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DECRETO RILANCIO. REDDITO DI EMERGENZA, TEMPI LUNGHI PER IL PAGAMENTO: NIENTE SOLDI FINO A LUGLIO

19 Maggio 2020

Tarda il decreto rilancio, anche se potrebbe essere pubblicato in gazzetta in queste ore, ma di sicuro si allungano i tempi di erogazione per il reddito di emergenza, il Rem. La domanda per l’assegno, che varierà tra i 400 e gli 800 euro a seconda dell’ampiezza del nucleo familiare, dovrà essere presentata entro giugno e avrà severi paletti di Isee e patrimonio: difficile che il pagamento arrivi prima del mese successivo. Quindi, prima di luglio, nessuno dovrebbe vedere i soldi di questa misura.

Intanto, la manovra monstre del Dl Rilancio non è ancora operativa. Le coperture del decreto, realizzate con lo scostamento del deficit, richiedono ancora un difficile lavoro di cesello e la Ragioneria dello Stato è ancora al lavoro per la “bollinatura” che poi consentirà al presidente della Repubblica la controfirma del decreto e la pubblicazione: “Nelle prossime ore andrà in Gazzetta Ufficiale e diventerà legge”, ha assicurato il ministro per i rapporti con il Parlamento Federico D’Inca. Parla invece di “cinico calcolo” la Lega per “impedire con ritardi e farraginosità normative l’accesso alla ‘potenza di fuoco’ millantata”.

Le norme del decreto sono però già definite nel dettaglio mentre le verifiche sono ancora in corsa sul puzzle delle coperture e sul drafting dei rinvii legislativi. Ma, mentre la tela del decreto appare sempre più lunga, è di fatto già partita, dall’Inps alle Entrate, la macchina organizzativa che porterà all’attuazione degli interventi più attesi e a velocizzare quelli già esistenti. A cominciare dalle norme sulla Cig.

“Con il nuovo decreto la domanda per la cig in deroga si fa direttamente all’Inps e non più alle Regioni – ha rimarcato la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo – l’Inps potrà anticipare il 40% al lavoratore e nel mese seguente erogherà la restante parte. Questo ci consentirà di velocizzare l’intero sistema”. Norme accelera-pratiche sono previste anche per l’attivazione della liquidità alle imprese attraverso autocerficazioni nelle pratiche con le banche. Scatterà subito, poi, il bonus di 600 euro di aprile per i lavoratori autonomi che hanno già ottenuto il bonus a marzo. Sarà automatico e non bisognerà fare nulla. Diverso è invece il meccanismo di maggio: i 1.000 euro vengono riconosciuti a chi può dimostrare di aver avuto una riduzione di fatturato: così servirà per questo una circolare attuativa dell’Inps. Automatica è anche l’attuazione della cancellazione del saldo e dell’acconto Irap per le partite Iva e per le società fino a 250 milioni di fatturato. Mentre bisognerà attendere la circolare applicativa dell’Agenzia delle Entrate per il contributo a fondo perduto riconosciuto agli autonomi e alle imprese sotto i 5 milioni di fatturato che hanno visto ridursi di due terzi gli incassi.

L’obiettivo fissato dalla politica è quello di distribuire questi fondi già agli inizi di giugno e così l’Agenzia dello Entrate è già al lavoro per il varo delle norme attuative. Non c’è fretta, invece, per le norme che consentiranno di ottenere il superbonus del 110% sui lavori di miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici (ecobonus), per la riduzione del rischio sismico (sismabonus) e per interventi di installazione di impianti fotovoltaici e colonnine per la ricarica di veicoli elettrici. Le norme valgono per le spese sostenute tra il primo luglio 2020 e il 31 dicembre 2021: anzi chi aveva già in corso lavori di questo tipo dovrà fare attenzione alla data di pagamento. In questo caso, comunque, la circolare dovrà definire anche i limiti dell’intervento che non sono previsti solo per le prime case e che, nelle ultime modifiche del decreto, potrebbero essere estese anche alle seconde case in condominio per evitare che questo blocchi i lavori per l’intero stabile.

Se per il bonus baby sitter le norme sono già in gran parte scritte – l’entità raddoppia a 1.200 euro e viene esteso l’utilizzo anche per i centri estivi – sarà invece necessario attendere la circolare applicativa per quello riservato alle colf e badanti (500 euro): quest’ultime dovranno avere un contratto, o più contratti, per almeno 10 ore settimanali.

© Riproduzione riservata

FONTE: GDS

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