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MUOIONO I POLMONI DEL MONDO. VIDEO

Il 29 luglio scorso è stato l’overshootday. Abbiamo cioè consumato le risorse di un anno sulla terra e con quanto sta accadendo in Siberia e Amazzonia, due dei polmoni verdi del pianeta, le cose non potranno che peggiorare. In Siberia sono scoppiati enormi incendi. È già bruciata un’area grande come il Belgio; la cenere ricade sui ghiacci rendendoli più scuri, così non rifletteranno la luce solare ma la assorbiranno, sciogliendosi più velocemente. La cosa aumenta anche la temperatura e il livello dei mari.

Così un esperto del WWF, Pablo Pacheco: “Ci sono stati in passato, importanti sforzi di governi e società civile per ridurre la deforestazione, ma in questo momento questi sforzi non sono considerati così importanti così come si è deciso di abbassare la guardia per combattere le emissioni di carbone nell’atmosfera. Una delle maggiori sfide che dobbiamo cercare di affrontare e vincere, è proprio quella di contenere il rilascio di queste emissioni nell’atmosfera”.

La Russia non sembra in grado di fronteggiare questi disastri, ma anche per motivi di orgoglio nazionale, Mosca non chiede aiuto ad altri paesi per fronteggiare questo dramma. La Siberia assorbiva 2 miliardi di tonnellate di diossido di carbonio.

Stesso dramma in Brasile: ogni minuto nella foresta amazzonica viene abbattuto un numero di alberi sufficienti a coprire un intero campo da calcio. La politica del presidente Jair Bolsonaro di distruggere le foreste per fare spazio al foraggio per gli animali e al mercato del legno. Da gennaio a luglio sono stati distrutti 4.699 chilometri quadrati di foresta tropicale, un’area poco più piccola della Liguria. Se il trend dovesse continuare si arriverebbe entro anno a superare gli 8.000 chilometri quadrati.

Cotnua Pacheco: “Sono necessari il bastone e la carota. Buone leggi che funzionino, legislazioni severe, ma anche incentivi agli agricoltori per migliorare lo sfruttamento del territorio. Si tratta di problemi reversibili, ma ci vuole una volontà politica. e gli agricoltori debbono avvere incentivi per evitare la deforestazione”.

Continuando ad abbattere alberi con questo ritmo, entro il 2050 la temperatura nell’Amazzonia aumenterà di 2 o 3 gradi. La conseguente diminuzione delle piogge causerà inoltre una siccità diffusa. Le foreste coprono per ora il 31% della superficie terrestre e il 75% di acqua potabile proviene dalle foreste che danno rifugio all’80% delle specie del pianeta.

12 agosto 2019