Di Maio: «La Sicilia è nel mio cuore: se riparte l’Isola, riparte l’Italia…» IL MAB: SI RICORDI PURE QUANTO DETTO A LA 7

Il vicepremier nel Catanese: «Tante le infrastrutture da costruire in questa terra. Il nostro obiettivo è quello di dare una mano a quante più persone possibile»

CATANIA – «La Sicilia è nel mio cuore e in quello del governo perché se riparte la Sicilia, riparte l’Italia». Lo ha affermato il vicepremier Luigi Di Maio ieri a Scordia, nel Catanese. «Noi qui – ha aggiunto il ministro – abbiamo da rimettere a posto strade che sono state colpite dall’alluvione, altre che sono state colpite dal sisma della politica e non della calamità naturale e tante infrastrutture da costruire in questa terra. Il nostro obiettivo è quello di dare una mano a quante più persone possibile».

E appunto interventi immediati per gli ingenti danni provocati dall’alluvione nel Catanese, nell’Ennese e nel Siracusano e per i comuni alle pendici dell’Etna colpiti dal sisma del 6 ottobre scorso, sono stati annunciati da Di Maio durante la sua visita ai centri danneggiati, ricordando che ha trascorso la sua giornata in Sicilia «non per fare passerella, ma per gesti concreti». E il primo sarà «lo stato di emergenza per l’alluvione che la prossima settimana abbiamo intenzione di dichiarare in Consiglio dei ministri», ha garantito il ministro da Piazza Armerina, dove cinque famiglie sono ancora senza casa; intenzione che il vicepremier ha ribadito nei diversi paesi del Catanese e del Siracusano colpiti dal nubifragio e in cui si è recato.

«Dobbiamo rimettere a posto – ha ricordato nel suo tour cominciato a Paternò (Catania) e concluso a Carlentini (Siracusa) dopo aver visitato 12 paesi – strade che sono state colpite dall’alluvione, altre che sono state colpite dal sisma e infrastrutture da costruire. Il nostro obiettivo è quello di dare una mano a quante più persone possibile». E agli agricoltori che hanno subito «danni milionari» dall’alluvione, ha sottolineato che «ci sarà il massimo sostegno del governo». «Ci tengo però a dire – ha precisato il ministro – che quest’area continuerà a produrre le sue eccellenze e quindi nessuno si metta in testa, a livello internazionale e a livello di export, di aver perso un concorrente. Lo Stato sarà dalla loro parte. Entro fine anno ci potrà essere lo sblocco delle risorse».

E rassicurazioni, il ministro, accompagnato dal capo dipartimento della Protezione civile, Angelo Borrelli, ha fornito ai sindaci dei Comuni alle pendici dell’Etna per i danni subiti il 6 ottobre scorso da un sisma di magnitudo 4.6. «Nella legge di bilancio – ha ricordato – ci sono 5 miliardi per gli investimenti, tra cui anche quelli che riguardano le ristrutturazioni antisismiche. Non è una questione di fondi, ma di quantificare i danni e metterci al lavoro per risarcire le amministrazioni colpite dal sisma». Gli interventi, ha annunciato, partiranno dalla «messa a norma degli edifici, in modo tale che i terremoti non danneggino più soprattutto quelli pubblici e le scuole dei nostri figli». Anche sull’edilizia privata, ha detto Di Maio, «bisogna fare una stima dettagliata». «Lavoreremo giorno e notte – ha chiosato – questo lo assicuro a tutti i cittadini, per ritornare alla normalità». Prima di andare via un lapidario annuncio sul Muos, il centro di comunicazione satellitare della marina militare Usa realizzato nel sughereto di Niscemi: «Nei prossimi giorni ci saranno novità…». Ma non ha aggiunto altro.

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28 ottobre 2018
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