ARS, DIALOGO O GRANDE INCIUCIO? M5S: RESPONSABILI MA NON STAMPELLA

Musumeci apre al dialogo, i capigruppo anche. Guardingo il Pd. I 5 Stelle disponibili ma con riserve.

PALERMO – Il primo tentativo di ponte tra maggioranza, o meglio ex maggioranza, e opposizioni si è avuto questa mattina. Ma i segnali successivi al discorso di Nello Musumeci alla riunione con i capigruppo in commissione Bilancio ancora non fanno pensare a una svolta. Il Pd ha subito fatto sapere che non voterà il Def del governo. Quanto ai grillini, Giancarlo Cancelleri a LiveSicilia ribadisce sì l’atteggiamento d’apertura del Movimento, che parla di “fase della responsabilità” e vuole aprire “la stagione del dialogo”, ma senza essere “stampella” del governo.

Stamattina, dopo le aperture di Giancarlo Cancelleri, Musumeci ha incontrato i capigruppo e i deputati della commissione Bilancio, aprendo a un confronto su bilancio e finanziaria con le opposizioni, nel rispetto dei diversi ruoli. Poco dopo, però, il capogruppo del Pd Giuseppe Lupo ha mandato un segnale tutt’altro che accomodante. “Il Pd voterà contro il Defr del governo regionale perché non sostiene la crescita economica e l’occupazione produttiva della Sicilia”. Aggiungendo un’ulteriore critica alla giunta: “Siamo in attesa di conoscere i contenuti della Manovra economica che,- aggiunge – sino ad ora, continua ad essere solo annunciata dal governo”.

E i grillini? Giancarlo Cancelleri nella sua inedita versione da pontiere ha aperto al confronto con un’intervista. E oggi, durante l’audizione della Corte dei Conti il leader grillino ha usato toni accomodanti con un apprezzamento per le parole del governo che non dice che va tutto male in Sicilia. C’è un vento romano – lì pare che tra destra e grillini si tratti – che soffia e avvicina i 5 Stelle al centrodestra in un “modello Sicilia 2.0”? “No. Primo perché non credo che ci sia neanche a Roma questo vento, non sono abituato a credere ai retroscena dei giornali. Noi non siamo la stampella di nessuno – risponde Cancelleri –. Non vogliamo entrare in maggioranza e non vogliamo proporre scambi e voteremo sempre contro quello che non ci convince, anche facendo mancare il numero legale. Il Def così com’è non lo votiamo neanche noi. Quello che vorremmo è trovare delle convergenze su cose buone per la Sicilia. Apprezzeremmo anche se si accogliessero delle nostre proposte ma questo oggi Musumeci non credo che lo abbia colto”.

Il capogruppo di Forza Italia, Giuseppe Milazzo, alle prese con la difficile gestione dei deputati azzurri, pigia sull’acceleratore: “Il confronto con le minoranze è indispensabile e necessario, perché bisogna costruire insieme un percorso istituzionale – dice -. Noi siamo disponibili a valutare e sostenere le proposte delle minoranze e confrontarci con loro sulle nostre”. Dialogo è la parola d’ordine del centrodestra in affanno. Si fa sentire anche il capogruppo di Diventerà Bellissima Alessandro Aricò: “Dopo le precedenti legislature purtroppo spesso contraddistinte da voltagabbana, cambia-casacca ed inciuci assortiti, è l’ora che all’Ars ci sia un confronto serio e costruttivo tra maggioranza ed opposizione”. Sì al confronto no allo scontro ma anche no al “mercimonio di poltrone”, precisa Aricò.

C’è aria di inciucio? Qualcuno la subodora. “Sentiamo puzza di inciucio sotto il classico ombrello della responsabilità – scrive Antonio Rubino del Pd sulla pagina dei Partigiani Dem -. Il Pd stia lontano da Musumeci e dai grillini. Se il Governo ha i numeri vada avanti altrimenti si dimetta e restituisca la parola ai siciliani”.

Insomma, i grillini aprono le porte ma senza (ancora) spalancarle, il Pd resta guardingo, il nuovo corso dell’Ars che possa portare fuori dal pantano Sala d’Ercole è ancora da costruire. Tanto più che dentro la ex maggioranza le voci critiche rimangono e non perdono occasione per farsi sentire. Come fa Cateno De Luca, che oggi tra l’altro scrive “Se il presidente Musumeci vuole il mio sostegno, e credo quello di tanti altri parlamentari in Assemblea, deve fare una scelta netta di rottura col passato”. Vincenzo Figuccia punta al consueto bersaglio: “ Personalmente parlo e mi confronto con tanti deputati. E molti di loro mi dicono di non essere contro Musumeci, ma soltanto a favore di alcuni provvedimenti, che vorrebbero affrontare in aula ma che non arrivano a causa dell’insipienza, della superficialità e spesso dell’incapacità di alcuni soggetti che non si fanno portatori delle istanze. Il sistema della rappresentanza è in crisi perché chi ha ruoli centrali all’Interno dell’assemblea non li esercita in un clima di condivisione”.
di Salvo Toscano

22 Marzo 2018

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