POLITICI OTTUSI E TUTTI IMBROGLIONI?

Luca Ciliberti. Di sicuro in Sicilia i soliti partiti non hanno capito la lezione dei cittadini con il voto al Movimento 5 stelle. E continuano con i teatrini per le poltroncine. VIDEO

I partiti continuano a litigare per le leadership interne. Il rischio vero è che dopo il voto di domenica scorsa tutti i politici “tradizionali” rischiano di diventare, per l’opinione pubblica (anche per coloro che li hanno votati), disonesti e impresentabili in confronto alla nuova classe dirigente del Movimento 5 stelle. L’inesperienza fatta di buona volontà e la faccia sconosciuta sono diventate un brand vincente rafforzando il teorema popolare secondo cui tutti coloro che fanno politica alla vecchia maniera sono individualisti-opportunisti. Tesi pericolosa che rischia di svilire impegno, passione e ideali da tanti volontari.

Eppure i partiti in Sicilia sembrano faticare a comprendere quello che è stato un messaggio chiaro arrivato dai cittadini dell’Isola: meglio un salto nel buio o nella penombra piuttosto che le solite facce dei vecchi politici.

Si continua a litigare per le poltroncine delle segreterie. Nel Pd continua il teatrino di accuse reciproche, tra gli unti della sinistra vera e gli ortodossi renziani.

In Forza Italia ci si accapiglia per qualche punto percentuale in più o in meno senza prendere atto del fatto che il centrodestra in Sicilia ha clamorosamente perso le elezioni politiche dopo avere stravinto le regionali. Invece di chiedersi come mai alcuni dei loro esponenti hanno dirottato il voto di destra al M5s.

Per non parlare poi di tutte quelle forze di centro che per anni sono state ondivagne nelle proposte e negli schieramenti, pensando di restare sempre a galla. Per questi non è bastata neppure la lezione della disintegrazione politica di Alfano.

Ancora oggi i partiti sembrano ignorare la richiesta degli elettori che disperati si affidano sempre più alle associazioni di consumatori, ma non ai sindacati, alla democrazia fluida della rete piuttosto che ai circoli di partito, ai piccoli gazebo di quartiere ancora oggi hanno preferito le grandi convention: al posto di cambiare metodo e facce si preferisce costruire steccati ideologi, denigrare il diverso.

Al Sud il M5s è riuscito a generare speranza contro chi per anni ha vissuto di favori e clientele. Certo, come dice Saviano, alla fine tutta questa speranza dovrà essere restituita con gli interessi. Le file ai Caf con i moduli del reddito di cittadinanza in mano dicono tanto.

Twitter: @LucaCiliberti
Luca Ciliberti

09 Marzo 2018

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