In Sicilia risparmi di 12 mln sul personale. Aumenta l’occupazione – (…non sono i Forestali) !

Una spesa in calo del 25,9 per cento, con un risparmio di 12 milioni solo alla voce personale. Il rendiconto 2017 approvato dalla giunta Musumeci traccia un quadro improntato al rigore: nel documento firmato dall’assessore regionale all’Economia Gaetano Armao e dal ragioniere generale Giovanni Bologna – ma relativo a una spesa condotta per la gran parte dal governo Crocetta – viene fotografato un 2017 all’insegna del risanamento finanziario. “I risultati positivi – si legge nel rendiconto – sono comunque realizzati pur in presenza di pesanti obbligazioni del passato cui si è fatto fronte con le leggi regionali, e in particolare degli oneri relativi ai pignoramenti e ai pagamenti in conto sospeso senza pregressa copertura si procederà con il riconoscimento con un apposito disegno di legge che affiancherà l’approvazione del rendiconto”.

Il governo – che nella stessa seduta, l’11 maggio, ha anche approvato il bilancio di previsione triennale 2018-2020 – auspica “che il trend degli ultimi tre esercizi possa proseguire, e che nel concretizzarsi dell’auspicato consolidamento e rafforzamento della ripresa economica, si possa assicurare il diffondersi dei benefici affiancandoli a una solidità del bilancio regionale”. Nel 2017, però, sono stati fatti 44 milioni e mezzo di debiti fuori bilancio, che confluiscono in un disegno di legge che sarà portato all’Ars per l’approvazione. A incidere soprattutto i pignoramenti, la maggior parte dei quali – 19,3 milioni – riguarda la Formazione, mentre 8,3 milioni sono i costi dei Pos nei musei. Nel rendiconto c’è però pure un tesoretto inatteso. Dalla rottamazione delle cartelle esattoriali la Regione ha incassato 365 milioni di euro e ha previsto di incassarne circa 600 milioni nei prossimi anni.

Il documento fa anche il punto sulla situazione del mercato del lavoro. La disoccupazione scende dal 22,1 al 21,5, con un lieve miglioramento sulla fascia compresa fra 15 e 29 (dal 45,8 si passa al 44,8 per cento). Gli occupati sono un milione e 367 mila, con un recupero trainato dall’agricoltura (più 10,4 per cento) e in parte dall’industria (più 5,7). Un tracollo, invece, quello delle costruzioni: il calo è dell’8,2 per cento. E i numeri dell’agricoltura fanno esultare l’ex assessore Antonello Cracolici: “Anche in Sicilia – dice – si può fare buona politica. Negli ultimi due anni abbiamo messo in campo misure efficaci per sostenere un settore fondamentale per la nostra isola”.

26 maggio 2018

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