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PERCHÉ IL RITORNO DEL GOVERNO TRA GRILLINI E LEGHISTI SAREBBE UNA PAGLIACCIATA CONTRO IL SUD

Salvini negli ultimi giorni ha sbagliato due o tre mosse politiche e parlamentari. Ora non può tornare indietro. Per noi meridionali è un grande vantaggio: perché il nostro avversario più pericoloso si è messo in ‘fuori gioco’ come un pivello. Arriverà il Governo grillini-PD non meno antimeridionale dei leghisti? D’accordo, ma sarà sempre il male minore. E noi non siamo così stupidi da non capirlo 

Da qualche ora è arrivata la ‘notizia’: Matteo Salvini, il ‘capo’ della Lega, ha capito di aver commesso un errore e vorrebbe rimangiarsi la crisi di Governo aperta proprio da lui! Chissà, magari ha ragione il filosofo e commentatore marxista, Diego Fusaro, che da quando, a parole, Salvini ha sfiduciato l’attuale capo del Governo, Giuseppe Conte, ripete che a volere l’attuale crisi è stata la “Lega di Giorgetti”. Il riferimento è a Giancarlo Giorgetti, numero due della Lega, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio del Governo che ormai non c’è più.

Così a Salvini, adesso, i conti non tornano più. Non ha pensato, il ‘capo’ della Lega, che i grillini, una volta mollati dai leghisti, avrebbero colto al volo l’occasione per aprire il ‘forno’ con il PD. Così, buttati fuori dalla porta del Governo dagli elettori, nel marzo del 2018, le tante anime dell’armata Brancaleone chiamata Partito Democratico, benché divisi, hanno subito trovato l’intesa per fare un Governo con i grillini.

Sia chiaro: noi meridionali sappiamo benissimo che il Sud, dal PD – e dall’accoppiata grillini-PD – non si può aspettare nulla di buono. Non a caso – ne parliamo in un articolo che pubblicheremo tra un po’ – sta finalmente per nascere un partito meridionalista che metterà insieme, in una grande e variegata federazione, tutti i movimenti e le esperienze culturali, politiche, sociali ed economiche germogliate in questi anni nel nostro Sud.

Ciò posto, non siamo così stupidi da non capire qual è, oggi, il pericolo maggiore per il Sud: e il pericolo maggiore è rappresentato dalla Lega di Salvini.

Non abbiamo così corta memoria da aver dimenticato che, fino a qualche ora prima dell’apertura della crisi di Governo, tutti i ‘capi’ leghisti – da Luca Zaia dalla Regione Veneto ad Attilio Fontana dalla Regione Lombardia e via continuando – erano impegnati a chiedere l’Autonomia differenziata, meglio nota come ‘Secessione dei ‘ricchi’: ovvero altri miliardi di euro da scippare alla sanità e alla scuola pubblica del Sud per foraggiare il Nord.

Certo, qualcuno dirà che nel ‘mazzo’ dei ‘filosofi’ dell’Autonomia differenziata c’è anche l’Emilia Romagna a ‘trazione’ PD. Vero, ci sono anche gli emiliani e, se è per questo, pure i piemontesi del PD.

Ma a chi ci ricorda questi particolari ricordiamo che il Partito Democratico, ormai, è un’aporia politica che va dove va il vento e che non potrà che andare a sbattere.

Gli emiliani del PD, ad esempio, hanno cominciato a ‘spappagallare’ di Autonomia differenziata per cercare di non perdere voti a favore della Lega, visto che tra un po’ da quelle parti si andrà al voto per le elezioni regionali. Così come hanno fatto i piemontesi di Sergio Chiamparino che le elezioni regionali le hanno perse lo stesso.

Cosa vogliamo dire? Semplice: che noi sappiamo benissimo che grillini e PD sono formazioni politiche antimeridionali: ma, in ogni caso, sono meno pericolose e meno insidiose dei leghisti.

Grillini e leghisti – con il contorno di altri ‘ascari’ raccolti qua e là – hanno già l’accordo per un nuovo Governo? Che lo facciano pure!

Per noi meridionali vedere la Lega di Salvini all’opposizione è già una grande vittoria. 

Salvini ha commesso tanti errori: il più grave, a Ferragosto, il tentativo di far cadere il Governo Conte al Senato. Dopo quello che ha fatto non può tornare indietro. Sarebbe una pagliacciata che persino i grillini – veri e propri Zelig della politica italiana – non potrebbero tollerare!

Qualcuno obietta: ma così al Governo dell’Italia torneranno Matteo Renzi e i renziani, cioè coloro i quali hanno massacrato il Sud? A chi dice questo rispondiamo che è proprio la presenza di Renzi a dirci, con certezza, che il PD è un partito senza futuro e che, quanto si tornerà al voto, il partito meridionalista non solo farà mangiare la polvere ai leghisti, ma batterà anche il Partito Democratico e i grillini ormai in dissoluzione politica proprio per aver tradito il Sud.

16 agosto 2019