SGARBI: IN SICILIA SONO AL LAVORO PER SPOSTARE I FORESTALI IN ECCESSO AI BENI CULTURALI

L’intervista
Sgarbi: «Vinceremo come in Sicilia. In lista voglio Contrada, Morgan e Simona Ventura».

Il critico d’arte e fondatore di Rinascimento italiano: «La coalizione di centrodestra prenderà il 42%. Anche per Renzi sono insuperabile»
di Giuseppe Alberto Falci

Da assessore della giunta siciliana ha già fatto parlare di sé, ma Vittorio Sgarbi prima di tutto preferisce guardare alle prossime elezioni politiche: «Diceva Goethe che “l’Italia senza la Sicilia, non lascia nello spirito immagine alcuna”».

Sgarbi, scomoda Goethe? 
«Il tema è tutto politico: quando Renzi derubrica le elezioni siciliane a voto locale commette un errore gravissimo perché il risultato delle politiche sarà identico alle regionali».

Dunque vincerà il centrodestra? 
«Certo. Il centrodestra allargato a me — il resto sono frattaglie — arriverà al 42%, il Partito democratico e il Movimento Cinque Stelle si fermeranno in un range compreso fra il 25-28%, e Pietro Grasso otterrà il 6 per cento di Claudio Fava».

Cosa ne pensa della scelta del presidente del Senato? 
«Liberi e uguali mi sembra una presa in giro. Grasso non è un uomo di sinistra ma mi sembra la foglia di fico per coprire un gruppo di disperati».

Lei blufferà anche questa volta e si farà poi inglobare da Berlusconi? 
«Ma quale bluff. A settembre è andata così: ancora prima di scendere in campo i sondaggi ci davano al 4%. Trascorsa una settimana dal lancio avevano già superato il 6%. A quel punto mi chiama Berlusconi e stipuliamo un patto di desistenza che ha consentito al centrodestra di vincere le elezioni. Il dettaglio è che ho il placet di Berlusconi, Salvini e Meloni. Noi di Rinascimento siamo graditi, altri no».

A chi si riferisce? 

«A Scelta civica. Qualche giorno fa alla commemorazione del grande Tatarella incontro Salvini, il quale mi confida: “Vittorio, tu e Tremonti siete graditi perché non avete mai avuto rapporti con Renzi”».

Chi metterete in lista? 
«Odifreddi, Morgan, Simona Ventura, Fausto Leali, Giulio Giorello e Bruno Contrada. E poi se Stefano Parisi farà parte del nostro progetto ci sarà anche il generale Mori. Sono tutte candidature alte e riconoscibili. Al punto che anche Renzi mi ha chiamato per dirmi: “Sei insuperabile, se non dovessi votare Pd sceglierei te”. Rinascimento è il primo partito dopo il crollo della Prima Repubblica che ha un pensiero».

Si è già stancato di fare l’assessore? 
«Sono orgoglioso di essere assessore in Sicilia. Solo se dovessi fare il ministro della Cultura sarei costretto a lasciare».

Si è pentito dell’uscita su Nino Di Matteo? Il pm palermitano è o non è un eroe?

«Cito Brecht: “Sventurata la terra che ha bisogno di eroi”. La mia non era una critica, ma una constatazione. La minaccia di Riina non è una minaccia reale, ma aumenta l’importanza. Non lo posso dire?».

Musumeci però si è smarcato. Siete già ai ferri corti? 
«È un fatto marginale, abbiamo poi parlato e mi ha detto che posso dire quello che voglio ma non devo fare polemiche».

Come risponde a chi l’accusa di non essere un assessore presente? 
«Ho già firmato per la prelazione del castello di Schisò, ho bloccato una speculazione a Capo Passero, ho fatto acquistare un Antonello da Messina e farò rinascere il tempio G di Selinunte, che è l’ottava meraviglia del mondo. Eppoi sono al lavoro per spostare i forestali in eccesso ai beni culturali».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

11 dicembre 2017 

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Una risposta a SGARBI: IN SICILIA SONO AL LAVORO PER SPOSTARE I FORESTALI IN ECCESSO AI BENI CULTURALI

  1. Giovanni scrive:

    Caro il sgarbi dal 4% al 6% ci siete arrivati con dei voti acquistati con i soldi del resto nn ho nulla da dire . Ps per i forestali nn esistono forestali in eccesso i boschi hanno bisogno di braccianti fate proggetti seri e dovrete assumere piu dipenden
    ti

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