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NASCONO IN SICILIA LE ZONE FRANCHE MONTANE MA ORA SERVE L’ACCORDO CON LO STATO LA PAROLA PASSA AL PARLAMENTO NAZIONALE

di Manlio Viola | 18/12/2019

Via libera all’Ars al disegno di legge che prevede l’istituzione delle Zone Franche Montane. 

L’Ars ha approvato il disegno di legge-voto. Per avere concreta attuazione la legge dovrà adesso essere esaminata ed approvata dal Parlamento nazionale. “Seguiremo l’iter di questa norma in quello che sarà il suo percorso al parlamento nazionale”, ha detto in aula l’assessore alle Attività produttive Mimmo Turano che ha ringraziato le forze politiche per il sostegno trasversale al ddl.

Il voto al ddl è arrivato ad unanimità con il “sì” dei 55 deputati presenti. Subito dopo il Pd ha chiesto, con un ordine del giorno approvato dall’aula come “raccomandazione”, l’impegno del governo a non tagliare fondi ai comuni montani nell’ambito della prossima manovra. Nello spazio di Sala d’Ercole riservata al pubblico, durante i lavori d’aula erano presenti sindaci ed amministratori di diversi comuni montani siciliani.

Ma adesso che la legge c’è è necessario passare dalle enunciazioni di principio ai fatti. L’approvazione della norma è stata possibile perchè priva di spesa. E’ una norma storica perchè stabilisce un principio mai stabilito per legge prima e mette i cittadini ‘svantaggiati’ dall’essere nati e abitanti nelle comunità montane al centro di una azione di perequazione. Ma perchè questo diventi concretamente fattivo serve che si proceda in raccordo con lo Stato. Uno stimolo, insomma, a chiudere un accordo Stato Regione sull’attuazione dello Statuto e in particolare degli aspetti fiscali dello Statuto, che si attende da decenni. Una attesa che rischia di diventare secolare.

Diversamente, senza accordo sulle norme attuative dello Statuto, la orma sulle Zfm ha una sola altra possibilità di diventare efficace ovvero l’approvazione in doppia lettura dai due rami del Parlamento nazionale entro questa legislatura.E sapere quanto ancora durerà questa legislatura nazionale non è cosa semplice viste le tensioni attuali.

Ma in fase di approvazione della legge è arrivato anche un emendamento ‘sorpresa’. Dal 1 gennaio 2020 “Agli oneri derivanti dall’attuazione della presente legge, pari a euro 300 milioni di euro annui, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica…”. Questo passaggio è stato inserito all’articolo 6. Di fatto una norma senza spesa diventa una norma di spesa ma ci vorrà sempre un sì romano che non sarà cosa da poco. Senza considerare che certamente questi 300 milioni non basterebbero.

Ma per il momento ci si gode il risultato senza precedenti. “L’approvazione del ddl era un provvedimento molto atteso, strumento fondamentale per il rilancio e lo sviluppo di quei piccoli Comuni. Attraverso alcuni istituti giuridici come l’esenzione o l’esonero dal versamento di imposte per la prima fase di applicazione, si potrà incentivare le imprese che vorranno investire in questi territori, combattendo cosi lo spopolamento cronico e la tragica mancanza di lavoro nei piccoli centri urbani”, afferma Alessandro Aricò, capogruppo di DiventeràBellissima.

“La legge-voto sulle zone franche montane potrà dare una boccata di ossigeno a quei comuni montani che hanno subito forti dinamiche sociali come lo spopolamento dei territori e che vivono una situazione di evidente svantaggio”, dicono i deputati regionali del Movimento 5 Stelle.

“Questa legge ovviamente non può e non deve restare solo un pio desiderio, per questo l’unanime apprezzamento delle forze politiche che oggi approveranno questa legge, senza divisione di parte impone a chi governa e al parlamento nazionale un atto di responsabilità e di rispetto nei confronti della Sicilia”, osserva afferma Eleonora Lo Curto, capogruppo Udc.

“Giunge all’approvazione un’iniziativa sulla quale lavoriamo da anni con gli esponenti del territorio che può costituire una leva di sviluppo per contrastare desertificazione delle imprese e spopolamento delle aree montane.
Proseguiremo il lavoro nel negoziato finanziario con lo Stato affinchè questa forma di fiscalità di sviluppo possa rinvenire le risorse necessarie” il commento di Gaetano Armao.

“Attendavamo questo momento da 1706 giorni. Ora il destino delle aree di montagna, per lo più dimenticate, è nelle mani dello Stato che dovrà indirizzare la Commissione paritetica Stato/Regione – unico organismo istituzionalmente preposto a questo – a destinare una parte dei cespiti tributari maturati in Sicilia al finanziamento delle “aree ZFM”, che il presidente della Regione dovrà individuare entro i prossimi sei mesi. Abbiamo individuato quello dell’Iva all’importazione che, per il 2018, ha maturato 2.104.803.652,41 di Euro. Allo Stato chiediamo di essere leale con la Sicilia, atteggiamento che in passato è mancato soprattutto nei confronti dei resilienti delle montagne dell’isola. Rivendichiamo la corretta definizione dei rapporti finanziari con lo Stato. Si tratta di definire urgentemente le norme di attuazione dello Statuto che nel passato o sono state realizzate come “norme modificative” (quindi nulle) o non sono state mai previste. Le ZFM in tal senso costituiranno l’ennesima occasione per emanare norme rispettose dello Statuto siciliano, nel passato ignorato con i risultati palesemente visibili”dice soddisfatto Vincenzo Lapunzina, coordinatore regionale del Comitato per l’Istituzione delle Zone Franche Montane in Sicilia.

“Oggi,dopo un percorso che abbiamo seguito con rigore e zelo e con spirito di collaborazione bipartisan,con l’approvazione della legge regionale sulle Zfm si dà una risposta concreta a circa 132 comuni montani dell’intera sicilia.Adesso si aspetta il passaggio del Governo Nazionale e degli accordi Stato-Regione tramite la commissione paritetica per liberare le risorse finanziarie ed evitare finalmente questi processi di desertificazione umana e produttiva che questi cittadini non meritano – sottolinea il presidente della Commissione Bilancio Riccardo Savona -. Aree,quelle montane che,soprattutto negli ultimi anni sono state abbandonate dalle Istituzioni,adesso ci sono gli spazi normativi e finanziari per aprire una nuova fase e subito dopo gli ultimi step,questa norma potrà vedere l’attuazione dando finalmente la luce per comunità, cittadini e amministrazioni locali. Tutto ciò avrà uno scopo precipuo che si riverbererà in una serie di opportunità con le agevolazioni fiscali,tributarie e degli investimenti produttivi(Irpef,Ires,Iva e decontribuzione per i nuovi assunti) che saranno un toccasana. Questo è l’elemento essenziale per i comuni e i residenti delle aree interne già a forte rischio spopolamento,da ora in avanti questi comuni potranno avere la seria opportunità di ripartire con la speranza che si possa accelerare con la messa in sicurezza anche dei collegamenti stradali che hanno bisogno di una fortissima manutenzione e interventi primari per rendere più agevoli gli spostamenti che a oggi presentano criticità di tutti i tipi.Le Istituzioni devono solo perseguire il fine della leale collaborazione tutelando e garantendo l’identità e il futuro di questi paesi che sono una risorsa in termini di contenuti per tutta la regione siciliana”.

“Ci siamo sempre battuti per una legge sulla montagna che valorizzasse il territorio e le sue architetture, evitasse lo spopolamento, garantisse ai comuni montani servizi di trasporto pubblico efficienti E servizi sanitari e scolastici adeguati. Oggi in aula, invece, è arrivata una ‘legge voto’, un ‘desiderio’ frutto della mancata copertura finanziaria da parte del governo regionale che preferisce dare priorità ad altri settori” sostiene Anthony Barbagallo parlamentare regionale del partito democratico.

“Non abbiamo fatto mancare il nostro appoggio al ddl in discussione, ma siamo consapevoli – continua – che gli interventi necessari per il sostegno ai comuni montani sono ben altri. Il pd continuerà la sua battaglia per la montagna siciliana chiedendo che venga incardinato il nostro ddl”.

“L’approvazione della legge-voto sulle Zone Franche Montane è certamente un segnale importante nei confronti di molte nostre comunità. Ma le norme da sole non bastano, per andare incontro alle esigenze dei territori montani servono infrastrutture, servizi, risorse, e serve una programmazione dei fondi comunitari in grado di favorire gli investimenti in quelle aree”. Lo ha detto Giuseppe Lupo, capogruppo del PD all’Ars, intervenendo in aula per esprimere il voto a favore del PD sulla legge-voto che istituisce le ZFM. Dopo il voto dell’Ars la legge passa ora all’esame del Parlamento nazionale.

“Naturalmente – ha aggiunto Lupo – accanto ad uno specifico piano di sviluppo per quei territori, serve l’impegno del governo regionale e dell’Ars affinché nella prossima manovra non sia tagliato neppure un euro di trasferimenti ai comuni montani”.

Il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci esprime soddisfazione per l’approvazione all’Ars del disegno di legge-voto sulle Zone franche montane.

“Si tratta – evidenzia il governatore – di un importante strumento di crescita per le aree più interne dell’Isola, perché può creare favorevoli condizioni di sviluppo.  Adesso, però, la partita si sposta a Roma, per cui dobbiamo fare pressione sul Parlamento nazionale, affinché si arrivi al voto finale nel più breve tempo possibile”.

18 dicembre 2019