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NON AVRANNO UN GIORNO DI RIPOSO, CI SONO LE RISORSE E LE CONDIZIONI PER EFFETTUARE 151 GIORNATE, IL CIRL PREVEDE UN AUMENTO DI 85 EURO AL MESE A PARTIRE DAL 1° SETTEMBRE, ECC…MA PER I LAVORATORI FORESTALI DIVENTERA’ BUGIARDISSIMA?

Il nuovo contratto, che avrà la validità di tre anni, prevede un aumento di 85 euro al mese, a partire dal prossimo 1 settembre, una volta ratificato dalla Giunta regionale.

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TRATTO DAL BLOG:
FORESTALIANTINCENDIOSICILIA

Una vera armata Brancaleone. Servizio Antincendio Forestale con pochi uomini e mezzi da cambiare !

È un’armata Brancaleone quella che dovrà affrontare la stagione degli incendi. Mezzi vecchi, personale risicato e spesso anziano, rischiano di aiutare le fiamme ad avanzare sull’isola. E soprattutto è ancora appesa a un filo la convenzione tra Regione e Vigili del Fuoco un accordo da 2 milioni di euro ancora non firmato, per avere 100 uomini a disposizione per salvare i boschi siciliani. I primi incendi sono già divampati nell’isola da Ragusa a Trapani con lo scirocco si sono registrati 300 focolai. «Il ritardo del governatore nello Musumeci è inaccettabile. Firmare questa convenzione È fondamentale per garantire il pronto intervento dei vigili del fuoco con alcune squadre impegnate soltanto per il contrasto agli incendi. Non si può perdere più tempo in una regione che ha pagato un duro prezzo negli scorsi anni» dice il deputato del Movimento 5 Stelle Giampiero Trizzino.
L’accordo è pronto per essere firmato ma al momento, manca la copertura finanziaria per garantire l’Impiego di 17 squadre di vigili del fuoco destinati all’antincendio con nuclei a Pantelleria Favignana e Ustica, oltre ai funzionari dei pompieri nelle sale operative dal corpo forestale. «Bisogna sbrigarsi perché le squadre distaccate dell’antincendio sono necessarie per non lasciare sguarnite le città dice Davide Apprendi, Vigili del Fuoco sindacalista del Confsal che lamenta anche un parco mezzi da rinnovare e i compensi dell’accordo con la Regione dell’anno scorso ancora da incassare.
Palazzo d’Orleans al momento ha stanziato 50 milioni di euro. La meta è stata utilizzata dal dipartimento dello sviluppo rurale per avviare ad aprile la campagna antincendio con la creazione di viale parafuoco. la restante parte circa 24 milioni stata impiegata con la manutenzione dei 500 mesi a disposizione dagli operai della Forestale per spegnere i roghi. Un passo avanti rispetto all’estate scorsa, così come un buon segnale l’arrivo di 4 nuovi elicotteri dislocate nelle basi di Birgi, Sigonella, Catania e Boccadifalco che si sommano ai sei noleggiati dai privati. «Rispetto all’anno scorso la situazione è meno drammatica – dice Gaetano Guarino del distaccamento di Piana degli Albanesi e rappresentante della CGIL – Non abbiamo carenza di benzina e sono arrivate le tute di sicurezza.Ma resta molto da fare per il personale e i mezzi».
In effetti il problema è strutturale. l’esercito che combatte gli incendi oltre ai vigili del fuoco è composto da 6500 operai della Forestale e da 650 uomini dal corpo forestale. ma questi ultimi sono quasi tutti sovraintendenti commissario e ispettore servirebbero 800 agenti da assumere ma ancora non si vede all’orizzonte nessun concorso per dare manforte a un corpo dove l’età media è superiore ai 50 anni. L’allarme arriva soprattutto da Messina.
I sindacati hanno scritto al prefetto per dire che iniziare la campagna antincendio in queste condizioni di grave carenza di organico potrebbe non essere sufficiente ad assicurare la capacità operativa con possibili danni a cose e persone. Nel messinese seconda provincia d’Italia per estensione boschiva ci sono 72 persone su un esigenza di circa 300 unità. Dei 21 distaccamenti sul territorio sono alcuni chiusi per mancanza di personale. In altri come Rometta e Tortorici nel parco dei Nebrodi c’è soltanto un ispettore. «Non riusciremo a garantire i turni per l’antincendio» dicono i dipendenti che chiedono un intervento immediato.
Anche lo Stato del parco mezzi non lascia ben sperare . Gli interventi di manutenzione e revisione sono una pezza di fronte a un parco vetusto: secondo una stima più del 60% delle autobotti dei furgoni va mandato in demolizione. «In molti casi serve la sostituzione dice il direttore della Forestale Filippo Principato . alcune vetture alcune vetture anno più di vent’anni . «Sè un mezzo non funzione si rischia di arrivare in ritardo. E i nostri interventi spesso si giocano nel giro di pochi minuti – racconta un militare del corpo forestale che vuole restare in anonimo – . L’anno scorso di 3 autobotti che avevamo a disposizione nel mio distaccamento soltanto uno era utilizzabile .Durante un’operazione si è guastata e abbiamo dovuto farla riparare noi» . L’armata Brancaleone qualche soldo in più rispetto all’anno scorso Baleari per sono spuntate, ma le armi restano spuntate.

Fonte : repubblica

20 giugno 2018

IN UN INCENDIO LA PRIMA COSA CHE DEVI SPEGNERE È LA PAURA. IL MAB: COMPLIMENTI PER L’ATTENTA ANALISI

Prima di iniziare una qualsiasi discussione su di una cosa bisogna chiedersi la ragione di quella cosa, per cui: cos’è l’antincendio boschivo?
Probabilmente, questa attività, in Sicilia nasce come una attività di ammortizzazione sociale.
Ciò è evidente dai criteri che si sono adottati, a suo tempo, per la selezione del personale e la sua formazione.
E’ anche vero, comunque, che alla fine degli anni ottanta e inizio anni novanta, l’incidenza degli incendi boschivi, nei nostri territori, era ancora minima. Nondimeno è anche vero che, disgraziatamente, negli anni seguenti essa si sarebbe incrementata sempre più.
Bisogna chiedersi, allora, il perché di questo incremento.
La risposta è abbastanza ovvia, da passare quasi inosservata ai più sprovveduti, e cioè a dire: l’abbandono sempre più marcato dei terreni agricoli.
Abbandono dovuto alla miopia di scelte politiche che, negli anni, hanno sempre più penalizzato l’attività agricola rendendola via via non competitiva e, per questo, non redditizia.
Ciò ha comportato anche l’abbandono di tutte quelle attività connesse, che servivano alla manutenzione delle reti viarie, ed anche fluviali, nei territori rurali e agricolo-forestali.
Un abbandono che ha portato, e porta ancora, all’espansione delle piante spontanee che per noi in Sicilia significano, principalmente, vegetazione a “macchia mediterranea”, quindi alberi bassi, arbusti oleosi, rovi, e, soprattutto, erba secca d’estate: il combustibile per eccellenza di un incendio.
Certamente, soltanto questo non spiega il fenomeno degli incendi boschivi, nel senso che il combustibile se non viene acceso non prende fuoco.
Sfortunatamente, però, il fenomeno degli incendi boschivi è un fenomeno mondiale ed è dovuto all’ antropizzazione dei territori, soprattutto all’antropizzazione dei territori di quel particolare tipo di uomo che vede nelle cose soltanto gli “oggetti” da sfruttare e non le risorse da valorizzare.
In Sicilia è successo, tuttavia, che le squadre di antincendio boschivo hanno fatto esperienza sulle loro spalle, sono cresciute professionalmente con l’accrescersi dell’entità degli incendi ed hanno maturato una professionalità adeguata, talmente che, pur avendo le stesse condizioni climatiche e vegetali di altre nazioni, ed a differenza di queste ultime, non è mai accaduto che un incendio durasse più di qualche giorno. Ciò significa, appunto, che queste squadre siciliane svolgono bene il loro compito e che questa esperienza siciliana è uno dei pochi esempi virtuosi di cui vantarsi ed a cui riferirsi.
Invece cosa capita?…
Capita che la mentalità sprovveduta, ignorante di quel che accade nel mondo agricolo e rurale, non trovando spiegazioni del perché vi sia stata, negli anni, una recrudescenza degli incendi accusa gli stessi addetti allo spegnimento di essere causa degli incendi, non sapendo cosa significa, ogni volta, intervenire su di un incendio: i rischi di infortunio ed il fumo che si inala…
Non sapendo che molti di noi hanno anche perso la vita in questa attività. Non sapendo che se non interveniamo saremmo pagati ugualmente.
Ma capita ancora peggio quando a pensare queste cose sono gli stessi dirigenti del settore, i quali, per ragionare in tali termini, non hanno mai spento fattivamente un incendio, tanto che, addirittura, spesso propongono dispositivi di sicurezza opportuni per il Trentino alto Adige ma, certamente, non per la Sicilia e le sue peculiarità da clima subtropicale. Ciò nondimeno al peggio non ce mai fine, ed il peggio del peggio sono i politici, che dovrebbero legiferare sulla cosa e, di fronte alla loro negligenza cercano di difendersi indicando un aumento del quattrocento per cento di incendi in più, di quest’anno rispetto al 2016, come a dire che il “disagio” della categoria possa essere causa dolosa di questo aumento consistente di incendi nel 2017!
Eppure basterebbe andar a vedere i dati meteorologici dell’anno passato per notare che l’estate del 2013 fu una estate anomala per la nostra Regione, una estate contraddistinta da continue piogge e temporali, per cui, per tali condizioni, si può ben dire che incendi “non ve ne furono”.
Bisogna, allora, far riferimento non al 2015, bensì al 2014, o al 2013, oppure ai decenni precedenti per avere un adeguato raffronto, altrimenti si fa la figura dell’inconsistente parolaio.
Fare illazioni è grave ma, ancor più grave, è l’ignoranza sull’argomento da parte di chi dovrebbe legiferare o far rispettare la legge.
Si dice che la legge non ammette ignoranza, ma cosa dire di chi è ignorante e dovrebbe fare la legge?!
Per la tendenza all’abbandono dei terreni agricoli, in Sicilia non si può far a meno di un contingente di antincendio boschivo. Ciò significa che non si può far a meno del contingente già esistente, poiché questo ha maturato una esperienza qualitativa di intervento efficiente e di tutto rispetto e che ora chiede, ad alta voce, questo rispetto.
Un rispetto dovuto ai tanti compagni che hanno sacrificato la loro vita in questa attività, alle loro famiglie orfane, ai sacrifici immani, fisici ed emotivi, svolti da tutti noi, del contingente in questione, durante gli innumerevoli interventi.
Un rispetto dovuto al risultato apportato nella salvaguardia dei territori, altrimenti abbandonati alla devastazione del fuoco.
Un rispetto dovuto all’usura dei nostri corpi che, nell’attività su detta, hanno saltato muri, dirupi, fossi, sciare. Hanno corso, sono caduti, in mille impatti, resistito all’arsura e al surriscaldamento, fino a non poter più parlare, dentro tute ignifughe, del d.p.i., con le nostre temperature ambientali estive che ruotano intorno ai quaranta gradi, e ciò nonostante davanti al calore degli stessi incendi a combattere le fiamme.
Hanno inalato il fumo delle combustioni fino ad intossicarsi pur di fermare quell’ultima fiamma e quell’ultimo rischio.
E’ ora che questo rispetto si faccia concreto, che la nostra attività venga portata alla conoscenza dei più, che non rimanga relegata ai boschi e alle montagne e oscura alle piazze e all’opinione della gente.

Per cui:

1)Bisogna iniziare ad essere intransigenti verso la calunnia, allorquando ci venga rivolta da giornali o persone pubbliche. Allo stesso tempo ed allo stesso modo l’intransigenza va rivolta a quei rari elementi di noi che vivono il nostro lavoro con sufficienza e mancanza d’interesse, questi sono nostri nemici quanto lo sono i nostri denigratori: quelli lo fanno a parole questi lo fanno nei fatti!

2)E’ ora che la nostra attività rientri in quei parametri finanziari stabili, e di ordinaria amministrazione, senza alcuna incertezza o carattere di emergenza o di ammortizatore sociale.

3)Allo stesso modo, è ora che venga riconosciuta la nostra specificità di “operai specializzati” allo spegnimento incendi boschivi, una attività pericolosa, usurante, che richiede una adeguata preparazione e specifica esperienza. Risulta, pertanto, opportuno e necessario avviare, il più presto possibile, la procedura di ricollocazione del profilo professionale in modo adeguato alla reale peculiarità della nostra attività.

La nostra non è una attività “generica”, la nostra è una attività che richiede una appropriata competenza di territorio, di vegetazione, e di dinamiche di un fenomeno chimico-fisico distruttivo, in movimento, come lo è, appunto, un incendio boschivo.
Che richiede una appropriata competenza di intervento su questo stesso fenomeno, nella salvaguardia della propria incolumità e di quella dei compagni di squadra che si hanno accanto come fratelli.
Richiede una idonea competenza nella guida di automezzi fuoristrada, anche di grosse dimensioni.
Richiede una competenza nell’individuazione, comunicazione ed indicazione in tempo utile, della località in cui avviene l’incendio.

Il nostro non è un gioco, ed a noi non piace giocare, svolgiamo la nostra attività con orgoglio ed umiltà. Orgoglio perché sappiamo il valore del nostro lavoro svolto e da svolgere. Umiltà perché non abbiamo mai cercato la celebrità, e di fronte agli insulti e alle calunnie abbiamo sempre lasciato stare.
Sappiamo però che adesso qualcosa è cambiato e questa stessa umiltà ci chiede di alzare la testa e pretendere il nostro rispetto, prima di essere “squalificati” e cancellati come un contingente di “inutili”.
L’umiliazione che abbiamo subito quest’anno non deve accadere mai più!
La vergogna di avere incendi boschivi attorno a noi e di non poter intervenire, pur essendo pagati per farlo, non deve accadere mai più!
Per cui i tre punti sopra elencati devono intendersi come imprescindibili da ogni discussione che ci riguardi.

Di inutile e dannoso può esserci soltanto l’ignoranza quando arriva a sedere su poltrone di comando.

Dalla pagina Facebook di:

IN SICILIA È GIÀ ALLARME INCENDI, IERI 190 INTERVENTI DEI VIGILI DEL FUOCO

Non è ancora iniziata la stagione estiva ed in Sicilia è già allarme incendi. Nella giornata di ieri sono stati 190 gli interventi dei vigili del fuoco per incendi boschivi e 300 le chiamate di soccorso in tutta l’Isola. Le province più colpite sono state quelle Catania, Caltanissetta e Agrigento.

La situazione più critica è stata quella in  provincia di Ragusa, dove ha rischiato di andare a fuoco Club Med di Kamarina, tra Vittoria e Santa Croce. Qui sono stati impiegati due  canadair, un elicottero e squadre da terra.

Ieri il  forte vento di scirocco ha alimentato il rogo nella zona del villaggio. Paura per i 700 ospiti della struttura che sono stati evacuati e riuniti in spiaggia dai vigili del fuoco. La polizia ha interrotto la strada di accesso.

Le fiamme hanno danneggiato una delle officine al servizio del Club Med, ma nessun danno alla struttura. Gli ospiti del resort in serata sono stati trasferiti in via precauzionale con dei pullman dalla spiaggia al vicino hotel Athena Resort, ex Kastalia, dove hanno cenato e pernottato.

Nel Catanese  i vigili hanno spento almeno una novantina di roghi. Il numero delle emergenze della centrale operativa dei vigili del fuoco di Catania è andata in tilt, numerosissime le chiamate dei cittadini che segnalavano incendi e chiedevano soccorso.
Nelle zone di Librino e dei paesi etnei come Gravina, Belpasso, Biancavilla le fiamme e il fumo hanno avvolto e minacciato diverse abitazioni.

© Riproduzione riservata

di Silvia Iacono

08 Giugno 2018

Inaugurata l’area attrezzata di Monte Lauro. Artefici i Forestali di Giarratana (RG) !

E’ stata inaugurata all’interno dell’area forestale sulle pendici del Monte Lauro una nuova area attrezzata che consentirà una migliore fruizione del bosco nel comune di Giarratana. E’ stato tagliato il nastro beneaugurante dal Sindaco di Giarratana, Bartolo Giaquinta, dal Dirigente della Azienda Forestale di Ragusa Arcadipane, del parroco di Giarratana don Marius Starczewski, del Dirigente Scolastico Linguanti.
Un lavoro messo in atto dai lavoratori Forestali dell’Azienda, che hanno lavorato per consentire a tutti i turisti e cittadini del loco di passare una giornata di svago o di lunghe passeggiate salutari con percorsi tali da respirare un’aria diversa, dalla routine di città o paese e anche per chi vuole usufruire di una migliore percorso sul bosco, con delle salutari passeggiate in mezzo alla natura, fino alle sorgenti del fiume Irminio, alla Neviera Grande e al vecchio abitato di Giarratana.

06 giugno 2018

Incendi boschivi in Sicilia. Già tanti gli interventi dei Vigili del Fuoco !

Le alte temperature di questi ultimi giorni ha iniziato a mettere in difficoltà i cittadini per le ondate di afa e anche i vari territori che iniziano a prender atto che le erbacce e la sterpaglia già hanno una altezza tale da preoccupare le zone boschive e gli altopiani. Ieri sono stati oltre 223 gli interventi dei vigili del fuoco in Sicilia per incendi boschivi. Le province più colpite sono state quelle di Catania, Siracusa, Agrigento e Palermo, con impiego della flotta aerea del Corpo dei Vigili del Fuoco che hanno messo in azione i propri Canadair oltre gli uomini da terra, su sterpaglie e incuria degli stessi proprietari terrieri che nonostante le delibere dei singoli comuni, sottovalutano la problematica che potrebbe causare danni maggiori a quelli preventivati.

Arginare al meglio il territorio e prevenire un’annata che ha già messo in atto diverse chiamate di aiuto, quindi si prevede un’altra annata abbastanza impegnativa ma, supportata diversamente da un impiego di forze maggiore rispetto agli anni passati, visto l’accordo messo in atto dal Presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci con gli organi di inter force che prevede l’impiego della protezione civile, Vigili del Fuoco,Aeronautica,Carabinieri e gli stessi uomini del Corpo Forestale che prenderanno servizio il 15 Giugno in vigore della norma nazionale di campagna antincendio fino al 15 Ottobre.

06 giugno 2018

MAB SICILIA. UN MOVIMENTO ANTINCENDIO SEMPRE ATTIVO

Il MAB Sicilia non molla e non arretra di un passo. Sempre in continuo contatto con le amministrazioni regionali per seguire in prima persona gli sviluppi in merito all’ormai prossima campagna antincendio. A tal proposito nella mattinata di mercoledì 30 Maggio una delegazione del Mab Sicilia composta dal Presidente Gianantonio Gammino, il Vice Presidente Santo Noto ed il Coordinatore Regionale Piero Margiotta, hanno incontrato nei locali dell’assessorato al Territorio ed Ambiente, appunto l’Assessore “Toto Cordaro“ con la quale sono stati riaffrontati gli argomenti dibattuti con l’assessore dalla costituzione di questo governo, nella quale molta della fiducia della nostra associazione è stata proprio riposta a questo governo, inoltre l’assessore Toto Cordaro ha ribadito più volte che questo governo si impegnerà al massimo delle proprie possibilità per portare a compimento tutti i punti discussi e programmati insieme allo staff dell’assessorato.

Nella speranza di potere quanto prima comunicare positivi sviluppi riguardo alle nostre legittime aspettative, restiamo fiduciosi per il prossimo futuro lavorativo nell’avere ben lavorato in questi anni.

Palermo 1 Giugno 2018

Il direttivo MAB Sicilia

PRIMO INCENDIO STAGIONALE. FIAMME A NADORE, ARRIVA CANADAIR. IL MAB: PRESIDENTE MUSUMECI, METTIAMO SUBITO GLI AIB IN SERVIZIO A SALVAGUARDIA DEL TERRITORIO SICILIANO

Primo caldo estivo e prime fiamme nel territorio di Sciacca. Un incendio si è sviluppato nel primo pomeriggio di oggi nella zona di Nadore, a nord del centro abitato di Sciacca. A fuoco una vasta area di macchia mediterranea in una zona difficilmente raggiungibile dai mezzi del corpo forestale e dai vigili del fuoco. 

E’ partita una richiesta alle autorità regionali e dopo un’ora era a Sciacca un canadair che con diversi lanci ha riportato la situazione alla normalità. La situazione nel momento in cui scriviamo sta tornando alla normalità e non risulta allarme di interessamento di aree boschive.

Già verso le 11:30 di stamane era evidente a distanza il fumo, come si evince nella nostra foto scattata in zona. Poi, col passar delle ore, le fiamme si sono alimentate.

 

 

02 giugno 2018

GLI EMENDAMENTI ALL’ARS. CONTINUA LO SBARCO ALLA RESAIS. COLLEGATO, ALTRI PRECARI IN CODA

Lavoratori dei Cantieri ed ex Pumex verso l’azienda regionale. Norme per sportellisti e dipendenti delle “partecipate di partecipate”.

PALERMO – Non solo ex Pip. Dopo avere aperto le porte ai circa 2.800 precari di “Emergenza Palermo”, la società regionale

Resais potrebbe assistere allo sbarco di altri lavoratori stagionali o a tempo determinato. È quello che chiedono alcuni deputati dell’Ars attraverso un gruppo di emendamenti al cosiddetto “collegato” alla Finanziaria che punta a stabilizzare lavoratori ex Pumex e dei Cantieri di Servizio. E così, l’azienda che dal primo gennaio supererà il numero di tremila dipendenti diventando a tutti gli effetti la società partecipata più grande della Regione, potrebbe trovarsi costretta a fare spazio ad altri lavoratori.

Ma non solo. Nel corposo fascicolo degli emendamenti aggiuntivi al testo del ddl Stralcio, ecco una sfilza di provvedimenti destinati al sempre caldo tema del precariato: dagli ex sportellisti ai lavoratori delle società partecipate, non manca quasi nessuno.

Tutti alla Resais

Porta la firma del Pd (Arancio, Lantieri e Lupo) l’emendamento che si pone l’obiettivo di “favorire l’occupazione stabile dei soggetti utilizzati nei Cantieri di Servizi”. Come garantire questo risultato? Appunto, attraverso il transito “con contratto a tempo indeterminato, anche parziale, presso la società ‘Resais società per azioni’ con decorrenza 1 gennaio 2019”. In atteso dello sbarco alla Resais, ai lavoratori – prevede l’emendamento – è “assicurata dal dipartimento regionale della famiglia e delle politiche sociali l’erogazione dell’assegno di sostegno al reddito nonché degli assegni familiari in godimento al 31 dicembre del 2017”. Quanto costerà questa operazione? Nell’emendamento non è quantificata la spesa. Si sa solo che i soldi verranno reperiti dal capitolo già destinato ai Cantieri e che ammonta a circa 9 milioni di euro.

Dalla Resais, stando a un emendamento bipartisan firmato da deputati del Pd (De Domenico e Catanzaro) e del centrodestra (Galluzzo e Amata) dovrebbero poi transitare anche i lavoratori ex Pumex impegnati nei ‘Progetti obiettivo’” che ancora non hanno i requisiti per andare in pensione.

Partecipate e sportellisti

Per i deputati autonomisti Di Mauro, Pullara e Compagnone, bisogna estendere invece l’ampiezza dell’albo dei lavoratori provenienti dalle società partecipate regionali liquidate o in corso di liquidazione. Un albo che dovrebbe poi consentire il recupero di questi lavoratori in altre società regionali. Stando all’emendamento firmato dai tre deputati, in quell’albo dovranno andare anche i lavoratori delle “partecipate di partecipate”. Vale a dire anche i dipendenti delle società il cui socio unico è una partecipata al cento per cento della Regione.

Un paio di emendamenti (sia di deputati del M5s che dell’Udc) poi provano finalmente a risolvere l’annosa questione dei circa 1.700 ex sportellisti. Le norme prevedono la predisposizione di un “piano finalizzato all’utilizzo” di questi lavoratori nei Centri per l’impiego siciliano.

L’errore nella norma sui Pip

Insomma, tanti altri precari in coda, dopo la felice soluzione della vertenza degli ex Pip. Una questione, quest’ultima, che in realtà ancora non si è conclusa del tutto. Visto che un emendamento al collegato interviene per risolvere un problema tecnico e burocratico. Nella legge approvata all’Ars infatti è stato indicato come dipartimento “titolare” del trattamento degli ex Pip quello della Famiglia e delle politiche sociali. Ma non è così. Da tempo infatti la competenza è passata al Dipartimento del Lavoro. Bisogna quindi “correggere” la legge appena approvata. “L’articolo così come esitato dall’Aula sarebbe quindi inapplicabile” si precisa nella relazione di accompagnamento all’emendamento dell’assessore Ippolito. L’ultimo ostacolo, prima di approdare nella sempre più popolosa Resais.
di Accursio Sabella

02 Giugno 2018

Musumeci: “Rimpingueremo i fondi per i Forestali per completare le giornate e poi,sotto con la riforma del settore”

Carenze di mezzi e di organico,forse troppe per i vigili del fuoco siciliani e, tante volte e tra le mille difficoltà e in particolar modo quelli catanesi, hanno denunciato le condizioni in cui si ritrovano ad operare quotidianamente. Basti pensare all’anno scorso quando durante la stagione estiva gli incendi boschivi assediavano ogni parte della Sicilia con mezzi costretti ad arrivare da ogni parte per cercare di arginare l’emergenza.

Sono stati questi i temi trattati durante l’incontro avvenuto alla sede del comando provinciale dei vigili del fuoco di Catania tra gli operatori e il Presidente della Regione Nello Musumeci. «Il piano antincendio – dice il presidente –  è stato varato con due mesi di anticipo quest’anno rispetto alle esperienze precedenti. E’ un piano che vede impegnati migliaia di uomini in una convenzione con l’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza con i Vigili del Fuoco. Disponiamo anche di una mini flotta di elicotteri per sorvegliare il territorio e abbiamo destinato le risorse necessarie e li rimpingueremo nei prossimi mesi per consentire ai lavoratori di completare le giornate previste dalla legge quindi, fino a tutto l’anno e, nel frattempo cominceremo la riforma della Forestale. Ecco così come è stata concepita per tanti anni la flotta antincendio non ci piace»

 La visita istituzionale è servita a fare il punto sul sistema di risposta alle situazioni di crisi e di emergenza della nostra regione e sull’imminente avvio della campagna antincendio boschivo.  «Quando ci sono queste punte di emergenza – dice Giuseppe Verme, comandante provinciale VdF di Catania – parliamo di fronte ai grossi eventi metereologici ma altrettanto degli incendi boschivi, noi cominciamo a entrare in crisi cioè, con le richieste che sono certamente molto superiore rispetto a quelle che sono le potenzialità di risposta che possiamo dare.  E’ chiaro che in questo caso il corpo nazione Vigili Fuoco lavora anche con le colonne mobili regionali quindi riusciamo a fare arrivare risorse anche che vengono da altre province ma, non sempre questo è comunque sufficiente.»

Parole che certamente devono essere accompagnate dai fatti, proprio perchè i lavoratori attendono di capire quando e come sarà fatta questa riforma, visto che ad oggi, ancora non si è messa in campo tutta la forza di forestali che dovrebbe ottemperare ai lavori di parafuoco essenziale per prevenire gli incendi e vitale ai fini di scempi e ricordando che, il lavoro essenziale viene fatto a terra e poi aiutati e coordinati con la flotta aerea, anch’essa utile in quei punti ove la mano dell’uomo non può arrivare.

01 giugno 2018