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I TORRETTISTI DEL 2° DISTRETTO PALERMO SEGNALANO L‘ASSENZA DEL RADDOPPIO DEL PERSONALE ALL’INTERNO DELLE TORRETTE

Gli addetti alle torrette avvistamento incendi del 2° distretto Palermo, segnalano l’assenza del raddoppio del personale all’interno delle torrette. I torrettisti fanno presente con un documento spontaneo, che se nelle ore diurne dovessero verificarsi incidenti e/o malori più gravi di quelli accaduti in diverse occasioni del recente passato, non vi sarebbe possibilità alcuna di prestare immediato e tempestivo soccorso. Inoltre, la viabilità di servizio interna ai cantieri forestali, spesso dissestata gravemente, può compromettere e/o allungare la tempestività di accesso alle torrette in caso di emergenza sanitaria. I lavoratori ricordano che l’art. 45, comma 1 del D.lgs 81/08 dispone che il datore di lavoro adotta i provvedimenti necessari in materia di primo soccorso ed assistenza medica di emergenza, stabilendo i necessari rapporti con i servizi esterni, anche per il trasporto di lavoratori infortunati. Quindi, una corretta e condivisa lettura di questa norma comporta (oltre al resto) il superamento del lavoro in solitudine e la compresenza di almeno due operatori formati e addestrati al primo soccorso. I firmatari della lettera chiedono che vengano poste le basi per il miglioramento nel tempo della sicurezza nelle torrette di avvistamento incendi, predisponendo sin da adesso i provvedimenti necessari affinchè già dalla prossima campagna antincendio si possa pervenire al raddoppio H24.

Il Blog ha da sempre affrontato tali problematiche del personale delle torrette, evidenziando i gravi incidenti, anche mortali di cui sono stati vittime. Ci domandiamo: si potevano salvare se ci fosse stata un’altra persona?
Con l’occasione ribadiamo che la sicurezza viene prima di tutto, e che quindi è arrivato anche il momento, che un uomo da solo in torretta non può più stare.

I rischi del lavoro in solitudine – Guida per i datori di lavoro e gli addetti alla sicurezza. 
Quando si lavora da soli si rischia di non ricevere un aiuto tempestivo in caso di infortunio o di fronte a una situazione critica. I lavoratori dispongono in ogni caso dell’esperienza necessaria a eseguire l’attività in tutta sicurezza. Bisogna garantire che le persone tenute a lavorare da sole ricevano un aiuto tempestivo in caso di infortunio o di fronte a una situazione critica. 
Importante: garantire che la persona tenuta a lavorare da sola sia idonea alla mansione e possa essere soccorsa in caso di bisogno.
Tratto dall’opuscolo edito da SUVA, che fornisce alcune utili indicazioni sui requisiti che devono soddisfare le persone tenute a lavorare da sole, sui posti di lavoro occupati da una persona sola e sul piano di emergenza da mettere in atto per la tutela del salute del lavoratore. Questo materiale informativo può fornire utili consigli per una corretta valutazione del rischio.

Un’organizzazione del lavoro la quale costituisce pur sempre una scelta aziendale che permetta o, addirittura, imponga ad un lavoratore di operare da solo va gestita in modo tale da garantire in modo efficace l’obbligo di tutela attraverso idonee misure organizzative e gestionali essendo tale obbligo parte integrante dei compiti gravanti sui soggetti della prevenzione in azienda, a partire dal datore di lavoro.
Tra le tematiche che sono più “sensibili” allo svolgimento “in solitario” del lavoro va annoverata senz’altro quella del soccorso del lavoratore isolato, anche essa priva di una specifica regolamentazione nell’ambito del “testo unico” di salute e sicurezza sul lavoro in modo che vi siano lavoratori “isolati” di permettere anche attraverso presidi tecnologici, di considerare l’eventualità che la persona sola abbia un malore organizzando i contatti con il 118 e, al contempo, permettendo che il lavoratore venga soccorso nel minor tempo possibile.

L’Art. 32 della Costituzione Italiana prevede che: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”

di Michele Mogavero

FONTE:
forestaliantincendiosicilia