‘Caso’ Montante, UNCI e UNICOOP a Musumeci: “Revochi le nomine del Governo Crocetta”

In un comunicato i vertici di UNCI e UNICOOP della Sicilia chiedono al Governo Musumeci la revoca delle nomine fatte dal Governo Crocetta nel settore delle attività produttive. A cominciare dall’IRCAC. Qualche ‘staffilata’ anche ad altre organizzazioni del settore che, negli anni del crocettismo, erano pappa e ciccia con chi oggi… 

Dopo l’avviso di garanzia inviato all’ex Presidente della Regione, Rosario Crocetta, si cominciano a guardare ai danni prodotti alla Sicilia dal passato Governo alla luce del ‘caso’ Antonello Montante, l’ex presidente degli industriali siciliani oggi agli arresti. A puntare i riflettori su quello che è il settore di loro pertinenza – la cooperazione – sono UNCI e UNICOOP, che chiedono all’attuala Presidente della Regione, Nello Musumeci, di revocare le nomine del Governo Crocetta, a cominciare dall’IRCAC, l’Istituto regionale per il credito alla cooperazione.

“A seguito delle indagini della DDA di Caltanissetta – si legge in un comunicato inviato dai vertici siciliani di UNCI e UNICOOP – oltre a quelle di alcune Procure siciliane, che stanno sollevando il velo su quello che ormai viene definito ‘governo clandestino’, che avrebbe avuto al suo vertice l’ex presidente di Confindustria Sicilia, Antonello Montante”, le due organizzazioni imprenditoriali che operano nel settore cooperativo chiedono al Presidente della Regione, Nello Musumeci, e all’assessore regionale alle Attività produttive, Girolamo Turano, “l’immediata revoca di tutte le nomine effettuate dal Governo Crocetta di pertinenza dell’assessorato Attività Produttive ad iniziare, prioritariamente, con l’azzeramento dei vertici di IRCAC su cui UNCI ed UNICOOP Sicilia hanno già presentato esposti e denunce alla Procura della Repubblica ed al TAR Sicilia”.

Non mancano le critiche al Governo Musumeci:

“Su tale tematica, negli scorsi mesi, UNCI ed UNICOOP Sicilia – si legge sempre nel comunicato – attraverso i propri presidenti Pasquale Amico e Felice Coppolino hanno più volte chiesto di essere ricevuti dal Presidente Musumeci e dall’assessore Turano senza ottenere alcuna risposta, forse perché l’argomento in questione era scottante, dimenticando che, proprio sulle nomine dell’IRCAC, lo stesso Musumeci, da presidente della Commissione Antimafia della precedente legislatura, aveva audito le due associazioni riscontrando anomalie nella procedura delle nomine”.

“Lo strappo sull’IRCAC con la nomina di SAM BEN-ABDELEALI e degli altri due componenti il cda (consiglio di amministrazione) – si legge sempre nel comunicato – rappresenta l’ultimo atto di cinque anni votati al ridimensionamento scientifico della cooperazione siciliana anche, e questo è molto grave, con complicità all’interno del sistema cooperativo. Da tale commistione è nato un ostracismo nei confronti del movimento cooperativo quasi come a punire il sistema della cooperativa e favorendo altre tipologie societarie”.

A chi fanno riferimento i vertici siciliani di UNCI e UNICOOP quando stigmatizzano le “complicità all’interno del sistema cooperativo”? Alle organizzazioni di settore i cui dirigenti, oggi, tacciono?

L’accusa più pesante, rivolta al Governo Crocetta, è quella di aver favorito ” altre tipologie societarie”. Anche in questo caso la domanda è d’obbligo: a chi fanno riferimento Amico e Coppolino?

“In tal senso – cioè nel sonso di aver favorito altri soggetti, si legge ancora nel comunicato – UNCI ed UNICOOP Sicilia hanno letto la scelta del Governo Crocetta nell’avere tolto alle cooperative siciliane la possibilità di godere del benefit del 50% sul costo della revisione in un momento di grave crisi economica e del sistema imprenditoriale. Tutto questo nel totale silenzio delle addetti ai lavori tranne le proteste di UNCI ed UNICOOP Sicilia”.

E qui c’è un’altra accusa rivolta agli “addetti ai lavori”: e qui non si capisce se si riferiscono alla politica, al mondo imprenditoriale o ad entrambi.

“L’avere tolto la norma sull’abbattimento del 50% del costo revisione alle cooperative siciliane – dicono Amato e Coppolino – è stato il prezzo della svendita della cooperazione isolana in un ‘do ut des’ che, giorno dopo giorno, viene fuori dalle inchieste giudiziarie”.

Quindi la domanda al Governo Musuneci che, anche in questo settore sembra voler fare il pesce dentro il barile:

“Vogliamo sapere cosa intende fare della cooperazione siciliana il Governo Musumeci e se intende rimuovere le ampie zone grigie rimaste dal Governo Crocetta. UNCI ed UNICOOP Sicilia chiedono la revoca delle nomine, il ripristino delle agevolazioni a favore della cooperazione siciliana e il recepimento della legge 59/92”.

P.S.

Qual è la posizione, in questa vicenda, della Lega siciliana delle Cooperative? 

Foto tratta da blogsicilia.it

19 maggio 2018

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