IL 15 OTTOBRE 2020 SONO 198 ANNI DALLA NASCITA DEL CORPO FORESTALE: AUGURI A TUTTI I FORESTALI D’ITALIA, IN SERVIZIO E IN QUIESCENZA MA ANCHE A QUELLI CHE SONO GIA’ VICINI A DIO E A TUTTI COLORO CHE COME ME LO PORTANO SEMPRE NEL CUORE

A cura di Enzo Crimi – Divulgatore ambientale e naturalista, già Commissario Superiore del Corpo Forestale della Regione Siciliana
La nascita del Corpo Forestale risale al 15 ottobre 1822, quando Carlo Felice di Savoia, Re di Sardegna, stabilì la costituzione dell’Amministrazione Forestale per la custodia e la vigilanza dei boschi del Regno. La sensibilità e l’attenzione per la “Forestale” nel Regno d’Italia, si conferma nel 1869 con la nascita del Regio Istituto Forestale di Vallombrosa (FI).
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Già nell’atto fondativo del 15 ottobre 1822, venne scritta quella che sarebbe stata la missione del Corpo: conservare i boschi facendo cessare i molti abusi che già a quel tempo si registravano. La Forestale, é quindi una risorsa per il paese perchè svolge un’incessante attività di controllo, e questo molto prima che l’Italia diventasse un’unica nazione. Gli operatori in divisa del Corpo Forestale venivano originariamente impiegati per la difesa del bosco e delle montagne, in quanto all’epoca per ambientale si definivano esclusivamente le zone montuose e quelle particolarmente boscate. Oggi il discorso ambientale si evolve, cambia e coinvolge situazioni completamente diverse che interessano l’intero territorio nazionale e il Corpo Forestale in tale evoluzione è stato sempre in prima linea per un’attenta difesa ambientale, rafforzando i propri compiti di controllo e sorveglianza. Insomma, la molteplicità dei compiti affidati al Corpo Forestale affonda le radici in una storia professionale dedicata alla difesa dei boschi, che si è evoluta nel tempo, si é trasformata e ampliata divenendo assai più complessa.

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Il Corpo Forestale è oggi una forza di polizia ad ordinamento civile con funzioni di Polizia Giudiziaria e Pubblica Sicurezza, specializzata su: leggi forestali, vincolo idrogeologico, taglio dei boschi, tutela del patrimonio naturale e paesaggistico, aree protette, abbandono rifiuti e contrasto alle ecomafie, inquinamento dei corsi d’acqua, attività di cava, abusivismo edilizio e manomissione del territorio, caccia e pesca sulle acque interne, prevenzione e repressione di furti e danneggiamenti nelle aree rurali, convenzione sul commercio internazionale di fauna e flora in via di estinzione (CITES), convenzioni internazionali e direttive comunitarie in materia di prevenzione e repressione dei reati a carattere ambientale e agroalimentare. Oltre a ciò il Corpo Forestale in Sicilia è impegnato direttamente e svolge attività di difesa dei boschi dagli incendi e del Catasto delle aree percorse dagli incendi, servizi di protezione civile, ricerca e soccorso di persone disperse in montagna, ordine pubblico, servizio Meteomont (previsione valanghe), servizi su piste da sci, indagini e statistiche forestali, indagine sul dipartimento delle foreste (INDEFO), censimento alberi monumentali, ricerca nel campo della genetica forestale, divulgazione ambientale. Pertanto, in un momento in cui la tutela e la protezione delle foreste come pure dell’ambiente in generale è una priorità dell’intera comunità, il ruolo del Corpo Forestale diventa centrale per la sua storica funzione di polizia forestale ed ambientale al servizio della natura.
Purtroppo, a partire da gennaio 2017, secondo quanto stabilito da un oscuro Decreto Legislativo, il Corpo Forestale dello Stato è stato soppresso e “sostituito” dall’Arma dei Carabinieri, mentre è ancora incerta la sorte del Corpo Forestale delle Regioni a Statuto Speciale come la Sicilia dove il futuro é scoraggiante e tende a dissolversi, dato che sono rimasti solo pochi uomini in divisa e visto il pauroso disinteresse della politica regionale che, tra una passerella e l’altra, annuncia improbabili concorsi, spesso legati al consenso elettorale. Lasciato carente di uomini, mezzi, risorse e caserme forestali chiuse o che chiudono per mancanza di personale, il Corpo Forestale della Regione Siciliana, sta scivolando nell’agonia dell’oblìo più assoluto e, così restando le cose, difficilmente potrà sopravvivere a lungo. L’assenza del Corpo Forestale, porterà il nostro territorio alla smobilitazione e all’oblìo e sarà consegnato all’incuria e all’abbandono, all’arbitrio di allevatori privi di scrupoli, all’attività del pascolo indiscriminato, ai bracconieri, agli speculatori dell’edilizia e malfattori ambientali di ogni genere, ai razziatori della natura e del tempo, alla piaga degli incendi, al degrado dei rifiuti, all’attività incontrollata degli eventi atmosferici, agli inquinamenti, disboscamenti, decadimento ambientale e socio-culturale generalizzato: ecco, la politica dominante rischia di spianare la strada agli ecoreati e distruzione del territorio. La difesa dell’ambiente ha le sue specificità di intervento che culturalmente sono innate nel Corpo Forestale e nei suoi uomini, come cultura specialistica, tuttavia, con la scellerata soppressione del Corpo Forestale dello Stato, mascherata da un’illusorio risparmio e da un’impensabile e cieca riforma a tutti i costi, la più bassa e becera politica del potere temporale Nazionale, con un provvedimento legislativo folle, arrogante e senza precedenti, ha cancellato, umiliato e relegato all’abdicazione quasi 2 secoli di storia. Come in un gioco onirico di subdola grandezza e finalità occulte, questa politica miope e autoreferenziale, tradisce e distrugge anche i veri principi e valori che affermano il bene comune, purché ratifichi e deifichi la supremazia e la superbia del proprio agire, che ha lasciato il territorio Nazionale e a caduta anche quello regionale, in balìa del nulla, disorientando il popolo e anche la vera essenza tangibile che lo Stato sino al 31 dicembre 2016 ha posto a difesa dell’ambiente. Con tale presenza specialistica del CFS, il territorio veniva capillarmente e sistematicamente controllato in forma perfettamente consolidata, attraverso la dettagliata conoscenza ultradecennale delle sue caratteristiche fisiche e cartografiche, antropiche e orografiche. Cosa sarà dei nostri territori rurali e montani, in particolar modo ubicati geograficamente nelle regioni del sud Italia, dove è forte un malessere sociale che purtroppo scaturisce dallo scarso senso civico e da una marcata presenza di illegalità diffusa e consapevolezza dell’impunità, dove più accentuato è il divario culturale relativo alle problematiche ambientali? Ammiro l’arma dei carabinieri, le sue delicate specializzazioni anticrimine a tutela della collettività, il sacrificio e alto senso del dovere dei suoi uomini. Tuttavia, la difesa dell’ambiente ha le sue specificità di intervento che culturalmente sono innate nel Corpo Forestale e nei suoi uomini, come cultura specialistica, che non si inventa o acquisisce in pochi anni, né un volenteroso drappello di ex forestali che chiameremo carabinieri, frammentati nei vari Comandi Stazione Carabinieri, potrà fare fronte in modo costante ed efficace, alle continue sofferenze del territorio, in particolare quando questo é sotto attacco dagli incendi boschivi e dei quali ne vediamo gli effetti nefasti immediati e mediati, non appena arriveranno le prime piogge e il terreno, non più coperto dalle chiome degli alberi, scivolerà a valle.

 

FONTE: DALLA PAGINA FACEBOOK DI

IL 15 OTTOBRE 2020 SONO 198 ANNI DALLA NASCITA DEL CORPO FORESTALE: AUGURI A TUTTI I FORESTALI D’ITALIA, IN SERVIZIO E…

Pubblicato da Enzo Crimi su Mercoledì 14 ottobre 2020