Pronti i concorsi alla Regione Siciliana, posto fisso per oltre 6 mila persone. Il piano triennale del fabbisogno prevede l’assunzione di seimila nuovi regionali entro il 2024

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Il dipartimento che stima il numero maggiore di assunzioni è quello ai Beni culturali.

Tornano le assunzioni alla Regione Sicilia ed è corsa contro il tempo, prima delle ferie, per l’approvazione della legge che permetterà di aprire i bandi di concorso. L’Ars deve approvare due provvedimenti che sbloccherebbero subito 500 assunzioni e bisogna far presto per evitare che la macchina amministrativa si paralizzi

Il piano triennale del fabbisogno prevede l’assunzione di seimila nuovi regionali entro il 2024. La proposta prevede che quest’anno sia assunto il 75 per cento dei dipendenti “semplici” andati in pensione l’anno scorso, con le porte di Palazzo d’Orléans che si aprirebbero per circa 500 persone, mentre l’anno prossimo si potrà riempire l’85 per cento delle caselle lasciate libere dai pensionamenti 2019 e nel 2021 si potrà assumere un nuovo dipendente per ogni pensionato dell’anno prima.

Quest’anno potrebbero celebrarsi i concorsi per il 30 per cento dei posti lasciati liberi l’anno scorso dai dirigenti, nel 2020 si passerà al 40 e nel 2021 al 50 per cento.

Il dipartimento che stima il numero maggiore di assunzioni è quello ai Beni culturali che — in base al piano triennale approvato dalla giunta — prevede di assumere 1.977 persone fra archivisti, archeologi, storici dell’arte ed esperti di gestione dei siti archeologici e museali. Seguono le Infrastrutture, a caccia di 539 nuovi dipendenti, i Rifiuti (445 unità) e il dipartimento Lavoro (396).

L’altro capitolo è quello delle stabilizzazioni negli enti locali. L’elenco più corposo è quello che comprende i 540 precari delle ex Province, i 1.916 provenienti dai Comuni in dissesto e gli 858 in forza ai Comuni in pre-dissesto, per un totale di 2.774 persone che confluirebbero nel carrozzone Resais, la partecipata regionale che assorbe i precari in transito.

Una strada differente quella dei 400 esperti catalogatori dei Beni culturali che da dieci anni attendono il posto fisso: finora sono stati “girati” a Servizi ausiliari Sicilia, adesso andrebbero direttamente alla Regione. Ma tutto dipende dal voto di Sala d’Ercole.

17 luglio 2019