LA RICETTA DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE. MUSUMECI AVVERTE: “FACCIAMO TRE O QUATTRO RIFORME E POI POSSIAMO TORNARE AL VOTO”. IN ELENCO ABBIAMO LA LEGGE SUI FORESTALI

Musumeci avverte: “Facciamo tre o quattro riforme e poi possiamo tornare al voto”

Un “governo delle riforme” con quattro-cinque priorità tra cui la modifica della legge elettorale “poi se si vuole si può discutere di andare a votare, perché io non sono attaccato allo sgabello, sono il presidente della semina e non della raccolta”.

Così il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, conversando con i cronisti a Palazzo dei Normanni.

“Abbiamo la consapevolezza che su tre-quattro cose non ci si può dividere”, ha aggiunto Musumeci che ha poi elencato le priorità: “La legge sui forestali, la legge elettorale, l’agenzia sulla casa, la legge sull’Irsap che va rivista, i consorzi di bonifica, i rapporti con le societa’ delle acque, la possibilità di creare una sola società di gestione degli aeroporti in Sicilia”. Quest’ultima “sarebbe un grande colpo d’ali”, ha sottolineato il governatore. In questo momento “abbiamo una guerra tra poveri. Pensate come una sola società di gestione per tutti gli scali siciliani possa fare diventare la Sicilia più appetibile”.

Quando parla di “governo delle riforme“, Musumeci estende il ragionamento politico e istituzionale alla coalizione che lo sostiene (non parla di maggioranza ndr) e alle opposizioni. Musumeci, preso anche atto della richiesta avanzata dal Pd in conferenza dei capigruppo, ha riunito la giunta per dare il via libera alla proroga di un mese dell’esercizio provvisorio, in scadenza il 31 marzo.

“Prendiamo atto della richiesta del Parlamento ci rendiamo conto che nella legge di stabilità ci sono alcune norme sulle quali occorre tempo per affrontarle”.

“Più tempo abbiamo e più possiamo lavorare. Mi rendo conto che il dibattito sulla finanziaria non può essere strozzato, ho rispetto per quello che decide l’aula. La conferenza dei capigruppo si è orientata per avere più tempo, e maggiore tempo si può concedere solo se si delibera la proroga dell’esercizio provvisorio, ma questo non significa occupare tutto il mese di aprile per la finanziaria”.

“La manovra, se c’è la volontà, può essere approvata a metà aprile in modo così da lavorare poi alle riforme”.

di Giorgio Rossini

27 marzo 2018

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