NEL PIENO DI CAMBIAMENTI CLIMATICI CON GLI INCENDI CHE INCOMBONO IL BANDO PER LA FORNITURA DI MEZZI ALLA FORESTALE È BLOCCATO DA TRE ANNI!

Dal sito www.inuovivespri.it


di Giulio Ambrosetti 6 giugno 2022
  • Lo ribadiamo ancora una volta: la politica siciliana non ha contezza di quello che potrebbe succedere nei mesi estivi con i cambiamenti climatici in corso. Una chiacchierata con il segretario regionale del Sifus Confali Antincendio, Franco Cupane
  • Chi sono gli alleati dei piromani che appiccano il fuoco nelle aree verdi della Sicilia? Il Set-Aside, il glifosato, le strade abbandonate
  • Perché chiediamo l’assunzione di almeno 30 mila operai forestali 
  • Il bando per i nuovi mezzi antincendio della Forestale bloccato da tre anni 
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Lo ribadiamo ancora una volta: la politica siciliana non ha contezza di quello che potrebbe succedere nei mesi estivi con i cambiamenti climatici in corso. Una chiacchierata con il segretario regionale del Sifus Confali Antincendio, Franco Cupane
Era l’1 Giugno quando abbiamo pubblicato il seguente articolo: “Incendi dei boschi della nostra Isola: dalla Regione siciliana solo chiacchiere. Parlano di tutto, tranne che degli operai forestali“. Tre giorni dopo, Sabato 4 Giugno, cominciavano gli incendi nella nostra Isola. Fiamme nella provincia di Siracusa, nel Ragusano, ad Agrigento, nel Catanese. “Nell’80 per cento dei casi hanno preso fuoco le aree limitrofe ai boschi”, spiega Franco Cupane, segretario regionale del Sifus Confali Antincendio (nella foto a destra). Il Sifus, per la cronaca, è l’unica organizzazione sindacale che si batte concretamente per la stabilizzazione degli operai forestali della Sicilia. 
A fuoco sono andati i terreni limitrofi ai boschi: sono, per lo più, aree private o comunali e le erbe secche che si trovano ai bordi delle strade che nessuno toglie. “Non era difficile prevedere quello che sarebbe successo – ci dice sempre Cupani -. C’è stata la previsione, che si è materializzata, di temperature alte che, in certe aree del centro della nostra Isola, come a Caltagirone, hanno raggiunto 42 gradi centigradi”. E’ mancata, come sempre, la prevenzione. Proprio perché conosciamo lo stato di abbandono in cui versano vaste aree della Sicilia noi, dal Novembre dello scorso anno, chiediamo che la Regione siciliana assuma almeno 30 mila operai forestali da dislocare nelle aree verdi della Sicilia, nelle zone limitrofe alle aree verdi e anche nelle aree limitrofe ai centri abitati grandi e piccoli. Di concerto con gli agricoltori, gli operai forestali dovrebbero occuparsi anche dei tanti terreni seminativi incolti dove, spesso, si sviluppano gli incendi che poi si propagano nelle aree verdi.
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Chi sono gli alleati dei piromani che appiccano il fuoco nelle aree verdi della Sicilia? Il Set-Aside, il glifosato, le strade abbandonate
Lo spettacolo al quale abbiamo assistito in questi due giorni è deprimente. Sappiamo tutti che, dalla fine degli anni ’80 del secolo passato ad oggi, prima la Cee (Comunità economica europea) poi l’Unione europea hanno incentivato la non-coltivazione del grano con il Set-Aside. Una strategia della Ue per eliminare il grano dalle aree mediterranee europee da sostituire con il grano estero, canadese in testa. Questi terreni incolti, che spesso vengono abbandonati, quando l’erba secca diventano facile preda degli incendi. Sappiamo tutti che la stragrande maggioranza dei Comuni siciliani è senza soldi; i Comuni in molti casi non riescono a eliminare le erbe secche che si accumulano nelle aree di propria pertinenza: da qui la possibilità che scoppino incendi che minacciano i centri abitati e, contemporaneamente, le aree verdi che potrebbero trovarsi a ridosso dei centri abitati. Con Cupane parliamo anche delle strade, altra fonte di possibili incendi. In Sicilia ci sono le autostrade (o quasi…), le strade a scorrimento veloce, le strade provinciali, le strade comunali, le strade interpoderali. Spesso le strade provinciali e le strade comunali della Sicilia sono abbandonate. Mentre nelle strade interpoderali gli agricoltori fanno quello che possono. Un tempo, quando ancora la politica siciliana utilizzava il cervello, c’erano gli operai che, con i rastrelli, pulivano i bordi delle strade: fino agli anni ’80 era così. Con l’avvento della cosiddetta Seconda Repubblica è arrivata “l’innovazione”: gli erbicidi al posto degli operai cantonieri. In pratica, il ricorso al glifosato, che in Sicilia viene definito “sicca tuttu“, secca tutto. Per risparmiare sul personale che eliminava l’erba siamo riusciti a riempire di glifosato le strade della Sicilia, con l’inquinamento che si è diffuso nel territorio e con le erbe secche che, nelle stragrande maggioranza dei casi, vengono abbandonate e diventano fonte di incendi. Nell’Aprile del 2019 abbiamo pubblicato un articolo – con annesso video – nel quale si vede un mezzo che irrora di glifosato il bordo della strada; sopra la strada comincia il verde dei boschi: le erbe secche che diventano il mezzo per dare vita a un incendio di aree verdi! Scientifico!
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Perché chiediamo l’assunzione di almeno 30 mila operai forestali 
Queste cose le scriviamo da quando siamo in rete. Il Governo siciliano lamenta la presenza di piromani che appiccano il fuoco. Ha ragione? Sì. Siamo i primi – e non da ora – a dire che dietro gli incendi boschivi non soltanto della Sicilia, ma di tante aree boschive del mondo, c’è una strategia criminale e terroristica: cosa che abbiamo scritto non oggi, ma nel 2017. Quello che non riusciamo a illustrare all’attuale Governo è che la Sicilia, per come viene gestita, oggi è una santabarbara. In una strada provinciale o comunale dove nessuno ha tolto l’erba secca ai bordi delle strade, in una giornata di caldo basta un semplice cicca di sigaretta per scatenare l’inferno. Se poi i criminali che appiccano il fuoco, oltre alle strade abbandonate, vengono agevolati anche da temperature superiori a 40 gradi l’inferno di fuoco è matematicamente assicurato. A fronte di questo scenario il Governo regionale può firmare tutte le convenzioni che vuole con i Vigili del Fuoco, con la Protezione civile, con i Comuni e via continuando, e può ricorrere a elicotteri, aerei anfibi e droni. Tutte queste cose non serviranno a nulla. L’unica cosa che può, se non bloccare, quanto meno ridurre gli incendi boschivi in Sicilia è il presidio del territorio con un servizio H 24. E questo servizio non può che essere assicurato da almeno 30 mila operai forestali dislocati in tutto il territorio della Sicilia per 365 giorni all’anno. Sono gli operai forestali che, di concerto con il Corpo Forestale, con i Comuni, con gli agricoltori e, in generale, con i proprietari privati di terreni incolti (non sempre i proprietari di terreni incolti sono agricoltori) debbono occuparsi della manutenzione del territorio della Sicilia. Il resto sono chiacchiere che – spiace dirlo – potrebbero anche essere interessate. Perché quando l’affitto di un mezzo aereo per spegnere gli incendi costa 15 mila euro l’ora, ebbene, si può pensare a tutto e al contrario di tutto…
Il bando per i nuovi mezzi antincendio della Forestale bloccato da tre anni 
In tutto questo sono in corso cambiamenti climatici spaventosi che stanno sconvolgendo il mondo. Ieri, nel MATTINALEabbiamo fatto il punto della situazione sui danni che i cambiamenti climatici stanno provocando all’agricoltura di tanti Paesi del mondo. Quando nel Novembre dello scorso anno – dopo aver assistito a incendi estivi che hanno incenerito quasi 80 mila ettari di boschi e poi alle alluvioni del Catanese e del Siracusano e alle trombe marine che hanno funestato la costa meridionale della nostra Isola – abbiamo iniziato a chiedere al Governo di assumere subito 30 mila operai forestali, nella nostra mente c’era lo scenario che abbiamo descritto nell’articolo che state leggendo: uno scenario che conosciamo da anni. Chiacchierando al telefono con Cupane siamo rimasti di sasso. Il segretario regionale del Sifus Confali ci ha raccontato che gli operai forestali vanno avanti con mezzi vecchi. La Regione siciliana ha dotato di 100 mezzi nuovi la Protezione civile. Così i mezzi vecchi della Protezione civile sono stati passati in parte alla Forestale. Nulla contro la Protezione civile regionale. Ci piacerebbe capire, però, quali sono le priorità della Regione siciliana. La priorità, dopo gli incendi boschivi dello scorso anno, non dovrebbe essere la tutela dei boschi dagli incendi? Invece i nuovi mezzi sono andati alla Protezione civile (che non gli incendi c’entra fino a un certo punto), mentre la Forestale aspetta la fornitura dei nuovi mezzi antincendio da tre anni! Quello che scriviamo può sembrare incredibile, ma il bando per l’acquisto dei nuovi mezzi è bloccato da tre anni tra le pastoie amministrative e burocratiche, tra ‘corsi e ricorsi’. Si dovrebbe pronunciare il Tribunale Amministrativo Regionale della Sicilia (TAR), ma ormai per quest’anno la nuova fornitura di mezzi per la Forestale siciliana è saltata. Lo scorso anno la Sicilia è stata la Regione europea con le più alte temperature estive, nell’Antartide quest’anno la temperatura è salita di 40 gradi, e la Sicilia in prossimità di un’Estate che potrebbe essere rovente si presenta con la Forestale dotata di mezzi vetusti, perché il bando è bloccato. A noi tutto questo sembra una follia!

 

FONTE: INUOVIVESPRI