Articoli

Forestali e VdF intervengono nell’incendio della pineta di Calamona (Me)

Un incendio si è sviluppato nel pomeriggio a Messina nella pineta di Calamona e a ridosso dei villaggi di Salice e Castanea. Vigili del fuoco e Forestale hanno avuto difficoltà a passare da una strada di Salice dove parte del costone è franato mesi fa.

Nei giorni scorsi un vasto incendio si è propagato a Sciacca, in contrada Tranchina. In fumo sono andati diversi ettari di macchia mediterranea. L’intervento di spegnimento è stato effettuato dai vigili del fuoco, dagli uomini del corpo forestale, ma a causa del vento le fiamme si sono propagate. E’ intervenuto un Canadair della Protezione civile.

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02 settembre 2018

Grecia: sono 93 i morti per gli incendi. Pubblicata lista vittime. Tra loro 44 donne e 11 bambini

(ANSAmed) – ROMA, 9 AGO – E’ salito a 93 il numero dei morti causati dagli incendi che hanno devastato la regione di Atene, due settimane fa. Lo riferiscono i media locali. Una ferita 78enne, ricoverata in gravi condizioni, è deceduta ieri. Intanto, le autorità hanno pubblicato l’elenco dei nomi delle vittime: tra loro intere famiglie, 44 donne, 11 bambini e due persone non identificate.

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09 agosto 2018

Barcellona, vasto incendio a Gurafi: fiamme domate dagli uomini della Forestale

Un vasto incendio ha interessato in queste ore la zona di contrada Gurafi, nella frazione Acquaficara di Barcellona Pozzo di Gotto. Il vasto rogo è stato probabilmente innescato dalle sterpaglie presenti nell’area e si è sviluppato per grande parte delle colline di contrada Gurafi. Sul posto sono prontamente intervenute le squadre numero 4, 5 e 5bis del corpo di Guardia Forestale che hanno domato le fiamme, spegnendo un rogo che stava iniziando a preoccupare le per le sue vaste dimensioni. A supporto degli uomini del Corpo Forestale anche l’autobotte 80.

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04 agosto 2018

PER NON DIMENTICARE: 4 AGOSTO 2012 FRANCESCO PIZZUTO

4 agosto 2012 il servizio antincendio del corpo forestale, subiva un duro colpo, stavolta non erano le specie arbore ad avere avuto la peggio, ma uno dei suoi membri, un custode del nostro patrimonio naturalistico ambientale.

Ciao Franco, qui mancherai a tutti, ai più grandi e ai più piccoli, agli amici di sempre e a quelli conosciuti da poco. Mancherà soprattutto la tua sincerità, il tuo modo di vedere la vita e di affrontare il mondo, la tua serietà che diventava simpatia all’occorrenza; mancherà di te il tuo coraggio e la tua determinazione, il tuo entusiasmo e la tua forza, la tua grinta e la tua allegria, infine – ma non per importanza – la tua generosità e il tuo altruismo, ciao amico mio.

GianAntonio Gammino

 

 

Incendi a Paceco, Marausa, Castelvetrano, Marsala. La situazione in Sicilia. FORESTALI, VVF, E AERONAUTICA MILITARE MESSI A DURA PROVA

Nella settimana più calda dell’anno il bollettino degli incendi è preoccupante. Solo in provincia di Trapani ci sono stati ieri diversi interventi dei vigili del fuoco. I casi più importanti a Paceco, Marausa, Marsala, Castelvetrano. E nel fine settimana paura a Calatafimi e Castellammare, con il fuoco che ha lambito aziende e abitazioni. 

Da quest’anno gli spegnimenti sono più efficaci perchè contano sull’aiuto dell’elicottero HH-139 dell’Aeronautica militare schierato sulla base di Trapani Birgi. Solo ieri è decollato quattro volte, anche per andare in provincia di Caltanissetta:  con l’utilizzo della benda antincendio ha caricato l’acqua dal lago Arancio per lanciarla sul fronte di fuoco. 

E’ operativo anche un piccolo aereo Cessna 172M, in dotazione all’associazione Fly Team Onlus, che gira la provincia di Trapani per monitorare i focolai. Qui un video pubblicato dall’associazione.  L’associazione, ha sottoscritto una  convenzione con i sindaci dei comuni che fanno parte dell’Unione Elimo Ericina a cui si sono aggiunti Calatafimi, Castellammare ed Alcamo.

Ancora fuoco nel Palermitano. Vasti roghi hanno devastato Caccamo, nella zona di Monte San Calogero, e Ciminna in contrada Monterondo.

In contrada San Rocco, a Caccamo, un incendio è divampato alle 2,30. Sul posto  le squadre del comando provinciale del vigili del fuoco di Palermo e quelle degli operai antincendio della forestale con i mezzi di terra. E’ stato richiesto dalla sala operativa l’intervento di un mezzo aereo per  raggiungere le zone più impervie.

Nella notte le squadre dei vigili del fuoco di Palermo sono riuscite ad estinguere due principi d’incendio che sono divampati nella zona di San Martino delle Scale. In primo rogo è partito ieri sera alle 21,40. Qui i pompieri hanno spento le fiamme che stavano bruciando una zona piena di sterpaglie e i lavori di spegnimento si sono conclusi alle 23,30.

Un secondo incendio, sempre nella stessa zona, è divampato poco prima della mezzanotte anche in questo caso le squadre dei vigili del fuoco sono prontamente intervenute e in mezzora la zona è stata messa in sicurezza.

31/07/2018 07:22:00

FIAMME NEL PALERMITANO, IN AZIONE CANADAIR ED ELICOTTERI. SUL POSTO ANCHE GLI OPERAI DELLA FORESTALE CON I MEZZI DI TERRA

Vasti incendi vengono segnalati a Caccamo nella zona di Monte San Calogero e a Ciminna in contrada Monterondo. In contrada San Rocco a Caccamo un rogo è divampato alle 2,30.

Sul posto a lavoro le squadre del comando provinciale del vigili del fuoco di Palermo e gli operai della forestale con i mezzi di terra. E’ stato richiesto l’intervento di un mezzo aereo che possa raggiungere le zone più impervie. Intanto a Ciminna in contrada Monterondo gli operai della forestale stanno cercando di spegnere un incendio che e’ divampato poco dopo le 2 di questa notte.

In supporto ai mezzi della forestale una squadra di vigili del fuoco stanno cercando di contenere le fiamme con mezzi di terra. E’ gia’ in azione un elicottero che sta effettuando dei lanci per fermare le fiamme. E’ stato inoltre richiesto il supporto di un canadair per estinguere il fronte di fuoco.

Nella notte i vigili del fuoco di Palermo sono riusciti ad spegnere due principi d’incendio che sono divampati nella zona San Martino delle Scale. In primo rogo è partito ieri sera alle 21,40. Qui sono state spente le fiamme che avevano iniziato a bruciare una zona con sterpaglie.

I lavori di spegnimento si sono conclusi alle 23,30. Un secondo incendio è divampato sempre a San Martino delle Scale poco prima della mezzanotte. Anche in questo caso le squadre dei vigili del fuoco sono prontamente intervenute e in mezzora le fiamme sono state estinte.

Guido Lo Cicero 

30/07/2018

BRUCIA ANCORA IL MONTE SAN CALOGERO, VIGILI DEL FUOCO E FORESTALI IN AZIONE

Questa mattina numerosi gli ettari di macchia mediterranea e ulivi andati a fuoco sul monte San Calogero. A domare le fiamme sono stati: la protezione civile, il corpo forestale della regione siciliana ed i vigili del fuoco.

Mariano Farina

30 Luglio 2018

APPICA UN INCENDIO A NICOSIA, ARRESTATO ANZIANO PIROMANE

Si alza dal letto e appicca il fuoco, scatta l’arresto di un piromane da parte dei carabinieri, ma l’uomo, un ottantenne affetto da una grave patologia degenerativa, viene rimesso subito in libertà. L’uomo, G.P. classe 1934, è stato visto appiccare il fuoco a Sant’Anna, nella tarda serata di giovedì, e le fiamme hanno aggredito la scarpata soprastante fino a raggiungere il parcheggio delle auto sotto Santa Maria di Gesù. Un episodio per il quale si è subito risaliti al responsabile grazie ad un testimone oculare che ha allertato i carabinieri. Nessun responsabile, invece, ma le indagini sono in corso per l’incendio che ha mandato in fumo 50 ettari a San Giovanni, area periferica cittadina con una fitta vegetazione e meta ambita dei piromani.

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di Cristina Puglisi

28 Luglio 2018

PATERNÒ, INCENDIO MINACCIA STRUTTURA CON RANDAGI. UN CHIOSCO VICINO ALLE FIAMME, POMPIERI AL LAVORO

Il rogo si è sviluppato in una vasta area incolta all’incrocio tra via Nazario Sauro e corso Italia. Sul posto i vigili del fuoco di Catania sud. Anche alcune case sono state lambite e riempite di fumo, ma quel focolaio sarebbe stato già domato. Guarda le foto

Le fiamme scatenatesi alle 15.30 in una vasta area incolta a Paternò hanno minacciato per qualche tempo l’ex macello comunale, dove sono sistemati, in stallo temporaneo, otto cani randagi curati dalle associazioni animaliste, i cui rappresentanti si sono portati rapidamente sul posto. Quel versante del rogo, nei pressi dell’incrocio tra via Nazario Sauro e corso Italia, è stato già domato dai pompieri. Si trovava ormai a un centinaio di metri dalla struttura. Era inoltre pericolosamente vicino a un chiosco e ad alcune abitazioni per altro interessate dal fumo, i cui residenti sono scesi in strada. 

L’incendio, che presenta ancora focolai attivi, rende molto difficile attraversare in auto la strada che costeggia il terreno, anch’essa invasa dal fumo. Ad operare in quella zona è attualmente una squadra dei vigili del fuoco di Catania sud. Il luogo in cui si è sviluppato è un terreno abbandonato di circa 5mila metri quadrati, dove si trovano  erbacce e di micro discariche di rifiuti. 

SALVATORE CARUSO

29 LUGLIO 2018

Boschi in fiamme: la soluzione non si trova d’estate

Nelle ultime ore due grandi incendi nei boschi intorno ad Atene hanno provocato decine di morti e feriti, interrotto importanti vie di comunicazione e distrutto case e fattorie. Le autorità hanno dichiarato lo stato di emergenza e chiesto l’aiuto dell’Europa. Intanto sul campo centinaia di vigili del fuoco e decine di mezzi, oltre ad elicotteri ed aerei anti-incendio, sono impegnati a domare le fiamme. La situazione non è diversa nel nord dell’Europa. La Svezia brucia e in questo periodo si trova a fronteggiare decine di incendi boschivi divampati in tutto il Paese a causa di un’ondata di caldo senza precedenti nella regione nordica. Il fuoco è arrivato anche in Lapponia. Quello degli incendi è un tema ricorrente che, all’avvicinarsi dell’estate, diventa di particolare attualità e non di rado balza agli onori della cronaca. È un problema che tocca da vicino anche l’Italia e, al di là della contingenza e alla luce di quanto sta accadendo in Grecia e nella penisola scandinava, deve far riflettere più in generale sulla politica forestale da cui dipende lo “stato di salute” del patrimonio boschivo del nostro Paese (e non solo).

Qualche dato aiuterà a circoscrivere le dimensioni del fenomeno. In un articolo apparso recentemente (Il bosco brucia: un’occasione per riflettere sulla politica forestale in Italia) Davide Pettenella e Giulia Corradini, del dipartimento di Territorio e sistemi agro-forestali dell’università di Padova, sottolineano che il 2017 è stato uno degli anni più devastanti per gli incendi boschivi in Europa, con quasi 700.000 ettari bruciati fino a inizio settembre. E anche per l’Italia è stato uno dei peggiori degli ultimi 30 anni. Nel decennio 2006-2015 il nostro Paese, con più di 73.700 ettari di bosco bruciati mediamente all’anno, si colloca terza dopo Spagna e Portogallo per superficie forestale interessata dalle fiamme. E se si guarda al triennio che ci sta alle spalle (2014-2016) in Italia si calcolano in media 4.500 incendi all’anno: le regioni più colpite in termini di superficie forestale bruciata sono state la Sicilia, la Calabria e la Sardegna. La Campania ha avuto invece il numero maggiore di incendi e la Sardegna gli incendi con ampiezza media maggiore.

Diverse le cause alla base di questa situazione, a partire dai cambiamenti climatici in atto. Le alte temperature, l’aridità, la frequenza di eventi estremi come le ondate di calore sono fattori che favoriscono l’insorgere di incendi e che sono destinati ad aumentare in futuro quanto a frequenza e intensità, soprattutto nella regione del Mediterraneo. Ci sono incendi provocati volontariamente, non tanto (o non solo) da piromani, quanto da operai forestali in cerca di impiego nell’antincendio, da pastori desiderosi di pascoli più puliti, da agricoltori che bruciano resti vegetali o da turisti distratti. Un altro aspetto da considerare è la scarsa attenzione riservata alla prevenzione degli incendi condotta attraverso pratiche come i diradamenti, interventi di pulizia del sottobosco, realizzazione di fasce tagliafuoco, solo per citare alcuni esempi. Nonostante siano economicamente meno vantaggiosi, si confida in misura maggiore sugli interventi di spegnimento che vedono coinvolti mezzi aerei e mezzi anti-incendio a terra, in parte legati all’industria militare. L’Italia possiede la più grande flotta antincendio in Europa e questo fa riflettere.

“Il vero nodo strutturale che influenzerà la prevenzione degli incendi – sottolineano Pettenella e Corradini – sarà quello della gestione attiva delle risorse forestali. Una risorsa abbandonata è una risorsa per la quale non viene riconosciuto un valore e che per questa ragione non viene monitorata e protetta. La prevenzione a costi minori è quella connessa alla rivitalizzazone dell’economia del settore: un bosco che produce valore (legname, biomassa, funghi, tartufi, castagne, ma anche servizi turistici, ricreativi, culturali) è un bosco che viene difeso e che difficilmente brucia”.

In questa direzione si muove anche il Testo unico in materia di foreste e filiere forestali, approvato da poco, a cui Pettenella ha lavorato come consigliere del vice-ministro Andrea Oliviero che aveva la delega alle foreste nel Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali nel precedente governo. La normativa se da un lato sancisce la necessità di coordinamento tra le Regioni, nella logica della semplificazione e omogeneizzazione della normativa del settore, dall’altro intende creare le basi proprio per una gestione più attiva del patrimonio forestale italiano.  

“Nonostante un terzo del territorio nazionale sia coperto da foreste – spiega Pettenella a Il Bo Live – si assiste a uno scarso utilizzo delle risorse forestali interne. L’aspetto ancora più negativo è che il legname prelevato dai boschi non è impiegato nel settore industriale o per lavorazioni ad alto valore aggiunto, come segati, travi, tranciati, ma nella gran parte dei casi è utilizzato come legna da ardere, per produrre bioenergia”. Così l’Italia, pur avendo guadagnato dal 1990 ad oggi in media 800 metri quadrati di nuove foreste al minuto (oltre un milione di ettari) e nonostante possieda una superficie forestale che è uguale a quella della Germania e tre volte quella dell’Austria, è il secondo importatore europeo di legname e probabilmente il primo di legname illegale. Il Testo unico riafferma dunque la necessità di una pianificazione, soprattutto su scala locale, perché è con piani di gestione locale che possono essere definite esattamente quali risorse boschive sfruttare e in che modo e come contemperare le funzioni produttive con gli altri servizi ecosistemici. 

Il vero nodo strutturale che influenzerà la prevenzione degli incendi sarà quello della gestione attiva delle risorse forestali

“Un altro aspetto da considerare – sottolinea Pettenella – è il problema dell’abbandono. Moltissimo del patrimonio forestale soprattutto di proprietà privata è diventato ‘res nullius’, non è andato incontro a successione ereditaria e si è persa la conoscenza dei proprietari. In altri casi, si tratta invece di piccoli proprietari, magari lontani dalle loro proprietà che non sono in grado di gestire”. L’abbandono forestale espone a rischi naturali e tra questi anche agli incendi. “Ora quando l’abbandono comporta effetti negativi di carattere ambientale – continua il docente – il Testo unico prevede la creazione di forme di gestione conto terzi: gli enti pubblici possono intervenire quando ne intravedono la necessità e affidare la gestione a imprese private e associazioni”. La nuova normativa, inoltre, mette le basi per la professionalizzazione del settore. Chiede che le ditte boschive siano correttamente qualificate e adeguatamente attrezzate e che siano protette rispetto a chi opera informalmente, attraverso albi di imprese boschive o patentini per gli operatori del settore ad esempio.

di Monica Panetto

24 luglio 2018