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Vento di scirocco, un violento incendio tra Altofonte e Poggio San Francesco

Sul posto Forestale, Vigili del Fuoco e Protezione Civile

MONREALE, 14 luglio – Un violento incendio, che ha raggiunto un fronte di circa due chilometri, ha interessato, a partire da questa sera, una vasta zona compresa fra Cozzo Paparina, area Buttafuoco, L’incendio è visibile anche da lunga distanza.

I volontari della Protezione Civile stanno intervenendo a supporto della Forestale e dei Vigili del Fuoco, anche perchè un fumo molto denso costringe i numerosi abitanti di Buttafuoco e Torrettella a rimanere chiusi nelle abitazioni
Nella stessa zona, nello scorso mese di dicembre un violentissimo incendio, favorito dal forte vento, aveva minacciato il bosco della Moarda.

Aggiornamenti:

L’incendio è stato spento intorno alle 3. Difficili le operazioni di spegnimento perchè c’era molto vento e la zona è impervia. Sono intervenuti squadre Casaboli e Carpineto, autobotte Casaboli; Villaciambra e in tarda serata la 8000 Piana che ha rifornito i mezzi forestali e Vigili del fuoco. I mezzi e le squadre, guidate dal distaccamento Villagrazia, intorno alle 4 hanno fatto rientro nelle loro sedi.

L’ARS TORNA AD ASSUMERE, L’ANNUNCIO DI MICCICHÉ: “PRESTO UN NUOVO CONCORSO”.

Palazzo dei Normanni non bandisce una selezione da dieci anni. Oggi i burocrati in servizio sono già 175 per 70 deputati
 
Nel paradiso della burocrazia pubblica in Sicilia si torna ad assumere. “Nei prossimi mesi l’Ars bandirà un concorso per 10 posti”, annuncia il presidente dell’Assemblea regionale, Gianfranco Miccichè, a margine della cerimonia di consegna dei titoli di dottorato di ricerca dell’Università di Palermo, che si è svolta nel pomeriggio nel cortile Maqueda di Palazzo dei Normanni. Il presidente ha ricordato anche che l’ultimo concorso all’Ars è stato bandito dieci anni fa proprio durante la sua precedente presidenza ed era destinato a laureati in Giurisprudenza, Economia e Scienze politiche. Miccichè, infine, ha lanciato un appello al rettore Fabrizio Micari e ai professori presenti alla cerimonia “affinchè l’Ateneo formi studenti preparati e motivati”.  

All’Ars negli anni scorsi sono andati in pensione molti dirigenti, una dozzina, con norme a dir poco di favore: alcuni non avevano nemmeno 50 anni di età e sono andati via con il massimo del tfr e della pensione in base al loro reddito. Ma nel frattempo i deputati sono scesi da 90 a 70. Oggi all’Ars lavorano in 175 e al momento, grazie ad un accordo interno triennale, il tetto degli stipendi è fissato a 240 mila euro.

All’ingresso, cioè ad inizio carriera, le buste paga sono (cifre mensili per sedici mensilità): 2.952 euro netti al mese per il consigliere parlamentare, 2.069 euro stenografo parlamentare, 2.069 euro segretario parlamentare, 1.726 euro coadiutore parlamentare, 1.608 euro tecnico amministrativo, 1.534 euro assistente parlamentare. Stipendi base, ai quali vanno aggiunti eventuali straordinari e indennità. Stipendi base che dopo venti anni di servizo raddoppiano in media. Ad esempio un consigliere parlamentare con venti anni di carriera di base guadagna 6.468 euro netti al mese per sedici mensilità, cioè 103 mila euro netti all’anno più indennità.

La commissione di esame solitamente è composta da alcuni deputati componenti del Consiglio di presidenza e da docenti universitari scelti sempre dal Consiglio di presidenza.

di ANTONIO FRASCHILLA

11 Luglio 2018

Dalle 48 ore di caldo tremendo ai temporali: la Sicilia può già dire “addio” all’estate. Catania la più colpita

PALERMO – Pericolo incendi in Sicilia per le prossime quarantotto ore: questa è la nota inviata dal dipartimento della protezione civile della Regione Siciliana in merito alle previsioni per la settimana appena iniziata.

Questa la delucidazione in merito: “Un minimo depressionario in quota, in transito sulla nostra Penisola, determina oggi condizioni di tempo perturbato sulle regioni centro-settentrionali, specie su Emilia-Romagna e Marche, in locale estensione anche sul Meridione peninsulare. Domani, il predetto vortice tenderà a traslare verso l’area balcanica e poi sul Peloponneso, lasciando sul nostro territorio una residua instabilità ad evoluzione diurna, in particolare sulle zone più interne, principali catene montuose e versanti tirrenici meridionali, con successivi rasserenamenti serali. Domenica e lunedì l’Italia si troverà sotto l’influenza di un promontorio interciclonico che favorirà una generale stabilità, eccetto modesta fenomenologia sulle Alpi e sull’Appennino meridionale“.

Pertanto, “si invitano gli Enti in indirizzo ad attuare quanto previsto nei propri documenti e Piani di emergenza. In particolare si raccomanda ai Sindaci di attivare le procedure previste dal Piano comunale di emergenza per il Rischio incendi d’interfaccia e dai Piani comunali per il Rischio ondate di calore, per le fasi e/o livelli dichiarati. Si raccomanda di dare la massima e tempestiva diffusione del presente avviso e di informare la Soris (numeri telefonici indicati in testa) circa l’evoluzione della situazione”.

Temperature caldissime nel Catanese, dove verranno superati i 31°C, accompagnati dall’anticiclone algerino che porterà afa e umidità. Farà parecchio caldo anche a Trapani e ad Agrigento, clima leggermente più mite a Palermo e Messina.

Dopo l’alto rischio di incendi, tuttavia, sarà una settimana dove ritornerà a farsi sentire prepotentemente la pioggia. Infatti, sono previste perturbazioni con temporali e piogge sparse su tutto il territorio siciliano. Uno sbalzo di temperatura non indifferente che potrebbe gravare non poco sulle condizioni ambientali delle città interessate. I giorni con maggior maltempo dovrebbero essere giovedì e venerdì.

Redazione NewSicilia

GUARINO: DIFENDERÒ SEMPRE GLI OPERAI FORESTALI. MI DISPIACE CHE I GRILLINI SICILIANI PARLINO SOLO DI CONVENZIONE CON PROTEZIONE CIVILE E VIGILI DEL FUOCO PER LA LOTTA AGLI INCENDI

L’ho sempre detto, lo ribadisco a chi non vuole ancora comprendere, e lo dirò anche in futuro. Io difendero’ sempre gli operai forestali sia dell’Antincendio che della Manutenzione. Fatevene una ragione e non datemi più fastidio. Mi dispiace che i grillini siciliani parlino solo di convenzione con Protezione Civile e Vigili del Fuoco (che rispetto), per la lotta agli incendi. Io so, il valore e l’esperienza dei Forestali. Io so l’alto senso del dovere dei Forestali. Io con i miei occhi ho visto Forestali allo stremo delle forze continuare a combattere le fiamme e altri con l’aria condizionata dentro i loro mezzi. Questa è la verità

Dalla pagina Facebook di Gaetano Guarino

Domenica, la Sicilia sarà la regione più calda !

ROMA – Dopo i temporali che puntelleranno molte regioni del Centro-Nord fino a venerdì, nel corso del weekend la pressione tenderà ad aumentare, e avrà caratteristiche sub-tropicali. Il team de iLMeteo.it comunica che da domenica prossima le temperature saliranno costantemente al Centro-Nord toccando valori massimi di 33°C sul Veneto e il Trentino Alto Adige, 28-31°C in Lombardia come a Milano ed Emilia Romagna. Qualche grado in meno invece su Piemonte e Liguria.

Temperature via via più alte man mano che ci sposta verso Sud; Roma dai 30° di domenica salirà fino ai 32°c di lunedì; Taranto toccherà i 36°C sempre lunedì mentre la Sicilia, che sarà la regione più calda d’Italia, probabilmente batterà il record di caldo per il mese di Giugno con i 39°C previsti a Catenanuova (Enna).

Antonio Sanò, direttore e fondatore de iLMeteo.it annuncia però che da martedì 12 giugno le temperature torneranno a diminuire a partire dal Nord e poi via via anche al Centro-Sud: «L’anticiclone africano subirà l’ennesimo scacco matto ad opera delle perturbazioni atlantica, mai così in forma come quest’anno”.

lasicilia

06 giugno 2018

ARRIVA L’ESTATE, ARRIVANO I PRIMI INCENDI E… ARRIVANO I CANADAIR A 14 MILA EURO L’ORA!

Lo scorso anno la Sicilia ha battuto tutti i record: è stata la Regione più ‘Canadairizzata’ del mondo. Il fuoco, nell’estate siciliana, è ormai parte del paesaggio: ed è ormai un’entrata fissa per chi gestisce questo costoso servizio. Insomma, agli ‘incendi di centrosinistra’ dello scorso anno si andranno a sostituire gli ‘incendi di centrodestra’… 

Chiari, dolci e caldi incendi che ‘riscaldate il cuore’ della Sicilia. Quanto ci siete mancati. E, soprattutto, quanto sarete mancati ai privati che gestiscono il servizio dei Canadair, gli aerei anfibi che, quando le fiamme si alzano maestose e solenni nei cieli della nostra Isola, piombano come falchi a 14 mila euro all’ora (prezzo dello scorso anno, da accertare se è rimasto invariato o è stato aggiornato).

(Nella foto sopra un Canadair mentre “esce come Venere dall’onda”).

Lo scorso anno la Sicilia, con i 20 mila ettari di verde andati in fumo, ha battuto il record del mondo: è stata la Regione più ‘Canadairizzata’ del Pianeta, premio ‘Piromani d’oro’ 2017…

Che estate, quella del 2017, per la Sicilia! Quanto bel fuoco! Che incendi! Che purificazione! (e che piccioli…).

Ci sono stati giorni in cui le fiamme superavano persino la fantasia di Dante.

Certo, ci sono stati provvidenziali ritardi nell’avviamento dell’attività di prevenzione degli incendi. Il grandissimo Governo regionale di Rosario Crocetta-PD – che Iddio lo abbia sempre in gloria – ha fatto le cose per bene.

Era giusto risparmiare sugli operai della Forestale, grazie anche a una sapiente campagna mediatica di criminalizzazione dei “forestali-fannulloni”: massacrati, depotenziati, definanziati e de de de…

Risparmio sui forestali e via libera ai Canadair: olè!

Quest’anno le cose si stavano mettendo male. Addirittura si avevano notizie che le operazioni di prevenzione del fuoco sarebbero iniziate a metà aprile, come nei Paesi civili. Possibile?

Si aveva notizia che le erbe seccate al sole – una manna per il fuoco – sarebbero state tolte.

Si aveva notizia che la realizzazione dei viali parafuoco a catena avrebbe eliminato la possibilità di espansione di eventuali incendi.

Per ‘fortuna’, niente di tutto questo.

Niente attività di prevenzione degli incendi ad Aprile. E niente anche per i primi quindici giorni di maggio. Solo un mezzo avvio dei 151-isti della Forestale nella terza decade di maggio, ma senza esagerare: piano, senza affollamento.

Così siamo a giugno, mese aspro come una poesia di Cardarelli.

Poetica a parte, sono stati realizzati i viali parafuoco? Sì e no, direbbe la Sibilla. Anzi, più no che sì, ma senza esagerare con i no e con i sì, aggiungerebbe la cugina della Sibilla.

Tant’è vero che, grazie a Dio, i primi incendi di fine primavera hanno già lasciato il segno: fiamme sincere, avide, avvolgenti…

Fuoco, dolce fuoco, sei finalmente tornato.

E – come già ricordato – insieme con il fuoco, nei cieli siciliani, sono tornati i primi, timidi Canadair.

Qualcuno penserà: ma questo articolo che ci sta raccontando? Ci sta dicendo che, lo scorso anno, qualcuno di è fatto i ‘bagni’ con il fuoco? Ma come si fa a pensare una cosa del genere?

E noi invece lo pensiamo: e pensiamo che, anche quest’anno…

Comunque, se volete ulteriori ragguagli sul costo dei Canadair leggere il seguente articolo dello scorso anno:

Incendi/ Sorpresa: i Canadair e gli elicotteri antincendio sono gestiti da privati!

Incendi in Sicilia/ Per caso i Canadair si pagheranno con i fondi del PSR?


Chi ha interesse a incendiare la Sicilia? Il dopo-fuoco e il grande business di elicotteri e Canadair

04 Giugno 2018

A CHE PUNTO È LA CAMPAGNA DI PREVENZIONE DEGLI INCENDI DEI BOSCHI IN SICILIA?

Ce lo chiediamo perché quello che vediamo e quello che leggiamo ci preoccupa. Già qualche incendio è divampato. E non siamo ancora in estate. La nostra sensazione è che l’attuale Governo regionale – complice la commissione Bilancio dell’Ars che ha bloccato le risorse – non stia mantenendo gli impegni. La preoccupante nota di Maurizio Grosso, del Sufus

Incendi dei boschi: come sarà la stagione estiva che sta arrivando in Sicilia? Ci piacerebbe tanto essere smentiti, ma da quello che osserviamo in questi giorni i segnali sono tutt’altro che positivi.

Perché diciamo questo? Perché abbiamo la sensazione che l’attuale Governo regionale, anche su questo fronte, alle parole non abbia fatto seguire fatti concreti.

Nei giorni scorsi – tanto per entrare in tema – nel Palermitano non sono mancati gli incendi. Fuoco a Trabia, ad Altofonte, a Partinico.

Preoccupa la presenza, nei terreni incolti, di erbe e arbusti seccati da una siccità che, quest’anno, è stata particolarmente insistente.

La presenza di arbusti ed erbe secche lasciate al solo indica che le operazioni di prevenzione del fuoco o sono state effettuate male, o che no sono state effettuare affatto.

Scrive sulla propria pagina facebook Gaetano Guarino, dirigente del Corpo Forestale della Regione siciliana commentando gli incendi dei giorni scorsi:

“Iniziano le danze… mano criminale”.

Nella sua pagina leggiamo un commento che non ci tranquillizza proprio. A scrivere è Mario Giovanni Di Stefano:

“Faccio parte dell’Antincendio della Forestale siciliana. Vorrei informare le persone che scrivono caz… che fino ad oggi siamo fermi, cioè a casa. Oggi dalle nostre parti ci sono 35 gradi e vi posso dire che, in giro c’è una folta e massiccia erba… basta una scintilla per far scoppiare il finimondo! Ora voglio dire: se il personale addetto è a casa… e non c’è manutenzione (cioè nessuno si occupa di togliere le erbe secche, operazioni indispensabili per eliminare o ridurre gli incendi ndr) di chi è la colpa? A voi la risposta. Noi operatori non ce la facciamo più a essere insultati da persone che non conoscono la nostra situazione”.

Da quello che è dato sapere, in questo momento operano soltanto i 151-isti della Forestale, che si occupano dei cosiddetti viali parafuoco.

Per quello che sappiamo noi, le operazioni di prevenzione degli incendi nei boschi dovrebbero iniziare a metà aprile. Ma a noi risulta che ad aprile, al di là delle promesse annunciate dall’attuale Governo regionale, le attività antincendio, nei boschi della Sicilia, non sono state particolarmente intense…

A noi risulta che anche a maggio, nelle aree verdi della nostra Isola, è stato fatto ben poco. A noi risulta che, anche quest’anno, si sta ‘risparmiando’ sulle attività forestali.

La differenza, rispetto allo scorso anno, è che c’è più caldo e che c’è stata maggiore siccità: due elementi che non lasciano presagire nulla di buono.

Palazzo d’Orleans, sede della presidenza della Regione, ci ‘delizia’ ogni giorno di tanti comunicati. Ma non ne abbiamo ancora letto uno che fa il punto della situazione sulle attività di prevenzione degli incendi già effettuate. Non sarebbe il caso di colmare questa lacuna?

Sul sito del Sifus-Confali, il sindacato autonomo che si batte per la stabilizzazione dei lavoratori forestali, leggiamo un post tutt’altro che incoraggiante. A firmarlo è Maurizio Grosso, segretario di questa organizzazione sindacale.

Grosso si rivolge al Presidente della Regione, Nello Musumeci, e all’assessore all’Agricoltura, Edy Bandiera:

“EGREGIO PRESIDENTE MUSUMECI
EGREGIO ASSESSORE BANDIERA.

FINO AD IERI TEMPERATURE NON PROPRIO ESTIVE HANNO IMPEDITO DANNI DA INCENDI AL PATRIMONIO BOSCHIVO E FORESTALE NONOSTANTE GLI INTERVENTI PROGRAMMATI ABBIANO LASCIATO A DESIDERARE PER RAGIONI SIA ORGANIZZATIVE CHE DI BILANCIO ( IN VERITÀ IL GOVERNO AVEVA PROPOSTO TUTTE LE RISORSE NECESSARIE IN FINANZIARIA MA LA COMMISSIONE BILANCIO LO AVEVA IMPEDITO).
OGGI LE TEMPERATURE SONO CAMBIATE ( SI TRATTA DI 37 GRADI) E LO SCENARIO CHE ABBIAMO DAVANTI ALL’INTERNO DEI BOSCHI E’ SIMILE A QUELLO DELLA ‘POLVERIERA’ CHE NEL 2017 HA REGALATO ALLA SICILIA IL PRIMATO DI REGIONE PIÙ BRUCIATA D’EUROPA.
BISOGNA TROVARE UNA SOLUZIONE PER AVVIARE SUBITO TUTTI I FORESTALI ADDETTI ALLA MANUTENZIONE NEI BOSCHI (COMPRESI I SETTANTOTTISTI) IN MANIERA DA REALIZZARE E COMPLETARE I VIALI PARAFUOCO PRIMA POSSIBILE E RENDERE IL LAVORO CHE ATTIVERRANNO GLI ADDETTI ANTINCENDIO EFFICACE ED EFFICIENTE, ANCHE ATTRAVERSO L’ATTINGIMENTO DELLE UNITA’ LAVORATIVE MANCANTI DAL SETTORE MANUTENZIONE.
BISOGNA ACCELLERARE CON LA STAGIONE DELLE RIFORME A PARTIRE DA QUELLE CHE RIGUARDANO IL COMPARTO FORESTALE E DEI CONSORZI DI BONIFICA, IN MANIERA CHE, PER IL 2019, SIANO OPERATIVE.
E’ DENTRO QUESTO SIGNIFICATIVO QUADRO DI INTERVENTI CHE LA NOSTRA O.S. MISURERA’ ED ESPRIMERA’ GIUDIZIO SUL VOSTRO GOVERNO”.

Da Grosso apprendiamo così, che i viali parafuoco – a giugno! – debbono ancora essere completati.

Il segretario del Sifus ricorda i danni ai boschi della Sicilia dello scorso anno. E li ricordiamo anche noi: 20 mila ettari di verde andati in fumo.

Speriamo bene. Speriamo che la realtà seppellisca il nostro pessimismo.

Foto tratta da nonsprecare.it

03 giugno 2018

Salvini approda in Sicilia, “è la nostra frontiera”. E la Padania estende i confini della patria

Sui social imperversano i ricordi, indelebili, della Lega bossiana. Accanto al suono della moschetteria, annunciato da Umberto Bossi, c’erano le sparate di gioventù dell’attuale Ministro degli Interni, Matteo Salvini, dedicate ai napoletani e siciliani, tutti da purificare servendosi delle marmitte di fuoco dei vulcani di stanza nei luoghi giusti (Vesuvio e Etna).

Un’altra era geologica, un altro Salvini. Il Padano secessionista è oggi un nazionalista sovranista che vigilia sui confini della patri (virtualmente) e ha le parole ed i gesti del Ministro sobrio ed avvertito. Rassicura, tollera, indulge. Anche i toni sono cambiati, accanto alle parole d’ordine.

Governo del cambiamento? Forse, ma di sicuro è la leva dei nuovi ministri ad avere adottato un linguaggio diverso. Niente smargiassate, niente anatemi. Non è una metamorfosi, intendiamoci. Solo che le stanze dei bottoni vanno governate con il fioretto e il passo felpato, non con la ramazza. Figuriamoci la ruspa. E’ vero, l’immagine del Ministro degli Interni a bordo di una ruspa è vecchia di appena un mese, ma è come se fosse stata scattata un secolo fa. Il tempo si accorcia a seconda dei bisogni.

E’ lecito tuttavia sorprendersi, non fa male a nessuno. Chi l’avrebbe detto che la Padania si sarebbe allargata a dismisura fino a comprendere l’intera Penisola, isole comprese? Chi l’avrebbe detto che al secessionismo leghista sarebbe seguito il nazionalismo ed il sovranismo? Chi l’avrebbe detto che la Lega avrebbe coperto l’area di destra per intero, fino alle sue estrema, cannibalizzando la sorellina d’Italia, Giorgia Meloni, e il Grande Fratello, Silvio Berlusconi, incazzato come un bue proprio per questa ragione, a giudicare dalle ultime esternazioni – video messaggio – che preannuncia tuoni e fulmini sul governo ancora in culla (“pauperista, giustizialista, populista”).

Immaginate che un vostro amico o congiunto abbia trascorso qualche anno lontano dalla patria e non abbia potuto seguire le ultime vicende politiche italiane. Appena atterrato alla Malpensa, dando uno sguardo ai giornali, seppir superficiale, come pensate che reagisca?

La patria è tornata patrimonio della destra, dopo essere stata adottata – da Ciampi in poi – dalla sinistra. Ed è perfino diventata “cara” ai grillini, che hanno mandato alla Difesa una signora – la dott.essa Trenta – che al momento del giuramento, davanti a Sergio Mattarella, si è messa sull’attenti. E parlando con i giornalisti, li ha spronati a non vergognarsi di essere dei patrioti. Insomma la nazione, con la “N” maiuscola, è in cima ai pensieri dei cosiddetti populisti, a quanto pare. E questo è coerente con tutto il resto.

Vedremo il Presidente del Consiglio – hanno definito il fiorentino Conte un dandy- impettito davanti agli alzabandiera, insieme ai due suoi vice, Di Maio e l’impareggiabile Salvini, convertito all’amor patrio con successo.

Gli ultimi sondaggi regalano alla Lega un balzo di undici punti percentuali rispetto al 4 marzo, ed una caduta verticale di Forza Italia, che rimedia appena il 9 per cento (dal 14 circa).

IL quadro politico si sta ricomponendo. La sinistra torna al ruolo che gli compete, l’opposizione, dove si sente più a suo agio, a dispetto della vocazione governativa annunciata nell’atto di nascita del PD da Walter Veltroni.

Una conferma dell’amor patrio dei nuovi leghisti arriva dall’annuncio di Salvini, quando ha appena guadagnato l’uscita dal Quirinale (dopo il giuramento). “La Sicilia è la nostra frontiera”, avverte Salvini, in partenza per l’Isola per un comizio elettorale a Catania.

“Ora sono in ufficio, twitta il neo Ministro, “stasera in Veneto, a Vicenza e a Treviso, e domani in Sicilia, la nostra frontiera. Difesa dei confini e rimpatri, riprendiamoci il nostro Paese”.

Finalmente si sono accorti che la Sicilia è frontiera. Tutto gira a meraviglia. Luigi Di Maio, che appena una settimana fa annunciava al popolo l’impeachment del Capo dello Stato, siu spella le mani per Sergio Mattarella che lascia i Fori Imperiali a conclusione della parata del 2 giugno.Pare che nessuno l’abbia avvertito che l’impeachment italiana è altra cosa rispetto a quello americano.Può essere evocato quando si commette il reato di alto tradimento, per il quale è prevista la pena dell’ergastolo.

Ma anche questo appartiene al passato, pur prossimo. Scordiamocelo, fa bene alla salute.

Economia lumaca in Sicilia. «Dieci anni per risollevare la crisi»

PALERMO “L’economia del Mezzogiorno e delle Isole, a distanza di tre anni dalla fine delle recessione, resta ancora imprigionata nelle maglie di un processo di rilancio troppo lento, non in grado di assicurare nel breve-medio termine il risanamento delle ferite causate dalla crisi.

Lo ha affermato l’economista Pietro Busetta presentando l’analisi previsionale sull’economia del Mezzogiorno realizzata da Diste Consulting per Fondazione Curella, all’Università degli studi di Palermo. Secondo Busetta “continuando di questo passo – e supponendo un cammino con la stessa andatura del triennio 2015/2017 – occorreranno non meno di dieci anni per ritornare alle condizioni dell’anno precrisi, il 2007. E ciò, nonostante le recenti stime Istat indichino una crescita del Pil nel 2015/2016 del 2,4%, superiore al +1,8% del Centro/Nord. E malgrado che le analisi del Report Sud abbiano raffigurato il proseguimento nel 2017 della fase di recupero. Se tutto va bene e se le turbolenze che incombono sui mercati finanziari e sugli scambi internazionali non attiveranno shock inaspettati, dopo quasi un quarto di secolo – sette anni di crisi e tredici di ripresa – si ritornerà al punto di partenza. Per questo abbiamo voluto dare come titolo al Report Sud numero 34 “Mayday, mayday, il Sud lancia l’allarm”.

Ad illustrare il Report Sud numero 34, oltre a Busetta, docente dell’Università degli studi di Palermo e vice presidente della Fondazione Curella, Alessandro La Monica, presidente Diste Consulting, Sebastiano Bavetta e Antonio Purpura, economisti e docenti dell’Università degli studi di Palermo. Dall’analisi sull’economia meridionale e insulare, compiuta con il supporto dell’indagine Diste/Fondazione Curella, si evince per il 2017 un tasso di crescita reale in moderata progressione, prossimo a +1,1%, più modesto del +1,6% del Centro/Nord.

“Le proiezioni – secondo il Report Sud – indicano il conseguimento di un tasso di crescita dell’1,3%, in avvicinamento alla dinamica dell’area centro settentrionale (+1,6%). Per l’occupazione si sconta un aumento di 64 mila unità (+1,0%), in decelerazione rispetto ai ritmi del triennio precedente, e un marginale alleggerimento del tasso di disoccupazione (18,9%). L’atteggiamento delle famiglie residenti riguardo alla spesa di consumo resterà prudente, riflettendosi in una progressione un pò più modesta rispetto a quella del reddito disponibile. Ne conseguirà un innalzamento della propensione al risparmio. L’incremento dei consumi sul territorio economico (+1,2%) sarà sostenuto dalla spesa dei turisti, attesa in crescita ulteriore. Il miglioramento delle aspettative favorirà soprattutto gli investimenti in macchinari e attrezzature (+4,1%), che continueranno a beneficiare degli incentivi fiscali per le acquisizioni di tecnologie innovative. Per gli investimenti in costruzioni si stima un aumento del 2,3% principalmente sostenuto dalle ristrutturazione cui si assoceranno gradatamente nuove spinte provenienti dagli altri segmenti, tra cui i lavori pubblici”.

“Il recupero delle componenti di domanda asseconderà una intensificazione della produzione che coinvolgerà sia l’offerta di beni sia quella di servizi – sottolinea l’indagine -. L’industria assumerà un’impostazione espansiva, con un aumento del valore aggiunto dell’1,9%. Vi si affiancherà per il settore delle costruzioni un incremento del 2%, mentre i servizi concorreranno con un +1%. Per quanto riguarda il valore aggiunto prodotto dall’agricoltura, silvicoltura e pesca l’anno dovrebbe chiudersi con un parziale recupero (+2,6%) delle perdite subite nel biennio precedente”.

Sul versante della domanda, i consumi delle famiglie – dei residenti e non residenti – hanno presentato un ritmo di crescita simile al precedente (+1,1%) sostenuti dalla discreta performance dell’occupazione. Tra gli 8,2 milioni di famiglie residenti, 700 mila famiglie costituite da circa 2 milioni di persone soffrono condizioni di povertà assoluta, con risorse insufficienti a garantire un livello di vita accettabile. Si tratta dei potenziali beneficiari del reddito d’inclusione, una pletora di indigenti in cui verranno selezionati quelli in regola con i requisiti per accedere ad un contributo economico di circa 500 euro per diciotto mesi rinnovabili per altri dodici. Gli investimenti sono aumentati del 3%, incoraggiati dalle aspettative favorevoli sulla domanda, dalla politica monetaria accomodante, dalle condizioni di finanziamento tuttora convenienti. Gli investimenti in costruzioni hanno per contro stentato a prendere slancio (+1,6%), sorretti soprattutto dai lavori di ristrutturazione e da interventi di riqualificazione energetica. Hanno continuato a incontrare difficoltà le nuove costruzioni sia residenziali che economiche, compreso il comparto delle infrastrutture. Dal lato della produzione, il contributo dei rami di attività è generalmente positivo, ad esclusione dell’agricoltura che ha scontato le conseguenze delle cattive condizioni climatiche (-2,6%). Il valore aggiunto industriale ha registrato un incremento dell’1,5%, conservando un livello più basso di 1/4 sul 2007. L’attività delle costruzioni, in aumento dell’1,3%, si è mantenuta di 1/3 inferiore a dieci anni prima. Il valore aggiunto prodotto dai servizi ha realizzato il quarto incremento consecutivo (+1,1%), avvicinando il traguardo del pieno recupero delle perdite precedenti: resta da riscattare meno del 3%. ‘In base al profilo congiunturale del secondo semestre del 2017 – secondo l’indagine -, le prospettive nel breve termine possono essere ritenute moderatamente favorevoli. Gli elementi di rischio al ribasso sono più che altro riconducibili ad accadimenti di natura geopolitica su scala internazionale. Quelli di rischio al rialzo sono connessi con una accelerazione della domanda e una ripartenza degli investimenti infrastrutturali più robuste di quanto ipotizzato. E’ in ogni caso da attendersi una forte volatilità sui mercati valutari e finanziari”.

“Il ritorno del ciclo in territorio positivo e la rimozione di alcune rigidità del mercato del lavoro – secondo l’indagine – hanno impresso una spinta all’occupazione, aumentata l’anno scorso di 71 mila unità e nell’ultimo triennio di 266 mila. La performance ha coperto solo una parte del tracollo precedente: nel decennio 2007/2017 il sistema produttivo ha registra la scomparsa di 345 mila posti di lavorò. ‘Sul fronte occupazionale – sottolinea l’indagine – si è consolidata la presenza di lavoratori di età più matura, a scapito di quelli in piena età attiva, e la partecipazione delle donne a svantaggio degli uomini, mentre sono cresciuti gli impieghi a tempo parziale a danno del tempo pieno. Negli ultimi dieci anni gli occupati da 55 anni in su sono aumentati di circa 500 mila unità, principalmente per l’innalzamento delle aspettative di vita e dell’età pensionabile; sono diminuiti invece di 661 mila quelli in piena età attiva (25/54enni). Gli occupati d’età giovanile (15/24enni) si sono ridotti di 184 mila, sia per la crisi sia per il calo demografico e l’aumento dei livelli d’istruzione. Nel decennio le lavoratrici sono aumentate di 65 mila unità e i lavoratori diminuiti di 409 mila. La componente femminile ha trovato per la maggior parte sbocchi in attività dei servizi, con occupazioni precarie a tempo parzialè. “La cauta ripresa dell’economia – osserva Alessandro la Monica, presidente Diste consulting – se ha prodotto un parallelo e lento recupero di occupati, sta determinando dal lato della disoccupazione una discesa discontinua e assai modesta, frenata anche dall’ingresso sul mercato del lavoro di soggetti inattivi, incoraggiati dalla percezione che siano aumentate le probabilità di trovare un impiego”. Il tasso di disoccupazione ha mantenuto nel 2017 un livello (19,4%) non discosto da quello dell’anno precedente (19,6%), a sua volta sceso di 1,1 punti percentuali sul massimo storico del 2014. Il confronto rispetto a dieci anni prima mostra un ingrandimento di 8,4 punti percentuali, con peggioramenti estesi per genere e per classi di età.

lasicilia

31 MAGGIO 2018

In Sicilia risparmi di 12 mln sul personale. Aumenta l’occupazione – (…non sono i Forestali) !

Una spesa in calo del 25,9 per cento, con un risparmio di 12 milioni solo alla voce personale. Il rendiconto 2017 approvato dalla giunta Musumeci traccia un quadro improntato al rigore: nel documento firmato dall’assessore regionale all’Economia Gaetano Armao e dal ragioniere generale Giovanni Bologna – ma relativo a una spesa condotta per la gran parte dal governo Crocetta – viene fotografato un 2017 all’insegna del risanamento finanziario. “I risultati positivi – si legge nel rendiconto – sono comunque realizzati pur in presenza di pesanti obbligazioni del passato cui si è fatto fronte con le leggi regionali, e in particolare degli oneri relativi ai pignoramenti e ai pagamenti in conto sospeso senza pregressa copertura si procederà con il riconoscimento con un apposito disegno di legge che affiancherà l’approvazione del rendiconto”.

Il governo – che nella stessa seduta, l’11 maggio, ha anche approvato il bilancio di previsione triennale 2018-2020 – auspica “che il trend degli ultimi tre esercizi possa proseguire, e che nel concretizzarsi dell’auspicato consolidamento e rafforzamento della ripresa economica, si possa assicurare il diffondersi dei benefici affiancandoli a una solidità del bilancio regionale”. Nel 2017, però, sono stati fatti 44 milioni e mezzo di debiti fuori bilancio, che confluiscono in un disegno di legge che sarà portato all’Ars per l’approvazione. A incidere soprattutto i pignoramenti, la maggior parte dei quali – 19,3 milioni – riguarda la Formazione, mentre 8,3 milioni sono i costi dei Pos nei musei. Nel rendiconto c’è però pure un tesoretto inatteso. Dalla rottamazione delle cartelle esattoriali la Regione ha incassato 365 milioni di euro e ha previsto di incassarne circa 600 milioni nei prossimi anni.

Il documento fa anche il punto sulla situazione del mercato del lavoro. La disoccupazione scende dal 22,1 al 21,5, con un lieve miglioramento sulla fascia compresa fra 15 e 29 (dal 45,8 si passa al 44,8 per cento). Gli occupati sono un milione e 367 mila, con un recupero trainato dall’agricoltura (più 10,4 per cento) e in parte dall’industria (più 5,7). Un tracollo, invece, quello delle costruzioni: il calo è dell’8,2 per cento. E i numeri dell’agricoltura fanno esultare l’ex assessore Antonello Cracolici: “Anche in Sicilia – dice – si può fare buona politica. Negli ultimi due anni abbiamo messo in campo misure efficaci per sostenere un settore fondamentale per la nostra isola”.

26 maggio 2018