MONREALE, NOTTE DI FUOCO AL CAPUTO: ROGHI IN TUTTA INFERNO DI FUOCO. INCENDI, BUROCRAZIA E INCOMPETENZA. LA PLAYA È DIVENTATA UNA POLVERIERA. FORESTALI IN GINOCCHIO – NON ESISTE UNA POLITICA DI PREVENZIONE ANTINCENDIOPROVINCIA. INTERVENTI ANCHE A PARTINICO E MONTELEPRE

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di Antonio Condorelli
Terreni abbandonati, un parco distrutto, due stabilimenti balneari in cenere. C’è un responsabile?

CATANIA – In pochi minuti è stato l’inferno. (DIRETTA) Due stabilimenti balneari distrutti, un parco in stato di totale abbandono divorato dalle fiamme, bagnanti costretti al salvataggio via mare. La Playa è una polveriera, il maxi incendio di ieri conferma che la costa sabbiosa che attira decine di migliaia di cittadini e turisti, non gode delle condizioni minime di sicurezza.
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L’ANTEFATTO – Quindici giorni fa un’auto in fiamme a causa del caldo aveva provocato il blocco del traffico. A lungo, i Vigili del Fuoco non sono riusciti a raggiungere l’autovettura, perché non esiste una corsia di emergenza, non esiste una via di fuga e in caso di necessità anche le ambulanze rischiano di restare impantanate.

BUROCRAZIA – Sulla parte Sud della città si incrociano competenze e, alla luce di quello che è accaduto, responsabilità degli Enti preposti al controllo e alla manutenzione degli spazi a verde. I terreni dei privati, in stato di abbandono, non vengono multati per la mancata creazione di linee tagliafuoco previste dalle normative vigenti; ancora peggio gli appezzamenti pubblici.

Boschetto della Playa abbandonato nella morsa degli incendi

Ci sono i letti dei torrenti invasi dagli arbusti, ma soprattutto il boschetto della Playa, potenziale polmone verde che custodisce le stalle dei vigili del fuoco e un presidio di polizia, dove la manutenzione non avviene da decenni. La macchia mediterranea mescolata a montagne di rifiuti, soprattutto lungo la tangenziale, si è trasformata in una polveriera. Il caldo e il vento hanno fatto il resto. Cadrà qualche testa per la mancata manutenzione del boschetto della Playa? Bisogna attendere il sopralluogo del sindaco per saperlo.

AREE PORTUALI – Il boschetto della Playa è lambito dall’area che un tempo ospitava l’Ente Fiera, di proprietà dell’autorità portuale. È ridotta a un canile, adesso in cenere e ospita parte di un immenso campo Rom. Siamo all’altezza del Bowling della Playa, altro caso di un’area fronte mare che in qualunque città del mondo rappresenterebbe un volano per l’economia, a Catania è stata a lungo abbandonata, contesa dai ratti e adibita anche a posteggio degli automezzi della nettezza urbana.

FORESTALI IN GINOCCHIO – Non esiste una politica di prevenzione antincendio. I forestali sono ridotti all’osso, hanno a disposizione scarsi mezzi e presidiano un territorio troppo vasto, che si estende fino all’Oasi del Simeto, altro caso di parco naturale devastato dal cemento e dai roghi. Anche ieri i forestali, insieme a Vigili del Fuoco, aereonautica e Guardia di Finanza, hanno salvato decine di persone. Quello che manca è una cabina di regina vera, una strategia di prevenzione e controllo del territorio.

AREE A RISCHIO – Il centro cittadino è circondato da immense distese comunali senza alcuna manutenzione, da terreni privati abbandonati, dalla Playa a Librino, fino a San Giovanni Galermo, per non parlare della zona industriale.

La polizia municipale è ridotta all’osso, non ci sono controlli sulla mancata pulizia dei lotti pubblici e privati. L’unica alternativa è incrociare le dita e sperare che non ci scappi il morto.

11 luglio 2019