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Bene il piano di prevenzione incendi ma, “forti limiti e criticità” sui ritardi dei parafuochi dei Forestali !

“Prendiamo atto degli impegni assunti dal presidente della Regione, soprattutto per quanto concerne il  rafforzamento della collaborazione con gli organi dello Stato per la lotta agli incendi, ben sapendo, però, che saranno i risultati concreti a fine stagione a dimostrare se ci sia stata una inversione di tendenza rispetto agli anni scorsi, caratterizzati da gravissime  disfunzioni delle strutture regionali a ciò preposte”. A dirlo in una  nota è Legambiente Sicilia, dopo la presentazione del ‘Piano  antincendio boschivo’ messo in campo dalla Regione per la prossima  stagione estiva.

Per l’associazione ambientalista, però, rimangono “forti limiti e  criticità”, soprattutto per quanto riguarda “l’assenza di una continua attività di vigilanza sul territorio per la progressiva riduzione del  personale dei distaccamenti forestali e per il mancato avvio dei lavori di prevenzione relativi ai viali parafuoco, di competenza  dell’assessorato regionale alle Risorse agricole”. Per questo Legambiente Sicilia chiede al presidente della Regione, Nello  Musumeci, e all’assessore regionale al Territorio e Ambiente, Toto Cordaro ulteriori provvedimenti per potenziare i distaccamenti  forestali del Corpo forestale regionale attraverso l’utilizzo di tutto il personale disponibile.

Ma al governatore l’associazione ambientalista chiede
anche di redigere il rapporto regionale sui dati degli incendi 2017, ripristinando la pubblicazione sul sito web del Corpo forestale regionale; di rivedere la distribuzione dei presidi territoriali antincendio per garantire la tutela di Aree naturali protette e Siti Natura 2000, “da alcuni anni particolarmente aggrediti dagli incendi dolosi”; e di chiedere allo Stato il potenziamento della presenza dei carabinieri forestali in Sicilia. Necessaria anche un’azione ispettiva nei Comuni per verificare il “puntuale aggiornamento” del catasto degli incendi e l’emanazione di linee guida per gli interventi a tutela delle formazioni vegetali naturali e per l’intervento nelle aree non demaniali, “valorizzando quella particolare previsione delle
legge regionale che tutela tutto il patrimonio vegetazionale e non solo i boschi”.

Adnkronos

23 aprile 2018

LA MANOVRA. DAI CONTRIBUTI A PIOGGIA AI CONIGLI. TUTTE LE NOVITÀ DELLA FINANZIARIA. PREVISTA ANCHE LA STABILIZZAZIONE PER I FORESTALI 151ISTI

Doveva essere una legge di stabilità “snella”. Ma è composta da 120 articoli. Assunzioni e finanziamenti: tutte le norme.

PALERMO – Centoventi articoli. Ai quali si aggiungeranno quelli del cosiddetto “collegato”. Da approvare entro il 30 aprile. A una media di circa trenta articoli al giorno. Altro che Finanziaria “snella”.

La legge di stabilità regionale, giunta in commissione bilancio, è ingrassata a dismisura, in seguito all’approvazione di una marea di emendamenti voluti dai deputati regionali. E così, nel testo entra un po’ di tutto.

Esenzione bollo, antiracket, “reddito di libertà”

Prevista l’esenzione del bollo automobilistico per le famiglie che sono già nelle condizioni di esenzione ticket sanitario. Istituito il “reddito di libertà” per favorire l’indipendenza economica delle donne vittime di violenza fisica o psicologica e in condizioni di povertà: previsto inizialmente uno stanziamento da 200 mila euro.

Seicentomila euro vanno a incrementare il fondo di solidarietà per le vittime di richieste estorsive, una norma chiesta dal Pd come rivendica il capogruppo Giuseppe Lupo. Cinque milioni sono stati stanziati per consentire a coppie costituitesi da non più di tre anni e con un reddito inferiore a 20 mila euro, di acquistare casa. A proposito di immobili, stanziati 750 milioni per vent’anni per l’edilizia agevolata e convenzionata. Previsto anche un milione di euro per i privati in possesso di edifici di interesse culturale. Una norma prevede che il 50 per cento degli introiti dei biglietti dei siti culturali venga versato alla Regione.

Comuni

Poi, sempre nel pacchetto di norme contenute nel maxiemendamento governativo, ci sono 540 mila euro per l’istituzione dell’Agenzia Comunale per il Risanamento e la riqualificazione urbana della città di Messina. Sempre a Messina arriveranno 20 milioni a valere sui fondi Poc per superare l’emergenza idrica.

Ben 20 milioni per il Fondo di rotazione per la progettazione destinato agli enti locali. E sempre in tema di Comuni, è destinata la somma di 9,5 milioni di euro per consentire la redazione dei piani regolatori generali più 4 milioni e mezzo per la redazione dei piani di utilizzo del demanio marittimo da parte dei Comuni, a valere sulle risorse derivanti del Fondo di Sviluppo e Coesione.

Oltre due milioni di euro vanno al Comune di Comiso per l’aeroporto (una parte per l’assistenza e una parte per l’attività cargo), tre milioni per il potenziamento dei presidi ospedalieri ricadenti nelle zone classificate ad alto rischio ambientale. Tre milioni ai Comuni con piano di riequilbrio già approvati dalla Corte dei conti, un milione per i Comuni commissariati, un milione da dividere per i Comuni che ottengono la “Bandiera blu”, un altro milione per quei centri che hanno ricevuto il riconoscimento di ‘Borgo più bello d’Italia’, cinque milioni da dividere tra i Comuni che abbiano superato il 65 per cento di raccolta differenziata, 700 mila euro in più per i Comuni in dissesto.

Inoltre ecco 50 mila euro a testa ai Comuni di Mistretta, Nicosia e Modica per l’insediamento degli uffici giudiziari. Altri 300 mila euro andranno ai Comuni colpiti dalle alluvioni del 2009, mentre 100 mila euro andranno in un fondo per la prevenzione del rischio idrogeologico e 5 milioni ai Comuni per la gestione delle comunità di alloggio per disabili psichici.

Scuole, sport e cultura

Lo sport nel Nisseno è servito. Un articolo della manovra stanzia un contributo straordinario di 50mila euro per una gara di barche a vela organizzata dal Club Nautico di Gela e altri 50 per l’Associazione sportiva “Caltanissetta corse”, rally di Caltanissetta, coppa Italia 16° edizione. A proposito di corse, ecco centomila euro per la storica Targa Florio. Tredici milioni sono stati previsti invece per la realizzazione di impianti sportivi e per gli interventi di recupero e mezzo milione per la “tutela e lo sviluppo dello sport”.

La Fondazione Taormina arte entra nel Fondo di rotazione per gli enti culturali: prevista una spesa complessiva da due milioni di euro. Duecentomila euro andranno all’Ente Luglio Trapanese, 300 mila euro al teatro comunale di Adrano, 150 mila euro per il teatro ‘Samonà’ di Sciacca. Duecentomila euro vanno all’Istituto superiore di gionalismo di Palermo.

Previsto uno stanziamento da 5,4 milioni di euro l’anno per le scuole paritarie, mentre un milione e mezzo andrà ai Comuni che hanno istituito scuole “degli antichi mestieri e delle tradizioni popolari”. Oltre 1,3 milioni di euro per la promozione del vino sui mercati di altri Paesi, mentre 100 mila euro l’uno andranno al Banco alimentare e al Banco delle opere di carità.

Regione e Fondi Ue

Per dare una marcia in più alla progettazione, punto dolente nella spesa dei fondi comunitari ed extraregionali, si stanziano altri 10 milioni per il Fondo di rotazione destinato alla copertura finanziaria delle spese occorrenti alla progettazione.

La Regione compra casa

Un articolo stanzia 50 milioni per le spese di carattere straordinario destinate all’esecuzione di opere di interesse di enti di culto e formazione religiosa, di beneficenza e di assistenza.

Per promuovere il recupero, la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico, architettonico e monumentale dei centri urbani all’interno dei quali insistono i beni oggetto del riconoscimento da parte dell’Unesco è istituito un fondo da 10 milioni presso i Beni culturali. Quest’ultimo assessorato potrà acquisire la Fornace Penna (si torva nel Ragusano), come monumento di archeologia industriale. Ci sono anche 160mila euro per gli Istituti superiori di studi musicali pubblici. Prevista anche l’acquisizione al patrimonio della Regione del Centro direzionale del Consorzio Asi di Palermo e del Villino Messina Verderame attualmente nel patrimonio di Crias. Previsto anche l’acquisto da parte della Regione dei beni immobili dell’Istituto regionale vino e olio, per una spesa di oltre 190 mila euro l’anno fino al 2020.

Innovazione

L’articolo 76 consente all’assessore regionale per l’economia a concedere agevolazioni fiscali per l’innovazione tecnologica di imprese esistenti e PMI o per l’apertura di start-up nel settore dell’hi-tech. Contributi e misure di defiscalizzazione per chi usa e trasforma la propria barca, nave o peschereccio, per finalità turistica ed attività di pescaturismo.

Assunzioni

E si passa allo spinoso tema delle assunzioni. Dovrebbero festeggiare i Pip. L’articolo 78 prevede che i soggetti svantaggiati del bacino “Emergenza Palermo ex PIP” siano assunti con contratto a tempo indeterminato anche parziale transitando presso la Resais con decorrenza 1 gennaio 2019. Prevista anche la stabilizzazione per i forestali 151isti. Intanto, anche i lavoratori degli enti in liquidazione recentemente, così come quelli dell’Iridas, transitano nell’albo specifico da cui le società regionali, compresa l’Irfis, dovranno attingere. E nasce un albo speciale per gli ex precari del vivaio Federico Paulsen da cui si dovrà assumere. E a proposito di lavoro, una norma della Finanziaria autorizza l’Arpa ad assumere: una norma che “deroga” al blocco delle assunzioni in vigore dal 2009. Estesi agli istruttori direttivi in possesso della laurea triennale la possibilità di essere nominati nelle società regionali.

Animali

Si stanziano anche 20 milioni per i rifugi sanitari per cani randagi. Sempre in tema di animali ecco la norma promossa dai grillini che prevede sanzioni da 650 a 1.100 euro per chi abbandona animali. I proventi delle sanzioni amministrative spettano per il 50 per cento ai Comuni affinché siano utilizzate per la realizzazione del canile sanitario. Infine, ecco 200 mila euro per il “ripopolamento del coniglio selvatico”.
di Accursio Sabella e Salvo Toscano

23 Aprile 2018

Nuovo affronto dal palazzo dell’ARS ai Forestali siciliani !

Vien fuori un nuovo scandalo tra i lavoratori forestali e soprattutto all’interno del comparto stesso dove, dalla finanziaria appena approvata, si evidenzia un documento (riportato sotto) dove i 151sti che hanno prestato servizio negli anni 2015,2016,2017 presso  gli uffici provinciali dell’azienda foreste, oggi detto “Ufficio servizio per il territorio dipartimento regionale dello sviluppo rurale”, transitano per esigenze di servizio alla fascia di contingente OTI. Una vera “canagliata” (per mantenerci con un basso profilo) per i lavoratori a firma dell’On. Milazzo che rischia di mettere seriamente in discussione tutto quello che di buono si pensa che sia stato fatto in finanziaria per il settore della forestazione.

Una disparità di trattamento per i lavoratori che attendono da anni e anni lo scorrimento della graduatoria in silenzio per arrivare alla categoria di fascia superiore e, vengono scavalcati o per meglio dire annientati da altri che sol perché hanno lavorato per tre anni negli uffici devono avere più diritti degli altri. Se effettivamente ci possa essere un bisogno di avere forza lavoro negli uffici, è giusto che si riqualifica qualcuno all’interno o, si possano censire i lavoratori stessi all’interno di una graduatoria che possono avere un titolo di studio consono per effettuare anche un lavoro d’ufficio, sempre in piena sintonia con l’effettivo bisogno ed esigenze di settore.

Questo sistema di figli e figliastri complica e mette di cattivo d’occhio un sistema di sotterfugi e/o di amicizie che continua ad esistere e nega un  sistema di giudizio programmato negli anni con sofferenza e complicazione negli anni degli stessi operai che tra graduatorie, scorrimenti e blocco di turn over riporta in mente gli spettri che possano rifiorire, rischiando fortemente di metter in discussione le stesse graduatorie con eterne complicazioni che gridano vendetta. Si chieste che gli organi competenti e lo stesso Musumeci diano un segnale diverso a questo documento e gli stessi sindacati che diano un’impronta immediata e chiarimenti su ciò che qualcuno dall’oggi al domani vorrebbe cambiare o far parlare di sé.

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23 aprile 2018

ARS, PRIMO INCIAMPO PER LA FINANZIARIA-MONSTRE: SEDUTA RINVIATA. PORTE APERTE ALLA STABILIZZAZIONE PER I CENTOCINQUANTUNISTI. IL MAB: TUTTO QUESTO É RIDICOLO, POLITICI SENZA VERGOGNA

Assunzioni e contributi a pioggia alla prova dell’Aula. Gli uffici del Bilancio stanno ancora verificando le coperture finanziarie. Per approvare la manovra c’è tempo fino a lunedì prossimo

Primo intoppo per la Finanziaria-monstre che inizia oggi il suo insidioso percorso nell’Aula dell’Assemblea regionale siciliana: la seduta per l’esame preliminare dei 120 articoli, 85 in più rispetto ai 35 originari proposti dal governo, era prevista per le 12 ma è stata rinviata alle 20: “Ci sono delle interferenze”, conferma il presidente della commissione Bilancio Riccardo Savona. Nel testo approvato nella notte tra venerdì e sabato ci sarebbero parecchi punti critici, a partire dalle coperture finanziarie. “Stiamo verificando”, chiosa Savona.

Il rinvio è il primo inciampo della manovra extralarge. Doveva essere una legge di stabilità regionale snella e, invece, è una manovra maxi – la prima del governo Musumeci – che prova a creare intese quanto più larghe possibili a Sala d’Ercole. La maggioranza ha infatti numeri risicati e non può fallire l’obiettivo del varo entro il mese, quando scadrà il termine ultimo dell’esercizio provvisorio.

Approvata dalla Commissione Bilancio nella notte tra venerdì e sabato, la finanziaria oggi viene incardinata in Aula e da domani – nel corso di sedute a oltranza – sarà sottoposta al ‘voto incrociato’ dei deputati. Spazio ai provvedimenti sociali: come il quoziente familiare, prevedendo dal 2019 una fascia di esenzione – una No tax area – per i nuclei composti da almeno quattro persone a carico con non meno di tre figli: il riferimento è la soglia Istat di povertà. Poi il reddito di inclusione per il quale viene ampliata la platea prevedendo il bonus mensile da 190 a 490 euro a chi ha un Isee fino a 7mila euro, invece che 6mila euro; una modifica in corsa spinta da un emendamento Pd. C’è pure l’esenzione dal 2019 del bollo auto per le famiglie in fascia Isee nelle condizioni di esenzione dal ticket sanitario e che abbiano una sola auto di non oltre 53 kilowatt.

Cinque milioni sono stanziati per contributi pari a 20mila euro alle giovani coppie, formatesi da non più di tre anni, per acquistare, costruire o restaurare la prima casa. Appena 200 mila euro per il “Reddito di libertà” per le donne, destinate alle vittime di violenza. Un finanziamento da 5,4 milioni per contributi alle scuole paritarie primarie e secondarie per classi di almeno 10 alunni, con portatori di handicap e con difficoltà di apprendimento. Trenta milioni in più per i disabili.

Ma il cuore (e la pancia) della manovra sono le assunzioni e le stabilizzazioni di Lsu, Pip e precari dei consorzi Asi. Come quelle consentite ai Comuni per far partire i piani di prevenzione dal rischio idrogeologico: l’obiettivo dichiarato è quello di consentire, agli enti che si sono dotati di Piani di emergenza comunale, di assumere anche con contratti a termine laureati in scienze geologiche o ingegneria per l’ambiente e il territorio. Concorso in deroga al blocco delle assunzioni alla Regione del 2008 consentito anche all’Agenzia regionale per l’ambiente. Porte aperte alla stabilizzazione per i centocinquantunisti, i forestali che svolgono 151 giornate, nonchè agli aumenti in busta paga connessi al nuovo integrativo. Contributi a pioggia a Comuni, enti, associazioni e manifestazioni come la targa Florio o la regata velica del Club nautico di Gela. Una norma prevede che il 50% degli incassi dei biglietti staccati restino ai musei che diventerà il 70 per cento l’anno prossimo. Nel testo anche norme per un maggiore rigore, come quella che impone agli enti tempi perentori per l’approvazione del bilanci, pena la decadenza degli amministratori.

di GIUSI SPICA

23 Aprile 2018

REGIONE, MUSUMECI: “ABBIAMO I FONDI, IL SERVIZIO ANTINCENDIO PARTIRÀ IN ANTICIPO”

Le attività potranno essere avviate prima della data canonica del 15 giugno. Bandita una gara europea per il noleggio di sei elicotteri antincendio. In agenda anche il rinnovo della convenzione con i vigili del fuoco

“Per la prima volta, abbiamo individuato e accantonato in anticipo, già alla fine dello scorso anno, una parte delle risorse economiche per la campagna antincendio boschivo. Una norma che potrà consentire ai lavoratori di non dovere aspettare l’approvazione del bilancio e della legge di stabilità regionale per essere avviati in servizio”. Lo annuncia, con una nota, il presidente della Regione Nello Musumeci. 

“Tale accantonamento – spiega Musumeci – ha consentito anche la manutenzione e la revisione dei mezzi impiegati dalle squadre a terra degli operai e di poter procedere alle loro dotazioni individuali, così da rendere operativo il servizio antincendio ben prima della data canonica del 15 giugno. In questo modo, quindi, gli operai potranno realizzare i viali ‘parafuoco’ a partire già dalla primavera e potremo scongiurare, o almeno contenere, gli incendi che hanno distrutto migliaia di ettari di vegetazione dell’Isola lo scorso anno. Non solo questo governo ha pensato, per tempo, all’avvio dei lavoratori stagionali, come mai era avvenuto – prosegue il governatore – ma ha provveduto anche a bandire la gara europea per il noleggio di sei elicotteri antincendio. Oltre ad avviare l’interlocuzione con il dipartimento nazionale della Protezione civile per la stipula di convenzioni con il ministero della Difesa e l’Arma dei carabinieri per il servizio elicotteristico antincendio boschivo per il 2018”.

Il governatore interviene poi sull’allarme lanciato ieri dai deputati regionali del Movimento Cinque Stelle. “L’esecutivo regionale – avevano denunciato i pentastellati – non ha stanziato nemmeno un euro per la convenzione con i vigili del fuoco”. “Il governo – spiega Musumeci – è intenzionato a riproporla, vista l’utilità del servizio delle squadre aggiuntive e del personale presente nelle sale operative del Corpo forestale della Regione. Ne ho già parlato al comandante regionale Cavriani e predisporremo in tal senso un emendamento alla finanziaria”. 

La risposta non basta però al 5 stelle Giampiero Trizzino, che controreplica: “Se non ci fossimo accorti che in Finanziaria non c’è nemmeno un euro per i vigili del fuoco, ci saremmo ritrovati in estate con la Sicilia in fiamme e senza mezzi per spegnerli. Il presidente Musumeci ammetta di aver trascurato la questione. Il M5S lo ha notato per tempo e ha predisposto un emendamento che individua le somme necessarie a finanziare la convenzione. Se Musumeci intende rinnovare l’intesa, voti il nostro emendamento”.

“Accogliamo con favore – dichiara Giuseppe Musarra, segretario per la Sicilia del sindacato dei vigili del fuoco Conapo – l’annuncio di voler predisporre un emendamento alla finanziaria per stanziare le risorse occorrenti per la convenzione incendi boschivi in modo da avere per tempo squadre aggiuntive di vigili del fuoco sul territorio e nelle sale operative”. Ieri Musarra, ascoltato in commissione Territorio e Ambiente dell’Ars, aveva sollecitato tale emendamento auspicando una convergenza bipartisan in quanto si tratta di un tema importantissimo per il territorio, l’ambiente e la sicurezza della Sicilia.

05 aprile 2018

SCIACCA, LA SENTENZA DEL GIUDICE. FORESTALI SENZA VERSAMENTI INPS. ASSOLTO L’EX GOVERNATORE LOMBARDO

Sia la difesa che il pm avevano chiesto l’assoluzione.

SCIACCA (AGRIGENTO) – Il giudice monocratico del tribunale di Sciacca (Ag), Fabio Passalacqua, ha assolto “per non avere commesso il fatto” l’ex presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo, che era accusato di aver omesso, all’epoca in cui era governatore, il versamento delle ritenute previdenziali ai forestali che erano stati in servizio nei comuni del circondario giudiziario di Sciacca da aprile a dicembre del 2009. Prima che il giudice entrasse in camera di consiglio, l’ex presidente Lombardo, difeso dagli avvocati Antonino Gaziano e Loredana Danile, ha rilasciato dichiarazioni spontanee. Sia la difesa che il pm avevano chiesto l’assoluzione. Per i legali di fiducia di Lombardo, gli atti erano di competenza dell’organismo burocratico e non certamente del presidente della Regione. L’importo degli omessi versamenti era stato quantificato in 48 mila euro circa.
(ANSA).

03 Aprile 2018

Operai Forestali a Cuneo. Lavori di pulizia negli alvei e sui torrenti!

Su richiesta del sindaco di Moretta, Sergio Banchio, i forestali della Regione sono intervenuti in due punti del territorio comunale. In entrambi i casi ha operato la squadra della Valle Varaita, con il coordinamento di Stefanino Agù.

Il primo lavoro ha riguardato il taglio delle piante nell’alveo e sulla sponda lungo 150 metri del torrente Varaita a monte e valle del ponte della strada provinciale che, da Moretta verso Murello, oltrepassa il corso d’acqua. L’obiettivo era eliminare tutti gli alberi che, in caso di piena, avrebbero potuto essere sradicati dallo scorrere impetuoso delle acque e trascinate nel letto del torrente, creando pericolose barriere e intasamenti al suo interno. Soprattutto di fronte alle arcate dei ponti.

Le piante sono poi state spostate sul piano adiacente da un trattore con la pinza. Quindi, i forestali hanno depezzato i tronchi di maggiori dimensioni lasciandoli a disposizione del Comune, mentre i fusti e i rami di minore ingombro sono stati ridotti a scaglie dalla cippatrice. Il secondo intervento si è svolto lungo 800 metri del Po in località Brasse.

Attraverso l’operazione, che aveva lo stesso scopo della precedente, sono stati tagliati gli alberi sulla scarpata idrografica destra del fiume che dal territorio comunale di Moretta va in direzione di Villafranca Piemonte e il confine con la provincia di Torino. Per questo lavoro, decisamente più consistente come impegno da sostenere, i forestali hanno potuto contare su un buon parco mezzi: due trattori  e un escavatore.

“In questo caso – spiega Agù – essendo la scarpata piuttosto ripida le piante sono state prima agganciate al trattore mediante il cavo del verricello per evitare che si ribaltassero nel fiume. Quindi, sono state tirate sul piano superiore, dove l’escavatore le ha spostate per essere sfrondate e depezzate. Un efficace lavoro a catena. Come per il cantiere sul Varaita il materiale è rimasto a disposizione del Comune”.

Ci sono stati problemi particolari nelle operazioni dei due cantieri? “Direi di no. Va però sottolineato che quando le nostre squadre possono lavorare con mezzi adeguati, gli interventi si svolgono in modo efficiente e rapido”. L’assessore regionale alle Foreste, Alberto Valmaggia, è soddisfatto: “Anche in questo caso i forestali hanno dimostrato grande professionalità e impegno. La prevenzione, come sempre, è fondamentale per ridurre i rischi di esondazione dei fiumi e quelli legati al dissesto idrogeologico”. I lavori sono stati effettuati utilizzando i fondi del Bilancio regionale destinati all’idraulica forestale.

01 aprile 2018

I FORESTALI E I NODI IRRISOLTI DELLA CATEGORIA, LAVORATORI IN PIAZZA IL PROSSIMO 11 APRILE. I TAGLI DI BILANCIO NON CONSENTIREBBERO LO SVOLGIMENTO DELLE GIORNATE DI CONTINGENTE

MOBILITAZIONE LANCIATA DAI TRE SINDACATI

Una manifestazione regionale dei forestali della Sicilia e dei lavoratori dell’Esa, dei Consorzi di bonifica e dell’Aras si terra’ l’11 aprile a Palermo, organizzata dai sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil. La protesta e’ per la mancanza di risposte da parte del governo regionale sui problemi di queste categorie che ‘rischiano di aggravarsi – sostengono Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil – se dovessero essere confermate in Aula le previsioni del bilancio e della finanziaria regionali, esitati dalla giunta’.

La decisione di andare alla mobilitazione, informano i sindacati, e’ venuta dopo un incontro col capo di gabinetto del Presidente della Regione nel corso del quale ‘non ci e’ stata data alcuna risposta – dicono i segretari di Flai, Fai e Uila Mannino, Manca e Marino – sui temi sollevati col documento unitario recapitato nei giorni scorsi al presidente della Regione e al centro dell’autoconvocazione di oggi a palazzo d’Orleans.

A questo si aggiungono i tagli di bilancio e finanziaria che non consentirebbero lo svolgimento del 50% delle giornate di lavoro per i forestali e per i lavoratori degli enti di servizio’.

In proposito i sindacati hanno chiesto incontri con i gruppi parlamentari ‘affinche’ la manovra venga modificata al passaggio all’Ars’. Nel documento dei sindacati ci sono le richieste di applicazione del contratto integrativo dei forestali tramite apposita direttiva, di soluzioni per gli stagionali dell’ Esa, per la crisi finanziaria dei consorzi di bonifica e per gli avviamenti al lavoro superando la norma che prevede l’esclusione dei lavoratori che hanno contenziosi con gli enti, della ripresa delle attivita’ del personale dell’Aras’.

“Su nessuno di questi temi – affermano Mannino, Manca e Marino – ci sono state date risposte, mostrando il completo disinteresse del governo verso queste categorie e la situazione per i lavoratori in questione rischia di precipitare viste le ristrette previsioni dei documenti contabili, che non tengono nel dovuto conto ne’ le esigenze dei boschi e dell’agricoltura, ne’ i diritti dei lavoratori”

27/03/2018

DISCRIMINAZIONI SUL LAVORO, IL SIFUS CONFALI DENUNCIA GLI “ABUSI DI POTERE”

Un sit in di protesta molto partecipato. Stamani davanti al palazzo di Giustizia di Catania si sono dati appuntamento lavoratori dei consorzi di Bonifica provenienti da tutta la Sicilia aderenti al sindacato Sifus Confali. L’occasione è stata quella di presentare  un esposto contro la nomina a Direttore Generale del Consorzio di Bonifica di Caltagirone il dott. Ing. Bizzini Fabio, pur non avendone i requisiti previsti dalla legge per mettere in luce comportamenti discri8minatori nei confronti di diversi lavoratori. «Speravamo che sulla vicenda del titolo inesistente del dott. Bizzini intervenisse il Governo regionale»,  precisa Maurizio Grosso, segretario nazionale Sifus Confali. «Noi non potevamo più aspettare, poiché il dott. Bizzini assolve a questa funzione assumendo ripetutamente atteggiamenti discriminatori nei confronti di tanti lavoratori, e questo è il motivo principale della nostra manifestazione. Denunciamo atteggiamenti discriminatori nei confronti di dipendenti dei consorzi di Caltagirone, Ragusa ed Enna. Chiediamo al giudice di stabilire se questi comportamenti sono nella norma o in contrasto con la democrazia».

Attraverso l’esposto il Sifus denuncia quindi alcuni gravissimi episodi che hanno contraddistinto l’attività dell’ing. Bizzini: «Nove  dipendenti, 7 del Consorzio di Caltagirone, 1 del Consorzio di Ragusa e 1 del Consorzio di Enna Otd – precisa Grosso –  che si sono rivolti alla magistratura ed ottenuto il riconoscimento del passaggio a tempo indeterminato (OTI) in primo grado di giudizio, ma che in secondo grado, a fine 2016, hanno perduto, con palese atto discriminatorio, nell’anno 2017, non sono stati avviati al lavoro nemmeno per il numero di giornate lavorative che prestavano prima che sollevassero la questione in giudizio. Non hanno lavorato un solo giorno; 15 dipendenti del Consorzio di Caltagirone hanno vinto la causa  che li ha trasformati  da OTD in OTI, ma dal 10 settembre 2017 (7 mesi), fatta eccezione della 13esima mensilità, non hanno percepito alcuna retribuzione, pur avendo regolarmente lavorato poiché colpevoli di essersi rivolti al giudice; gli stessi 15 dipendenti, nonostante, necessitano in pianta organica erano stati individuati quali cavie per  licenziamenti collettivi stoppati. 75 dipendenti del Consorzio di Ragusa, anch’essi rei di aver promosso e vinto cause per il passaggio a tempo indeterminato con  trasformazione a titolo parziale, da 13 mesi non percepiscono lo stipendio pur avendo prestato attività lavorativa. Al Consorzio di Bonifica di Enna, nonostante i solleciti della nostra O.S., ad oggi, non si è proceduto ad attivare il meccanismo del “tourn over” che consentirebbe di rimpinguare la pianta organica di n. 36 unità lavorative ( da OTD a OTI), in palese violazione dell’art. 30 della L/R n.45 del 1995».

27 Marzo 2018

ENRICO ROSSI PD: IN SICILIA 30 MILA FORESTALI, DA NOI SOLO 350

“Dobbiamo ricostruire l’intera filiera dei boschi”

Firenze, 26 mar. (askanews) – “Dobbiamo ricostruire interamente la filiera del bosco. Ma abbiamo bisogno anche di più forestali, visto che noi ne abbiamo 350 e la Regione Sicilia 30 mila”. Lo ha detto Enrico Rossi, presidente della Toscana, commentando il rapporto regionale sullo stato delle foreste. “Noi siamo una regione spesso molto conservatrice, che a volte è un bene, ma bisogna anche saper innovare -ha spiegato Rossi- è aumentata l’occupazione pubblica, in questo settore, e in quella bilancia commerciale rispetto alle altre regioni noi siamo un pezzo avanti. Deve aumentare anche l’occupazione privata per salvaguardare le aree boschive dell’Appennino. Sono convinto che l’equilibrio della Toscana lo possiamo mantenere solo se manteniamo questo grande patrimonio che i nostri nonni ci hanno lasciato. Noi dobbiamo metterci un po’ di cervello e un po’ di lavoro dell’uomo, senza il quale tutto tende a deperire e a perdere di valore. “Cercheremo di fare -ha proseguito Rossi- le comunità del bosco, in intesa coi Comuni e le forze sociali, ci si mette insieme per mantenerlo, renderlo economicamente sostenibile, abbiamo una proprietà molto frammentata. L’idea della comunità di bosco può essere molto interessante, con dentro pubblico e privato”. Dopo aver ricordato che la Toscana spende 40 milioni l’anno, più 160 milioni di fondi europei, per la manutenzione dei boschi, Rossi ha auspicato un aumento degli operai forestali da 350 a 500.

 

26 marzo 2018