ROSE (CS), APPELLO AI POLITICI: BASTA PASSERELLE, PENSATE A COME “FERMARE” GLI INCENDI

Nel mese di Agosto 2017 il territorio del Comune di Rose è stato devastato da un vasto incendio che, nonostante uno spiegamento di forze in termini di uomini e mezzi mai visto, non è stato possibile spegnere ma soltanto vedere transitare, dopo aver bruciato tutto, nei boschi dei comuni limitrofi. I danni subìti dai privati sono stati ingenti, infatti, oltre a provocare diversi fenomeni di intossicazione da fumo a persone, ardere vivi animali da reddito e di compagnia, le fiamme hanno danneggiato alcune abitazioni e distrutto numerosissimi terreni adibiti a coltivazione e a piantagioni, in particolare moltissimi uliveti.

A questi vanno aggiunti i danni per la collettività, poiché è andata in fumo la quasi totalità del ricco patrimonio costituito dal terreno comunale rimboschito; in totale è stata bruciata una superficie superiore alla metà di quella totale del comune. Ai costi sociali provocati dall’incendio in questione bisogna sommare ancora le spese dello spiegamento di mezzi e uomini di cui si è sopra accennato.

Rose, per giorni, è stato teatro di una continua sfilata di diversi Canadair, elicotteri ed autobotti dei Vigili del Fuoco, di Calabria Verde e della Protezione Civile, oltre a diverse autobetoniere di ditte private chiamate a portare rifornimenti di acque alle autobotti. A ciò si aggiunga la massiccia e costante presenza di uomini e di mezzi di Esercito, Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza, Polizia Municipale e Volontari di associazioni di protezioni civile.

Questo notevole spiegamento di risorse e l’assenza di risultati tangibili (mai, a Rose, un incendio si era protratto per nove giorni!) ha spinto parte della popolazione residente, compresi quanti scrivono, a porsi alcuni interrogativi e a riflettere sull’accaduto, facendo una serie di considerazioni che interessano le politiche attuate negli ultimi anni dal Governo e dalla Regione Calabria.

Tra le cause dell’inefficacia degli interventi di spegnimento dell’incendio, infatti, non si può non considerare l’abolizione, nell’ambito di politiche di tagli della spesa, del Corpo Forestale dello Stato da parte del governo. I risultati della soppressione di un corpo con quasi 200 anni di storia, specializzato nello spegnimento di incendi boschivi, gli Italiani li hanno toccati con mano nella passata estate. Infatti, nel 2017 sono più che triplicate le superfici incendiate in Italia, e l’assenza di personale competente a coordinare le operazioni è stata la prima causa. Un altro motivo è da ricercare nella scarsa efficacia degli interventi delle operazioni di spegnimento a terra; le squadre a ciò preposte sono ormai ridotte ai minimi termini come organico. Per fare un esempio pratico, negli anni 60 presso l’allora detta Opera Sila (ex Afor, oggi Calabria Verde, domani chissà…) erano impiegati circa 130 operai forestali residenti nel territorio di Rose.

Oggi, a seguito dei pensionamenti avvenuti negli anni (alcuni operai hanno ricevuto incentivi per andare in pensione prima che maturasse l’età!) e dal blocco di qualsiasi assunzione, gli operai si contano sul palmo di una mano. Riteniamo che se il numero nei decenni passati era eccessivo e insostenibile, lo smembramento operato successivamente non sia stata la risoluzione adeguata del problema.

Dotare i comuni montani di una forza lavoro da adoperare per la pulizia e la salvaguardia della montagna e in estate per le operazioni di spegnimento a terra degli incendi è essenziale, oltre a rappresentare una piccola, ma non per questo da sottovalutare, risposta all’emergenza occupazionale che attanaglia la nostra regione. In Calabria è ripartito il fenomeno dell’emigrazione, dare lavoro a giovani nelle nostre montagne costiutuirebbe una boccata d’ossigeno per arginare questo fenomeno e tutelare i boschi, che potrebbero una importante risorsa da sfruttare per creare occupazione. Un canadair costa agli enti pubblici circa 15.000 euro l’ora, con la pulizia dei boschi e il funzionamento dello spegnimento a terra si risparmierebbero molte ore di interventi di questi aerei, finanziando così le necessarie assunzioni. Quali interessi orientano la politica?  Ormai è ora che chi di competenza faccia qualcosa di concreto, risparmiandoci passerelle e sfilate.

Un gruppo di cittadini di Rose (Cs)

Da Iacchite 

18 febbraio 2018

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *