INCENDI, LA SICILIA BRUCIA, IN PERICOLO IL PATRIMONIO BOSCHIVO

13 Luglio 2020
Gli ultimi episodi sabato nel Palermitano. Il decalogo del Programme for endorsement of forest certification schemes (Pefc) Italia per la cura delle foreste, che prevede anche la maniera di tutelarle dalle fiamme
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La Sicilia brucia. Ogni giorno la cronaca registra nuovi episodi dell’impari lotta con i roghi estivi.

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Sui seimila interventi dei Vigili del fuoco per contrastare gli incendi boschivi dal 15 giugno del 2020, 1.976 hanno riguardato la Sicilia, la regione italiana più colpita, seguita da Puglia (1.335) e Lazio (624).

L’ultimo episodio in ordine di tempo riguarda il Palermitano: sabato sera Forestali e Vigili del fuoco sono stati impegnati, con l’ausilio di due canadair e due elicotteri, nelle operazioni di spegnimento di diversi incendi divampati nella zona di Belmonte Mezzagno, Misilmeri e Gibilrossa.

Tutti roghi che hanno minacciato le abitazioni e che sono stati appiccati quasi contemporaneamente in diversi punti mettendo a dura prova il lavoro delle squadre antincendio. Un altro rogo scoppiato a Monte Giancaldo a Bagheria, spento di mattina, ha ripreso forza di nuovo nel pomeriggio.

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La Forestale indaga per cercare di risalire a chi ha appiccato gli incendi, ma intanto il Pefc (Programme for endorsement of forest certification schemes) Italia, ha lanciato un decalogo ad hoc per la cura delle foreste che prevede anche la maniera di tutelarle dalle fiamme.

Le regole per una vacanza anti-incendi

E’ un’estate tra i boschi, quella proposta dal Pefc, per superare le regole del post-lockdown.

Una vacanza immersi nella natura, in cui però è “fondamentale sapersi comportare correttamente per ridurre il rischio incendi e per rispettare l’habitat”, per preservare questi luoghi.

Con il decalogo l’ente promotore della corretta e sostenibile gestione del patrimonio forestale, sottolinea il ruolo che possono avere turisti, visitatori e fruitori dei boschi.

“La loro cura – ha spiegato Maria Cristina d’Orlando, presidente Pefc Italia – è da una parte compito di amministrazioni e gestori privati, dall’altra di chi li vive. In generale è fondamentale che le amministrazioni e i gestori forestali privati mettano in atto delle azioni preventive e di gestione capaci di ridurre drasticamente il rischio di incendio nei boschi, nelle foreste e nelle aree verdi urbane”.

Secondo Antonio Brunori, segretario generale del Pefc Italia, “nelle aree gestite” in base agli “standard Pefc, proprio perché è rispettata una serie di regole e di procedure, la probabilità che si verifichino incendi è sette volte inferiore rispetto a foreste non gestite”.

Ma diventa “fondamentale – viene spiegato – il supporto dei cittadini”.

Ecco allora il decalogo stilato da Pefc Italia con una serie di regole valide per salvaguardare tutti gli spazi naturali:

il campeggio soltanto dove è permesso

non accendere fuochi e fare attenzione nelle aree predisposte


fare attenzione a dove si parcheggia l’auto


in caso di incendio chiamare le autorità preposte


non disturbare gli animali


non lasciare tracce del tuo passaggio e non abbandonare i rifiuti


seguire sempre i sentieri


fare la propria parte, che significa rispettare boschi e foreste rimediando agli errori altrui, per esempio raccogliendo ciò che le altre persone hanno abbandonato


rispettare il luogo e la flora


seguire le regole per salute anche nei boschi, soprattutto in questo periodo post-coronavirus

Fonte: qds.it