Corte dei conti, la nomina della Monterosso “illegittima”: chiesto risarcimento alle giunte Lombardo e Crocetta

Il procuratore Gianluca Albo firma un invito a dedurre stimando un danno da quasi un milione di euro. Coinvolti gli ex governatori e sedici ex assessori: “I suoi titoli? Laurea in Filosofia e assunzione al Miur come maestra elementare”

Tutto nasce da un esposto del Dirsi, il potente sindacato dei dirigenti della Regione. Nel 2012, quando l’allora governatore Raffele Lombardo portò in giuntà la promozione di Patrizia Monterosso a segretario generale, il sindacato sollevò il caso della “mancata verifica” dei curriculum tra gli interni. La Monterosso è stata poi confermata dalla giunta Crocetta nel 2013 e ancora nel 2016. “Delibere illegittime” scrive Albo nel documento inviato a sedici ex assessori e agli ex governatori Lombardo e Crocetta, come riportato anche da La Sicilia. Per Albo, che non commenta ma conferma “che l’azione era necessaria”, c’è “l’evidente fondatezza della dettagliata denuncia del sindacato”. Per la procura della Corte dei conti prima della nomina di una esterna alla Regione le giunte non hanno fatto alcuna verifica sulle professionalità interne all’amminisrazione. E quindi la nomina della Monterosso era illegittima. Per questa mancata verifica interna, prevista dalla legge Brunetta “che va rispetatta anche in Sicilia”, sottolinea il procuratore, nel mirino sono finiti dunque: Lombardo (danno da 52 mila euro), Crocetta (danno da 394 mila euro), gli ex assessori Alessandro Aricò, Marco Venturi, Accursio Gallo della giunta Lombardo (per tutti danno da 8 mila euro ciascuno) e gli assessori delle giunte Crocetta: da Ester Bonafede a Lucia Borsellino, da Nicolò Marino a Patrizia Valenti e Nino Bartolotta (per tutti danno da 41 mila euro ciascuno) e gli ultimi assessori Vania Contrafatto, Giovanni Pistorio, Baldo Gucciardi e Luisa Lantieri (danno da 17 mila euro). La vicepresidente Mariella Lo Bello si è vista notificare un invito a dedurre per un danno da 58 mila euro).  

Il procuratore Albo contesta i titoli della Monterosso fin dalla sua promozione voluta da Lombardo: “Orbene la dott.ssa Monterosso risultava laureata in Filosofia e aveva aqcuisito un dottorato di ricerca in Filosofia con la dissertazione finale dal titolo: “L’esigenza di una comune gnoseologia in filosofie eterogenee: Adorno e Prigogine”. E successivamente ha ricevuto un assegno di ricerca. Non si dubita sul valore tecnico di tali elaborati, ma altresi indubbia risulta l’oggettiva non inerenza di siffatti elaborati con il settore tecnico-amministrativo dell’incarico di riferimento, cioè con l’incarico di segretario generale della Regione Siciliana. Ancora meno comprensibile la valorizzazione dell’assunzione a tempo indeterminato della dott.ssa Monterosso presso il Miur, che si risolve in una assunzione nel ruolo di docente di scuola primarie (maestra elementare), incarico di grande rilevanza sociale ma all’evidenza sprovvisto di elementi valorizzabili nella scelta dell’incarico apicale tra tutti i dirigenti della Regione”.

di ANTONIO FRASCHILLA

04 dicembre 2017

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