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Incostituzionale la stabilizzazione dei 151sti Forestali

Rischio incostituzionalità e coperture “incerte”. Stralciati anche gli stanziamenti per Messina e la stabilizzazione dei ForestaliTesto incardinato

 
PALERMO – È uscita “snella” dalla giunta, è ingrassata a dismisura in commissione bilancio, ma è stata subito “messa a dieta” dal presidente dell’Ars.

 

Gianfranco Miccichè ha deciso lo stralcio di oltre una ventina di norme della Finanziaria, mentre altre sarebbero completamente da “riscrivere”. E tra queste, ecco molti contributi “a pioggia”, per singole questioni. In molti casi, per la presidenza dell’Assemblea, quelle norme erano a forte rischio di incostituzionalità, mentre tante altre “poggiavano” su una copertura finanziaria incerta: soldi non regionali, ma nazionali o europei, che hanno finalità e procedure specifiche per la spesa.

Le norme a rischio incostituzionalità

L’articolo 19 prevede la possibilità di istituire nei Comuni la figura dell’Economy manager. Due commi dell’articolo 24, quello sull’esenzione del bollo auto, prevedono un trattamento specifico per le vetture della Regione. Altro comma cassato è relativo alle “norme in materia di semplificazione amministrativa per le strutture di vendita” e riguarda in particolare le grandi strutture. Viene cassata la norma che di fatto “toglieva” alla Regione il controllo del Parco d’Orleans, una norma voluta da Crocetta che al momento rimane nel testo. Cancellato l’articolo che attribuiva la qualifica di Ufficiale di polizia giudiziaria al personale del Corpo forestale siciliano e quello che prevedeva provvedimenti di edilizia agevolata per i rappresentanti delle forze dell’ordine. Viene stralciata anche la norma che prevede il referendum per l’approvazione delle leggi di iniziativa popolare: andrà esaminato in un disegno di legge organico da approvare con procedura rinforzata a maggioranza assoluta dei membri dell’Ars, come previsto dallo Statuto.

Copertura incerta

Messi da parte al momento una sfilza di articoli, per un motivo diverso: la copertura finanziaria infatti era stata individuata attingendo a fondi extraregionali, sia nazionali sia comunitari. In questo caso, quindi, serve una verifica della compatibilità del provvedimento con le finalità e le procedure di spesa dei fondi a cui la legge fa riferimento. In questo caso, Miccichè invita la Commissione bilancio a inserire queste norme in un unico disegno di legge. E le norme come detto sono tante.

Tra cui quelle con le quali si destinano 20 milioni al Comune di Messina per l’emergenza idrica, 14 milioni per la redazione dei piani regolatori e dei piani di utilizzo del demanio marittimo, 24 milioni per il “recupero e la tutela del territorio”, 13 milioni per gli impianti sportivi siciliani, 10 milioni per l’abbattimento delle barriere architettoniche, 1,3 milioni per l’aeroporto di Comiso, 3 milioni per il potenziamento dei presidi ospedalieri nelle zone a rischio ambientale, 20 milioni come fondo di rotazione per la progettazione negli enti locali, altri 25 milioni al Comune di Messina per acquisire e bonificare l’area ex Sanderson di proprietà dell’Esa, ancora 40 milioni per la riqualificazione urbana sempre di Messina, 20 milioni per i rifugi sanitari, 50 milioni per gli edifici di culto e la beneficenza, 10 milioni per il siti che fanno parte del patrimonio Unesco. E ancora, secondo la presidenza dell’Ars, l’articolo 61, che prevede un contributo al Club nautico di Gela e all’Associazione sportiva Caltanissetta corse, avendo un destinatario di natura privata  specificamente individuato rischia di non superare il vaglio di costituzionalità.

Le norme da riscrivere

Ci sono poi altre norme che, così come sono finite nel testo, secondo Miccichè non possono essere esaminate. Ma una loro riformulazione potrebbe consentirne un “salvataggio”. Si tratta innanzitutto dell’articolo 8, “Interventi per la prima casa” e la modifica dovrebbe riguardare i requisiti per accedere al beneficio nonché alle modalità di attuazione della norma; del resto già gli Uffici dell’Ars avevano sottolineato la possibile incostituzionalità nella norma che era destinata solo alle coppie formate da meno di tre anni. Da riscrivere anche il comma 6 dell’articolo che prevede l’assunzione degli ex Pip in Resais: la norma prevedeva la possibilità di rientrare nell’elenco degli assunti anche per i precari che erano fuoriusciti dal bacino grazie alle agevolazioni della Regione. Una riscrittura servirà, per evitare che sia incostituzionale, anche per la norma che prevede la stabilizzazione dei Forestali impiegati in 151 giornate nel bacino degli Operai a tempo indeterminato. L’articolo 87 che prevede le “zone franche della legalità” dovrà passare da una intesa col Ministero dell’Interno. Tutto da rifare.

*Aggiornamento ore 20.44
La manovra è stata incardinata dall’aula ‘aula che è stata riconvocata per le 13 di giovedì. Sono 33 gli articoli stralciati. Il termine per gli emendamenti da presentare è stato fissato per le 12 di giovedì.livesicilia

24 aprile 2018

Nuovo affronto dal palazzo dell’ARS ai Forestali siciliani !

Vien fuori un nuovo scandalo tra i lavoratori forestali e soprattutto all’interno del comparto stesso dove, dalla finanziaria appena approvata, si evidenzia un documento (riportato sotto) dove i 151sti che hanno prestato servizio negli anni 2015,2016,2017 presso  gli uffici provinciali dell’azienda foreste, oggi detto “Ufficio servizio per il territorio dipartimento regionale dello sviluppo rurale”, transitano per esigenze di servizio alla fascia di contingente OTI. Una vera “canagliata” (per mantenerci con un basso profilo) per i lavoratori a firma dell’On. Milazzo che rischia di mettere seriamente in discussione tutto quello che di buono si pensa che sia stato fatto in finanziaria per il settore della forestazione.

Una disparità di trattamento per i lavoratori che attendono da anni e anni lo scorrimento della graduatoria in silenzio per arrivare alla categoria di fascia superiore e, vengono scavalcati o per meglio dire annientati da altri che sol perché hanno lavorato per tre anni negli uffici devono avere più diritti degli altri. Se effettivamente ci possa essere un bisogno di avere forza lavoro negli uffici, è giusto che si riqualifica qualcuno all’interno o, si possano censire i lavoratori stessi all’interno di una graduatoria che possono avere un titolo di studio consono per effettuare anche un lavoro d’ufficio, sempre in piena sintonia con l’effettivo bisogno ed esigenze di settore.

Questo sistema di figli e figliastri complica e mette di cattivo d’occhio un sistema di sotterfugi e/o di amicizie che continua ad esistere e nega un  sistema di giudizio programmato negli anni con sofferenza e complicazione negli anni degli stessi operai che tra graduatorie, scorrimenti e blocco di turn over riporta in mente gli spettri che possano rifiorire, rischiando fortemente di metter in discussione le stesse graduatorie con eterne complicazioni che gridano vendetta. Si chieste che gli organi competenti e lo stesso Musumeci diano un segnale diverso a questo documento e gli stessi sindacati che diano un’impronta immediata e chiarimenti su ciò che qualcuno dall’oggi al domani vorrebbe cambiare o far parlare di sé.

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23 aprile 2018

“Il governo parla con i fatti. A noi forestali non risulta” !

Se da un lato si mette in atto il fatto che sono stati messi in movimento 700 milioni di euro dal nuovo governo regionale siciliano, dall’altra parte c’è chi contraddice Continua a leggere