ABITO BIELAX E CREPE NEONATA MAELIE 9-30M €.33,00
ABITO BIELAX E CREPE NEONATA MAELIE 9-30M €.33,00
GIUBBOTTO NYLON TRAPUNTATO BIMBA BIRBA €.26,40
GIUBBOTTO NYLON TRAPUNTATO BIMBA BIRBA €.26,40
VESTITINO RIGHE E STRASS 6-30M €.25,20
VESTITINO RIGHE E STRASS 6-30M €.25,20

TSHIRT VELA E BOTTONI 6-30M €.8,40
TSHIRT VELA E BOTTONI 6-30M €.8,40
GILET TESSUTO OPERATO 6-30M €.19,20
GILET TESSUTO OPERATO 6-30M €.19,20
GIUBBOTTO BIMBO NYLON 2-16A €.24,00
GIUBBOTTO BIMBO NYLON 2-16A €.24,00

CHICCO – SEGGIOLONE MAMMA €.26,00
CHICCO – SEGGIOLONE MAMMA €.26,00
CHICCO – SEGGIOLINO TAVOLO €.11,00
CHICCO – SEGGIOLINO TAVOLO €.11,00
BREVI Sterilizzatore a Vapore Rapid €.60,00
BREVI Sterilizzatore a Vapore Rapid €.60,00

L’APPROFONDIMENTO. SICILIA PATRIA DEI DIPENDENTI PUBBLICI. E NEI COMUNI, RECORD DI PRECARI

Ogni mille siciliani ci sono 13 dipendenti che appartengono alle amministrazioni degli enti locali. I numeri

PALERMO – Immaginate una stanza con dentro cento persone in Sicilia. Fra queste ci sarà almeno un dipendente pubblico. Ogni mille abitanti, infatti, in Sicilia ci sono 8,8 dipendenti comunali, 0,89 dipendenti provinciali e 2,97 dipendenti regionali. Insomma, ogni mille siciliani ci sono circa 13 dipendenti degli enti territoriali. Il dato emerge dalla relazione della Sezione autonomie della Corte dei conti. Il documento diffuso qualche giorno fa dal Centro studi “Pio La Torre”, si occupa dei dipendenti regionali, qualificati come “troppi e poco qualificati” ma si occupa anche del personale delle ex Province e dei Comuni e offre lo scenario di una terra, la Sicilia, fondata sulla dipendenza nel settore pubblico.

Più regionali in Sicilia che in tutto il Nord

I numeri del personale dipendente da Palazzo d’Orleans sono noti. Nel 2017 i dipendenti regionali erano 13571 a cui occorre sommare i 1350 dirigenti con una diminuzione di circa duemila unità in due anni e di circa trecento dirigenti nello stesso periodo di tempo. Una diminuzione progressiva che continua di pari passo con la spesa. Ma i dipendenti rimangono tanti. Tanto che i giudici contabili fanno notare come, in Sicilia, la consistenza totale del personale “in valore assoluto (14.921 unità annue, pur in diminuzione rispetto all’esercizio precedente), risulta superiore a quella dell’intera area Nord (14.418 unità annue)”.

Rimangono tanti anche i dirigenti. Il rapporto fra questi e i dipendenti “semplici” è di 1 a 10 e quindi un dirigente siciliano sovrintende, almeno in teoria, a un gruppo di 10 dipendenti mentre in Trentino Alto Adige, un dirigente coordina 47 dipendenti. Se su questo rapporto la Regione Siciliana è ultima della classe, l’amministrazione dell’Isola è lontana anche dalla media delle Regioni a statuto speciale (dove il rapporto medio è di circa 1 a 13) e mediamente in tutte le Regioni d’Italia (un dirigente per 16 dipendenti).

Numeri frutto dell’autonomia, che attribuisce alla Sicilia funzioni altrove svolte dallo Stato? La Corte dei conti numerose volte non ha lasciato alibi e questa posizione è stata ripresa anche nell’ultimo report: “La dimensione degli organici solo in parte trova giustificazione nella titolarità – per via dell’autonomia differenziata di cui gode la Regione siciliana – di funzioni altrove allocate a livello ‘statale'”, scrivono i magistrati contabili, ribadendo poi il concetto in altri passaggi.

Del resto, ricorda la Sezione Autonomie riprendendo sempre le parole della sezione di Controllo della Corte dei conti per la Regione siciliana, “il settore pubblico è stato, invece, storicamente piegato, attraverso un uso distorto delle politiche assunzionali, a supplire all’incapacità del tessuto produttivo di assorbire la forza lavoro espressa nella Regione. Ne è derivata la chiusura alle opportunità di reclutamento attraverso le ordinarie procedure concorsuali e meritocratiche, sostituite da lunghi e complessi percorsi di stabilizzazione del personale precario, tuttora condizionanti le politiche del personale e la legislazione in materia, con il conseguente innalzamento dell’età anagrafica del personale in servizio e – proseguono i magistrati – l’inevitabile creazione di una vera e propria frattura generazionale”. Insomma, l’accesso al pubblico impiego ai giovani è stato vietato da politiche che hanno tradito il merito.

Comuni siciliani primi per precariato

Nei Comuni siciliani poi, a fine 2017, erano in servizio oltre 44mila dipendenti non dirigenti (in diminuzione rispetto al 2015 di circa tremila unità), di cui più di 32mila nella voce “categorie” e 11mila nella voce “altro” e cioè di lavoratori precari, con contratti di formazione-lavoro, di somministrazione di lavoro a tempo determinato, nonché dei lavoratori socialmente utili.

Proprio in quest’ultima categoria la Sicilia a fine 2017 era leader in Italia. Nell’isola infatti c’erano l’83% dei lavoratori precari e socialmente utili di tutta Italia. A livello nazionale le unità di personale a tempo determinato erano superiori a 14mila e di questi 9564 lavoravano in Sicilia.

Altro dato interessante riguarda la dirigenza degli enti locali. Nel 2017, infatti, nei Comuni siciliani si è registrato un aumento dei dirigenti esterni pari al 27,91 per cento. E che nei Comuni dell’Isola manchino i dirigenti lo prova il fatto che negli enti con popolazione superiore a 60mila abitanti, il rapporto dirigenti e dipendenti è di 1 a 75 e cioè che 191 dirigenti si occupano di 14mila dipendenti.

Le ex province

Il report si conclude con i dati su quelli che in Sicilia sono chiamati Liberi consorzi e Città metropolitane. In tutte le province d’Italia, in tre anni, si è registrata una diminuzione del personale di circa il 30 per cento ma il trend nazionale non è stato confermato nell’Isola dove dal 2015 al 2017 i dipendenti sono diminuiti del 15,31 per cento. Nelle provincie siciliane, esclusa quella di Siracusa, c’ un tasso di 0,89 dipendenti ogni mille abitanti per un totale di 4098. Un record anche qui: la Sicilia è la Regione con più dipendenti provinciali.

di Andrea Cannizzaro

20 agosto 2019