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RIFORME, MICCICHÈ: “MUSUMECI APRE AI GRILLINI? SI CONFRONTI PRIMA CON LA SUA COALIZIONE”

I paletti di Forza Italia a Musumeci. Per Gianfranco Miccichè, il presidente della Regione può chiedere la collaborazione di tutti i partiti “tranne i 5 Stelle” nel tentativo di approvare la riforma dei rifiuti.
E così intorno al testo che dovrebbe radicalmente modificare il sistema dei gestione dei rifiuti in Sicilia si apre già una crepa nella maggioranza. Ieri Musumeci aveva detto che il governo “si confronterà con tutte le forze politiche che vogliono contribuire all’uscita definitiva dalla logica emergenzialista”.

http://gds.it/2018/06/14/emergenza-rifiuti-in-sicilia-ddl-firmato-m5s-per-riformare-il-settore_868731/

Poi però il presidente dell’Ars mette i paletti: “E’ chiaro comunque che Forza Italia può aprire a tutte le forze politiche, tranne ai 5 Stelle. La maggioranza di Musumeci è di centrodestra. Se l’intenzione del presidente fosse quella di aggiungere nuove forze alla coalizione, sarebbe necessario che prima si confrontasse con la sua maggioranza”.
In questo clima il governo deve affrontare l’emergenza scoppiata a inizio giugno.

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di Giacinto Pipitone

ARS, 289 DDL GIÀ SOTTO LA POLVERE

Di questi, 11 di iniziativa governativa. Il partito più attivo è il M5s (77), il deputato più fecondo Aricò (29, #Db). Fotografia eloquente della paralisi legislativa attuale a Palazzo dei Normanni 

PALERMO – Fin dall’inizio di questa legislatura all’Assemblea regionale siciliana ha lavorato a rilento.
Sono passati infatti quasi sei mesi dall’insediamento e le leggi approvate dall’inizio della legislatura sono state otto, molte delle quali sono leggi finanziarie e che la legge chiede che vengano approvate obbligatoriamente: la legge di Stabilità regionale, l’approvazione del Rendiconto consolidato della Regione per l’esercizio finanziario 2016, l’esercizio provvisorio di tre mesi, la proroga dell’esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l’esercizio finanziario 2018 e il bilancio di previsione.

Le altre leggi approvate sono state le “Norme transitorie in materia di elezione degli organi dei liberi consorzi comunali e delle città metropolitane e proroga commissariamento”, le “Modifiche alla legge regionale 14 gennaio 1991, n. 4 relativa all’istituzione della Commissione parlamentare di inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia in Sicilia. Modifiche alla legge regionale 20 novembre 2008, n. 15 in materia di contrasto alla criminalità organizzata”, e “Norme in materia di variazione e rettifica dei confini fra i comuni di Grammichele e Mineo” e la “Variazione di denominazione dei comuni termali”, quest’ultima impugnata dal Consiglio dei Ministri nel suo unico articolo.

Le motivazioni di questo stallo legislativo sono diverse, a cominciare dal mese di insediamento dei componenti di Sala D’Ercole, avvenuto a ridosso delle festività natalizie, che hanno determinato uno slittamento dei lavori.
Poi, inevitabilmente, sono giunte le elezioni nazionali, che hanno impegnato in una durissima campagna elettorale i parlamentari eletti nei propri territori, a danno irrimediabilmente delle sedute d’Aula.

Poi ancora la sessione di bilancio, durante la quale non si possono esaminare altri ddl, se non quelli che hanno particolare carattere di urgenza, ha cristallizzato l’esame e la approvazione di altri disegni di legge.
Infine, le elezioni in diversi comuni siciliani e lo stallo nazionale, hanno fatto sì che il Palazzo dei Normanni sia rimasto in stato di “sopore” fino ad oggi.

A dire il vero, nelle ultime sedute d’Aula, alcuni parlamentari si sono ribellati alle frequenti notizie apparse sui media che “mettevano alla gogna” il Parlamento considerato fannullone, chiedendo a gran voce di legiferare al più presto.
Altri hanno significato vibrate proteste perché – hanno detto in Aula – se è vero che le sedute di Sala D’Ercole sono minime, nelle commissioni si è lavorato molto.

Deputati: stakanovisti e non
Il deputato che ha presentato più disegni di legge è fino ad oggi Alessandro Aricò di Diventerà Bellissima con 29 ddl, seguito da Antony Barbagallo del Pd con 18 , Stefano Zito con 17, 14 per Giancarlo Cancelleri, entrambi del M5S, Giorgio Assenza (Diventerà Bellissima) con 13 e Giampiero Trizzino (M5S) con 11.

Trasparenza del Sito Ars
Molti miglioramenti si possono ancora fare per la visibilità e soprattutto la trasparenza del sito ufficiale dell’Ars.
Diverse pagine non sono aggiornate a cominciare dai bollettini del Consiglio di presidenza: l’ultimo resoconto risale a ottobre 2017.
Inoltre, non si possono più seguire in streaming le sedute della commissione Bilancio.

Annunci: Ddl su editoria e Sovrintendenze
Il Presidente Ars Miccichè il 24 aprile scorso ha detto che il Governo ha pronta una bozza di ddl a favore dell’editoria siciliana. Ma di questo documento non si hanno più notizie a più di un mese dall’annuncio. Sempre Miccichè ha detto che proporrà “un Ddl per lo sdoppiamento delle Sovrintendenze”.
I ddl però non sono ancora stati caricati sul sito tra quelli da esaminare ed eventualmente approvare.

Stallo legislativo dannoso
278 i ddl presentati dall’inizio della legislatura, di cui approvati solo pochissimi, tra cui alcuni di natura economico finanziaria come la finanziaria e il bilancio e pochi altri, per arrivare a meno di dieci leggi in circa sei mesi, una delle quali peraltro è stata impugnata dal Consiglio dei Ministri.

di Raffaella Pessina

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12 giugno 2018

MAB SICILIA. UN MOVIMENTO ANTINCENDIO SEMPRE ATTIVO

Il MAB Sicilia non molla e non arretra di un passo. Sempre in continuo contatto con le amministrazioni regionali per seguire in prima persona gli sviluppi in merito all’ormai prossima campagna antincendio. A tal proposito nella mattinata di mercoledì 30 Maggio una delegazione del Mab Sicilia composta dal Presidente Gianantonio Gammino, il Vice Presidente Santo Noto ed il Coordinatore Regionale Piero Margiotta, hanno incontrato nei locali dell’assessorato al Territorio ed Ambiente, appunto l’Assessore “Toto Cordaro“ con la quale sono stati riaffrontati gli argomenti dibattuti con l’assessore dalla costituzione di questo governo, nella quale molta della fiducia della nostra associazione è stata proprio riposta a questo governo, inoltre l’assessore Toto Cordaro ha ribadito più volte che questo governo si impegnerà al massimo delle proprie possibilità per portare a compimento tutti i punti discussi e programmati insieme allo staff dell’assessorato.

Nella speranza di potere quanto prima comunicare positivi sviluppi riguardo alle nostre legittime aspettative, restiamo fiduciosi per il prossimo futuro lavorativo nell’avere ben lavorato in questi anni.

Palermo 1 Giugno 2018

Il direttivo MAB Sicilia

Matteo Salvini piomba in Sicilia: e già Nello Musumeci si ‘strica’…

Sei mesi fa, in occasione della formazione del Governo regionale, Gianfranco Miccichè e Nello Musumeci hanno messo alla porta la Lega. Ma la ruota della politica gira: e adesso Salvini è uno degli esponenti più importanti del Governo nazionale: così i già citati Miccichè e Musumeci diventano proteiformi e… 

Sulla rete non mancano le foto del nuovo Ministro degli Interni, Matteo Salvini, oggi in visita in Sicilia. Al di là delle sue parole, peraltro scontate, se è vero che, grazie soprattutto alla sua posizione politica sui migranti, è stato premiato dagli elettori, che hanno tributato alla Lega più voti rispetto a Forza Italia, ci ha colpito una fotografia: Salvini insieme con il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci.

Tutto è strano, oggi, nella politica italiana.

E’ strana una legge elettorale – il Rosatellum – pensata per ingarbugliare il quadro politico italiano.

E’ strana l’alleanza politica tra Movimento 5 Stelle e Lega, che Luigi Di Maio continua a non riconoscere come alleanza, ma come “contratto”: non a caso, nei 139 Comuni siciliani dove domenica prossima si voterà per eleggere sindaci e Consigli comunali, i due partiti – sono ancora le parole del grillino Di Maio – sono su fronti opposti.

Insomma, se a Roma, nel Governo dell’Italia, Movimento 5 Stelle e grillini sono insieme, legati da un ‘contratto’, con Forza Italia all’opposizione (o quasi, visto che, secondo i maligni, i ministri leghisti, Salvini in testa, si sarebbero impegnati a ‘garantire’ Berlusconi e, soprattutto, le aziende dell’ex Cavaliere), alle elezioni amministrative della Sicilia la Lega va a braccetto con Forza Italia e, in generale, con il centrodestra.

E’ per questo, forse, che il Presidente della Regione, Musumeci, si è precipitato tra Catania e Pozzallo per farsi immortalare insieme con Salvini: perché il Governo nazionale, quanto meno per metà – cioè per la metà leghista – è ‘alleato’ del Governo siciliano.

Così almeno pensa Musumeci. E, magari, lo pensa e lo spera anche il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gianfranco Miccichè.

Per una Regione economicamente e finanziariamente disastrata come la Sicilia avere una sponda con il Governo nazionale è importante: soprattutto con il Ministero dell’Economia dov’è andato il professore Giovanni Tria, già consulente economico di Forza Italia e vicino agli ex ministri di centrodestra Renato Brunetta e Maurizio Sacconi.

C’è di tutto e di più, nella politica siciliana. L’ambiguità, del resto, è una costante della politica siciliana. Raffaele Lombardo, quando era presidente della Regione siciliana, era stato eletto nel centrodestra, ma governava con il centrosinistra, mentre a Roma Berlusconi governava con il centrodestra.

Assieme a Lombardo c’era Gianfranco Miccichè, che aveva spaccato il centrodestra siciliano, governava in Sicilia con il centrosinistra insieme con lo stesso Lombardo e, contemporaneamente, teneva – anche per conto del Governo Lombardo – i rapporti con il suo datore di lavoro storico, Berlusconi, allora, come già ricordato, capo del Governo italiano.

Volendo, certi personaggi della stagione trasformista lombardiana li ritroviamo oggi, con qualche nuovo convitato: c’è Miccichè, che è il presidente del Parlamento siciliano e, a quanto si dice, con grande influenza sull’attuale Governo regionale; c’è Berlusconi, come già accennato, ‘garantito’ nel Governo nazionale dalla Lega di Salvini; e c’è ancora Lombardo, grande elettore del Presidente Musumeci.

E, magari, ci sono anche ‘pezzi del PD ‘garantiti’ da Lombardo e Miccichè, nel nome della vecchia alleanza del Governo Lombardo (dove – lo ricordiamo – il PD di Antonello Cracolici e Giuseppe Lumia, insieme con Confindustria Sicilia di Antonello Montante, ‘spatuliavano’).

Insomma, c’è tutta la vecchia politica siciliana nell’attuale Governo regionale che ha veramente poco di nuovo. Resta da capire cosa farà nel bel mezzo di questa ‘marmellata trasformista’ il Movimento 5 Stelle, a Roma vincolato dal ‘contratto’ con la Lega, ma in Sicilia con le mani libere.

La maledizione del trasformismo non sembra voler abbandonare la Sicilia. Anche se Salvini non sembra tipo da fornire ‘sponde’ gratuite a due personaggi – Miccichè e Musumeci – che, alla fine, sono coloro i quali che, in sede di formazione del Governo regionale, hanno deciso di tenere fuori dalla Giunta la Lega.

Ma la ruota della politica gira: e oggi Salvini è uno dei più autorevoli esponenti del nuovo Governo nazionale (chissà se Miccichè e Musumeci non saranno un po’ pentiti di avere ‘bastonato’ la Lega quando si sono spartiti glia assessorati…).

Come finirà? Salvini, in Sicilia, dovrebbe seguire una via che non dovrebbe essere diversa da quella nazionale. A livello nazionale, piaccia o no a Berlusconi, il leader della Lega si deve ‘mangiare’ Forza Italia, conquistando gli elettori di Berlusconi. Contendendola a Matteo Renzi, che punta anche lui – non si capisce se con il PD o con una nuova formazione politica – a intercettare i voti dell’ex Cavaliere.

Stesso scenario in Sicilia, dove la Lega è già il punto di coagulo di tanti centristi o ‘solipsisti’ della politica che non si sentono più ‘garantiti’ da un Berlusconi sempre meno protagonista e sempre più ‘ancillare’ rispetto al leader della Lega.

Anche nella nostra Isola la Lega deve giocare a ‘sfondare’: al massimo ‘usando’ il Governo regionale di Musumeci, non certo facendosi usare.

03 giugno 2018

A CHE PUNTO È LA CAMPAGNA DI PREVENZIONE DEGLI INCENDI DEI BOSCHI IN SICILIA?

Ce lo chiediamo perché quello che vediamo e quello che leggiamo ci preoccupa. Già qualche incendio è divampato. E non siamo ancora in estate. La nostra sensazione è che l’attuale Governo regionale – complice la commissione Bilancio dell’Ars che ha bloccato le risorse – non stia mantenendo gli impegni. La preoccupante nota di Maurizio Grosso, del Sufus

Incendi dei boschi: come sarà la stagione estiva che sta arrivando in Sicilia? Ci piacerebbe tanto essere smentiti, ma da quello che osserviamo in questi giorni i segnali sono tutt’altro che positivi.

Perché diciamo questo? Perché abbiamo la sensazione che l’attuale Governo regionale, anche su questo fronte, alle parole non abbia fatto seguire fatti concreti.

Nei giorni scorsi – tanto per entrare in tema – nel Palermitano non sono mancati gli incendi. Fuoco a Trabia, ad Altofonte, a Partinico.

Preoccupa la presenza, nei terreni incolti, di erbe e arbusti seccati da una siccità che, quest’anno, è stata particolarmente insistente.

La presenza di arbusti ed erbe secche lasciate al solo indica che le operazioni di prevenzione del fuoco o sono state effettuate male, o che no sono state effettuare affatto.

Scrive sulla propria pagina facebook Gaetano Guarino, dirigente del Corpo Forestale della Regione siciliana commentando gli incendi dei giorni scorsi:

“Iniziano le danze… mano criminale”.

Nella sua pagina leggiamo un commento che non ci tranquillizza proprio. A scrivere è Mario Giovanni Di Stefano:

“Faccio parte dell’Antincendio della Forestale siciliana. Vorrei informare le persone che scrivono caz… che fino ad oggi siamo fermi, cioè a casa. Oggi dalle nostre parti ci sono 35 gradi e vi posso dire che, in giro c’è una folta e massiccia erba… basta una scintilla per far scoppiare il finimondo! Ora voglio dire: se il personale addetto è a casa… e non c’è manutenzione (cioè nessuno si occupa di togliere le erbe secche, operazioni indispensabili per eliminare o ridurre gli incendi ndr) di chi è la colpa? A voi la risposta. Noi operatori non ce la facciamo più a essere insultati da persone che non conoscono la nostra situazione”.

Da quello che è dato sapere, in questo momento operano soltanto i 151-isti della Forestale, che si occupano dei cosiddetti viali parafuoco.

Per quello che sappiamo noi, le operazioni di prevenzione degli incendi nei boschi dovrebbero iniziare a metà aprile. Ma a noi risulta che ad aprile, al di là delle promesse annunciate dall’attuale Governo regionale, le attività antincendio, nei boschi della Sicilia, non sono state particolarmente intense…

A noi risulta che anche a maggio, nelle aree verdi della nostra Isola, è stato fatto ben poco. A noi risulta che, anche quest’anno, si sta ‘risparmiando’ sulle attività forestali.

La differenza, rispetto allo scorso anno, è che c’è più caldo e che c’è stata maggiore siccità: due elementi che non lasciano presagire nulla di buono.

Palazzo d’Orleans, sede della presidenza della Regione, ci ‘delizia’ ogni giorno di tanti comunicati. Ma non ne abbiamo ancora letto uno che fa il punto della situazione sulle attività di prevenzione degli incendi già effettuate. Non sarebbe il caso di colmare questa lacuna?

Sul sito del Sifus-Confali, il sindacato autonomo che si batte per la stabilizzazione dei lavoratori forestali, leggiamo un post tutt’altro che incoraggiante. A firmarlo è Maurizio Grosso, segretario di questa organizzazione sindacale.

Grosso si rivolge al Presidente della Regione, Nello Musumeci, e all’assessore all’Agricoltura, Edy Bandiera:

“EGREGIO PRESIDENTE MUSUMECI
EGREGIO ASSESSORE BANDIERA.

FINO AD IERI TEMPERATURE NON PROPRIO ESTIVE HANNO IMPEDITO DANNI DA INCENDI AL PATRIMONIO BOSCHIVO E FORESTALE NONOSTANTE GLI INTERVENTI PROGRAMMATI ABBIANO LASCIATO A DESIDERARE PER RAGIONI SIA ORGANIZZATIVE CHE DI BILANCIO ( IN VERITÀ IL GOVERNO AVEVA PROPOSTO TUTTE LE RISORSE NECESSARIE IN FINANZIARIA MA LA COMMISSIONE BILANCIO LO AVEVA IMPEDITO).
OGGI LE TEMPERATURE SONO CAMBIATE ( SI TRATTA DI 37 GRADI) E LO SCENARIO CHE ABBIAMO DAVANTI ALL’INTERNO DEI BOSCHI E’ SIMILE A QUELLO DELLA ‘POLVERIERA’ CHE NEL 2017 HA REGALATO ALLA SICILIA IL PRIMATO DI REGIONE PIÙ BRUCIATA D’EUROPA.
BISOGNA TROVARE UNA SOLUZIONE PER AVVIARE SUBITO TUTTI I FORESTALI ADDETTI ALLA MANUTENZIONE NEI BOSCHI (COMPRESI I SETTANTOTTISTI) IN MANIERA DA REALIZZARE E COMPLETARE I VIALI PARAFUOCO PRIMA POSSIBILE E RENDERE IL LAVORO CHE ATTIVERRANNO GLI ADDETTI ANTINCENDIO EFFICACE ED EFFICIENTE, ANCHE ATTRAVERSO L’ATTINGIMENTO DELLE UNITA’ LAVORATIVE MANCANTI DAL SETTORE MANUTENZIONE.
BISOGNA ACCELLERARE CON LA STAGIONE DELLE RIFORME A PARTIRE DA QUELLE CHE RIGUARDANO IL COMPARTO FORESTALE E DEI CONSORZI DI BONIFICA, IN MANIERA CHE, PER IL 2019, SIANO OPERATIVE.
E’ DENTRO QUESTO SIGNIFICATIVO QUADRO DI INTERVENTI CHE LA NOSTRA O.S. MISURERA’ ED ESPRIMERA’ GIUDIZIO SUL VOSTRO GOVERNO”.

Da Grosso apprendiamo così, che i viali parafuoco – a giugno! – debbono ancora essere completati.

Il segretario del Sifus ricorda i danni ai boschi della Sicilia dello scorso anno. E li ricordiamo anche noi: 20 mila ettari di verde andati in fumo.

Speriamo bene. Speriamo che la realtà seppellisca il nostro pessimismo.

Foto tratta da nonsprecare.it

03 giugno 2018

Musumeci: “Rimpingueremo i fondi per i Forestali per completare le giornate e poi,sotto con la riforma del settore”

Carenze di mezzi e di organico,forse troppe per i vigili del fuoco siciliani e, tante volte e tra le mille difficoltà e in particolar modo quelli catanesi, hanno denunciato le condizioni in cui si ritrovano ad operare quotidianamente. Basti pensare all’anno scorso quando durante la stagione estiva gli incendi boschivi assediavano ogni parte della Sicilia con mezzi costretti ad arrivare da ogni parte per cercare di arginare l’emergenza.

Sono stati questi i temi trattati durante l’incontro avvenuto alla sede del comando provinciale dei vigili del fuoco di Catania tra gli operatori e il Presidente della Regione Nello Musumeci. «Il piano antincendio – dice il presidente –  è stato varato con due mesi di anticipo quest’anno rispetto alle esperienze precedenti. E’ un piano che vede impegnati migliaia di uomini in una convenzione con l’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza con i Vigili del Fuoco. Disponiamo anche di una mini flotta di elicotteri per sorvegliare il territorio e abbiamo destinato le risorse necessarie e li rimpingueremo nei prossimi mesi per consentire ai lavoratori di completare le giornate previste dalla legge quindi, fino a tutto l’anno e, nel frattempo cominceremo la riforma della Forestale. Ecco così come è stata concepita per tanti anni la flotta antincendio non ci piace»

 La visita istituzionale è servita a fare il punto sul sistema di risposta alle situazioni di crisi e di emergenza della nostra regione e sull’imminente avvio della campagna antincendio boschivo.  «Quando ci sono queste punte di emergenza – dice Giuseppe Verme, comandante provinciale VdF di Catania – parliamo di fronte ai grossi eventi metereologici ma altrettanto degli incendi boschivi, noi cominciamo a entrare in crisi cioè, con le richieste che sono certamente molto superiore rispetto a quelle che sono le potenzialità di risposta che possiamo dare.  E’ chiaro che in questo caso il corpo nazione Vigili Fuoco lavora anche con le colonne mobili regionali quindi riusciamo a fare arrivare risorse anche che vengono da altre province ma, non sempre questo è comunque sufficiente.»

Parole che certamente devono essere accompagnate dai fatti, proprio perchè i lavoratori attendono di capire quando e come sarà fatta questa riforma, visto che ad oggi, ancora non si è messa in campo tutta la forza di forestali che dovrebbe ottemperare ai lavori di parafuoco essenziale per prevenire gli incendi e vitale ai fini di scempi e ricordando che, il lavoro essenziale viene fatto a terra e poi aiutati e coordinati con la flotta aerea, anch’essa utile in quei punti ove la mano dell’uomo non può arrivare.

01 giugno 2018

Cresce la fiducia in Musumeci ma, i Forestali non sono contenti….!

Cresce l’indice di gradimento per il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci che, da dati Demopolis mettono in atto che, il neo governatore gode di gradimento e fiducia a livello regionale in base al lavoro svolto dalla sua giunta in questi sei mesi da presidente. Un lieve aumento di percentuale e cioè dal 12% del precedente Crocetta, al 15% attuale , quindi un segnale di speranza per tanti siciliani che si affacciano in questa nuova aspettativa generale.
Aspettative accompagnata principalmente dall’ambito lavorativo con un impegno di trasparenza, ordine ed efficienza, accompagnata dal sostegno per le famiglie più deboli e dal sostegno per le imprese nodo cruciale per favorire lo sviluppo e far ripartire la macchina ferma da un bel po. Musumeci sottolinea e continua a farlo che, i mancati progetti sono il problema cardine dei mali di Sicilia, visto che ne mancano in quasi tutti i settori, così come è scarsa anche la volontà di metterli in atto o sedersi sulla sedia e lavorare degnamente. I fondi ci sono e, l’aspetto economico è quasi sempre accompagnato da aiuti di Fondi sia europei che da Psr,Pac e tanti sistemi che girano attorno allo sviluppo. Accordi, fondi,e impegni gia assunti su agricoltura, ferrovie, strade,viabilità urbana,cantieri,assistenza ai disabili e prevenzione incendi.
Unica nota dolente il fattore dei Forestali purtroppo, cui le aspettative erano diverse per circa 17mila operai che hanno visto affievolire le loro speranze, dopo inutili tentativi di rimediare in campagna elettorale sono rimasti vittime del bacino di voti che decide sempre una buona campagna elettorale ma, rimasti ai margini degli anni passati, rivedendo sempre lo stesso film. Una riforma che deve essere fatta ma, che vede delusi i lavoratori che volevano lavorare degnamente con giornate in più, come dice Antonio David di ForestaliNews – “Peccato, ci si aspettava qualcosa in più da questo nuovo governo, e ad oggi niente di nuovo possiamo mettere in cantiere, visto che sono stati mantenuti gli stessi sistemi del governo Crocetta. Stesse date, stesse idee e stessi problemi, e seppur si vuole ancora ostentare fiducia al Presidente , i fatti vedono ancora che la maggior parte rimane a casa , con gli incendi alle porte e i viali parafuoco da fare. Basta incontri senza risposte, basta convocazioni sena impegni, i lavoratori chiedono certezze e, l’attualità oggi da ragione ai forestali che, chiedono diversità di intenti e aspettative reali rivendicando le promesse e non mantenute” –

Musumeci: “Eviteremo che il ‘ventaglio’ del collegato sia rumoroso” !

(ITALPRESS) – “E’ eloquente la motivazione addotta dal presidente dell’Ars di rimandare a un piu’ sereno e chiaro dibattito sul collegato alla Legge finanziaria. Lo stato d’animo e’ quello che conoscete, apertura e disponibilita’, eviteremo che questo ‘ventaglio’ possa ampliarsi e ingrandirsi come accaduto con la legge di stabilita’”. Lo ha detto il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, intervenendo in Aula per commentare l’ulteriore rinvio della discussione del collegato al 12 o 13 giugno.
“Alcune norme che vanno meglio articolate le riproporremo con appositi disegni di legge il giorno dopo – ha sottolineato il Governatore -. A noi non interessa che il gatto sia nero o bianco, conta che prenda i topi. Come si facciano le leggi, nel collegato o con un apposito disegno di legge, noi siamo aperti al confronto, per il Governo sostanzialmente non cambia niente”.

31 maggio 2018

Musumeci cerca due dirigenti esterni per gestire la crisi idrica e rifiuti !

PALERMO – La Regione cerca due mega-dirigenti esterni per gestire la crisi idrica e dell’emergenza dei rifiuti. Si tratta dei due burocrati che dovranno collaborare col presidente della Regione Nello Musumeci, nominato l’8 febbraio scorso commissario delegato per le emergenza acqua e rifiuti. Chi ambisce a questo ruolo, deve presentare la propria manifestazione d’interesse entro il 5 giugno 2018 inviando il curriculum e una copia del documento di identità

I due dirigenti esterni saranno quindi i componenti della struttura di supporto al Commissario delegato, dovranno cioè coadiuvare il Presidente della Regione. Il contratto stipulato sarà probabilmente semestrale, infatti, scadrà il giorno in cui spireranno i 12 mesi dello stato d’emergenza, cioè l’8 febbraio 2019. I due professionisti avranno il trattamento economico dei dirigenti regionali. Stipendio che non graverà direttamente sul bilancio regionale dato che le risorse impiegate proverranno dal Fondo per lo sviluppo e la coesione.

I candidati dovranno essere cittadini italiani o di un altro stato dell’Unione Europea, occorrerà avere l’idoneità fisica, il godimento dei diritti civile e politici, e non avere riportato condanne penali o avere procedimenti in corso per delitti contro la Pubblica Amministrazione e l’ambiente o per delitti che non consentano il rapporto di lavoro.

Dal punto di vista professionale è anzitutto necessario che gli aspiranti dirigenti abbiano una laurea o in Giurisprudenza, o in Ingegneria ovvero il Architettura o Economia. Questi devono poter vantare una esperienza quinquennale nelle mansioni dirigenziali in enti pubblici o privati. In alternativa alla carriera da dirigente i candidati devono dimostrare una esperienza di lavoro quinquennale in posizioni funzionali previste per l’accesso alla dirigenza e di avere conseguito una specializzazione professionale durante la formazione universitaria e post universitaria. Potranno partecipare anche i docenti universitari, magistrati, avvocati e procuratori dello Stato. Comunque, occorre comprovare la capacità di analisi e la valutazione dei problemi del settore dei rifiuti e dell’approvvigionamento idrico nonché la competenza nella gestione delle procedure di gara d’appalto. Due mega-dirigenti, insomma. Pronti a dare una mano al governatore per risolvere le due maggiori emergenze siciliane.

31 maggio 2018

ARS, TUTTO RINVIATO A DOPO LE ELEZIONI COMUNALI: PROMESSE PER TUTTI

Certo che ci vuole una coda lunga quanto la Muraglia cinese con Regione fallita e Comuni altrettanto falliti a continuare a promettere posti di lavoro in campagna elettorale. Ma gli esponenti della vecchia politica siciliana – centrodestra e centrosinistra – non si stancano mai di raccontare balle. Hanno rinviato l’esame per ‘Collegato alla Finanziaria a dopo le elezioni comunali per promettere, promettere, promettere…

In cassa quanto c’è? Cento? E noi promettiamo un milione. Con la crisi economica che c’è, la promessa di un posto di lavoro – magari nella Formazione professionale, che è a portata di mano – può fruttare i voti di un’intera famiglia e magari qualcosa in più. Così la vecchia politica siciliana – centrodestra e centrosinistra insieme appassionatamente contro i grillini – ha deciso: niente ‘Collegato alla Finanziaria 2018’ per ora: se ne parlerà dopo le elezioni amministrative del 10 giugno.

Si voterà in oltre 100 Comuni. Sì, altri siciliani da prendere in giro con le promesse:

“Il 12 giugno saremo in Aula per approvare la legge”, diranno agli elettori di questi oltre 100 Comuni per carpirgli il voto. Ovviamente, non approveranno una mazza. Perché il 24 giugno ci saranno i ballottaggi: altri 14 giorni di promesse, promesse, promesse.

Insomma, il ‘Collegato alla Finanziaria’ si approverà dopo le elezioni amministrative.

Certo, in tanti non crederanno alle promesse: e a loro – cioè al centrodestra e al centrosinistra – questo, va benissimo. Più schifo fa la politica, più la gente si allontana dalle urne pensando di ‘punirli’: non capendo che, non andando a votare, agevolano proprio coloro i quali vorrebbero colpire!

Più schifo fa la politica – e il centrodestra e il centrosinistra sono praticamente imbattibili – meno persone vanno a votare. Votano invece gli adepti della vecchia politica. Se gli aggiungiamo i voti degli “impresentabili” (magari opportunamente ‘oleati’), via, il gioco è quasi fatto.

Magari anche stavolta vinciamo, pensano in queste ore gli esponenti del centrodestra e del centrosinistra. Magari i ‘populisti’ hanno stancato e i siciliani votano chi li ha affossati, chi costringe i giovani laureati ad emigrare, che ha affondato l’agricoltura e via continuando con i disastri.

“I siciliani sono specializzati a sostenere chi li massacra – pensano gli esponenti della vecchia politica siciliana”.

Quanto alle fesserie che stanno raccontando e che racconteranno fino al 23 giugno, sono fiduciosi: Nello Musumeci, Gianfranco Miccichè e compagnia bella hanno ingannato i dipendenti della Formazione professionale, i dipendenti degli Sportelli multifunzionali, gli operai della Forestale: perché il gioco non dovrebbe riuscire con i Comuni, quasi tutti falliti?

Promettere, promettere, promettere…

29 Maggio 2018