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IL GOVERNO. DIRIGENTI, PREVARRÀ IL MERITO. L’AGRICOLTURA RESTA A FORZA ITALIA

di Salvo Toscano
Intervista all’assessore Marco Falcone. “Fatti grandi progressi sul trasporto ferroviario”

Assessore Marco Falcone, la giunta da qui ai prossimi giorni dovrà scegliere i nuovi dirigenti generali. Il timore è sempre quello, che alla fine logiche di appartenenza prevalgano sul merito.

“Credo che stavolta il presidente Musumeci abbia voluto dare un criterio meritocratico alla base della valutazione. Il fatto di aver fatto l’interpello consente a tutti di poter dimostrare le proprie capacità. Dopo di che, è chiaro che verificati i curricula noi faremo delle scelte e saranno basate sulla meritocrazia. Non potrebbe essere diversamente perché in questi ultimi 34 mesi noi ci giochiamo la credibilità, sbagliare adesso sarebbe letale. Preferiremo sicuramente la competenza all’appartenenza”.

Ci vorrà un mesetto?

“Circa 20 giorni, secondo me, poi definiamo”.

E sarà già tempo di rimpasto? Perché sembra che i tempi rispetto alle previsioni si stiano accorciando.

“Credo invece che sarà rispettato il programma che ci eravamo dati. Il governo si è contraddistinto per non essere quello che cambiava decine e decine di assessori. Il presidente Musumeci ha detto che la verifica si farà a metà mandato, io penso che a maggio si potrà affrontare la questione”.

C’è la novità del gruppo della Lega, che non è in giunta.

“Abbiamo sempre auspicato che la Lega facesse parte del governo. Se non altro perché la Lega ha partecipato e contribuito all’elezione del presidente Musumeci”.

Si parla come di una cosa quasi fatta dell’assegnazione alla Lega dell’assessorato all’Agricoltura. Forza Italia, che detiene quella casella, non ha niente da obiettare?

“Escludo che Forza Italia lasci l’Agricoltura”.

Questa è una sorpresa rispetto a tutto quello che abbiamo sentito in questi giorni.

“Mi sembra un fatto invece assolutamente logico”.

Perché?

Perché quell’assessorato rientrava negli accordi. E poi è un assessorato in cui sono state fatte tante cose”.

Ma non tutto il suo partito la pensa così.

“No, non c’è una valutazione sull’assessore Bandiera, che secondo me sta facendo bene. Bandiera ancorché non eletto è stato chiamato alla responsabilità di governo. Si è deciso così perché il nostro è un partito che si apre. Su questo qualcuno può pensarla diversamente. Tutti ci mettiamo in discussione, io per primo. Ma un conto sono le deleghe che vanno in un accordo di coalizione a un partito, un’altra cosa sono le persone”.

Farà bene alla maggioranza questo continuo gioco a sfilare deputati agli alleati?

“È nelle corde di alcuni colleghi parlamentari che nel trovarsi in un momento di disagio possano fare delle scelte nuove. Sono scelte squisitamente personali ma al di là di poterle condividere o meno si rispettano. Ma questo non sta intaccando la maggioranza, anzi la coalizione si sta rafforzando. Abbiamo dimostrato che l’opposizione fine a se stessa non serve a nulla. Noi invece abbiamo lanciato un patto di collaborazione che vada oltre gli schieramenti”.

E qualcuno sembra sensibile a questo appello…

“Nel Movimento 5 Stelle registriamo delle sensibilità che sono per la Sicilia e non contro la Sicilia. Vorremmo che fossero di tutti i partiti”.

Andiamo alle Infrastrutture, la sua delega. Lei ha detto che sulle ferrovie i passi avanti ci sono stati. È soddisfatto?

“Non è Falcone che lo dice, lo ha detto il rapporto Pendolaria. Lo dice il milione e 220mila passeggeri in più del 2019 rispetto al 2018. Lo dicono 100mila passeggeri in più del gennaio 2020 rispetto al gennaio 2019, 200mila in più rispetto al gennaio 2018”.

Quali sono i passi avanti, al di là dell’aumento dei passeggeri?

“Potrei dire la riapertura del passante ferroviario di Palermo, la riapertura della Caltagirone Catania, l’inizio dei lavori della stazione di Capaci, l’inizio dei lavori della stazione di Fontanarossa, molto attesi per collegare l’aeroporto alla linea ferroviaria, il riavvio dei lavori sulla Cefalù-Ogliastrillo. Sono risultati sotto gli occhi di tutti e Legambiente non è certo tra gli amici del governo ma non ha potuto non constatare i passi in avanti. Abbiamo recuperato cinque posizioni nella classifica delle regioni. Siamo i primi in Italia per aumento del numero percentuale del numero di passeggeri”.

Sulle strade lo spartito non è così roseo. Con l’Anas il confronto in commissione all’Ars è servito?

“Sulle strade è un po’ diverso. Il rapporto con Anas è un po’ agrodolce. Col Cas stiamo lavorando. Ho fatto un sopralluogo sulla Siracusa-Gela dove i primi 5 chilometri sono stati asfaltati. Nel marzo 2022 consegneremo l’intera arteria”.

Le chiedevo del rapporto con Anas. Tormentato fin qui, diciamo. Sta migliorando?

“Sono convinto di sì. Ieri abbiamo fatto un incontro di tre ore e mezza. Martedì ci vedremo con l’amministratore delegato. Faremo lavori anche in orari notturni sulla Catania-Palermo, dove c’è il problema maggiore. Poi abbiamo il problema delle strade provinciali

E che problema…

“La Regione non ha competenza diretta. Abbiamo finanziato 160 milioni Ma se noi finanziamo e liberi consorzi e città metropolitane hanno difficoltà a fare i lavori non è colpa nostra. Palermo è un disastro, hanno meno di cinque tecnici per tutta la Città metropolitana. Più volte ci stiamo sostituendo agli enti”.

Nel 2020 qual è l’obiettivo principale sul fronte delle Infrastrutture?

“Far partire alcune opere importanti: la Libertinia Licodia che dovrebbe collegare la Ragusa Catania con la Catania Palermo, la Bronte-Adrano, che vale 70 milioni di euro e poi le due pavimentazioni della Catania Messina e della Messina Palermo fino a Patti, e ancora della Catania Messina. A questi aggiungiamo porti importanti come a Favignana e a Malfa. E poi le gare per il raddoppio ferroviario della Catania-Messina e il collegamento della Trapani-Alcamo e il secondo e terzo lotto della Catania Palermo che arriva fino a Enna”.
10 Febbraio 2020 

Fonte: livesicilia.it