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PENSIONI 2020, GIOVANI AL LAVORO FINO A 71 ANNI CON IL CONTRIBUTIVO

L’Ocse ha lanciato un allarme per il nostro Paese: troppe persone “giovani” vanno in pensione in anticipo e i lavoratori non riescono a sostenere il sistema pensionistico. Infatti, nonostante la soglia limite per il pensionamento sia attualmente 67 anni, l’effettiva uscita dal mondo del lavoro avviene a 63,3 anni per gli uomini e a 61,5 per le donne. L’organizzazione, sottolinea Notizie.it, avverte che procedendo su questa strada il nostro paese non sarà in grado di sostenere il gettito. Per le pensioni 2020, dunque, inizia il regno del contributivo: i giovani di oggi, secondo le previsioni, lasceranno il lavoro a 71 anni.

Pensioni 2020: il regno del contributivo – Nell’ultimo rapporto dell’Ocse “Pensions at a Glance 2019” emerge come i lavoratori italiani lascino il lavoro prima dell’età prevista per il pensionamento (fissata a 67 anni).

Le donne, in particolare, lasciano il lavoro a 61,5 anni, mentre gli uomini si fermano a 63,3 anni. Tutto ciò, però, innesca un problema: i lavoratori attuali e futuri non saranno in grado di sostenere il gettito del sistema pensionistico. Come conseguenza, dunque, occorrerà, secondo l’organizzazione parigina, aumentare l’età pensionabile, limitare le forme di pensionamento e adeguare i limiti attuali alla speranza di vita. Ciò significa rivedere anche le norme sugli anni di anzianità contributiva ( il meccanismo previsto dalla riforma Fornero rimane però bloccato fino al 2026 a 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 e 10 mesi per le donne). Per quanto riguarda i giovani, inoltre, inizia il regno del contributivo: i ragazzi del nuovo millennio potranno accedere alla pensione almeno a 71 anni.

Regime del contributivo: i limiti – Le forme di pensionamento anticipato che fino ad oggi sono in vigore in Italia hanno irrigidito il sistema. Infatti, i giovani potranno lasciare il lavoro a 71 anni di età con un’unica alternativa. L’accesso al pensionamento a 64 anni, infatti, potrà avvenire solo a patto di aver maturato un assegno pari a 2,8 (1.300 euro al mese). Secondo le prospettive lavorative attuali, però, sarà molto difficile.

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28 dicembre 2019