è previsto: se cambi partito ti dimetti e ti fai rieleggere”.
fonte:livesicilia

03/01/2018

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