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C‘È L’UFFICIO, MANCANO I DIPENDENTI PERSONALE, È CAOS ALLA REGIONE

Stop alla struttura che recupera i danni erariali. Frena l’Agenzia degli investimenti. La Cuc non funziona. Il problema? Sempre lo stesso.

PALERMO – Dopo quattro mesi l’ufficio per il recupero dei crediti dovuti alle condanne della Corte dei conti, non parte perché non è stato nominato il dirigente generale che doveva organizzarlo. Così, per non rischiare che dopo la costituzione dell’ufficio, tutte le riscossioni che continuano a essere portate avanti possano essere impugnate, alla giunta è toccato approvare una delibera che autorizza gli uffici del dipartimento al Credito e alle finanze a proseguire le procedure di esecuzione delle sentenze. Di continuare come si era fatto finora, insomma. Per non correre il rischio che il condannato dai magistrati contabili la possa fare franca.

Uffici senza (o con poco) personale

Questo è solo uno dei casi in cui alla Regione manca un dirigente o manca il personale per riempire le caselle dell’amministrazione. Solo negli ultimi giorni se ne potrebbero aggiungere altri: l’episodio del trasferimento dei dipendenti nella guardianie delle dighe, o quello della Centrale unica di committenza della Regione che, stando alla relazione dell’assessorato alla Sanità, non funziona sia perché inquadrata in una struttura inadeguata sia per lo scarso numero di dipendenti che vi lavora, cioè 11.

La gestione del personale, insomma, è un caos: nella Regione dei circa 13mila dipendenti e circa 1200 dirigenti non si riescono a trovare le figure per garantire l’ordinaria amministrazione e numerosi dei piani del governo di affrontare alcuni temi con gli uffici speciali falliscono proprio a causa della mancanza di personale.

L’ultimo caso è stato quello dell’ufficio speciale per l’attrazione degli investimenti. La nascita dell’ufficio per agevolare gli insediamenti delle imprese non isolane, doveva essere varata dalla giunta regionale nell’ultima seduta, ma durante la riunione è arrivata la fernata. Due sarebbero stati i motivi. Il governo ha infatti ritenuto che è meglio aspettare la nascita delle Zone economiche speciali ma qualche assessore avrebbe fatto notare: “Se non troviamo i dirigenti per gli uffici già esistenti come pensiamo di trovarli per gli uffici nuovi?”

Rifiuti e bonifiche

Gli esempi non finiscono qui. Nell’ultimo mese Live Sicilia si è occupata delle carenze di funzionari e dirigenti in due dipartimenti che hanno fatto discutere e non poco l’Ars sulla mancanza di impiegati alla Regione. I dipartimenti sono quello al Bilancio e quello all’Acqua e ai Rifiuti. Per riempire quei dipartimenti, durante l’approvazione del Collegato si era tentato prima di aprire alle assunzioni di dipendenti esterni, in aggiunta a quelli esistenti (e numerosi), infine è stata varata una norma che autorizza la possibilità di chiamata di 10 dipendenti a comando dagli altri enti regionali.

Il dipartimento al Bilancio ha deciso di attivare questa norma a inizio settembre. Il dipartimento alle Acque e ai Rifiuti, invece ha seguito le vie ordinarie, puntando sull’innalzamento al massimo dei premi per le strutture. L’esito però è stato lo stesso: sono rimasti senza dirigenti sia 10 unità operative (uffici più piccole) che un servizio, quello che si occupa di impianti e infrastrutture nel settore dei rifiuti.

Sempre in Viale Campania, per tappare qualche buco, si è pensato di chiudere in anticipo un ufficio speciale, quello che si occupa di “bonifiche dei siti inquinati”. L’ufficio, hanno fatto sapere dall’Assessorato, aveva terminato il suo compito principale che era aggiornare il piano delle bonifiche e così, tanto di guadagnato, il dirigente dell’ufficio speciale è stato spostato al servizio Bonifiche con tutto il personale alle sue dipendenze. Consultando le pagine dei dipartimenti regionali, in queste settimane in cui i dirigenti generali stanno firmando i contratti con i dirigenti alle loro dipendenze, gli atti di interpello riguardano tutte le strutture della Regione e non è detto che la situazione posta sotto la lente non si ripeta anche altrove.

In questo scenario il governo cosa fa? La soluzione a cui l’esecutivo Musumeci punta è chiaramente, lo si è letto nel Defr ed è stato chiaro con l’approvazione del ddl: è quella delle assunzioni. Ma nel frattempo, come detto, il governo aveva provato ad approvare qualche misura più immediata, pensando di prevedere l’assunzione di fino a circa 100 dirigenti esterni. Subito si è pensato a pochi incarichi per coprire i posti dirigenziali. “Abbiamo stanziato 200 mila euro, – aveva detto Musumeci all’Ars – perché da ora al 31 dicembre quanto vogliamo stanziare? E poi in sede di bilancio 2020 lavoriamo per capire quanti dirigenti di servizio servivano a questo Governo, a questa Amministrazione regionale per coprire alcuni posti particolarmente strategici dove nessuno vuole andare”. Tutto questo nella Sicilia in cui la Corte dei Conti recentemente ha ricordato che il rapporto fra i dirigenti e i dipendenti “semplici” è di 1 a 10; rapporto troppo basso se si pensa che in Trentino Alto Adige, un dirigente coordina 47 dipendenti.

Le misure adottate dal governo non finiscono qui. Sempre a luglio, infatti, Palazzo d’Orleans ha approvato un giro di vite sugli incarichi dirigenziali. Anzitutto non potranno essere più dati incarichi di consulenza o di studio. Inoltre se a seguito delle procedure di interpello per riempire le caselle vacanti dovessero esserci dirigenti senza ufficio e uffici senza dirigente si il dipartimento alla Funzione pubblica provvederà all’affidamento dell’incarico forzato. L’incaricato potrà ciononostante rifiutarsi ma allora scatterà un termine di 60 giorni dopo il quale rischierà il posto di lavoro.

Insomma, nel settore del personale, le grane non mancano e i problemi da risolvere sono numerosi. Il più importante, però, finora non è stato raccontato ed è proprio quello da cui bisognerà partire. Se c’è un dirigente che al momento manca più di tutti nel settore è proprio il capodipartimento della Funzione pubblica. Qualche giorno fa, infatti, Rosalia Pipia che ha finora retto il dipartimento ha rassegnato le proprie dimissioni, ufficialmente per motivi personali. Così se il governo Musumeci vuole riaprire i dossier che riguardano l’universo del pubblico impiego regionale occorre proprio ripartire da qui: dal superburocrate che gestisce il personale della Regione.

13 settembre 2019