In Sicilia 86 comuni a un passo dal baratro, 29 già in default: arrivano i commissari. Il record negativo dell’Isola

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VESTITO GIRL MEILISA BAI 8-16A €.57,00
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COMPLETO FELPA GLITTER BIMBA 2-8A €.22,80
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GILET TESSUTO OPERATO 6-30M €.19,20
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CHICCO – CIRCUS BUS €.42,00
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CHICCO – QUATTRO €.78,00
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CHICCO – Gioco Gattonamento €.22,00
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La Regione invierà nei comuni in crisi i commissari ad acta che entro tre mesi faranno approvare i documenti contabili

Solo 26 enti locali siciliani su 390 possono dirsi tranquilli dal punto di vista economico-finanziario. Solo 26 sono i primi cittadini che hanno approvato nei tempi dettati dalla legge i bilanci 2019. 

La Regione prepara intanto un provvedimento per inviare i commissari nei comuni inadempienti che dovranno far approvare subito bilanci e rendiconti. I dati elaborati dai tecnici dell’assessorato regionale agli Enti Locali parlano chiaro. Solo il 6,5% dei sindaci ha provveduto a dire sì ai bilanci 2018 e 2019.

Guardando ai capoluoghi solo il Comune di Ragusa ha varato sia il rendiconto che il bilancio preventivo. Messina è ferma a metà strada: ha soltanto il bilancio 2019 ma non ha varato quello finale dell’anno scorso. Tutte le altre grandi amministrazioni sono ferme al palo e hanno lasciato scadere invano i termini e le proroghe previsti dalla Regione.

La Regione invierà dunque i commissari ad acta che entro tre mesi faranno approvare i documenti contabili. In caso di esito negativo da parte dei consigli comunali arriverebbe lo spettro dello scioglimento.

Il problema principale che devono affrontare i comuni in difficoltà economica è dovuto alla crisi del sistema di riscossione «Non potendo essere certi delle somme da riscuotere inserite nei bilanci preventivi – spiega il segretario dell’Anci, Mario Emanuele Alvano – i sindaci sono costretti ad accantonare le somme per evitare di far maturare buchi a fine anno. In questo modo è impossibile avere risorse a sufficienza per finanziare tutte le altre necessità. E infatti sono tantissimi i sindaci che stanno prevedendo tagli ai servizi pubblici». Trasporti e servizi sociali sono i settori più a rischio a causa della crisi finanziaria e di riscossione dei tributi: «Sappiamo già – prosegue Alvano – che tanti primi cittadini stanno tagliando sulle mense scolastiche e sugli altri servizi sociali». L’Anci dubita che affidare i servizi di riscossione a società specializzate possa risolvere il problema: «Per noi sarebbe meglio inserire la Tari in bolletta» sintetizza Alvano individuando così il primo problema da risolvere, l’incasso della tassa principale.

E la Sicilia intanto fa registrare un nuovo record (negativo), l’Isola è la seconda regione d’Italia per comuni in dissesto o in riequilibrio. Sono infatti già ben 29 gli enti comunali in dissesto. Sono 57 i comuni che stanno affrontando la difficile scalata verso il riequilibrio. 

11 giugno 2019

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