ARRIVA IL CALDO E MEZZA SICILIA È IN FIAMME. MA COS’HA COMBINATO IL GOVERNO REGIONALE CON L’ANTINCENDIO?

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Ce lo chiediamo mettendo assieme gli incendi esplosi negli ultimi giorni – e nelle ultime ore – in quasi tutte le province della Sicilia e le considerazioni, peraltro molto gravi, del segretario regionale del SIFUS, Maurizio Grosso, che scrive senza mezzi termini di licenziamenti di operai della Forestale e della mancanza del 50% dei viali parafuoco. I Canadair e gli elicotteri antincendio lavorano gratis?  

L’attività di prevenzione degli incendi, in Sicilia, quest’anno, è stata effettuata correttamente? Gli operai della Forestale hanno iniziato a realizzare i viali parafuoco tra la fine di aprile e i primi di maggio? A giudicare da quello che leggiamo qua e là sui giornali, beh, sembrerebbe proprio di no!

Quello che sta succedendo in questi ultimi giorni – e alla fine sono solo i primi, veri giorni di caldo estivo – è a dir poco allarmante. Incendi si registrano a Messina, nel Catanese, nel Siracusano, nel Ragusano, nel Trapanese, nell’Ennese (tra Piazza Armerina e Aidone), nel Nisseno (dove il 22 maggio scorso è stata evacuata un’intera scuola!), nel Palermitano.

Qualcuno sostiene che noi non perdiamo occasione per criticare il Governo regionale di Nello Musumeci. Ora, a parte che non è così, cosa dovremmo fare in una Sicilia nella quale, ai primi caldi estivi, in quasi nove provincie su nove, vanno in scena incendi, in alcuni casi anche pericolosi per l’incolumità delle persone?

Noi vogliamo cominciare la nostra ricognizione sul fuoco che sta ‘inghiottendo’ una parte non certo secondaria di quel poco di verde che resta in Sicilia con una nota su Facebook di Maurizio Grosso, segretario del SIFUS, il sindacato che, da sempre, si batte per la stabilizzazione dei lavoratori forestali (la specificazione “da sempre” è importante: perché in Sicilia ci sono organizzazioni sindacali che, quando al Governo della Regione siciliana c’è il centrosinistra, e segnatamente il PD, si dimenticano dei lavoratori: gente seria…).

Maurizio Grosso – e questo, visto quello che sta succedendo in queste ore in Sicilia – racconta cose che noi non possiamo che definire incredibili:

“SIFUS CONFALI. I LICENZIAMENTI DEI FORESTALI IN PROVINCIA DI MESSINA RAPPRESENTANO LA PROVA PROVATA DI UNA VISIONE DISTORTA DEL TERMINE PROGRAMMAZIONE CHE APPARTIENE AI DIRIGENTI E ALLA CLASSE POLITICA.

SE E’ VERO COME E’ VERO CHE I FORESTALI ADDETTI ALLA MANUTENZIONE BOSCHIVA IN PROVINCIA DI MESSINA RAGGIUNGERANNO 75 GIORNATE LAVORATIVE PRIMA DI ESSERE LICENZIATI (CON QUESTO CHIARO DI LUNA È UN SUCCESSO), E’ ALTRETTANTO VERO CHE, DA LUGLIO E FINO ALLE NUOVE DISPONIBILITÀ DI CASSA, I FORESTALI MEDESIMI, TORNERANNO A CASA LASCIANDO I BOSCHI INCUSTODITI.
IN VERITÀ, NON SOLO I BOSCHI SARANNO INCUSTODITI E QUINDI, IN BALIA DEGLI INCENDI ESTIVI, MA ADDIRITTURA, IN ESSI MANCA LA REALIZZAZIONE, ALMENO PER IL 50%, DEI VIALI PARAFUOCO. I VIALI PARAFUOCO, PIACCIA O NO AI DIRIGENTI SCIENZIATI, RAPPRESENTANO LA FATTISPECIE DI LAVORAZIONE PIÙ EFFICACE A RIDURRE I RISCHI DI APPICCAMENTO INCENDI. COME SE CIO NON BASTASSE, POICHÉ ORAMAI VA DI MODA, IN QUESTI ULTIMI GIORNI PRIMA DEI LICENZIAMENTI, DIVERSE SQUADRE DI OPERAI VERRANNO DISTORTE DAL LAVORO NEI BOSCHI PER ESEGUIRE LAVORI LEGATI ALLA PULIZIA DEL VERDE PUBBLICO IN ALCUNI COMUNI. QUESTO E’ IL DRAMMATICO QUADRO DELLA SITUAZIONE IN ATTESA CHE AD AGOSTO O FORSE A SETTEMBRE, RIPRENDERANNO I LAVORI. CHE DIO C’E’ LA MANDI BUONA! PER QUESTE E TANTE ALTRE RAGIONI, VA IMMEDIATAMENTE AFFRONTATO IL TEMA DELLA RIFORMA DEL COMPARTO DEI FORESTALI IN MANIERA CHE IL PROSSIMO ANNO POSSIAMO VEDERE UN ALTRO FILM. IL SIFUS FARÀ COME SEMPRE LA SUA PARTE PER TROVARE LE SOLUZIONI ATTE A RIDURRE I DANNI”.

Quindi, presidente Musumeci, a fine giugno, in Sicilia, manca all’appello il 50% dei viali parafuoco e a Messina e dintorni si licenziano gli operai “lasciando i boschi incustoditi”?

La cosa strana sapete qual è? Che proprio a Messina – dove si stanno licenziando gli operai della Forestale – appena due giorni fa, un vasto incendio ha seminato il panico nel rione dell’Annunziata. Sono intervenuti i Vigile del fuoco, un elicottero antincendio e gli operai della Forestale (non ancora licenziati…).

“La situazione è sotto controllo. Le fiamme non hanno lambito le abitazioni come lo scorso 10 giugno”, leggiamo in un lancio dell’ANSA.

Quindi lo scorso 10 giugno, a Messina, ci sono stati pericoli per gli abitanti di alcune case?

Da Messina a Palermo. Dove le cronache di queste ultime ore registrano un paio di incendi: a Mondello (tanta paura per gli abitanti di un gruppo di ville), sulle colline che sovrastano Corso Calatafimi (dove le fiamme hanno seminato il panico in una casa di riposo) e nella zona di Villa Reale.

Incendi si registrano in provincia di Caltanissetta, nell’Ennese, nell’Agrigentino, nel Siracusano, nel Ragusano, nel Catanese.

Insomma, fiamme ovunque.

Su quanto avvenuto nei giorni scorsi a Catania e dintorni riportiamo un passo di un articolo de La Repubblica del 24 giugno:

“Un tavolo di crisi nel capoluogo etneo, in prefettura, ha monitorato l’emergenza fiamme nel Catanese. Molta paura a Belpasso nel primo pomeriggio di ieri, dove le fiamme sono arrivate a minacciare abitazioni e capannoni industriali e hanno richiesto il lavoro senza sosta dei vigili del fuoco. Soccorso un uomo rimasto bloccato in casa che è stato tratto in salvo dai pompieri e ricoverato all’ospedale Cannizzaro di Catania dove le sue condizioni non risultano gravi. Fuoco anche ad Acireale e nella frazione balneare di Vaccarizzo, nei pressi dell’Oasi del Simeto dove oltre alle squadre dei vigili del fuoco sono stati impegnati anche gli uomini della forestale. Le fiamme hanno lambito anche la strada statale 114 che per circa mezz’ora è stata chiusa al traffico. Le squadre dei vigili del fuoco di Acireale e Riposto hanno salvato 64 bovini da un incendio che ha invaso il fienile di un allevamento in via delle Grazie ad Acicatena. Il rogo, sviluppatosi da sterpaglie, ha minacciato l’allevamento e sono stati i vigili del fuoco a portare via gli animali e metterli al sicuro”.

Perché abbiamo riportato questo passo di un articolo su Catania e dintorni? Perché a noi risulta che, nel Catanese, l’attività antincendio sia stata ridotta ai minimi termini. 

Qual è, oggi, la situazione nel servizio antincendi della Forestale in Sicilia?

A noi risulta che il personale impegnato non superi le 4 mila e 500 unità. E sono pochissime, rispetto ai bisogni di una Regione come la Sicilia.

A noi risulta che il personale, in media, presenti un’età di cinquant’anni: e sono tanti per un lavoro così rischioso, che richiede una preparazione fisica non indifferente.

A noi risultano carenze nei dispositivi di sicurezza: perché chi va ad affrontate le fiamme, si sa, deve andare protetto.

A noi risulta – e qui quello che sappiamo noi coincide con quanto affermato da Maurizio Grosso, là dove lamenta l’assenza del 50% dei viali parafuoco – che gli operai della Forestale sono stati avviati al lavoro il 15 giugno e non a metà aprile-fine maggio: perché è tra aprile e maggio che – almeno è quello che sappiamo noi – dovrebbero essere realizzati i viali parafuoco, non dopo il 15 giugno! 

A noi risulta che, per ciò che riguarda i mezzi che servono per espletare le attività antincendio, ci siano problemi di revisione e di manutenzione.

A noi risulta che, allo stato attuale, gli operatori del Corpo Forestale – che in Sicilia fa ancora capo alla Regione – che fino a qualche anno fa erano poco più di 900, si sono ridotti, sì e no, a 250 unità!

Insomma, come negli ospedali pubblici della Sicilia, dove i medici e gli infermieri che vanno in pensione non vengono sostituiti (nella sanità pubblica siciliana si ‘risparmia’ così, anche perché, con una fetta consistente delle risorse del Fondo sanitario regionale si pagano altre spese: spese che non hanno nulla a che vedere con la sanità), anche nel Corpo Forestale chi va in pensione non viene sostituito.

Ci hanno detto che, nei prossimi tre anni, il Corpo Forestale della Regione siciliana sparirà: un bel ‘risparmio’, non vi pare? Soprattutto un ‘intelligente’ risparmio…

D’accordo: il Governo regionale ci risponderà, per bocca dei suoi autorevoli rappresentanti, che le finanze della Regione sono a ‘secco’. Tutto vero: siamo i primi a riconoscere all’attuale Governo regionale di aver trovato una situazione finanziaria disastrosa.

Sappiamo benissimo – lo scriviamo da quando siamo in rete – che il passato Governo regionale di Rosario Crocetta a ‘trazione’ PD ha massacrato le finanze regionali. Tutto vero.

Il problema, però, è che mentre si ‘risparmia’ sul Corpo Forestale, mentre si ‘risparmia’ sul personale della Forestale che viene licenziato mezza Sicilia va a fuoco.

E chi interviene, visto che si ‘risparmia’ sulle persone? I Canadair e gli elicotteri antincendio. Che, sicuramente, in Sicilia, lavoreranno gratis. Infatti, sarebbe veramente singolare se si dovesse scoprire che, mentre stiamo sbaraccando il Corpo Forestale, mentre si riduce il personale della Forestale si vanno a pagare i Canadair e gli elicotteri!

Però, su questi punti – licenziamenti, Canadair e quant’altro – ci piacerebbe che qualche deputato regionale ci ‘illumini’ un po’. Magari con qualche bella interrogazione con richiesta di risposta scritta: le parole pronunciare a voce volano, le parole scritte restano…

Foto tratta da nuovosud.it 

Incendi/ Sorpresa: i Canadair e gli elicotteri antincendio sono gestiti da privati! 

I Canadair che sorvolano la Sicilia? Angeli per le tasche di qualcuno 

Incendi in Sicilia/ Per caso i Canadair si pagheranno con i fondi del PSR? 

Con il caldo mezza Sicilia in fiamme: non diteci che sono i soliti piromani!

29 giugno 2019