LA SEDUTA. ARS, TRE LEGGI IN DIECI MINUTI OK AI DOCUMENTI FINANZIARI

Dopo il “conflitto” con la Corte dei Conti, ok a debiti fuori bilancio, rendiconto e assestamento. Le opposizioni non erano in Aula.

PALERMO – Blitz della maggioranza che riesce ad approvare tutti i documenti finanziari. In dieci minuti questa sera l’Assemblea regionale siciliana ha approvato con tre votazioni il disegno di legge per i debiti fuori bilancio, il rendiconto consuntivo per il 2017 e l’assestamento di bilancio. I voti favorevoli sono stati 28 per tutti e tre i ddl. I presenti erano 36. Superato così, dopo un lungo pomeriggio tra riunioni di giunta, seduta in commissione e in Sala d’Ercole, lo stallo in cui era finito il Parlamento regionale dopo lo “scontro” con la Corte dei Conti sul nuovo rendiconto, poi ritirato con una decisione della giunta di questo pomeriggio.

La maggioranza così può gioire per il risultato. “Voglio manifestare – ha detto il capogruppo di Forza Italia Giuseppe Milazzo – il mio apprezzamento per il senso di responsabilità mostrato dalle opposizioni che assentandosi dalla commissione e dall’aula hanno consentito l’approvazione dei documenti”.

Eppure durante la giornata non sono mancati momenti concitati e dubbi sugli esiti dei lavori. Nel pomeriggio, appunto, era arrivata la decisione della giunta per superare l’impasse e la crisi istituzionale con la Corte dei conti. Il governo ha revocato la delibera di giunta che approvava il “nuovo” rendiconto e ha presentato all’Ars il progetto di consuntivo approvato a giugno e sottoposto al giudizio di parifica con le rettifiche richieste dalla Corte dei conti a luglio.

In pieno pomeriggio il governatore Nello Musumeci e il suo vice Gaetano Armao sono entrati in aula per annunciare la decisione del governo di tornare sui propri passi. “Stiamo presentando – hanno spiegato – il ddl di Rendiconto oggetto della parifica della Corte dei conti con le dovute modifiche”. Ma alla domanda del presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè se il ddl fosse stato già presentato, il vicepresidente della Regione ha dovuto rispondere: “No”.

È dovuta passare qualche ora prima che il Rendiconto fosse disponibile in commissione Bilancio per essere discusso. Nella prima serata quando la riunione si è tenuta i deputati si sono visti consegnare il ddl con numerosi allegati e delle tabelle. Sia il Partito democratico che il Movimento Cinque stelle, allora, hanno chiesto al governo rappresentato da Armao se le tabelle rispettassero le indicazioni della Corte dei Conti. La risposta positiva del governo non è bastata alle opposizioni che hanno chiesto venti minuti per presentare gli emendamenti e poi invece hanno lasciato il palazzo per fare mancare il numero legale. La maggioranza però ha avuto il tempo per ricompattare le fila e garantire che con la presenza dei deputati sufficienti si potesse procedere alle votazioni.

Solo ieri la possibilità di questo esito sembrava lontanissima. Nella mattinata, la Corte dei conti aveva paventato la necessità di sottoporre al giudizio di parifica il Rendiconto approvato dalla giunta ad ottobre e in esame all’Assemblea regionale siciliana. Per il governo il nuovo disegno di legge di rendiconto rispettava il dettato del giudizio di parifica che i giudici contabili avevano espresso a luglio ma per le Sezioni riunite in sede di controllo delle Corte dei conti il nuovo documento doveva essere nuovamente “parificato”. “Una questione interpretativa, un fatto formale” che fin dalle prime reazione e valutazioni sugli scenari possibili indicava però una conseguenza certa: lo stallo, l’impossibilità ad approvare l’assestamento e la nuova manovra e di conseguenza la necessità di ricorrere all’esercizio provvisorio. Scenario questo che il governo ha sempre affermato di volere evitare e che oggi è diventato più concreto con i primi documenti finanziari portati a casa con un sì del Parlamento.
di Andrea Cannizzaro

21 Novembre 2018

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