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STANZIATI 6,5 MILIONI PER LA PULIZIA DI FIUMI E TORRENTI: SARANNO UTILIZZATI I FORESTALI, I DIPENDENTI DELL’ESA E DEI CONSORZI DI BONIFICA. STANZIATI POI 500 MILA EURO, CHE SARANNO TRASFERITI AI COMUNI, PER LA PULIZIA DEI TORRENTI BLOCCATI DA IMMONDIZIA E DISCARICHE ABUSIVE

La manovra alla seduta decisiva: non sono possibili altri rinvii. Il centrodestra lavora a un maxi-emendamento. Le norme approvate finora

All’ultimo respiro. L’Ars arriva fino all’ultimo giorno utile della maratona per la Finanziaria: dopo i ripetuti ko degli ultimi giorni, la maggioranza adesso deve provare a condurre in porto la manovra nelle ultime ore a disposizione, visto che l’esercizio provvisorio può essere rinnovato solo fino al 30 aprile. Il centrodestra lavora a una riscrittura di buona parte degli articoli che mancano all’appello: un maxi-emendamento che ieri sera sarebbe dovuto approdare in Aula ma che giungerà probabilmente solo stamattina. Ieri, intanto, ancora alta tensione: dopo i capitomboli di venerdì e sabato, la giornata lavorativa di domenica (una situazione insolita per l’Ars) è andata avanti senza particolari scossoni fino a sera, quando non si è raggiunto l’accordo pieno sulla stabilizzazione dei precari ex Pip. Oggi ci si riprova. Ed è l’ultimo tentativo.

Ecco tutte le norme approvate nei giorni scorsi.

Fondo disabili
Approvata la norma suio disabili, dopo le polemiche dei giorni scorsi. Il governatore Nello Musumeci ha replicato alle critiche per una sua frase sulla spesa per i disabili che ingesserebbe il bilancio. “Parlano i fatti”, ha detto. Istituito un fondo da 270 milioni di euro per la disabilità, con garanzia dell’assistenza mensile per 12 mila disabili gravissimi che avranno circa 1.500 euro al mese per scegliersi il percorso di assistenza.  Stanziati 5 milioni di euro per i piani personalizzati, che accompagnano il disabile anche nel percorso di studi e formativo, con un emendamento firmato da tutti i partiti. Rispetto allo scorso anno, stanziati 30 milioni di euro in più: “Con queste cifre garantiremo l’assistenza a tutti, anche se faremo verifiche perché alcune Asp hanno accolto soltano il 20 per cento delle domande, altri il 40 per cento ed il numero degli assistiti è salito a quota 12 mila”, dice l’assessore alla Sanità Ruggero Razza.

Aumenti per 400 funzionari Beni culturali
Passa una norma che cosnente, agli assunti nel 2000 nel ruolo tecnico dei Beni culturali, un aumento di stipendio per equipararli ai funzionari direttivi: “Si tratta di un incremento lordo di 1.600 all’anno per circa 400 tecnici”, dice l’assessore all’Economia Gaetano Armao.

Stabilizzazione precari
Via libera a una norma che accelera la stabilizzazione dei 13.440 mila precari dei Comuni e di 380 regionali. Salvati anche 80 precari  delle ex Asi, che transitano all’Irsap. I Comuni sono autorizzati ad assumere anche Lsu.

Favori ai beneficiari legge 104
Un regalino arriva anche per i tantissimi regionali con la legge 104, che consente 18 ore di assenza dal lavoro per assistere un parente disabile. La norma prevede adesso  che ai fini delle assenze chi ha la 104 si può assentare tre giorni lavorativi. Insomma, se un regionale si assenta il mercoledì, giorno con rientro pomeridiano, l’assenza non vale come 8 ore ma solo come un giorno lavorativo (che sarebbe di sei ore). Insomma, con la vecchia norma nessuno si assentava il mercoledì perché perderva troppe ore di 104, adesso può farlo: gli varrà solo come un giorni di assenza.

Beni culturali
Passa la proposta del governo che prevede un fondo da 850 mila euro per dare contributi a interventi su immobili di pregio storico anche se adibiti a dimora privata. “Noi avremmo preferito aiutare solo dimore aperte al pubblico”, dice Anthony Barbagallo del Pd, favorevole invece alla norma, approvata, che stanzia il 50 per cento degli incassi dai biglietti nei musei regionali ad investimenti nei Beni culturali: “La vecchia norma prevedeva che il 70 per cento degli incassi andava nel bilancio regionale”. 

Trasferimenti ai Comuni
Snellimento delle procedure e accelerazione della ripartizione delle risorse ai Comuni siciliani. Lo prevede un norma della Finanziaria proposta dal governo Musumeci e illustrata in Aula dall’assessore alle Autonomie locali, Bernardette Grasso. Rispetto ai precedenti nove criteri, alcuni anche molto complessi, da quest’anno il calcolo verrà basato su due dati facilmente reperibili: popolazioni e spesa storica riferita al 2016.
“In questo modo – spiegano il presidente Musumeci e l’assessore Grasso – l’erogazione delle somme sarà molto più celere, evitando agli enti locali il ricorso alle anticipazioni di cassa e consentendo loro di avere certezza sulle risorse che verranno trasferite dalla Regione”.

Pulizia fiumi e torrenti
Stanziati 6,5 milioni per la pulizia di fiumi e torrenti: saranno utilizzati i forestali, i dipendenti dell’Esa e dei Consorzi di bonifica.  Stanziati poi 500 mila euro, che saranno trasferiti ai Comuni, per la pulizia dei torrenti bloccati da immondizia e discariche abusive.

Villino Messina Verderame
Viene acquistato dalla Regione, e passa all’amministrazione regionale anche il patrimonio dell’Asi.

Luglio trapanese
Ok a 200 mila euro per l’Ente musicale trapanese

Smaltimento amianto
Approvato un finanziamento da 200 mila euro per la Protezione civile per lo smaltimento amianto

Adozioni internazionali
Stanziati 600 mila euro per il sostegno alle famiglie che fanno adozioni internazionali. La norma, del 2003, recita: “L’Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali è autorizzato a concedere contributi fino al 50 per cento delle spese sostenute dalla famiglia adottiva per l’espletamento delle procedure di adozione internazionale”.

Nuovo Autorità di bacino sull’acqua
Nasce una sorta di nuovo dipartimento in Regione che si occuperà di emergenza idrica: in questa struttura, in capo alla Presidenza, passano tutte le competenze su fiumi, torrenti e dighe e pianificazione su uso irriguo e potabile dell’acqua: finalmente la Regione di dota di una Autorità di bacino che si occuperà di programmazione in materia idrica.

Mutuo per immobili Istituto vino e olio
Ok ad un mutuo della Regione da 3 milioni di euro per l’acquisto dei beni dell’Istituto vino e olio

Nuove concessioni beni demaniali
Passa una norma che consentirà alla Regione, su decreto dell’assessore regionale al Territorio, di dare in concessione ai privati beni del demanio, anche cambiando la destinazione d’uso per favorire attività turistiche ed economiche. Ma dopo grazie all’intervento del deputato Claudio Fava, condiviso da 5 stelle e Pd, passa una modifica fondamentale: nel testo del governo si potevano dare in concessione tutti i beni demaniali, invece è stato inserito un passaggio che “prioritariamente” da’ la possibilità di dare beni in concessione ma solo se “versano in condizioni di precarietà accertata”. 

Ex Province
Aumenta il fondo a loro destinato: avranno nel 2018 22 milioni di euro in più per stipendi e per la progettazione di interventi infrastrutturali.

Arpa
Passa la norma proposta dal governo che apre a nuove assunzioni all’Arpa, l’Agenzia regionale per l’ambiente. A favore anche i 5 stelle, anche se sui numeri occorre prima un decreto dell’assessore al Territorio che fissi la pianta organica. Il Pd si è astenuto sostenendo che manca una deroga al blocco delle assunzioni imposto dallo Stato.

I forestali
Passa l’aumento del contratto dei forestali, con una media di 80 euro in più al mese per i 22 mila stagionali. Ma il deputato del Pd Antonello Cracolici: “Il contratto nuovo era stato approvato da noi nel governo Crocetta, quello che il governatore Nello Musumeci non dice è che adesso mancano 40 milioni per garantire le giornate dello scorso anno: insomma, i forestali rischiano la beffa”.

Aiuti alle scuole private
Passa la norma che stanzia 4,5 milioni di euro per contributi alle scuole private paritarie. La norma passa con il voto anche del Pd, contrari i 5 stelle: “Noi siamo ideologicamente contrari a fondi per la scuola privata, aiutiamo il sistema pubblico”, dice Francesco Cappello.

Eas
Via libera alla norma che proroga il trasferimento delle reti ancora in capo all’Eas ai Comuni del trapanese  ad ottobre. Il personale  Eas transiterà all’Esa per accelerare la liquidazione infinita dell’ente.

Istituto ippico e Istituto Zootecnico
Bocciata la proposta della maggioranza e del governo sulla fusione dei due enti. L’articolo viene soppresso, esultano 5 stelle e Pd.

Biglietto unico trasporto pubblico
Maggioranza e governo di nuovo sotto: bocciata la norma proposta dall’assessore Marco Falcone sul biglietto unico nel trasporto pubblico. Ecco il testo bocciato: “Per favorire l’integrazione tariffaria tra i servizi urbani ed extraurbani, nonché l’integrazione modale gomma-ferro, l’Assessorato regionale alle infrastrutture e mobilità è autorizzato a promuovere progetti sperimentali di integrazione tariffaria tra i servizi urbani delle Città di Palermo, Catania e Messina e i servizi ferroviari regionali”.

Irfis
Passa la norma che accorpa tutti i fondi dell’Irfis in un unico calderone che servirà per dare credito agevolato alle imprese e per garantire credito alle “imprese operanti in Sicilia nonché per la realizzazione  di investimenti e infrastrutture nell’Isola”. La norma passa con un emendamento del Pd sul credito agevolato alle imprese, anche giovanili. Passa un emendamento dell’assessore Gaetano Armao che inserisce anche la startup.

Società in liquidazione e interinale spa regionali
Ok anche alla norma di salvaguardua per i dipendenti delle società in liquidazione e per gli interinali in causa con la Sas che hanno avuto giudizi favorevoli: finiscono tutti in un albo speciale dal quale saranno chiamati in servizio da altre spa della Regione. In questo albo finiscono anche gli ex dipendenti dell’Iridas.

Agricoltura
Via libera a un fondo da 10  milioni di euro come sostegno alle aziende agricole per danni da maltempo o per “danni causati da organismi vegetali”. La Regione risarcirà anche danni alle colture e ai terreni provocati da

 

“fauna selvatica”.

Aiuti acquisto casa giovani coppie
Non passa la norma proposta dal governo Musumeci che stanziava aiuti fino a 40 mila euro per l’acquisto della prima casa da parte di giovani coppie con reddito inferiore fino a 20 mila euro. Il fondo però era solo di 6,5 milioni di euro e potevano beneficiare della norma solo 150 coppie. “Un bluff”, dicono Pd e 5 stelle. A voto segreto, la norma viene bocciata.

30 aprile 2018

 

I FORESTALI RISCHIANO SERIAMENTE DI NON EFFETTUARE LE GIORNATE DI GARANZIA. I 40 MILIONI DOVREBBERO ARRIVARE DAL PIANO DI COESIONE MA NON C’È ANCORA NEPPURE UNO STRACCIO DI PROGETTO DA SOTTOPORRE AL GOVERNO NAZIONALE PER AUTORIZZARE LA SPESA

LA MANOVRA
Ars, le norme approvate (e bocciate) nella Finanziaria: maggioranza in affanno

Il clima all’Ars è stato di ostruzionismo su tutti i capisaldi della manovra targata Musumeci-Armao. Su ogni emendamento, e ce ne sono 1.300, si sono susseguiti interventi fiume di deputati del Pd e M5S. Al punto che il presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè, ha dato una lettura politica a questa strategia: “Si vede che state facendo l’accordo a Roma. Qui siete già d’accordo su tutto”. E‘ anche il segnale che i tentativi di intesa con l’opposizione messi in campo dai pontieri del centrodestra sono falliti, almeno in questa prima giornata di votazioni.

Va detto che anche nella maggioranza c’è chi cerca di aggiustare le norme messe a punto dalla giunta. E dire che il centrodestra è riuscito a ricompattarsi – pure i ribelli De Luca e Figuccia hanno sostenuto il governo – ma decisive ieri sono state le assenze di Pippo Gennuso (ai domiciliari perché coinvolto in una inchiesta a Siracusa) e Marianna Caronia che è fuori dall’Ars per motivi non politici.

Così il governo è andato sotto anche su una norma cara a uno degli assessori più influenti della giunta, Marco Falcone (Infrastrutture). E’ stato bocciato l’articolo che avrebbe dato la possibilità al governo di introdurre un biglietto unico e integrato treno-bus per chi viaggia da e verso le città di Palermo, Catania e Messina. Questa volta l’esito della votazione è stato più netto 34-33 a favore dell’opposizione.

Il governo non è riuscito neppure a fare approvare altre un’altra norma che caratterizzava il testo base della manovra: quella che avrebbe stanziato 6,2 milioni per assegnare a coppie dal reddito basso costituitesi da non più di tre anni un contributo massimo di 40 mila euro per acquistare o ristrutturare la prima casa. Inutili i tentativi di mediazione, modificando il testo, per radunare una maggioranza trasversale sulla norma, che è stata bocciata col voto segreto.

E battaglia, soprattutto con i grillini, c’è stata prima di approvare almeno l’articolo caro all’assessore Roberto Lagalla che stanzia quattro milioni e mezzo per assegnare contributi alle scuole paritarie sia primarie che secondarie.

Sono passate invece con minori difficoltà le misure per il personale e i forestali. In particolare quelle per i forestali sono state approvate proprio quando sia i grillini che il Pd hanno abbassato il muro dell’ostruzionismo. Per gli operai stagionali la norma approvata stanzia circa 260 milioni, un po’ meno di quanto garantito nel 2017. Ma secondo l’ex assessore all’Agricoltura, Antonello Cracolici (Pd) si tratta di somme insufficienti a garantire le normali giornate di lavoro (78, 101 e 151) perché “almeno 40 milioni di questo budget non sono immediatamente spendibili. Dovrebbero arrivare dal Piano di coesione ma non c’è ancora neppure uno straccio di progetto da sottoporre al governo nazionale per autorizzare la spesa”.

La stessa norma stanzia 6,8 milioni per gli aumenti concessi dal contratto integrativo siglato dal precedente governo a pochi giorni dalle elezioni Regionali del novembre scorso. Ma per evidenziare in che clima l’Ars stia votando la Finanziaria basta riportare il comunicato di Vincenzo Figuccia che definisce una “truffa” l’integrativo voluto dal precedente governo: “Prevede la non riscossione degli arretrati contrattuali, permette di non pagare puntualmente gli stipendi e taglia l’indennità di di chilometraggio percorso”.

Lo stesso articolo approvato ieri permette di rompere per la prima volta il blocco delle assunzioni, che alla Regione è in vigore dal 2008. Sarà l’Arpa a bandire concorsi per poter coprire il fabbisogno. Per quante persone ci sarà spazio? L’assessore al Territorio e Ambiente, Toto Cordaro, si sbilancia: “Qualche anno fa c’era una previsione di 152 posti. Ora penso che dovremo rivedere al rialzo questa cifra”. La norma è stata approvata col sostegno dei grillini: “Una volta tanto i giovani laureati, non dovranno scappare dalla Sicilia e trovare lavoro altrove, perché per la prima volta la Regione aprirà le porte, tramite concorso pubblico, a geologi, biologi e ingegneri” ha detto Gianpiero Trizzino. I nuovi assunti dovrebbero occuparsi di indagini ambientali e carotaggio.

E’ passata anche un’altra norma molto importante sul fronte del personale. E’ quella che garantisce un paracadute a tutti i dipendenti delle società partecipate che sono in liquidazione o che sono già state chiuse. Il paracadute è l’obbligo assegnato alle società ancora attive di assumere personale solo attingendo all’albo che include i dipendenti delle partecipate chiuse. Nello stesso albo confluiscono gli ex dipendenti Iridas (una ventina). E una garanzia di mantenere il posto è offerta al personale interinale che ha avuto o ha in corso vertenze giudiziarie (è il caso di 170 precari della Sas). La novità della norma – ha spiegato l’assessore Armao – è che tutti questi dipendenti potranno essere chiamati in servizio anche dagli assessorati regionali. Ipotesi finora sempre bocciata nelle precedenti Finanziarie.

Armao saluta con soddisfazione soprattutto la norma che sblocca 64 milioni di fondi fermi dal 2001 e con i quali l’Irfis potrà dare respiro alle imprese siciliane. E un secondo articolo approvato – sempre su input di Armao – consente di re immettere nel sistema di finanziamento delle piccole e medie imprese 50 milioni che rientrano dai Fondi Jeremy. Queste ultime due sono norme su cui non c’è stato il muro dell’opposizione, in particolare quello del Pd: “Avevamo chiesto di destinare gli 84 milioni giacenti del fondo dell’Irfis al credito agevolato per il sostegno alle imprese – scrivono in una nora tutti i deputati Dem -. Questo dimostra che quando si avanzano proposte concrete nell’interesse della Sicilia si può essere opposizione costruttiva”. Un segnale preciso da parte del Pd al governo per le votazioni dei prossimi giorni.

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di Giacinto Pipitone

28 Aprile 2018

 

PASSA L’AUMENTO DEL CONTRATTO DEI FORESTALI, CON UNA MEDIA DI 80 EURO IN PIÙ AL MESE PER I 22 MILA STAGIONALI. CRACOLICI: IL CONTRATTO ERA STATO APPROVATO DA NOI NEL GOVERNO CROCETTA. MANCANO ANCHE I FONDI PER LE GIORNATE MINIME

Maratona Finanziaria, la Regione torna ad assumere. Governo ko su diverse norme

Tornano le proteste davanti Palazzo dei Normanni: in piazza disabili e precari. Giallo sulle presenze in aula, i 5 stelle: “Un deputato assente ha votato, fatto gravissimo”. Via libera a nuovi ingressi all’Arpa e anche all’aumento di 80 euro per i forestali anche se il Pd attacca: “Mancano i fondi per le giornate minime”

Parte la grande maratona all’Assemblea regionale per l’approvazione dei documenti economici e finanziari. Seduta lampo stamani per l’approvazione del bilancio interno dell’Ars. Nessuna grande novità rispetto alla bozza già apprezzata lo scorso dicembre: la spesa complessiva dell’Assemblea si attesta a quota 153 milioni di euro, con una riduzione del 4 per cento rispetto allo scorso anno.  Nonostante il tetto a 240 mila euro per i dipendenti, la spesa per il personale cresce di 333 mila euro rispetto allo scorso anno arrivando a quota 26,3 milioni. Cresce anche la spesa per pensioni e vitalizi, che segna aumento di un milione di euro. Gli aggregati di spesa sono: costo deputati per indennità e diarie 13,2 milioni di euro, vitalizi 19,8 milioni di euro, dipendenti dei gruppi parlamentari 8,9 milioni di euro, portaborse 3,3 milioni di euro, personale in pensione 51,5 milioni di euro.

La votazione e il giallo su deputati assenti
Subito dopo è iniziata la votazione sulla Finanziaria. In piazza i precari Asu che chiedono la stabilizzazione e i disabili che chiedono garanzie sul fondo per la loro assistenza. Il vicepresidente dell’Ars Giancarlo Cancelleri solleva il dubbio su alcuni deputati che sono assenti ma risultano aver votato: “Qualcuno ha fatto il furbo, forse ha lasciato il tesserino al collega, un fatto gravissimo”, dice Cancelleri. In una votazione risultano tra i presenti in 67 su 70 ma a verbale vi sono quattro deputato assenti, oltre la 5 stelle Roberta Schillaci, sono assenti Marianna Caronia, Giuseppe Gennuso (agli arresti), Margherita La Rocca Ruvolo. “Qualcosa non va, disporrò accurate verifiche”, dice il presidente dell’Ars Gianfranco Micciché.

Arpa
Passa la norma proposta dal governo che apre a nuove assunzioni all’Arpa, l’Agenzia regionale per l’ambiente. A favore anche i 5 stelle, anche se sui numeri occorre prima un decreto dell’assessore al Territorio che fissi la pianta organica. Il Pd si è astenuto sostenendo che manca una deroga al blocco delle assunzioni imposto dallo Stato.

I Forestali
Passa l’aumento del contratto dei forestali, con una media di 80 euro in più al mese per i 22 mila stagionali. Ma il deputato del Pd Antonello Cracolici: “Il contratto nuovo era stato approvato da noi nel governo Crocetta, quello che il governatore Nello Musumeci non dice è che adesso mancano 40 milioni per garantire le giornate dello scorso anno: insomma, i forestali rischiano la beffa”.

Eas
Via libera alla norma che proroga il trasferimento delle reti ancora in capo all’Eas ai Comuni del trapanese  ad ottobre. Il personale  Eas transiterà all’Esa per accelerare la liquidazione infinita dell’ente.

Istituto ippico e Istituto Zootecnico

Bocciata la proposta della maggioranza e del governo sulla fusione dei due enti. L’articolo viene soppresso, esultano 5 stelle e Pd.

Biglietto unico trasporto pubblico
Maggioranza e governo di nuovo sotto: bocciata la norma proposta dall’assessore Marco Falcone sul biglietto unico nel trasporto pubblico. Ecco il testo bocciato: “Per favorire l’integrazione tariffaria tra i servizi urbani ed extraurbani, nonché l’integrazione modale gomma-ferro, l’Assessorato regionale alle infrastrutture e mobilità è autorizzato a promuovere progetti sperimentali di integrazione tariffaria tra i servizi urbani delle Città di Palermo, Catania e Messina e i servizi ferroviari regionali”.

di ANTONIO FRASCHILLA

27 aprile 2018

L’ESAME DELLA MANOVRA FINANZIARIA ALL’ARS, VOTATO UN ARTICOLO CHE SBLOCCA LE ASSUNZIONI ALL’ARPA. POLEMICHE SUI FONDI AI FORESTALI

PALERMO. Il governo al primo esame all’Ars. Le votazioni sulla Finanziaria erano appena iniziate e la maggioranza è andata sotto su una delle norme manifesto presentate dalla giunta, quella che avrebbe accorpato gli istituti Zootecnico e per l’Incremento ippico della Sicilia. Una norma su cui non erano mancati i distinguo anche nella maggioranza.

Tecnicamente la votazione è terminata con 33 a 33 ma in base al regolamento dell’Ars ciò fa sì che la norma venga respinta.

Il clima all’Ars è di ostruzionismo. Su ogni emendamento, e ce ne sono 1.300, si susseguono interventi fiume di deputati del Pd e grillini. Ma anche della maggioranza che cerca di aggiustare le norme messe a punto dalla giunta.

Poco fa il presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè, è sbottato: “Di questo passo la Finanziaria la approveremo a giugno. A questo punto bisogna contingentare gli interventi”.

Miccichè ha anche rivolto una battuta a grillini e Pd, che stanno costruendo un’opposizione molto forte: “Si vede che state facendo l’accordo a Roma, qui ora siete d’accordo su tutto”.

Inoltre è montata una polemica perché il leader grillini Giancarlo Cancelleri ha dichiarato in aula che, fatta una verifica, risulta fra i voti ottenuti dalla maggioranza un deputato in più dei presenti in aula. Cancelleri ha adombrato il sospetto che qualche deputato possa avere utilizzato il tesserino di un collega assente. Il presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè, ha promesso una verifica.

Dopo quasi due ore di dibattito è stato approvato l’articolo che toglie il blocco delle assunzioni alla Regione, anche se solo a vantaggio dell’Arpa. L’Agenzia per l’Ambiente potrà bandire un concorso per selezionare un numero imprecisato di nuove figure professionali che dovranno prima essere individuate dalla nuova pianta organica. E’ un piano contro cui ha votato il Pd.

Nello stesso articolo è previsto lo stanziamento a favore dei forestali. Sulla carta la norma prevede circa 260 milioni, poco meno di quanto stanziato nel 2017. “Ma la reale copertura – ha sostenuto in aula Antonello Cracolici, ex assessore al ramo – è molto inferiore. Mancherebbero da 20 a 40 milioni perché il governo dichiara di voler far ricorso al Piano di sviluppo e coesione senza aver ancora scritto uno straccio di progetto col quale chiedere l’autorizzazione per questa spesa”. L’articolo appena approvato stanzia anche 6,8 milioni per il contratto integrativo dei forestali. E’ la norma più pesante fra quelle votate fino a ora.

“Sarà la commissione attività produttive ad occuparsi del disegno di legge sull’accorpamento tra istituto zootecnico e incremento ippico che il Partito Democratico sta preparando – Lo dicono Michele Catanzaro e Giovanni Cafeo, rispettivamente vice presidente e segretario della Commissione -. Il settore della zootecnica ha bisogno di una norma specifica che deve nascere da un esame approfondito  del parlamento”.

“Non è pensabile – continuano i parlamentari Pd – che l’Ars  deleghi la propria potestà legislativa, men che meno in settori vitali per la nostra economia. Avevamo già sottolineato in commissione che l’unica via percorribile per la creazione di un nuovo ente poteva essere quella di un testo di legge. Sarà il testo, alla cui stesura sta lavorando il PD – concludono – a stabilire la governance, le funzioni e il destino del personale del nuovo Ente che risponderà alle legittime aspettative di un settore che da troppo tempo chiede un intervento risolutivo”.

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di Giacinto Pipitone

27 Aprile 2018

APPROVATO L’ARTICOLO 3 SUI FORESTALI. A QUANTO PARE MANCANO RISORSE PER COMPLETARE LE GIORNATE E SI RISCHIA DI NON FAR PARTIRE LA CAMPAGNA ANTINCENDIO. ECCO GLI INTERVENTI DEI PARLAMENTARI

L’Aula approva l’articolo 3 della Finanziaria

Cracolici parlando con la stampa: “Approvato l’articolo 3, sì, ma mancano 40 milioni di copertura per i Forestali”.

Si votano gli emendamenti sui Forestali. Il 3.18 a firma Lupo col voto segreto: il Parlamento approva. Governo di nuovo sotto. 

Si parla ancora di articolo 3, nella parte in cui si disciplina la questione Forestali. Interviene Michele Catanzaro del Pd: “Come Pd abbiamo fatto un emendamento che prevede un percorso di stabilizzazione per i lavoratori”.

Cancelleri presenta il suo emendamento: “Attraverso questa norma dobbiamo cercare di restituire nuovo decoro alla Sicilia attraverso anche questi lavoratori che meritano un po’ di dgnità professionale”.

Cateno De Luca interviene sul tema della Forestazione: “Mancano circa 25 milioni di euro che riguardano il completamento delle giornate e delle attività che vanno svolte. Serve un progetto obiettivo con copertura specifica”. 

Anche Cracolici parla di numeri: “180 milioni circa e 40 milioni abbiamo certezza che siano fondi extraregionali. Questi 20 milioni non potranno essere utilizzati nell’esercizio del 2018. C’è un buco che non possiamo illuderci di coprire con l’assestamento. Bisogna dire con onestà ai lavoratori che non potremo coprire tutte le giornate di legge”. 

Cracolici e Musumeci si scambiano frecciatine in merito alla gestione dei Forestali. Dipasquale chiede a Musumeci di non innervosirsi.

Interviene Figuccia: “Quello dei forestali è un tema che caratterizza la storia dei siciliani ma non c’è mai stato un vero progetto di riforma. Non si possono togliere 20 milioni di euro da questo capitolo. Dobbiamo misurarci con questo dato perché rischiamo di non far partire la campagna antincendio. Io per primo ci ho messo la faccia sulla possibilità per i forestali di lavorare. Assessore Bandiera, attraverso quale strumento si potranno garantire questi diritti”.

DI MARIA TERESA CAMARDA

27 aprile 2018

All’ARS sempre la stessa manfrina per i settori deboli…

Imbalsamato nella prima parte dell’anno e cristallizzato sulle stesse posizioni e ritmi, poco forsennati, del passato, il parlamento siciliano non riesce a cambiare passo, regole e sistemi, neanche in coincidenza dell’importante appuntamento della sessione di bilancio e rischia di rimanere appiattito su se stesso, tirando dentro nelle responsabilità agli occhi dei siciliani, non solo il centrodestra, che traballa di suo dal primo giorno della legislatura, ma l’intera Ars.

Lo stralcio delle norme sulle stabilizzazioni ad esempio, al di là dei profili di costituzionalità e copertura finanziaria, o di tutti gli altri accorgimenti tecnici che camuffano le scelte e facilitano l’agibilità complessiva dell’aula nell’affrontare la manovra, pone un problema politico che la Sicilia non può più differire. Da un lato, la politica a parole dice di volere stabilizzare, ricollocare e rendere definitamente regolato l’utilizzo dei precari (non solo ex Pip e forestali, ma anche precari storici di Regione ed enti locali), dall’altra, mantiene colpevolmente socchiusa la porticina per ulteriori reclutamenti e ammicca a soluzioni inevitabili che in realtà portano solo a differire fibrillazioni nel tempo.

Dov’è dunque il cambio di passo? Dove sono le regole nuove che portano alla pianificazione e alle scelte chiare e neutre che non scontentano nessuno?

La fiera degli accordi volatili ha spesso coinciso negli anni scorsi con le finanziarie approvate con il sottofondo dei manifestanti nella piazza del parlamento. Del resto, vale per tutti, a mali estremi estremi rimedi, ma quel che è certo, è che la discontinuità annunciata nei metodi dalla stagione di Nello Musumeci ha bisogno di trovare sul campo, e all’Ars, interpreti diversi e tessitori più abili di quelli che si sono visti fino a questo momento all’opera.

Il conflitto sociale oggi non pare essere colto in tutta la sua dimensione di significativa e rilevante pericolosità. Chissà perché chi osserva ogni anno, i discorsi e i teatrini sempre uguali di questi giorni, non riesce a trovare la piena e completa consapevolezza che in materia di lavoratori part-time da dare in pasto alle esigenze molteplici delle campagne elettorali, si cambia regime.

Una parola tornata di moda nelle ultime settimane ad esempio è RESAIS, la struttura che ospita i fuoriusciti da alcune aziende e altri lavoratori e gestisce il personale già dipendente degli Enti Economici AZASI, EMS ed ESPI e delle società a totale partecipazione dagli stessi controllate. Quando Crocetta pronunciò la stessa volontà, in molti, comprensibilmente, parlarono di riesumare un ‘carrozzone’. Il governo all’epoca aveva pensato all’ipotesi di mettere insieme due bacini: ai circa 14.500 precari degli enti locali il migliaio di lavoratori in esubero delle ex Province. La Regione aveva quindi chiesto ai sindaci di calcolare quanti posti si fossero liberati con i pensionamenti, ma chiedendo al governo centrale la possibilità di estendere le piante organiche dei Comuni per far entrare più gente possibile direttamente nelle amministrazioni. Alla fine non se ne fece niente.

Oggi Vincenzo Figuccia chiede che gli ex Pip vadano tutti in RESAIS. Stesso schema, analogie e similitudine, ma, alla fine, poche soluzioni.

Per stabilizzare i precari ci vogliono regole, ma anche soldi, criteri e risorse. Non basta provarci una volta l’anno quando arriva l’infornata della legge di stabilità regionale. E soprattutto non serve a nessuno.

26 aprile 2018

Musumeci: “Ogni anno paghiamo 1 miliardo e 350 mln di euro allo Stato per ripianare la finanza pubblica”

PALERMO – Il Presidente della Regione siciliana Nello Musumeci, in occasione di una visita ufficiale a Gravina di Catania, ha anticipato che sta lavorando ad una riforma della finanza locale. “È la prima finanziaria del mio governo – ha detto il presidente della Regione – l’appuntamento più importante di ogni ente locale e che ha dovuto fare i conti con una realtà assai difficile. Continuando di questo passo, gli enti locali in Sicilia, comuni e province, non avranno più futuro. Non possiamo più garantire neppure i servizi essenziali”.
 
Musumeci ha detto che la Regione “ogni anno paga 1 miliardo e 350 milioni di euro allo Stato per ripianare la finanza pubblica. Invece di ricevere risorse noi siamo costretti a dissanguarci per finanziare lo Stato. E nel frattempo alcune entrate, che lo Statuto contempla dal 1947, continuano ancora ad essere negate. Abbiamo un indebitamento di 8 miliardi e mezzo. Non riusciamo a chiudere neppure il bilancio ordinario e, se non fosse per i fondi extra regionali, non avremmo neppure la possibilità di investire nelle opere pubbliche”. “Per fortuna – ha proseguito il governatore – i fondi extra bilancio ce lo consentono. Abbiamo 6 miliardi da spendere ma non abbiamo trovato un progetto e stiamo quindi lavorando per redigerli e mettere le imprese nelle condizioni di costruire strade e scuole”.
 
Musumeci ha posto l’accento sui progetti ai quali la Regione deve lavorare: “la viabilità, la riqualificazione dei centri storici e l’edilizia scolastica. Poi c’è il problema degli anziani, avvertito anche a Gravina perché la popolazione cresce sempre di più. Nei prossimi 10 anni la Sicilia sarà la regione con il più alto numero di anziani oltre i 65 anni e chi governa ha il dovere di garantire, assicurare o facilitare una vecchiaia in serenità. Tutto questo pone un problema serio di programmazione e di risorse finanziarie”. “Abbiamo scoperto – ha detto – che in Sicilia ci sono 12.000 disabili gravissimi. Lo scorso anno se ne conoscevano appena 2500, il che ha comportato uno stanziamento di 220 milioni di euro. Sono troppi e per questo avvieremo indagini su furbizie, imboscati e fannulloni”.
 
Mentre il Presidente della Regione parla di crisi economica, il presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè torna a parlare della vicenda dei dipendenti di Palazzo dei Normanni e in Aula ieri pomeriggio, prima di rinviare la seduta alle 20, ha affermato che bisogna bandire al più presto i concorsi all’Ars perché manca il personale. Una dichiarazione questa che fa seguito a quella della scorsa settimana sulla norma che il consiglio di presidenza dell’Ars sta predisponendo per salvaguardare i cosiddetti “stabilizzati. “La norma permetterà – ha detto Miccichè nella nota del 20 aprile – di salvaguardare i ‘cosiddetti stabilizzati’ di Palazzo dei Normanni che, con il loro lavoro, hanno consentito in questi anni ai singoli deputati di espletare la loro attività legislativa, ma soprattutto consentirà una riorganizzazione degli uffici parlamentari e il risparmio di oltre 2 milioni di euro all’anno, per un totale di 10 milioni nel corso dell’intera legislatura”.
 
Miccichè prevede “la cancellazione dei collaboratori inquadrati con il contratto D6 “che costano 4 milioni e 100 mila euro all’Ars. La norma dimezza il budget a disposizione di ogni deputato per i collaboratori esterni che non avrà più 58 mila euro ma la metà, 29 mila, per pagare tutti i propri collaboratori che lo aiutano a svolgere l’attività parlamentare, e che verranno retribuiti in base alla mansione e alla professionalità. L’altra metà del budget (circa 2 milioni) che erano stati stanziati per i D6 verrà, quindi, risparmiata”, conclude Miccichè. Adesso la notizia che mancano dipendenti amministrativi all’Ars.
 
Torniamo quindi a cercare di fare chiarezza sui numeri del personale presente. Attualmente all’Ars sono presenti 175 dipendenti entrati a far parte dell’amministrazione attraverso regolare concorso, a fronte di 347 esterni circa che prestano servizio nei gruppi parlamentari. I 175 sono così suddivisi: 1 Segretario generale, 29 Consiglieri parlamentari , 9 Stenografi parlamentari, 16 Segretari parlamentari, 43 Coadiutori parlamentari, 4 Tecnici amministrativi, 73 Assistenti parlamentari (questi ultimi sono quelli che una volta venivano chiamati commessi).
26 aprile 2018

Oggi riprende la seduta all’ARS. Attese sul fabbisogno siciliano

Riprenderanno oggi alle ore 13 i lavori dell’Ars, con l’intento di dare la spinta finale in un lungo fine mese dove, tra attese e delusioni si ripresenta l’appuntamento annuale politico dei deputati siciliani di questi tempi. Sembra paradossale affermare ciò ma, è la pura realtà di un sistema che vede la legge finanziaria trovarsi a combattere tra i banchi dell’Assemblea tra proteste, grida e ingiurie che alimentano un fine mese all’insegna anche del folklore in aula. Da questa sessione sono stati stralciati 33 articoli su 120 presentati e come sempre, si mescolano temi importanti e, temi anche superflui o ridicoli nel tentativo di racimolare o accontentare l’amico o l’ente di turno….

Il contenuto doveva essere incardinato nella giornata del 24 e secondo alcune indiscrezioni dovrebbero mancare circa 50 milioni per poter coprire i punti della norma finanziaria visto che, i conti non tornano e dove si era partito in modo snello  con soli 36 articoli, per poi lievitare in dirittura di presentazione, con tempi difficili da rispettare, e poterli esaminare serenamente e discussi, vista l’importanza che possono contenere e, a volte anche con problematiche e ripercussioni che possono nascere al momento. Temi che, a voce del Presidente Musumeci “devono essere assunti da responsabilità di chi li presenta” e, da preventivare nel bene e nel male se verranno  bocciati o finanziati, magari a discapito di qualche altro punto più importante.

Alla fine, come spesso accade si finisce per deludere qualcuno ma, si spera che le categorie più deboli o disagiate possano avere un riscontro finanziario congruo alle attese seppur difficile di questi tempi. A tale riguardo ha fatto clamore l’emendamento presentato dall’On. Milazzo, per stabilizzare una parte dei 151sti Forestali, e cioè quelli che lavoravano in ufficio da tre anni, per passarli a contratto indeterminato. Una mancanza di rispetto a vista di tutti e tanti altri colleghi di settore che aspettano il “proprio turno” di scorrimento per passare alla fascia superiore. Infatti tale passaggio è stato giudicato incostituzionale e ciò fa capire cosa passa all’interno del palazzo, ove gli stessi deputati tentano di far circolare carte e sottocarte sperando che non si capiscano i punti presentati, quindi liberi di avere l’avallo finale…..

26 aprile 2018

Stralciate più di 33 norme. Via quella che prevedeva una parziale stabilizzazione per i forestali

Prima diluita in un ‘collegato’, poi dilatata a dismisura con un incremento di quasi 90 articoli rispetto al testo originario, infine ‘stralciata’ di 33 norme. Più che una finanziaria sembra una di quelle equazioni con il trucco dove la verità è davanti agli occhi di chi legge, ma sembra troppo semplice per essere accettata. Nel gioco delle scomposizioni e delle ricomposizioni, della politica che destruttura se stessa e le sue contraddizioni, non ci sono né vincitori, né vinti.

Ieri il presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè ha stralciato una trentina di articoli della Finanziaria. Saltano gli aiuti per la prima casa alle giovani coppie, ma anche la chiusura dei negozi nei festivi. Stop ai mini contributi, da quello al circolo nautico di Gela a quello per i rifugi sanitari. E via la norma che prevedeva una parziale stabilizzazione per i forestali. Stop infine alla norma che consentiva agli ex Pip, allontanati dal bacino, di poter rientrare.

Ieri sera l’Aula, presieduta dal Presidente vicario dell’Ars Roberto Di Mauro, ha incardinato la manovra.

La tela della politica caciarona e abituata alla contrattazione notturna delle commissioni portava in dote un fardello pesante che è stato ‘allegerito’ più per necessità di quadrature di bilancio da mettere a fuoco che per mancata volontà di compromesso tra le parti politiche.

Da giovedì in campo ci saranno le ragioni della maggioranza ‘ballerina’ e gli ‘assolo’ delle opposizioni a sè stanti cin un Pd, in teoria poco collaborativo, ma aspettiamo anche la pratica, e i 5stelle oppositori a oltranza di un centrodestra che vuole archiviare tutto in fretta.

Più che un ‘convitato di pietra’ sarà uno spettatore discreto, ma interessato anche, Nello Musumeci, governatore siciliano che non ama le manovre spregiudicate dell’Aula, ma ha bisogno del via libera alla manovra per cominciare a governare. Del resto, i parenti non si scelgono, ma gli alleati sì. E in fondo anche i ‘ collegati’.

25 aprile 2018

Incostituzionale la stabilizzazione dei 151sti Forestali

Rischio incostituzionalità e coperture “incerte”. Stralciati anche gli stanziamenti per Messina e la stabilizzazione dei ForestaliTesto incardinato

 
PALERMO – È uscita “snella” dalla giunta, è ingrassata a dismisura in commissione bilancio, ma è stata subito “messa a dieta” dal presidente dell’Ars.

 

Gianfranco Miccichè ha deciso lo stralcio di oltre una ventina di norme della Finanziaria, mentre altre sarebbero completamente da “riscrivere”. E tra queste, ecco molti contributi “a pioggia”, per singole questioni. In molti casi, per la presidenza dell’Assemblea, quelle norme erano a forte rischio di incostituzionalità, mentre tante altre “poggiavano” su una copertura finanziaria incerta: soldi non regionali, ma nazionali o europei, che hanno finalità e procedure specifiche per la spesa.

Le norme a rischio incostituzionalità

L’articolo 19 prevede la possibilità di istituire nei Comuni la figura dell’Economy manager. Due commi dell’articolo 24, quello sull’esenzione del bollo auto, prevedono un trattamento specifico per le vetture della Regione. Altro comma cassato è relativo alle “norme in materia di semplificazione amministrativa per le strutture di vendita” e riguarda in particolare le grandi strutture. Viene cassata la norma che di fatto “toglieva” alla Regione il controllo del Parco d’Orleans, una norma voluta da Crocetta che al momento rimane nel testo. Cancellato l’articolo che attribuiva la qualifica di Ufficiale di polizia giudiziaria al personale del Corpo forestale siciliano e quello che prevedeva provvedimenti di edilizia agevolata per i rappresentanti delle forze dell’ordine. Viene stralciata anche la norma che prevede il referendum per l’approvazione delle leggi di iniziativa popolare: andrà esaminato in un disegno di legge organico da approvare con procedura rinforzata a maggioranza assoluta dei membri dell’Ars, come previsto dallo Statuto.

Copertura incerta

Messi da parte al momento una sfilza di articoli, per un motivo diverso: la copertura finanziaria infatti era stata individuata attingendo a fondi extraregionali, sia nazionali sia comunitari. In questo caso, quindi, serve una verifica della compatibilità del provvedimento con le finalità e le procedure di spesa dei fondi a cui la legge fa riferimento. In questo caso, Miccichè invita la Commissione bilancio a inserire queste norme in un unico disegno di legge. E le norme come detto sono tante.

Tra cui quelle con le quali si destinano 20 milioni al Comune di Messina per l’emergenza idrica, 14 milioni per la redazione dei piani regolatori e dei piani di utilizzo del demanio marittimo, 24 milioni per il “recupero e la tutela del territorio”, 13 milioni per gli impianti sportivi siciliani, 10 milioni per l’abbattimento delle barriere architettoniche, 1,3 milioni per l’aeroporto di Comiso, 3 milioni per il potenziamento dei presidi ospedalieri nelle zone a rischio ambientale, 20 milioni come fondo di rotazione per la progettazione negli enti locali, altri 25 milioni al Comune di Messina per acquisire e bonificare l’area ex Sanderson di proprietà dell’Esa, ancora 40 milioni per la riqualificazione urbana sempre di Messina, 20 milioni per i rifugi sanitari, 50 milioni per gli edifici di culto e la beneficenza, 10 milioni per il siti che fanno parte del patrimonio Unesco. E ancora, secondo la presidenza dell’Ars, l’articolo 61, che prevede un contributo al Club nautico di Gela e all’Associazione sportiva Caltanissetta corse, avendo un destinatario di natura privata  specificamente individuato rischia di non superare il vaglio di costituzionalità.

Le norme da riscrivere

Ci sono poi altre norme che, così come sono finite nel testo, secondo Miccichè non possono essere esaminate. Ma una loro riformulazione potrebbe consentirne un “salvataggio”. Si tratta innanzitutto dell’articolo 8, “Interventi per la prima casa” e la modifica dovrebbe riguardare i requisiti per accedere al beneficio nonché alle modalità di attuazione della norma; del resto già gli Uffici dell’Ars avevano sottolineato la possibile incostituzionalità nella norma che era destinata solo alle coppie formate da meno di tre anni. Da riscrivere anche il comma 6 dell’articolo che prevede l’assunzione degli ex Pip in Resais: la norma prevedeva la possibilità di rientrare nell’elenco degli assunti anche per i precari che erano fuoriusciti dal bacino grazie alle agevolazioni della Regione. Una riscrittura servirà, per evitare che sia incostituzionale, anche per la norma che prevede la stabilizzazione dei Forestali impiegati in 151 giornate nel bacino degli Operai a tempo indeterminato. L’articolo 87 che prevede le “zone franche della legalità” dovrà passare da una intesa col Ministero dell’Interno. Tutto da rifare.

*Aggiornamento ore 20.44
La manovra è stata incardinata dall’aula ‘aula che è stata riconvocata per le 13 di giovedì. Sono 33 gli articoli stralciati. Il termine per gli emendamenti da presentare è stato fissato per le 12 di giovedì.livesicilia

24 aprile 2018