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Crisi al Palazzo. Musumeci minaccia di andare via !

Dopo appena sette mesi di Palazzo, il centrodestra che ha vinto le elezioni in Sicilia è già in crisi profonda. A parte qualche bando europeo per lo più ereditato dalla precedente giunta e le tradizionali visite istituzionali, il bilancio per il governo Musumeci è davvero deludente: le riforme promesse non sono mai partite, la maggioranza è sempre più litigiosa e il Parlamento è impantanato nella rissosità d’aula.

Uno stallo senza precedenti mentre l’isola boccheggia tra rifiuti, autostrade colabrodo, incendi, disoccupazione in aumento, indici di povertà alle stelle e questioni irrisolte come la voragine finanziaria di decine di enti pubblici e società partecipate di cui l’azionista Regione non conosce conti e bilanci. Non bastasse, per il vice governatore Gaetano Armao si sospetta un conflitto d’interessi: da assessore all’Economia controlla Riscossione Spa, la società pubblica che riscuote i tributi nell’isola, e verso la quale ha un debito di 310 mila euro, in parte rateizzato. E nei giorni scorsi il Cda della Spa s’è dimesso in massa denunciando l’impossibilità di proseguire causa crisi finanziaria. Un clima non idilliaco per Musumeci.

Legge di stabilità a parte, approvata per il rotto della cuffia a fine aprile, il governo fino a oggi non ha prodotto alcun disegno di legge che affronti almeno una sola delle grandi emergenze dell’isola. Quelli depositati sono quasi tutti d’iniziativa parlamentare e comunque poca roba, se non testi-spot. Dalla finanziaria in poi l’Ars si è riunita solo otto volte. Un bottino magro: sette leggi da gennaio a oggi e nessuna così fondamentale da passare agli annali: variazione di denominazione dei comuni termali (impugnata dal Cdm), la rettifica dei confini fra i comuni di Grammichele e Mineo, l’istituzione della commissione Antimafia (prassi a inizio di ogni legislatura), la proroga dell’esercizio provvisorio, il rendiconto per il 2016, una leggina transitoria sulle ex Province e la legge di stabilità. Dividendo la posta semestrale di 69,5 milioni stanziata nel bilancio interno dell’Ars per il numero di leggi approvate il risultato fa 9,9 milioni: tanto è costato il passo da lumaca dell’attività nell’aula di Palazzo dei Normanni.

E così non passa giorno senza che Miccichè rimbrotti Musumeci per la lentezza del governo. Musumeci, a sua volta, scarica l’impasse sul Parlamento. Tutto comunque rimane fermo: persino sulle nomine di sottogoverno, con decine di poltrone in ballo, il centrodestra non riesce a mettersi d’accordo. La goccia che ha esasperato gli animi è stato il blitz dei falchi di Forza Italia che, facendo il gioco delle opposizioni, hanno contribuito a rispedire in commissione Bilancio il collegato alla finanziaria, un testo che conteneva alcune norme care a Musumeci, andato su tutte le furie. Snobbando l’Ars, il governatore in un video su Fb minaccia la coalizione di dimettersi se il Parlamento non porterà avanti le riforme. Quali, non si capisce.

Va all’attacco il M5S. «Mai ci saremmo immaginati che in così pochi mesi saremmo arrivati a un bivio – dice il vice capogruppo dei grillini Francesco Cappello -. Siamo nel pieno di una crisi di governo». Ma proprio sul M5S si addensano i sospetti di Fi. Il partito di Berlusconi teme che Musumeci stia pensando a un ribaltone, alleandosi con i grillini nell’ottica di una strategia più complessiva che coinvolga la Lega, aprendo così un canale privilegiato con Roma senza la presenza ingombrante degli azzurri. Si vedrà. Forza Italia però non intende mollare la presa. E manda segnali distensivi a Musumeci, che ieri ha ricevuto minacce di morte in un post pubblicato sulla pagina Fb di Valentina Zafarana, capogruppo di M5S all’Ars, che ha cancellato gli insulti, dando solidarietà al governatore.

21 giugno 2018

GOVERNO LEGA-5 STELLE, CANCELLERI: “PRONTI AD AIUTARE LA SICILIA, IL PROBLEMA È MUSUMECI”

Il leader del Movimento: “Nell’Isola c’è un governo mediocre e all’Ars hanno preferito la stampella del Pd al dialogo con noi. Armao sbeffeggia il nostro presidente del Consiglio”

Giancarlo Cancelleri è al settimo cielo. Da ieri è nato il governo nazionale Lega-5 stelle e lui ne sarà il riferimento nell’Isola, essendo uno dei pochi siciliani ben dentro il cerchio magico di Luigi Di Maio. E proprio in vista dei tanti dossier siciliani che Roma dovrà affrontare, a partire dai rapporti tra Stato e Regione, con Palazzo d’Orleans che chiederà miliardi di euro in più, mette le mani avanti: “Noi difenderemo gli interessi della Sicilia e del Sud perché senza un rilancio del Mezzogiorno il Paese non potrà crescere – dice Cancelleri – ma i siciliani devono sapere che di fronte abbiamo un governo regionale e una maggioranza all’Ars mediocri. In aula hanno preferito la stampella del Pd a noi, tanto che nonostante siamo il gruppo parlamentare più numeroso non abbiamo nemmeno una presidenza nelle commissioni. Musumeci poi esulta perchè il 15 per cento dei siciliani ha fiducia nella Regione dimenticando che l’85 per cento non ne ha alcuna. E poi ci sono assessori, come Gaetano Armao, che fino a qualche giorno fa hanno preso in giro il nostro presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Penso che tutto questo avrà adesso delle conseguenze nei rapporti tra Roma e la Regione. Di certo non faremo i passacarte di Musumeci”.

Sul programma del nuovo governo nazionale per la Sicilia, Cancelleri parla già di alcune priorità: “Intanto c’è una maggiore attenzione al Mezzogiorno, con il ministro per il Sud. C’è molto da lavorare, specialmente in Sicilia. Penso alle infrastrutture e ai trasporti: non consentiremo più alle Ferrovie di mandare al Sud i vagoni usati al Nord.  Non siamo il magazzino del Nord. Su alcuni grandi opere dovremo fare dei cambiamenti, penso alla linea ferroviaria veloce tra Palermo e Messina che nel progetto prevede un tunnel di sessanta chilometri sotto i Nebrodi. Penso sia più utile velocizzare la linea Palermo-Catania prevedendo collegamenti anche con Enna e Caltanissetta.  Sul fronte autostrade, rilanceremo la Catania-Ragusa e il completamento della Rosolini-Gela-Castelvetrano”.   Cancelleri assicura che il reddito di cittadinanza si farà: “E’ una parte fondamentale del nostro programma”.  Ma sull’asse Roma-Palermo si annuncia grande tensione.

di ANTONIO FRASCHILLA

02 Giugno 2018

Dati in lieve rialzo ma poca fiducia nella Regione. I Cittadini sconoscono la Giunta Musumeci !

Sei mesi fa, dopo la vittoria del Centro Destra nel voto del 5 novembre, il nuovo Governo Regionale guidato da Nello Musumeci si è insediato a Palazzo d’Orleans: un’eredità complessa, con la fiducia dei siciliani nell’istituzione “Regione” crollata nel 2017 al valore più basso di sempre, inferiore di oltre 20 punti rispetto alla media nazionale, rilevata dal Barometro Politico dell’Istituto Demopolis, diretto da Pietro Vento.Con una lieve inversione del trend, il dato cresce oggi leggermente, di 3 punti, al 15%, ma rimane comunque ancora molto bassa nell’Isola la fiducia nell’istituzione regionale.

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Si conferma decisamente più alta la fiducia personale dei siciliani in Nello Musumeci, anche se – dopo 6 mesi – crescono ulteriormente le attese dei cittadini che vorrebbero un’accelerazione da parte del nuovo Governo Regionale per dare una risposta alle troppe, immutate emergenze nell’Isola.

Le attese dei cittadini siciliani

Secondo l’analisi condotta dall’Istituto Demopolis, l’83% dei siciliani ritiene urgente e prioritario il rilancio dell’economia e dell’occupazione dopo la crisi degli ultimi anni; il 67% vorrebbe una maggiore efficienza della sanità pubblica, i cui servizi nell’era Crocetta hanno raggiunto il livello più basso nel giudizio dell’opinione pubblica. Nell’agenda dei siciliani per il Governo Regionale, si attesta al terzo posto il tema “trasporti, viabilità ed infrastrutture” che costituisce il prerequisito per qualunque concreta ipotesi di sviluppo; per il 62% risulta necessario un forte impegno per una migliore gestione dei rifiuti nell’Isola.

“Sei siciliani su dieci – afferma il direttore dell’Istituto Demopolis Pietro Vento – chiedono al Presidente Musumeci una autentica svolta nella capacità di programmazione e gestione dei fondi europei, un segno concreto di innovazione rispetto al quinquennio del suo predecessore. Significativa è la percezione rilevata nell’Isola: l’80% dei cittadini – conclude Pietro Vento – è convinto che negli ultimi 20 anni i fondi strutturali, per come sono stati gestiti, abbiano inciso poco o niente sullo sviluppo e sulle occasioni di lavoro in Sicilia”.

La notorietà degli assessori regionali

Considerato il tempo breve di operatività e la scarsa esposizione mediatica della Giunta, è ancora presto per analizzare la fiducia dei cittadini nei 12 Assessori regionali. A 6 mesi dalla nascita dell’Esecutivo regionale, l’Istituto diretto da Pietro Vento ha misurato un altro dato che risulta significativo: la notorietà tra i siciliani dei componenti della Giunta Regionale, che – con alcune eccezioni – risulta nel complesso piuttosto bassa.

Conosciuto dal 93% risulta il presidente della Regione Nello Musumeci, che stacca di oltre 35 punti Gaetano Armao (57%) e Roberto Lagalla (56%), i due assessori che – secondo il sondaggio dell’Istituto Demopolis – risultano oggi più noti ai siciliani.

L’assessore alla Salute Ruggero Razza risulta conosciuto oggi dal 42% dei cittadini, seguito al 31% da Sebastiano Tusa. Inferiore al 30% è la notorietà regionale di Mimmo Turano e di Totò Cordaro. Molto meno conosciuti, con percentuali comprese tra il 20 ed il 4%, risultano gli altri assessori presenti in Giunta: Marco Falcone, Edy Bandiera, Mariella Ippolito, Bernadette Grasso, Sandro Pappalardo, Alberto Pierobon.

I dati si riferiscono alla notorietà personale degli esponenti politici, prescindendo dalla loro attività in Giunta. Dall’insediamento del Governo, l’incremento più significativo si riferisce all’assessore alla Salute Ruggero Razza, conosciuto oggi dal 42% dei siciliani, con una crescita rilevata da Demopolis di oltre 20 punti. Residuali, appaiono invece – rispetto al novembre scorso – le differenze nella notorietà per gli altri componenti della Giunta Regionale: è un elemento, il basso profilo nella comunicazione, che rende più complesso per i cittadini formarsi un’opinione sul lavoro e sulle scelte strategiche del Governo Musumeci.
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31 maggio 2018

STANZIATI 6,5 MILIONI PER LA PULIZIA DI FIUMI E TORRENTI: SARANNO UTILIZZATI I FORESTALI, I DIPENDENTI DELL’ESA E DEI CONSORZI DI BONIFICA. STANZIATI POI 500 MILA EURO, CHE SARANNO TRASFERITI AI COMUNI, PER LA PULIZIA DEI TORRENTI BLOCCATI DA IMMONDIZIA E DISCARICHE ABUSIVE

La manovra alla seduta decisiva: non sono possibili altri rinvii. Il centrodestra lavora a un maxi-emendamento. Le norme approvate finora

All’ultimo respiro. L’Ars arriva fino all’ultimo giorno utile della maratona per la Finanziaria: dopo i ripetuti ko degli ultimi giorni, la maggioranza adesso deve provare a condurre in porto la manovra nelle ultime ore a disposizione, visto che l’esercizio provvisorio può essere rinnovato solo fino al 30 aprile. Il centrodestra lavora a una riscrittura di buona parte degli articoli che mancano all’appello: un maxi-emendamento che ieri sera sarebbe dovuto approdare in Aula ma che giungerà probabilmente solo stamattina. Ieri, intanto, ancora alta tensione: dopo i capitomboli di venerdì e sabato, la giornata lavorativa di domenica (una situazione insolita per l’Ars) è andata avanti senza particolari scossoni fino a sera, quando non si è raggiunto l’accordo pieno sulla stabilizzazione dei precari ex Pip. Oggi ci si riprova. Ed è l’ultimo tentativo.

Ecco tutte le norme approvate nei giorni scorsi.

Fondo disabili
Approvata la norma suio disabili, dopo le polemiche dei giorni scorsi. Il governatore Nello Musumeci ha replicato alle critiche per una sua frase sulla spesa per i disabili che ingesserebbe il bilancio. “Parlano i fatti”, ha detto. Istituito un fondo da 270 milioni di euro per la disabilità, con garanzia dell’assistenza mensile per 12 mila disabili gravissimi che avranno circa 1.500 euro al mese per scegliersi il percorso di assistenza.  Stanziati 5 milioni di euro per i piani personalizzati, che accompagnano il disabile anche nel percorso di studi e formativo, con un emendamento firmato da tutti i partiti. Rispetto allo scorso anno, stanziati 30 milioni di euro in più: “Con queste cifre garantiremo l’assistenza a tutti, anche se faremo verifiche perché alcune Asp hanno accolto soltano il 20 per cento delle domande, altri il 40 per cento ed il numero degli assistiti è salito a quota 12 mila”, dice l’assessore alla Sanità Ruggero Razza.

Aumenti per 400 funzionari Beni culturali
Passa una norma che cosnente, agli assunti nel 2000 nel ruolo tecnico dei Beni culturali, un aumento di stipendio per equipararli ai funzionari direttivi: “Si tratta di un incremento lordo di 1.600 all’anno per circa 400 tecnici”, dice l’assessore all’Economia Gaetano Armao.

Stabilizzazione precari
Via libera a una norma che accelera la stabilizzazione dei 13.440 mila precari dei Comuni e di 380 regionali. Salvati anche 80 precari  delle ex Asi, che transitano all’Irsap. I Comuni sono autorizzati ad assumere anche Lsu.

Favori ai beneficiari legge 104
Un regalino arriva anche per i tantissimi regionali con la legge 104, che consente 18 ore di assenza dal lavoro per assistere un parente disabile. La norma prevede adesso  che ai fini delle assenze chi ha la 104 si può assentare tre giorni lavorativi. Insomma, se un regionale si assenta il mercoledì, giorno con rientro pomeridiano, l’assenza non vale come 8 ore ma solo come un giorno lavorativo (che sarebbe di sei ore). Insomma, con la vecchia norma nessuno si assentava il mercoledì perché perderva troppe ore di 104, adesso può farlo: gli varrà solo come un giorni di assenza.

Beni culturali
Passa la proposta del governo che prevede un fondo da 850 mila euro per dare contributi a interventi su immobili di pregio storico anche se adibiti a dimora privata. “Noi avremmo preferito aiutare solo dimore aperte al pubblico”, dice Anthony Barbagallo del Pd, favorevole invece alla norma, approvata, che stanzia il 50 per cento degli incassi dai biglietti nei musei regionali ad investimenti nei Beni culturali: “La vecchia norma prevedeva che il 70 per cento degli incassi andava nel bilancio regionale”. 

Trasferimenti ai Comuni
Snellimento delle procedure e accelerazione della ripartizione delle risorse ai Comuni siciliani. Lo prevede un norma della Finanziaria proposta dal governo Musumeci e illustrata in Aula dall’assessore alle Autonomie locali, Bernardette Grasso. Rispetto ai precedenti nove criteri, alcuni anche molto complessi, da quest’anno il calcolo verrà basato su due dati facilmente reperibili: popolazioni e spesa storica riferita al 2016.
“In questo modo – spiegano il presidente Musumeci e l’assessore Grasso – l’erogazione delle somme sarà molto più celere, evitando agli enti locali il ricorso alle anticipazioni di cassa e consentendo loro di avere certezza sulle risorse che verranno trasferite dalla Regione”.

Pulizia fiumi e torrenti
Stanziati 6,5 milioni per la pulizia di fiumi e torrenti: saranno utilizzati i forestali, i dipendenti dell’Esa e dei Consorzi di bonifica.  Stanziati poi 500 mila euro, che saranno trasferiti ai Comuni, per la pulizia dei torrenti bloccati da immondizia e discariche abusive.

Villino Messina Verderame
Viene acquistato dalla Regione, e passa all’amministrazione regionale anche il patrimonio dell’Asi.

Luglio trapanese
Ok a 200 mila euro per l’Ente musicale trapanese

Smaltimento amianto
Approvato un finanziamento da 200 mila euro per la Protezione civile per lo smaltimento amianto

Adozioni internazionali
Stanziati 600 mila euro per il sostegno alle famiglie che fanno adozioni internazionali. La norma, del 2003, recita: “L’Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali è autorizzato a concedere contributi fino al 50 per cento delle spese sostenute dalla famiglia adottiva per l’espletamento delle procedure di adozione internazionale”.

Nuovo Autorità di bacino sull’acqua
Nasce una sorta di nuovo dipartimento in Regione che si occuperà di emergenza idrica: in questa struttura, in capo alla Presidenza, passano tutte le competenze su fiumi, torrenti e dighe e pianificazione su uso irriguo e potabile dell’acqua: finalmente la Regione di dota di una Autorità di bacino che si occuperà di programmazione in materia idrica.

Mutuo per immobili Istituto vino e olio
Ok ad un mutuo della Regione da 3 milioni di euro per l’acquisto dei beni dell’Istituto vino e olio

Nuove concessioni beni demaniali
Passa una norma che consentirà alla Regione, su decreto dell’assessore regionale al Territorio, di dare in concessione ai privati beni del demanio, anche cambiando la destinazione d’uso per favorire attività turistiche ed economiche. Ma dopo grazie all’intervento del deputato Claudio Fava, condiviso da 5 stelle e Pd, passa una modifica fondamentale: nel testo del governo si potevano dare in concessione tutti i beni demaniali, invece è stato inserito un passaggio che “prioritariamente” da’ la possibilità di dare beni in concessione ma solo se “versano in condizioni di precarietà accertata”. 

Ex Province
Aumenta il fondo a loro destinato: avranno nel 2018 22 milioni di euro in più per stipendi e per la progettazione di interventi infrastrutturali.

Arpa
Passa la norma proposta dal governo che apre a nuove assunzioni all’Arpa, l’Agenzia regionale per l’ambiente. A favore anche i 5 stelle, anche se sui numeri occorre prima un decreto dell’assessore al Territorio che fissi la pianta organica. Il Pd si è astenuto sostenendo che manca una deroga al blocco delle assunzioni imposto dallo Stato.

I forestali
Passa l’aumento del contratto dei forestali, con una media di 80 euro in più al mese per i 22 mila stagionali. Ma il deputato del Pd Antonello Cracolici: “Il contratto nuovo era stato approvato da noi nel governo Crocetta, quello che il governatore Nello Musumeci non dice è che adesso mancano 40 milioni per garantire le giornate dello scorso anno: insomma, i forestali rischiano la beffa”.

Aiuti alle scuole private
Passa la norma che stanzia 4,5 milioni di euro per contributi alle scuole private paritarie. La norma passa con il voto anche del Pd, contrari i 5 stelle: “Noi siamo ideologicamente contrari a fondi per la scuola privata, aiutiamo il sistema pubblico”, dice Francesco Cappello.

Eas
Via libera alla norma che proroga il trasferimento delle reti ancora in capo all’Eas ai Comuni del trapanese  ad ottobre. Il personale  Eas transiterà all’Esa per accelerare la liquidazione infinita dell’ente.

Istituto ippico e Istituto Zootecnico
Bocciata la proposta della maggioranza e del governo sulla fusione dei due enti. L’articolo viene soppresso, esultano 5 stelle e Pd.

Biglietto unico trasporto pubblico
Maggioranza e governo di nuovo sotto: bocciata la norma proposta dall’assessore Marco Falcone sul biglietto unico nel trasporto pubblico. Ecco il testo bocciato: “Per favorire l’integrazione tariffaria tra i servizi urbani ed extraurbani, nonché l’integrazione modale gomma-ferro, l’Assessorato regionale alle infrastrutture e mobilità è autorizzato a promuovere progetti sperimentali di integrazione tariffaria tra i servizi urbani delle Città di Palermo, Catania e Messina e i servizi ferroviari regionali”.

Irfis
Passa la norma che accorpa tutti i fondi dell’Irfis in un unico calderone che servirà per dare credito agevolato alle imprese e per garantire credito alle “imprese operanti in Sicilia nonché per la realizzazione  di investimenti e infrastrutture nell’Isola”. La norma passa con un emendamento del Pd sul credito agevolato alle imprese, anche giovanili. Passa un emendamento dell’assessore Gaetano Armao che inserisce anche la startup.

Società in liquidazione e interinale spa regionali
Ok anche alla norma di salvaguardua per i dipendenti delle società in liquidazione e per gli interinali in causa con la Sas che hanno avuto giudizi favorevoli: finiscono tutti in un albo speciale dal quale saranno chiamati in servizio da altre spa della Regione. In questo albo finiscono anche gli ex dipendenti dell’Iridas.

Agricoltura
Via libera a un fondo da 10  milioni di euro come sostegno alle aziende agricole per danni da maltempo o per “danni causati da organismi vegetali”. La Regione risarcirà anche danni alle colture e ai terreni provocati da

 

“fauna selvatica”.

Aiuti acquisto casa giovani coppie
Non passa la norma proposta dal governo Musumeci che stanziava aiuti fino a 40 mila euro per l’acquisto della prima casa da parte di giovani coppie con reddito inferiore fino a 20 mila euro. Il fondo però era solo di 6,5 milioni di euro e potevano beneficiare della norma solo 150 coppie. “Un bluff”, dicono Pd e 5 stelle. A voto segreto, la norma viene bocciata.

30 aprile 2018

 

ARS, PRIMO INCIAMPO PER LA FINANZIARIA-MONSTRE: SEDUTA RINVIATA. PORTE APERTE ALLA STABILIZZAZIONE PER I CENTOCINQUANTUNISTI. IL MAB: TUTTO QUESTO É RIDICOLO, POLITICI SENZA VERGOGNA

Assunzioni e contributi a pioggia alla prova dell’Aula. Gli uffici del Bilancio stanno ancora verificando le coperture finanziarie. Per approvare la manovra c’è tempo fino a lunedì prossimo

Primo intoppo per la Finanziaria-monstre che inizia oggi il suo insidioso percorso nell’Aula dell’Assemblea regionale siciliana: la seduta per l’esame preliminare dei 120 articoli, 85 in più rispetto ai 35 originari proposti dal governo, era prevista per le 12 ma è stata rinviata alle 20: “Ci sono delle interferenze”, conferma il presidente della commissione Bilancio Riccardo Savona. Nel testo approvato nella notte tra venerdì e sabato ci sarebbero parecchi punti critici, a partire dalle coperture finanziarie. “Stiamo verificando”, chiosa Savona.

Il rinvio è il primo inciampo della manovra extralarge. Doveva essere una legge di stabilità regionale snella e, invece, è una manovra maxi – la prima del governo Musumeci – che prova a creare intese quanto più larghe possibili a Sala d’Ercole. La maggioranza ha infatti numeri risicati e non può fallire l’obiettivo del varo entro il mese, quando scadrà il termine ultimo dell’esercizio provvisorio.

Approvata dalla Commissione Bilancio nella notte tra venerdì e sabato, la finanziaria oggi viene incardinata in Aula e da domani – nel corso di sedute a oltranza – sarà sottoposta al ‘voto incrociato’ dei deputati. Spazio ai provvedimenti sociali: come il quoziente familiare, prevedendo dal 2019 una fascia di esenzione – una No tax area – per i nuclei composti da almeno quattro persone a carico con non meno di tre figli: il riferimento è la soglia Istat di povertà. Poi il reddito di inclusione per il quale viene ampliata la platea prevedendo il bonus mensile da 190 a 490 euro a chi ha un Isee fino a 7mila euro, invece che 6mila euro; una modifica in corsa spinta da un emendamento Pd. C’è pure l’esenzione dal 2019 del bollo auto per le famiglie in fascia Isee nelle condizioni di esenzione dal ticket sanitario e che abbiano una sola auto di non oltre 53 kilowatt.

Cinque milioni sono stanziati per contributi pari a 20mila euro alle giovani coppie, formatesi da non più di tre anni, per acquistare, costruire o restaurare la prima casa. Appena 200 mila euro per il “Reddito di libertà” per le donne, destinate alle vittime di violenza. Un finanziamento da 5,4 milioni per contributi alle scuole paritarie primarie e secondarie per classi di almeno 10 alunni, con portatori di handicap e con difficoltà di apprendimento. Trenta milioni in più per i disabili.

Ma il cuore (e la pancia) della manovra sono le assunzioni e le stabilizzazioni di Lsu, Pip e precari dei consorzi Asi. Come quelle consentite ai Comuni per far partire i piani di prevenzione dal rischio idrogeologico: l’obiettivo dichiarato è quello di consentire, agli enti che si sono dotati di Piani di emergenza comunale, di assumere anche con contratti a termine laureati in scienze geologiche o ingegneria per l’ambiente e il territorio. Concorso in deroga al blocco delle assunzioni alla Regione del 2008 consentito anche all’Agenzia regionale per l’ambiente. Porte aperte alla stabilizzazione per i centocinquantunisti, i forestali che svolgono 151 giornate, nonchè agli aumenti in busta paga connessi al nuovo integrativo. Contributi a pioggia a Comuni, enti, associazioni e manifestazioni come la targa Florio o la regata velica del Club nautico di Gela. Una norma prevede che il 50% degli incassi dei biglietti staccati restino ai musei che diventerà il 70 per cento l’anno prossimo. Nel testo anche norme per un maggiore rigore, come quella che impone agli enti tempi perentori per l’approvazione del bilanci, pena la decadenza degli amministratori.

di GIUSI SPICA

23 Aprile 2018

ADDIO ALLA FINANZIARIA ‘SNELLA’, IN AULA ARRIVA UN ‘MOSTRO’ DA 120 ARTICOLI. LA NORMA PREVEDE ANCHE NUOVI CONCORSI PER I FORESTALI

Ci sono 30 milioni di euro per i disabili ma anche 5 milioni in più per le case alloggio sempre per disabili psichici, fondi per l’abbattimento delle barriere architettoniche e un milione per le case di protezione per le donne vittime di abusi e violenza. Ma ci sono soldi anche per il contrasto alla violenza negli ospedali e per l’aumento delle ore dei dipendenti Sas utilizzati nei musei.

Rientrano dalla finestra alcune delle norme di iniziativa governativa che erano state stralciate ma adesso dovranno passare dalla mannaia dell’aula. Ma la norma prevede anche nuovi concorsi per i forestali, l’ampliamento della platea che potrà richiedere l’assegno di inclusione e poi altre norme per il precariato.

Gli ex Pip rientrano nel bacino Resais e di fatto vengono stabilizzati dalla Regione con un sistema del quale si parlava da tempo utilizzando la partecipata regionale. Ma le ‘regole d’ingaggio’ sono diverse. Di fatto la maggioranza rimette i precari tutti sulla medesima barca ma dall’opposizione c’è chi parla di ‘mancetta’ solo per alcuni e di occasione mancata per parlare, invece, di stabilizzazione dell’intero bacino.

Nonostante nella nuova finanziaria integrata da una quantità di emendamenti che l’hanno gonfiata a dismisura abbia ospitato anche norme a firma Pd e M5s le opposizioni in commissione bilancio alla fine hanno votato contro bocciando la manovra nel suo complesso.

Questa mattina il testo coordinato approda alla Presidenza dell’Ars che in mattinata lo trasmette a Sala d’Ercole per la seduta già convocata per le 12. Fino a domani, martedì 24 aprile, si potranno presentare gli emendamenti e alle 14 inizierà l’esame in Aula. Nella seduta di domani pomeriggio, dopo aver incardinato la manovra, si passerà alla discussione generale e poi i lavori verranno sospesi per riprendere giovedì 26 alle 10 per proseguire fino alle 22.

Nel mezzo di tutti questi adempimenti ci saranno anche le analisi  dell’ufficio di presidenza che potrebbe decidere di tornare a stralciare alcuni emendamenti e alcune norme inserite in commissione. Esistono, poi, dubbi, su alcune coperture finanziarie alle norme che sono state introdotte, aggiunte, inserite anche se ci sono fondi prelevati da altre norme soppresse.

Di fatto si entrerà nel vivo della manovra e della battaglia d’aula proprio da giovedì con la prima seduta fiume. Dall’indomani, 27 aprile, Sala d’Ercole si riunirà a partire dalle 9 ad oltranza ogni giorno, compresi sabato e domenica, ma mai oltre le 22.

L’approvazione della manovra, secondo il calendario, dovrà arrivare entro le 22 di domenica 29 aprile, con un giorno di anticipo rispetto alla scadenza ultima prevista per legge alla mezzanotte del 30 aprile. Una cosa possibile se il clima di collaborazione che si è registrato anche fra maggioranza e opposizione in commissione verrà mantenuto anche in aula ma non scontata visto che le opposizioni hanno un atteggiamento altalenante un po’ su tutto l’impianto ed anche la maggioranza vive un momento di coesione basato su precise concessioni che la commissione ha fatto a questa o a quell’idea di quel deputato. Insomma l’esito delle singole norme potrebbe essere decisivo

di Manlio Viola

23/04/2018

ARS, MA QUANTI PORTABORSE CI SONO?

Boom nel 2017, alla fine della legislatura: 263 i collaboratori, il 30% in più rispetto ai due anni precedenti Continua a leggere

“Sui Forestali serve un confronto serio per garantire continuità al lavoro”

“Vogliamo riconsegnare alla Sicilia una Regione normale“. Nello Musumeci intervenendo all’Ars per  rendere all’Aula le sue dichiarazioni Continua a leggere