DOPO I FATTI DI MAZARA. DANNI PER IL MALTEMPO IN SICILIA, MUSUMECI: “PIÙ FACILE BATTERE LA MAFIA CHE CERTA BUROCRAZIA”

Con l’ondata di maltempo che si abbatteva sull’Isola in queste ore una settimana fa, la Sicilia ha vissuto una delle settimane più difficili degli ultimi anni. Sette giorni che hanno lasciato il segno profondissimo, con tredici vittimi che ancora tutti noi piangiamo. L’ultima oggi, con i funerali di Giuseppe Liotta, 40 anni, il medico di Palermo scomparso nel Corleonese in quelle drammatiche ore. Oggi nel Trapanese, a Mazara, con l’esondazioni del fiume Mazaro, per qualche ora si sono rivissute quelle immagini, anche se per fortuna nessuno si è fatto male, ma non sono di certo mancate le polemiche. E il presidente della Regione Nello Musumeci ha avuto parole dure, molto dure.

«Questa vicenda del fiume Mazaro ha dell’incredibile. Ho appena saputo che la pratica per i lavori al porto canale si trascina da anni, fra mille lacci e lacciuoli. A volte penso che sia più facile in Sicilia sconfiggere la mafia che certa burocrazia. Ho chiesto di avere entro lunedì dettagliate relazioni dall’Ufficio del Genio civile e dal Dipartimento regionale Territorio e ambiente e capire se emergono responsabilità a carico di qualcuno. In ogni caso, i lavori vanno avviati nel più breve tempo possibile», ha detto Musumeci.

«Il Presidente Musumeci apprende adesso della questione dell’escavazione del Fiume Mazaro, di avere una burocrazia che fa più danni della mafia. Apprendo che non ha mai saputo della vicenda, ma mi chiedo che fine hanno fatto le note che insistentemente abbiamo inviato al presidente della Regione. Chi le ha cestinate? Chi ha stabilito che Musumeci non dovesse sapere nulla? Se non sa nulla mi aspetto la rimozione di mezza Regione oppure vuol dire che Musumeci sapeva e ha almeno sottovalutato quello che veniva a lui riferito per iscritto». Lo dice il sindaco di Mazara del Vallo, Nicola Cristaldi, a proposito della pratica per i lavori di escavazione del porto canale di Mazara del Vallo.

«Sa il presidente della Regione che i soldi sono dello Stato e che alla Regione veniva soltanto richiesto di individuare la ditta esecutrice dei lavori? Sapeva che mezzo governo regionale si è occupato del progetto – aggiunge – e che si sono tenute
decine di riunioni sulla questione nelle quali supponenza e presunzione hanno sempre prevalso sul buon senso? Sa che tutto è
partito da un uccellino che non poteva essere rimosso dalle acque putride della colmata B? Ma ora che il presidente della Regione sa, per evitare che debba spiegarlo ai magistrati è bene che faccia quello che un presidente della Regione deve sapere».

Qualche ora prima, un messaggio di speranza era venuto dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: «In queste circostanze la comunità nazionale sa raccogliersi e rispondere in maniera adeguata – dice Mattarella -. Così seppero fare (nella Valle del Mosso ndr), nell’emergenza e nella ricostruzione gli operai e gli imprenditori, gli amministratori dei Comuni e i volontari che replicarono l’eccezionale mobilitazione dell’alluvione di Firenze. Una vera e propria partecipazione popolare che manifesta l’essenza democratica della nostra Repubblica».

Mattarella ha rimarcato comunque che «lo Stato c’è, deve esserci e saprà esserci ancora, laddove si manifestassero situazioni di precarietà e di pericolo», e ha esortato a non risparmiare sui fondi: «non debbono essere le risorse a essere lesinate: vi sia – ha raccomandato – rimodulazione delle priorità di spesa». Il capo dello Stato ha invitato però a «non far ricadere sulle spalle delle popolazioni colpite il recupero di fondi per una grande piano di sicurezza del territorio».

© Riproduzione riservata

di Luigi Ansaloni

10 Novembre 2018

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