PARALISI PER LA SPESA SICILIANA, DA OGGI LA REGIONE NON PAGA PIÙ NESSUNO

di Manlio Viola | 01/03/2021

Con l’esercizio provvisorio scaduto nella giornata di ieri domenica 28 febbraio e di conseguenza bloccato già da venerdì 26 febbraio, alla Regione scatta la gestione provvisoria.

Paralizzata la spesa regionale

Da venerdì sera sono stati bloccati i pagamenti, salvo quelli obbligatori come gli stipendi al personale, come disposto dalla Ragioneria generale. Per sbloccare la spesa bisognerà attendere l’approvazione del bilancio 2021, al momento all’esame della commissione Bilancio dell’Ars. O meglio già esaminato dalle commissioni di merito e che alla bilancio sarà in discussione da domani martedì’ 2 marzo

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Autorizzati solo pagamenti di bollette, mutui, stipendi e sentenze

In gestione provvisoria, la Regione può disporre solo pagamenti per obbligazioni già assunte e derivanti da provvedimenti giurisdizionali esecutivi, oltre agli obblighi speciali regolati dalla legge, per le spese di personale, di residui passivi, di rate di mutuo, di canoni, imposte e tasse e per le sole operazioni necessarie ad evitare che siano arrecati danni patrimoniali certi e gravi.

La lunga attesa per lo sblocco

La paralisi della spesa non sembra destinata a trovare soluzione in tempi brevi. Bilancio e finanziaria sono in discussione e arriveranno in aula solo la prossima settimana ma già buona parte del provvedimenti è stata bocciata nelle commissioni di merito sia pure con pareri non vincolanti.

Per cercare di sbloccare la situazione iniziano tre giorni di tour de force per la commissione Bilancio dell’Ars che il 5 marzo, in base alla road map della conferenza dei capigruppo, dovrebbe consegnare la manovra finanziaria in aula per essere incardinata all’ordine del giorno. Nel pomeriggio, la commissione, presieduta da Riccardo Savona, dovrebbe sentire i relatori delle commissioni di merito per l’esame congiunto dei disegni di legge di bilancio e stabilità; in commissione sono stati invitati anche l’assessore all’Economia Gaetano Armao, il ragioniere generale Ignazio Tozzo e il dirigente del dipartimento Finanze Benedetto Mineo.

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Una finanziaria senza rendiconto generale

Ma il vero tema è legato all’assenza di un rendiconto generale 2019 prima ancora che alla parifica dello stesse rendiconto. La mancanza di questo documento rende incerti tutti i conti a venire a cominciare dalla finanziaria 2020 e poi quella 2021 e fino alle previsioni sul 2023.

L’attacco dal Pd “manovra sul nulla”

“Questa manovra è un gigante che affonda i suoi piedi in una palude – dice a BlogSicilia il capogruppo del Pd all’Ars Giuseppe Lupo – e per questo abbiamo espresso la nostra contrarietà nelle commissioni di merito. Si tratta di un documento confuso che non ha basi. Attendiamo almeno il rendiconto 2019 per avere u riferimento che manca totalmente”.

“Anche il piano di rientro del disavanzo è fumoso e poco chiaro. Il governo annuncia l’accordo conRoma in base al quale dovrebbe ridurre la spesa corrente di 40 milioni di euro ma non si capisce come. L’unica cosa sarebbe il taglio delle pensioni dei regionali dal quale si otterrebbe l’uno per cento della richiesta e rispetto al quale c siamo già detti contrari. E anche sull’aumento degli investimenti non si comprende da dove dovrebbero arrivare le somme per rispettare gli accordi con Roma”.

“E’una manovra sul nulla – conclude Lupo – e d’altronde da questo governo non c’era altro da aspettarsi”

 

FONTE: BLOGSICILIA