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INCENDI, DECINE DI ROGHI NEL PALERMITANO: ALLARME PER I TERRENI INCOLTI

Gli interventi a Partinico in diverse contrade, Cinisi, Carini, Cefalù, Termini Imerese, Campofelice di Roccella

Decine di incendi dolosi di macchia mediterranea in provincia di Palermo spenti dai vigili del fuoco del comando provinciale. Gli interventi a Partinico in diverse contrade, Cinisi, Carini, Cefalù, Termini Imerese, Campofelice di Roccella.

Tutte le squadre sono state impegnate per fronteggiare le fiamme che hanno distrutto alcuni ettari di vegetazione. Ad alimentare gli incendi è la vegetazione molto rigogliosa che cresce nei terreni incolti e che dovrebbe essere ripulita dai proprietari.

Più volte i vigili del fuoco hanno lanciato appelli affinché tutte le amministrazioni locali e regionali obbligassero a ripulire le terre ed eliminare la prima causa degli incendi che già in queste settimane hanno già provocato non pochi danni alla coltivazione e al turismo

09 Giugno 2018

INCENDIO A BAGHERIA, IN FUMO ETTARI DI MACCHIA MEDITERRANEA

Fuoco a ridosso dell’ex Kafara, interviene un Canadair

Un incendio è divampato a monte Catalfano a Bagheria, distruggendo diversi ettari di macchia mediterranea a ridosso dell’ex Kafara, in contrada Mongerbino. I vigili del fuoco sono al lavoro ed stato necessario l’intervento di un Canadair. La colonna di fumo è visibile anche dal centro abitato di Bagheria. Nelle settimane scorse un incendio si era sviluppato sempre a Monte Catalfano, a ridosso del parco di Solunto.

03 Giugno 2018

CASO MONTANTE, L’INDAGATO CROCETTA SI DIFENDE: “MAI PRESI FONDI NERI”. ED M5S ATTACCA MUSUMECI: “ANCHE LUI COINVOLTO”

Il presidente della Regione è cauto: “Attenti a non sbattere il mostro in prima pagina”.  Il leader Giancarlo Cancelleri accusa: “Ci spieghi il passaggio sul figlio contenuto nelle carte dell’inchiesta”

Adesso il Movimento 5 Stelle prova a tirare in mezzo il presidente della Regione. Quello in carica, Nello Musumeci, e non solo il suo predecessore Rosario Crocetta, raggiunto ieri da un avviso di garanzia nell’ambito dell’inchiesta sull’ex presidente di Sicindustria Antonello Montante: “Quello che sta emergendo in Sicilia dopo l’arresto di Montante – dice infatti Giancarlo Cancelleri, vicepresidente dell’Ars e leader dei grillini in Sicilia – disegna una continuità con la politica che arriva fino al governo attuale della Regione. Il silenzio di Musumeci, sul caso del finanziamento di Montante a suo figlio, è inaccettabile prima che imbarazzante”.

Cancelleri si riferisce a un passaggio contenuto nei documenti che hanno portato agli arresti domiciliari l’ex leader degli industriali siciliani: stando ai suoi stessi appunti, l’imprenditore il 5 agosto 2015 avrebbe incontrato Musumeci, all’epoca presidente dell’Antimafia («appuntamento in Sicindustria per suo progetto + sponsor gazebo Catania per figlio», si legge in uno dei tanti faldoni trovati durante la perquisizione del 2015).

Proprio stamattina, d’altro canto, Musumeci ha rotto il silenzio sull’inchiesta. “L’industria dell’antimafia in Sicilia – ha detto il governatore in mattinata – deve chiudere i battenti. L’antimafia finta non può consentire, anche in politica, facili carriere. L’antimafia si predica nel dovere del silenzio, giorno dopo giorno”. Con un avviso, che dopo l’affondo di Cancelleri torna d’attualità: “Bisogna sempre essere attenti a non sbattere il mostro in prima pagina. Io sono garantista per cultura politica: attenti quando emettiamo sentenze”.

Il mostro, con le fattezze di Rosario Crocetta, indagato “eccellente” dell’inchiesta Montante insieme con l’attuale capo di Sicindustria Giuseppe Catanzaro, pochi minuti prima si era sfogato con l’agenzia Ansa. “Non ho mai preso fondi neri per la mia campagna elettorale – dice – in genere servono per comprare voti e io non ho mai pagato nessuno in vita mia. I contributi che ho ricevuto, roba da 5 mila euro, sono arrivati da imprese di Gela, tutto tracciabile e in regola con la legge. Se poi queste imprese aderivano a Confindustria non lo so, so invece che Sicindustria non mi ha dato un euro”. Con la quale, invece, secondo l’ex presidente c’era un accordo politico: “Nel 2012 – ricorda Crocetta – ho fatto l’accordo con Confindustria, con l’associazione che stava combattendo contro la mafia. Persino Claudio Fava dichiarò all’epoca che in Sicilia bisognava fare alleanze con Antonello Montante e Ivan Lo Bello impegnati nella lotta al racket delle estorsioni, battaglia sostenuta anche da ministri e magistrati. E io mi fermo lì, quello che è successo dopo non può essere utilizzato per gettare fango su scelte prese in un determinato periodo storico”. L’autodifesa batte su quel tasto, la politica: “È reato – chiede l’ex governatore – fare alleanze politiche con Confindustria? E come la mettiamo allora con i ministri espressione del mondo industriale nei governi a Roma?”.

Anche perché, sostiene Crocetta, nessun favore è stato fatto “ad Antonello Montante e a Giuseppe Catanzaro. Anzi fu il mio governo a bloccare l’operazione di vendita dell’Ast alla Jonica trasporti dove Montante era socio, fu pure condannato a pagare le spese legali. E fui io a fare chiudere per tre mesi la discarica di Siculiana di Catanzaro perché non si adeguava alle prescrizioni durante l’emergenza rifiuti, creandogli un danno per 10 milioni di euro”. Però Linda Vancheri, anch’essa indagata, entrò in giunta: “Quando feci l’accordo politico con la Confindustria della legalità – ricorda Crocetta – Linda Vancheri, che lavorava nell’associazione di Caltanissetta da dove era partita la svolta antiracket, entrò in giunta in quota industriali con la delega alle Attività produttive, mentre
 Mariella Lo Bello (a sua volta indagata, ndr) come rappresentante della Cgil all’Ambiente. Quando Vancheri decise di andarsene, contro la mia volontà perché volevo che seguisse l’Expo sino alla fine, fui io a nominare Lo Bello alle Attività produttive e senza indicazione di Montante. E a nominare Maria Grazia Brandara (una terza indagata, ndr) a capo dell’Irsap fu l’assessore Lo Bello perché guidava il dipartimento di competenza”.

di CLAUDIO REALE

17 Maggio 2018

MONTANTE, INDAGATO ROSARIO CROCETTA. “ASSOCIAZIONE, CORRUZIONE E FINANZIAMENTO ILLECITO”

Antonello Montante e Rosario Crocetta 

L’ex governatore avrebbe favorito il manager nominando assessori Vancheri e Lo Bello, ora indagate. I pm: “L’imprenditore bloccò un video scabroso sul presidente”. Coinvolti Brandara e l’imprenditore Catanzaro

CALTANISSETTA.  L’inchiesta sull’imprenditore Antonello Montante arriva a Rosario Crocetta: l’ex presidente della Regione siciliana è indagato dalla procura di Caltanissetta per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e al finanziamento illecito. E’ accusato di aver messo in giunta due fedelissime di Montante, il paladino della legalità oggi agli arresti domiciliari per aver imbastito una centrale di spionaggio e affari. Per gli stessi reati sono indagati anche gli ex assessori alle Attività produttive Linda Vancheri e Mariella Lo Bello, l’ex presidente dell’Irsap (l’ente regionale per lo sviluppo delle attività produttive) Mariagrazia Brandara, pure lei nel cerchio magico di Montante. Oggi pomeriggio, la polizia sta notificando una serie di avvisi di garanzia su disposizione dei pm nisseni.

Secondo la ricostruzione del procuratore aggiunto Gabriele Paci, dei sostituti procuratori Stefano Luciani e Maurizio Bonaccorso, Montante avrebbe pilotato le scelte del governo Crocetta. Significative alcune sue frasi intercettate dalla Mobile, durante un dialogo in auto con Lo Bello e Brandara. «A Crocetta non gli abbiamo mai fatto sbagliare una mossa». E ancora: «Con le attività produttive si può fare la terza guerra mondiale». E precisava: «Possiamo». “L’associazione a delinquere” si sarebbe fondata su un patto di scambio. Crocetta avrebbe nominato le fedelissime di Montante, prontissime a fare avere una pioggia di finanziamenti al presidente di Sicindustria. Montante avrebbe ricambiato finanziando la campagna elettorale 2012 del Megafono con 200 mila euro, e poi “impedendo – recita l’atto d’accusa della procura – che venisse reso pubblico da parte di giornalisti un video dal contenuto scabroso attinente la vita privata di Crocetta”. Indagati per il reato di associazione a delinquere anche quattro imprenditori, che per l’intercessione di Montante avrebbero beneficiato di lavori nel settore dei rifiuti, delle pulizie e allo stabilimento dell’Eni. Sono Giuseppe Catanzaro, attuale presidente di Sicindustria, Rosario Amarù, Totò Navarra e Carmelo Turco. Un altro indagato è il dirigente regionale Alessandro Ferrara.

Con gli avvisi di garanzia sono partite anche le convocazioni per le audizioni, la procura diretta da Amedeo Bertone vuole approfondire ciò che è emerso nelle intercettazioni. L’inchiesta ipotizza due associazioni a delinquere attorno a Montante: quella finalizzata alla corruzione di esponenti delle forze dell’ordine, per carpire notizie riservate sulle indagini, e quella per corrompere esponenti della politica, con l’obiettivo di razzolare fondi pubblici.

Catanzaro, uno dei signori dello smaltimento dei rifiuti in Sicilia, ha diffuso una nota: “Andrò dai magistrati e fornirò ogni elemento utile al fine di agevolare la ricostruzioine della verità storica. Ritengo che attenga alla fisiologia del sistema democratico effettuareverifiche e indagini in capo a chi svolge attività imprenditoriale”.

SALVO PALAZZOLO
16 Maggio 2018

STANZIATI 6,5 MILIONI PER LA PULIZIA DI FIUMI E TORRENTI: SARANNO UTILIZZATI I FORESTALI, I DIPENDENTI DELL’ESA E DEI CONSORZI DI BONIFICA. STANZIATI POI 500 MILA EURO, CHE SARANNO TRASFERITI AI COMUNI, PER LA PULIZIA DEI TORRENTI BLOCCATI DA IMMONDIZIA E DISCARICHE ABUSIVE

La manovra alla seduta decisiva: non sono possibili altri rinvii. Il centrodestra lavora a un maxi-emendamento. Le norme approvate finora

All’ultimo respiro. L’Ars arriva fino all’ultimo giorno utile della maratona per la Finanziaria: dopo i ripetuti ko degli ultimi giorni, la maggioranza adesso deve provare a condurre in porto la manovra nelle ultime ore a disposizione, visto che l’esercizio provvisorio può essere rinnovato solo fino al 30 aprile. Il centrodestra lavora a una riscrittura di buona parte degli articoli che mancano all’appello: un maxi-emendamento che ieri sera sarebbe dovuto approdare in Aula ma che giungerà probabilmente solo stamattina. Ieri, intanto, ancora alta tensione: dopo i capitomboli di venerdì e sabato, la giornata lavorativa di domenica (una situazione insolita per l’Ars) è andata avanti senza particolari scossoni fino a sera, quando non si è raggiunto l’accordo pieno sulla stabilizzazione dei precari ex Pip. Oggi ci si riprova. Ed è l’ultimo tentativo.

Ecco tutte le norme approvate nei giorni scorsi.

Fondo disabili
Approvata la norma suio disabili, dopo le polemiche dei giorni scorsi. Il governatore Nello Musumeci ha replicato alle critiche per una sua frase sulla spesa per i disabili che ingesserebbe il bilancio. “Parlano i fatti”, ha detto. Istituito un fondo da 270 milioni di euro per la disabilità, con garanzia dell’assistenza mensile per 12 mila disabili gravissimi che avranno circa 1.500 euro al mese per scegliersi il percorso di assistenza.  Stanziati 5 milioni di euro per i piani personalizzati, che accompagnano il disabile anche nel percorso di studi e formativo, con un emendamento firmato da tutti i partiti. Rispetto allo scorso anno, stanziati 30 milioni di euro in più: “Con queste cifre garantiremo l’assistenza a tutti, anche se faremo verifiche perché alcune Asp hanno accolto soltano il 20 per cento delle domande, altri il 40 per cento ed il numero degli assistiti è salito a quota 12 mila”, dice l’assessore alla Sanità Ruggero Razza.

Aumenti per 400 funzionari Beni culturali
Passa una norma che cosnente, agli assunti nel 2000 nel ruolo tecnico dei Beni culturali, un aumento di stipendio per equipararli ai funzionari direttivi: “Si tratta di un incremento lordo di 1.600 all’anno per circa 400 tecnici”, dice l’assessore all’Economia Gaetano Armao.

Stabilizzazione precari
Via libera a una norma che accelera la stabilizzazione dei 13.440 mila precari dei Comuni e di 380 regionali. Salvati anche 80 precari  delle ex Asi, che transitano all’Irsap. I Comuni sono autorizzati ad assumere anche Lsu.

Favori ai beneficiari legge 104
Un regalino arriva anche per i tantissimi regionali con la legge 104, che consente 18 ore di assenza dal lavoro per assistere un parente disabile. La norma prevede adesso  che ai fini delle assenze chi ha la 104 si può assentare tre giorni lavorativi. Insomma, se un regionale si assenta il mercoledì, giorno con rientro pomeridiano, l’assenza non vale come 8 ore ma solo come un giorno lavorativo (che sarebbe di sei ore). Insomma, con la vecchia norma nessuno si assentava il mercoledì perché perderva troppe ore di 104, adesso può farlo: gli varrà solo come un giorni di assenza.

Beni culturali
Passa la proposta del governo che prevede un fondo da 850 mila euro per dare contributi a interventi su immobili di pregio storico anche se adibiti a dimora privata. “Noi avremmo preferito aiutare solo dimore aperte al pubblico”, dice Anthony Barbagallo del Pd, favorevole invece alla norma, approvata, che stanzia il 50 per cento degli incassi dai biglietti nei musei regionali ad investimenti nei Beni culturali: “La vecchia norma prevedeva che il 70 per cento degli incassi andava nel bilancio regionale”. 

Trasferimenti ai Comuni
Snellimento delle procedure e accelerazione della ripartizione delle risorse ai Comuni siciliani. Lo prevede un norma della Finanziaria proposta dal governo Musumeci e illustrata in Aula dall’assessore alle Autonomie locali, Bernardette Grasso. Rispetto ai precedenti nove criteri, alcuni anche molto complessi, da quest’anno il calcolo verrà basato su due dati facilmente reperibili: popolazioni e spesa storica riferita al 2016.
“In questo modo – spiegano il presidente Musumeci e l’assessore Grasso – l’erogazione delle somme sarà molto più celere, evitando agli enti locali il ricorso alle anticipazioni di cassa e consentendo loro di avere certezza sulle risorse che verranno trasferite dalla Regione”.

Pulizia fiumi e torrenti
Stanziati 6,5 milioni per la pulizia di fiumi e torrenti: saranno utilizzati i forestali, i dipendenti dell’Esa e dei Consorzi di bonifica.  Stanziati poi 500 mila euro, che saranno trasferiti ai Comuni, per la pulizia dei torrenti bloccati da immondizia e discariche abusive.

Villino Messina Verderame
Viene acquistato dalla Regione, e passa all’amministrazione regionale anche il patrimonio dell’Asi.

Luglio trapanese
Ok a 200 mila euro per l’Ente musicale trapanese

Smaltimento amianto
Approvato un finanziamento da 200 mila euro per la Protezione civile per lo smaltimento amianto

Adozioni internazionali
Stanziati 600 mila euro per il sostegno alle famiglie che fanno adozioni internazionali. La norma, del 2003, recita: “L’Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali è autorizzato a concedere contributi fino al 50 per cento delle spese sostenute dalla famiglia adottiva per l’espletamento delle procedure di adozione internazionale”.

Nuovo Autorità di bacino sull’acqua
Nasce una sorta di nuovo dipartimento in Regione che si occuperà di emergenza idrica: in questa struttura, in capo alla Presidenza, passano tutte le competenze su fiumi, torrenti e dighe e pianificazione su uso irriguo e potabile dell’acqua: finalmente la Regione di dota di una Autorità di bacino che si occuperà di programmazione in materia idrica.

Mutuo per immobili Istituto vino e olio
Ok ad un mutuo della Regione da 3 milioni di euro per l’acquisto dei beni dell’Istituto vino e olio

Nuove concessioni beni demaniali
Passa una norma che consentirà alla Regione, su decreto dell’assessore regionale al Territorio, di dare in concessione ai privati beni del demanio, anche cambiando la destinazione d’uso per favorire attività turistiche ed economiche. Ma dopo grazie all’intervento del deputato Claudio Fava, condiviso da 5 stelle e Pd, passa una modifica fondamentale: nel testo del governo si potevano dare in concessione tutti i beni demaniali, invece è stato inserito un passaggio che “prioritariamente” da’ la possibilità di dare beni in concessione ma solo se “versano in condizioni di precarietà accertata”. 

Ex Province
Aumenta il fondo a loro destinato: avranno nel 2018 22 milioni di euro in più per stipendi e per la progettazione di interventi infrastrutturali.

Arpa
Passa la norma proposta dal governo che apre a nuove assunzioni all’Arpa, l’Agenzia regionale per l’ambiente. A favore anche i 5 stelle, anche se sui numeri occorre prima un decreto dell’assessore al Territorio che fissi la pianta organica. Il Pd si è astenuto sostenendo che manca una deroga al blocco delle assunzioni imposto dallo Stato.

I forestali
Passa l’aumento del contratto dei forestali, con una media di 80 euro in più al mese per i 22 mila stagionali. Ma il deputato del Pd Antonello Cracolici: “Il contratto nuovo era stato approvato da noi nel governo Crocetta, quello che il governatore Nello Musumeci non dice è che adesso mancano 40 milioni per garantire le giornate dello scorso anno: insomma, i forestali rischiano la beffa”.

Aiuti alle scuole private
Passa la norma che stanzia 4,5 milioni di euro per contributi alle scuole private paritarie. La norma passa con il voto anche del Pd, contrari i 5 stelle: “Noi siamo ideologicamente contrari a fondi per la scuola privata, aiutiamo il sistema pubblico”, dice Francesco Cappello.

Eas
Via libera alla norma che proroga il trasferimento delle reti ancora in capo all’Eas ai Comuni del trapanese  ad ottobre. Il personale  Eas transiterà all’Esa per accelerare la liquidazione infinita dell’ente.

Istituto ippico e Istituto Zootecnico
Bocciata la proposta della maggioranza e del governo sulla fusione dei due enti. L’articolo viene soppresso, esultano 5 stelle e Pd.

Biglietto unico trasporto pubblico
Maggioranza e governo di nuovo sotto: bocciata la norma proposta dall’assessore Marco Falcone sul biglietto unico nel trasporto pubblico. Ecco il testo bocciato: “Per favorire l’integrazione tariffaria tra i servizi urbani ed extraurbani, nonché l’integrazione modale gomma-ferro, l’Assessorato regionale alle infrastrutture e mobilità è autorizzato a promuovere progetti sperimentali di integrazione tariffaria tra i servizi urbani delle Città di Palermo, Catania e Messina e i servizi ferroviari regionali”.

Irfis
Passa la norma che accorpa tutti i fondi dell’Irfis in un unico calderone che servirà per dare credito agevolato alle imprese e per garantire credito alle “imprese operanti in Sicilia nonché per la realizzazione  di investimenti e infrastrutture nell’Isola”. La norma passa con un emendamento del Pd sul credito agevolato alle imprese, anche giovanili. Passa un emendamento dell’assessore Gaetano Armao che inserisce anche la startup.

Società in liquidazione e interinale spa regionali
Ok anche alla norma di salvaguardua per i dipendenti delle società in liquidazione e per gli interinali in causa con la Sas che hanno avuto giudizi favorevoli: finiscono tutti in un albo speciale dal quale saranno chiamati in servizio da altre spa della Regione. In questo albo finiscono anche gli ex dipendenti dell’Iridas.

Agricoltura
Via libera a un fondo da 10  milioni di euro come sostegno alle aziende agricole per danni da maltempo o per “danni causati da organismi vegetali”. La Regione risarcirà anche danni alle colture e ai terreni provocati da

 

“fauna selvatica”.

Aiuti acquisto casa giovani coppie
Non passa la norma proposta dal governo Musumeci che stanziava aiuti fino a 40 mila euro per l’acquisto della prima casa da parte di giovani coppie con reddito inferiore fino a 20 mila euro. Il fondo però era solo di 6,5 milioni di euro e potevano beneficiare della norma solo 150 coppie. “Un bluff”, dicono Pd e 5 stelle. A voto segreto, la norma viene bocciata.

30 aprile 2018

 

ARS, TAGLI AI TEATRI E AI TRASPORTI PER FINANZIARE I FORESTALI

Nella manovra la mannaia della giunta Musumeci si abbatte anche sui precari e sull’antiracket. Fondi anche ai dipendenti regionali

La coperta è corta, le promesse e le aspettative tante. Ed ecco che il governo Musumeci approva un pacchetto di emendamenti alla Finanziaria che aumentano la spesa per 60 milioni a favore di alcune platee, dai regionali ai quali è stato garantito l’aumento dello stipendio, ai forestali che chiedono garanzie e nuovo contratto, passando per ex Province, Comuni e Consorzi di bonifica. Ma in un bilancio «ingessato», come lo ha definito lo stesso governatore, dove sono state prese queste risorse? Da altri capitoli di bilancio, ed in particolare dal trasporto pubblico, dal fondo per la stabilizzazione dei Pip e soprattutto da un lungo elenco di contributi in materia di cultura e antiracket. Facendo scattare subito la protesta dei teatri: «Abbiamo già approvato un bilancio prevedendo un certo trasferimento della Regione, peraltro lo stesso dello scorso anno — dice il sovrintendente del Teatro Massimo Francesco Giambrone — invece ci ritroviamo con un taglio da un milione, così non possiamo reggere».

I tagli colpiscono diversi teatri: il Bellini di Catania ha una riduzione di quasi 2 milioni, il Biondo di Palermo di 350mila euro, lo Stabile di Catania di 200mila, il Vittorio Emanuele di Messina di 590mila, l’Orchestra sinfonica di Palermo di 1,2 milioni, le Orestiadi di 4 milioni. «Il governo — attacca il capogruppo del Partito democratico, Giuseppe Lupo — è schizofrenico. In un primo momento ha allargato i cordoni della borsa per ricompattare la maggioranza, subito dopo ha fatto un taglio indiscriminato in settori strategici e delicatissimi. Nelle recenti variazioni alla manovra decise dalla giunta regionale vi sono tagli, in alcuni casi pesantissimi, al sociale, alle associazioni ed ai centri contro la violenza sulle donne, alle associazioni antimafia ed antiracket, al fondo per le vittime di richieste estorsive. La scure si è abbattuta anche sulle comunità alloggio, sui fondi destinati ai Comuni per le spese di ricovero di minori disposto dall’autorità giudiziaria, sui fondi per i non vedenti e per i sordomuti».

Nel dettaglio, il fondo per i Pip viene ridotto di 4,4 milioni di euro, quello per i precari dei Cantiere di lavoro di 1,4 milioni. E, ancora, l’Irsap si vede subire un taglio di 1,4 milioni di euro, le Comunità alloggio di 1,7 milioni, l’Istituto ciechi Florio Salomone avrà 209 mila euro in meno, l’Istituto Braille di 235 mila euro in meno, l’Unione ciechi 235 mila euro in meno. Tagliato anche il fondo dell’Ersu per 1,8 milioni, quello per l’Aras (l’Associazione allevatori) per 380 mila euro, il fondo per i Parchi per 1,5 milioni di euro. Il fondo per la Violenza di genera subirà una scure di 120 mila euro e quello per le associazioni antiracket di 268 mila euro.
Tra gli enti regionali, l’Istituto vite e vino avrà 500mila euro in meno, l’Istituto ippico perderà 230mila euro e l’Istituto zootecnico dovrà rinunciare a 340 mila euro.

Ma il taglio più grande lo subirà una lobby potente, che in aula proverà a farsi sentire: quella del trasporto pubblico locale. Il fondo per loro subirà un taglio di quasi 24 milioni. Dal governo assicurano che si tratta di una stima e che i tagli saranno ridotti di molto e alla fine non «supereranno il 5 per cento per tutti i capitoli». Al momento per garantire forestali, regionali e un parte Comuni ed ex province, i tagli ci sono e sono ben superiori al 5 per cento.

di ANTONIO FRASCHILLA

16 Aprile 2018

 

PALERMO, MUSUMECI SCRIVE A MICCICHÉ: “ABOLIAMO IL VOTO SEGRETO ALL’ARS”

La lettera del governatore: “I siciliani chiedono trasparenza, non imboscate in aula. E’ solo un’arma per franchi tiratori” Continua a leggere

PALERMO, VA IN CERCA DI FUNGHI E SI PERDE SULLE MADONIE: RICERCHE NELLA NOTTE. TRA I SOCCORRITORI ANCHE GLI UOMINI DEL CORPO FORESTALE

Ha 63 anni ed è riuscito a chiamare i soccorritori fornendo le coordinate del punto in cui si trova: a 1900 metri di altezza, oltre Piano Battaglia. Ma finora non è stato Continua a leggere

Rifiuti, il piano per spedirli fuori regione: a pagare saranno i cittadini

L’invio di 2,5 milioni di tonnellate costerebbe circa 120 milioni di euro. Soldi che potrebbero essere recuperati soltanto attraverso un aumento della Tari Continua a leggere

Sicilia, la Regione taglia i fondi ai centri antimafia.La Fondazione Falcone: “Decisione grave”. Il Pio La Torre: “Vorremmo conoscere le motivazioni”

Polemica per il taglio dei contributi regionali alle fondazioni e ai centri antimafia: fra gli istituti colpiti ci sono il centro Pio La Torre e la Fondazione Falcone. “Apprendiamo Continua a leggere