IL MAB SICILIA RAPPRESENTATO DAL COORDINATORE REGIONALE PIERO MARGIOTTA, PARTECIPE ALL’INAUGURAZIONE DELLA NUOVA SEDE DISTACCAMENTO DEL CORPO FORESTALE DI BISACQUINO

Si è tenuta nella mattinata del 10  ottobre  2018, l’inaugurazione della sede del Distaccamento del Corpo Forestale di Bisacquino, con la concessione di locali comunali a titolo gratuito al distaccamento forestale,  alla presenza di numerose autorità civili, militari e di una rappresentanza degli uomini del Servizio Antincendio della Regione Siciliana.

La cerimonia si è aperta con un picchetto d’onore guidato dal Commissario Salvatore Milazzo, e la posa delle bandiere.

Dopo la benedizione della struttura da parte del parroco si è dato seguito agli interventi del comandante del distaccamento di Bisacquino (Giuseppe Ragusa), a seguire al Capo dell’ispettorato provincia di Palermo (Dott.Giuseppe Chiarelli), al Direttore del Comando del Corpo Forestale (Filippo Principato), al Sindaco (Tommaso Di Giorgio) e per finire all’Assessore del Territorio e dell’Ambiente (Toto Cordaro).

Le dichiarazioni del Sindaco:

“Con enorme soddisfazione, dopo un impegnativo percorso costruito con il coinvolgimento di tanti uomini,  siamo particolarmente lieti di ritrovarci tutti insieme ad inaugurare l’istituzione del Distaccamento del Corpo Forestale di Bisacquino.

E’ un segno di riconoscenza di quel particolare e fruttuoso rapporto che lega la comunità di Bisacquino al Corpo Forestale, che trova le radici in un insieme di uomini, avvenimenti e  circostanze delineatesi nel corso del tempo, avendo ricordato nello specifico il vasto incendo del 2017 che interessò monte Triona, dove gli uomini del Corpo Forestale, del Servizio Antincendio Boschivo, VVF e Protezione Civile, hanno dato il massimo per salvare quanto potevano.

La scelta operata dal comune di concedere a titolo gratuito,  riteniamo, altresì, sia strategicamente lungimirante e significativa, venendo incontro alle necessità sempre avanzate di maggior tutela dell’immenso patrimonio ambientale, paesaggistico, forestale e boschivo”.

Altrettante significative sono state le dichiarazioni del comandante Ragusa, di Principato e Chiarelli, per quanto riguarda la difesa e tutela del territorio sia con gli uomini in divisa che con gli addetti del Servizio Antincendio Boschivo.

Per finire con le dichiarazioni dell’Assessore Cordaro, dove ritiene utile insieme al Governo Regionale, del rafforzamento del Corpo Forestale, abbattendo le barriere del TurnOver, che così com’è strutturato accenna a estinguersi, dare continuità a questo comparto, e dare maggiore valore a questi uomini, dove a breve sarà fatto un resoconto assieme al Presidente Musumeci e tutto il governo della stagione Antincendio 2018, per quanto si è fatto e quanto si dovrà fare, e che questo governo a differenza degli altri intende essere il governo del fare e non del dire, e pertanto si impegneranno alla miglioria di questo comparto nel più breve tempo possibile.

Bisacquino 10.10.2018
Coordinatore Regionale MAB Sicilia
Piero Margiotta

‘TROPPE CHIACCHIERE E POCHI FATTI’, IL GIUDIZIO TRANCHANT DI SICINDUSTRIA SUL GOVERNO. NON SI PUÒ SEMPRE PENSARE SOLTANTO ALLE RISORSE PER PAGARE FORESTALI E PERSONALE PRECARIO

L’INTERVISTA AL PRESIDENTE VICARIO ALESSANDRO ALBANESE

Nessun giudizio affrettato sull’azione del Governo Musumeci ma Sicindustria parla chiaro sulle emergenze e sulle priorità della Sicilia. A parlare con BlogSicilia è il presidente vicario Alessandro Albanese responsabile territoriale anche per la provincia di Palermo.

Quali sono le richieste del mondo degli industriali nei confronti di questo nuovo Governo regionale?

“La situazione economica della Sicilia è imbarazzante. Possiamo dire sicuramente che sulle attività produttive siamo indietro, molti bandi sono fermi, sulle aziende partecipate non mi pare che si ingrani con quelle fusioni che si erano auspicate. Penso si stia discutendo troppo, e facendo poco. Mi sembra che ci sia un Governo in attesa, stavolta delle elezioni europee. Quel che noi affermiamo è  la necessità azioni incisive ed una finanziaria regionale che parli all’ impresa che rimane il vero motore sviluppo. Non si può sempre pensare soltanto alle risorse per pagare forestali e personale precario e poi mancano i soldi per gli investimenti.
Ci vorrebbe un vero Governo della rivoluzione e della discontinuità. Partiamo dalla macchina regionale: si  cammina sulle gambe di molti dipendenti e pochi dirigenti formati. Occorre un patto:  si mandano in quiescenza alcuni dipendenti e si assumono dirigenti con competenze precise. Questo lo dico perchè la politica deve dare spiegazioni economiche e dirci a chi affida la macchina burocratica”.

Se dovessimo individuare delle priorità?

Sul piano delle priorità per noi la sburocratizzazione rimane un punto essenziale, aspettavamo la legge annunciata che ancora non si è concretizzata. Non possiamo vivere di slogan fammi vedere che se un funzionario non rispetta i tempi per il rilascio di un’autorizzazione viene punito. Abbiamo anche proposto di fare un Suap con Infocamere per il rilascio delle autorizzazioni regionali. In secondo luogo occorre lavorare molto sulle infrastrutture guardando a pochi ma ad importanti interventi ed infine la defiscalizzazione.

Sicindustria che ruolo gioca e sopratutto che azioni mette in campo per le imprese?

“L’impresa resiste malgrado tutto, per passione voglia e necessità.  Noi al di là dei nostri servizi organizziamo iniziative per la messa in contatto tra le imprese e  per l’internazionalizzazione. Ma  occorre avere una Regione  che dovrebbe investire con criteri manageriali: per esempio nel campo dell’internazionalizzazione bisogna  mandare funzionari con competenze e delegazioni di imprese che vanno ad esplorare mercati esteri. Su questo settore dobbiamo lavorare perchè rappresenta un’importante occasione di sviluppo. Una grande regione come la Sicilia non può vivere solo di turismo.

Come stanno vivendo le prime azioni del Governo Nazionale nei confronti del Sud e del Mezzogiorno?

“C’è un problema serissimo sul Def, non ci sono assolutamente investimenti per i giovani. Appiattirsi su immigrazione, sulla riforma  Fornero ci ha fatto dimenticare totalmente questa categoria eccezion fatta reddito cittadinanza. Quello che ci aspettavamo erano misure fiscali, sgravi contributivi. Stiamo facendo misure di assistenzialismo che non servono per la crescita del Sud. Occorre una riforma strutturale, un cuneo fiscale per i prossimi cinque-dieci anni per far lavorare i nostri ragazzi.

Cosa significa trovarsi alla guida di Sicindustria in questo particolare momento di cambiamento?

Il mio è un ruolo di transizione attendiamo lo sviluppo delle vicende giudiziarie note. Noi non siamo giudici, il presidente Catanzaro si è autosospeso, appena avremo più chiaro tutto avvieremo consultazioni. Io in questo momento condivido ogni scelta con i vari responsabili territoriali c’è una sorta di direttorio. Quel che posso dire che come associazione stiamo crescendo per numero associati.

Lei riveste il ruolo di presidente di Confindustria Palermo che momento politico amministrativo vive il capoluogo?

“C’è un po’ di confusione anche a Palermo, ognuno deve fare la propria parte. Non possiamo pensare che tutte colpe siano dell’amministrazione. E’ vero la città è sporca ma non possiamo pensare che tutte le responsabilità sia del Comune o della Rap che non funziona. Qui c’è un tasso di inciviltà ai massimi livelli e va fatta un’operazione culturale fortissima. Le maggioranze variabili ci possono essere e ci sono sempre state ma la verità è che bisogna affrontare i problemi anche quelli irrisolti e nei tempi giusti. Insomma la ‘raddrizzata’ deve riguardare tutti: amministrazione, consiglio comunale e cittadini.

di Antonella Bonura

04/10/2018

“Chi imbroglia sul reddito di cittadinanza becca sei anni di galera”.

Lo ha dichiarato il vice premier

Luigi Di Maio pochi minuti fa, durante il question time al Senato. Il leader del Movimento 5 stelle, tornando sul nuovo sussidio che il Governo intende introdurre tramite la nuova manovra finanziaria, ha aggiunto: ” Non dà un solo euro a chi sta sul divano, perché avranno tutta la giornata impegnata per la formazione e lavori pubblica utilità e non avranno il tempo di lavorare in nero”.

04 ottobre 2018

Debiti fuori bilancio all’ARS. Assessorato Territorio e Ambiente con i conti in rosso !

I tecnici della Commissione Bilancio chiedono chiarimenti al Governo sulla lista delle spese per pagare “sentenze esecutive”.

PALERMO – Stop all’Ars, almeno temporaneo, per il disegno di legge sui debiti fuori bilancio. Gli uffici della seconda commissione guidata da Riccardo Savona non sono convinti e hanno preparato un documento – una “nota di lettura” destinata ai deputati – con cui chiedono “che il Governo integri la propria relazione tecnica”. Il riferimento, in particolare, è al ddl che contiene la richiesta di riconoscimento della legittimità dei debiti derivanti da sentenze esecutive, per un valore complessivo di più di 21 milioni di euro. “Alcune delle fattispecie – scrivono i tecnici – non sembrano perfettamente riconducibili alla categoria ‘sentenze esecutive’”. Una delle possibilità, adesso, è che si interrompano i termini della decorrenza prima che scadano i 60 giorni previsti per il silenzio-assenso, oltre i quali i debiti si intendono comunque legittimati.

E a pagare potrebbero essere, in ultima istanza, direttamente i deputati dell’Assemblea regionale siciliana o, come prevede la legge nazionale, i cittadini stessi, attraverso un rincaro delle tasse regionali. Se nel bilancio della Regione, infatti, non si trovano le disponibilità finanziarie sufficienti per effettuare le spese conseguenti al riconoscimento dei debiti fuori bilancio, il decreto legislativo vigente prevede che la Regione possa deliberare aumenti “dei tributi, delle addizionali, delle aliquote” nonché dell’imposta sulla benzina “fino a un massimo di 5 centesimi per litro”. La Regione, intanto, ha indicato un capitolo di Bilancio da cui prelevare i fondi per far fronte alla copertura dei debiti, ovvero il Fondo rischi contenzioso spese legali.

L’Assessorato con più debiti da riconoscere è quello al Territorio e Ambiente, con quasi 15 milioni di euro di debiti; seguono le Attività produttive e l’Economia, più di un un milione e 700 mila ciascuno; le Autonomie locali e la funzione pubblica, poco più di un milione. Al di sotto del milione di euro: Lavoro e politiche sociali, Agricoltura, Energia, la Presidenza della Regione, Salute, Turismo, Beni culturali, Formazione e, infine, con soli 527 euro di debiti fuori bilancio le Infrastrutture.

Le questioni sollevate dai deputati della Commissione Bilancio dell’Ars e dagli uffici sono due: i primi, con un giudizio di natura anche politica oltre che economica, sostengono che nella lista di spese da sostenere ci sono voci che sarebbero state evitabili, come, per esempio, cause perse per affitti non pagati o per contributi non versati. I tecnici invece contestano la “fattispecie” di sentenze esecutive: non tutte quelle incluse nell’elenco sarebbero di questa natura, ovvero direttamente esecutive.

Così come due sono adesso le possibilità che si presentano alla Commissione Bilancio: provare a interrompere i termini verso il silenzio-assenso, che scadranno il prossimo 3 novembre essendo stato depositato il disegno di legge all’Ars il 3 settembre; o portare comunque il ddl in Aula per la discussione e lasciare alla responsabilità del Parlamento nel suo complesso la decisione di sostenere o meno il governo regionale riconoscendo la legittimità dei debiti fuori bilancio.

livesicilia
04 ottobre 2018

Di Maio: “Niente tagli ai vitalizi ? Niente soldi per la Sicilia” !

In legge di Bilancio non daremo più i  soldi alle Regioni se vogliono continuare a pagare i vitalizi”. Lo  annuncia il vicepresidente del Consiglio, Luigi Di Maio, in una  diretta video sul suo profilo Facebook.

Se la promessa sarà mantenuta la Regione Siciliana dovrà fare di necessità virtù, come dice il proverbio, a meno che non voglia perdere le risorse che vengono dallo Stato.

Naturalmente fra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. E ci sono i diritti quesiti che non possono essere toccati, e tanti altri ostacoli sulla strada, ma di questi problemi Di Maio non sembra essere afflitto. Per intanto fa conoscere la sua volontà, come è capitato tante altre volte. E se qualcosa non va per il verso giusto, resta questa, la volontà, a riprova del buon governo. Infine ci sono i poteri forti, quelli che tramano nell’ombra, i nemici del popolo che dovranno spiegare perché all’annuncio non è stato dato seguito.

Comunque, in Sicilia, ci sono state iniziative, anche all’Ars, provenienti dal M5S e dal Pd, tendenti ad ottenere l’abolizione dei vitalizi.     

(Sam/AdnKronos)

04 ottobre 2018

Forestali Sicilia. Situazione in lieve peggioramento !

Sembra che, l’immobilismo dell’Assemblea Regionale Siciliana sia da traino a tutti i mali e problemi della nostra bella terra. Terra splendida dal lato culturale,turistica e culinaria ma disgraziatamente disgraziata per quanto riguarda il problema Forestale e dei Forestali.

Solo le parole hanno accompagnato per decenni i lavoratori nel loro lungo cammino, torto e distorto ma utile per poter portare avanti le famiglie con tutti i suoi annessi e connessi problemi giornalieri e annuali. Oggi, il nuovo governo Regionale parla si riordino del settore ma bisogna capire cosa tratta questa parola. Se l’analizziamo potremmo pensare in bene, ma vedendo i fatti e il modo di agire dello stesso Assessore Cordaro & Co. possiamo ben pensare ben altro.

Sembra che il tutto si concretizza nell’esplicita dicitura dell’Assessore, che in materia di riforma del settore  –  “Parliamo dei forestali in divisa, quelli che si occupano di anti-incendio boschivo. Con una scellerata legge del 2015 è stato introdotto il blocco del turnover, che ha determinato una carenza di organico importante. E’ stato frutto di una politica di annunci del tutto inappropriata. Tanto che oggi l’organico è ridotto circa alla metà (500 elementi per tutta la Sicilia, con un’età media fra i 50 e i 55 anni). Noi vogliamo creare i presupposti per un corpo forestale snello e che venga rigenerato. Stiamo lavorando alla riscrittura di questo mondo. Entro ottobre la norma approderà in Parlamento. Il prossimo anno potremo indire i concorsi per nuove assunzioni”.-  Ora è ben chiaro che l’operaio a tempo determinato del settore antincendio ha poca vita lavorativa all’interno del settore , e questo quindi fa parte di un sistema paventato e ribadito in sottovoce che, il settore antincendio non espleterà più il suo lavoro e il fatto che la Forestale (guardia o agente in divisa) si occuperà di spegnere l’incendio, mette in chiaro i paletti su cui chi dovrà recarsi sul posto e limitare le fiamme a terra, visto che dal cielo i problemi non ci sono…..

Una morte lenta dettata in primis dall’accordo fatto con la flotta aerea antincendio nazionale  a cui il malloppo economico su contratti ha avuto un prezzo non indifferente. A questo si rispecchia invece le problematiche economiche che si hanno per mettere a disposizione il materiale DPI su cui lavorare e il piagnisteo sui fondi e soldi da dare o elargire per il settore della manutenzione, con ritardi su pagamenti, materiale di sicurezza, guanti,scarpe e giornate da completare…. tutte da capire.

Se pensiamo che ad oggi 3 Ottobre 2017, non si hanno certezze chiare e scritte sul completamento delle giornate, i Forestali possono affermare che il quieto vivere regna nei meandri dei palazzi e la loro mancata collaborazione o interlocuzione di turno ormai ha nauseato e vergognato coloro che volevano cambiare il vecchio governo. Si lavora con la paura di sentirsi dire dal dirigente o direttore dei lavori che il “licenziamento o la sospensione” è dietro l’angolo, e questo certamente porta i lavoratori ad essere sempre sulla lama del rasoio. Cambiamento a parole e immobilismo generale a partire dai piani alti ad arrivare al singolo cantiere di paese, quindi futuro sempre più incerto e riforma sempre più lontana vista i mancati tempi attuali e le prese in giro che come al solito non mancano mai.

03 ottobre 2018

Adrano. Forestali in campo per manutenzione del verde pubblico. VIDEO

 

FONTE:
TVA – Tele Video Adrano

I COLLEGHI DELLA CAMPANIA DOPO L’ANTINCENDIO RITORNANO SULLE STRADE PER POI STABILIZZARLI A SCAGLIONI. INVECE IN SICILIA LI MANDANO A CASA NONOSTANTE GLI AVEVANO PROMESSO ALMENO 151 GIORNATE PER TUTTI O ADDIRITTURA NON AVRANNO UN GIORNO DI RIPOSO. FOTO

Dalla pagina Facebook
Per la stabilizzazione degli idraulici forestali – Campania

PRESIDENTE MUSUMECI, SIA COERENTE E MANTENGA LA PAROLA: I FORESTALI NON AVRANNO UN GIORNO DI RIPOSO! LAVORARE PER 8/9/10 MESI SPALMANDO L’INDENNITA’ DI DISOCCUPAZIONE NON SAREBBE COSTITUZIONALE. LEI FORSE NEMMENO SE LO IMMAGINA IL DANNO ECONOMICO CHE CREEREBBE

di Michele Mogavero
Finalmente il Presidente Musumeci esce allo scoperto giocando la carta dello scarica barile e cioè rimettendo tutto nelle mani del Governo Nazionale. Eh no Presidente, così abbiamo scoperto l’acqua calda. La sua annunciata riforma è pericolosissima per gli operai forestali, lavorare per 8/9/10 mesi giocando sull’indennità di disoccupazione è al quanto mortificante. Si fermi un attimo e si faccia consigliare da persone competenti. Così come ha in mente lei, i salari (già miseri) non saranno più da stagionali e con i nostri soldi dell’indennità di disoccupazione ci farebbe lavorare di più, ma da dove arriva questa magistrale idea? Da Salvini e dal suo Nord? L’ammortizzatore sociale che ci spetta di diritto e per legge non può essere barattato con nessuna opzione, solamente con la stabilizzazione, chiaro questo concetto? La sua idea ci aveva fatto storcere già il naso quando dichiarava che bisognava lavorare tutto l’anno senza essere stabilizzati, avevamo già dei dubbi su quello che diceva.
E che dire dell’Assessore Bandiera? Anche lui non è stato coerente, sosteneva che c’erano le risorse e le condizioni per 151 giornate. Che fine hanno fatto quei fondi? La si deve smettere di prendere continuamente per i fondelli il comparto.
Per le regionali l’On. Cancelleri aveva detto ad un paio di dirigenti del Sifus, che l’accordo con il governo nazionale deve essere fatto per lavorare 365 giorni all’anno, non ha mai detto di spalmare l’indennità di disoccupazione per 9/10 mesi.
 
Presidente Musumeci, se non può più mantenere l’impegno annunciato nei salotti di Porta A Porta di Bruno Vespa, valuti la proposta dei due soli contingenti PER TUTTI, magari con 181 giornate e Oti, vedrà che saranno tutti contenti, forse e mi auguro anche il Sifus (spero di vero cuore che possa essere il piano B di Maurizio Grosso), ma salvando l’indennità di disoccupazione agli operai forestali, così come per le altre categorie di lavoratori. 
L’indennità di disoccupazione a chi spetta? Ecco alcuni esempi:
  • Tutti i lavoratori dipendenti comuni (operai, impiegati, quadri, dirigenti) anche agricoli.
  • Lavoranti a domicilio.
  • Insegnanti non di ruolo.
  • Lavoratori a tempo determinato dell’ente poste.
  • Lavoratori domestici.
  • Coloro che abbiano svolto attività di lavoro dipendente che non ha interessato tutto l’anno solare i quali non abbiano avuto diritto all’indennità di disoccupazione con requisiti normali.
  • Coloro che pur avendo diritto all’indennità ordinaria non hanno presentato la domanda nei termini dei 68 giorni.
  • Settore alberghiero
  • Ecc.

Ai Sindacati tutti chiediamo di farsi ricevere dal Governo Nazionale per stoppare urgentemente la proposta del Presidente Musumeci. Se è il caso ci veniamo anche noi per difendere i nostri diritti.
Far presente che in una intervista su La7, il Ministro del Lavoro Luigi Di Maio, diceva che i lavoratori forestali della Sicilia li voleva destinare a tempo pieno. Ecco, questa sarebbe la base su cui partire ma senza giochi di parole, perchè dell’indennità di disoccupazione ne faremo volentieri a meno in cambio della stabilizzazione. Stabilizzazione significa lavorare 365 giorni all’anno togliendo le ferie, gli infortuni, le malattie, i lutti, i permessi, ecc. Siamo costretti a specificare tutto perchè la politica bugiarda è sempre in agguato e non è mai coerente su quello che dice e promette.
Egregio Presidente Musumeci, lavorare tutto l’anno senza essere stabilizzati non ci convince e non siamo d’accordo. 

24 gennaio 2017. L’intervento al convegno del Sifus di Linguaglossa

Non siamo d’accordo per tutto l’anno a tempo determinato.
Tutto l’anno significa a tempo indeterminato. Punto!

Gennaio 2014. In occasione di uno sciopero



Non avere un giorno di riposo? Questo andrebbe bene, 

ma senza giochi di parole, 365 giorni all’anno. Punto!

Il Presidente Musumeci zittisce Bruno Vespa: non licenzieremo nessuno, anzi, li facciamo diventare da peso a risorsa. Li vorrei a pulire i laghi, fiumi, le aree verdi, le spiagge e non avranno un giorno di riposo. Conosco il metodo del governo per averlo già sperimentato.

Ma se cambia idea non è più coerente!

L’Assessore Bandiera ci aveva illusi con almeno 151 giornate, perchè questo passo indietro? 

L’Assessore all’Agricoltura intervistato dalla Tgr Sicilia, ha detto che vuole stabilizzare i circa 22mila lavoratori forestali che sono una risorsa ed ha confermato che ci sono tutte le condizioni e le risorse per far sì che possano lavorare tutto l’anno attraverso il tempo indeterminato e una parte con 151giornate.

L’On. Cancelleri in occasione delle regionali aveva detto a due dirigenti del Sifus, che l’accordo con il governo nazionale deve essere fatto per lavorare 365 giorni all’anno, non ha mai detto di spalmare l’indennità di disoccupazione per 9/10 mesi.

L’On. Cancelleri M5S al Sifus:: accordo con lo stato per un’assunzione a tempo indeterminato.

Anche questo va bene, ma anche in questo caso senza giochi di parole, 365 giorni all’anno. Punto! Luigi Di Maio zittisce il giornalista

Luigi di Maio risponde alla domanda: cosa farete dei famosi 22.000 forestali che fanno ridere tutto il mondo? Noi li vogliamo destinare a tempo pieno per il dissesto idrogeologico, ai beni culturali, alla tutela del territorio. Chi vuole lavorare a tempo pieno ci aiuterà a far crescere la Sicilia


Oppure


Spostare il cursore dal minuto 9:45

Ascolta anche:

Musumeci: nessuna rottura con il Sifus. Sui forestali avremo una riforma, ma ci vuole il consenso con il governo nazionale. Il Blog: non ci convince il discorso sull’indennità di disoccupazione, via solamente in cambio della stabilizzazione, non avrebbe senso lavorare per 10 mesi

PALAZZO DEI NORMANNI. NEGLI ULTIMI 43 GIORNI 2 ORE D’AULA. MA L’ARS TORNA CON NUOVI CONSULENTI

Prima delle ferie, la nomina di altri collaboratori. Oggi il rientro nel giorno del convegno con Cuffaro. L’ultima polemica. E le leggi aspettano.

PALERMO – A Palazzo dei Normanni si riaprono le porte di Sala d’Ercole. Oggi, dopo 36 giorni di ferie, l’Assemblea regionale siciliana tornerà a riunirsi e il cronometro d’oro che misura le ore di aula riprenderà a girare dopo la pausa estiva. Ma prima di andare in vacanza, alcuni deputati hanno pensato bene di nominare altri consulenti. Il tempo di registrare i nuovi contratti e poi, tutti al mare fino alla riapertura di oggi.

Due ore di Aula in 43 giorni

L’assemblea regionale si è riunita in aula l’ultima volta il 7 agosto. Oggi quindi è il 36esimo giorno dall’ultima seduta. La penultima riunione d’aula si era svolta invece il 31 luglio. Insomma, negli ultimi 43 giorni il parlamento siciliano si è ritrovato a Sala d’Ercole solo in una occasione. E per una seduta durata effettivamente un paio d’ore. Eppure, mentre l’Ars restava ferma, pagava già i primi stipendi dei collaboratori messi “a contratto” pochi giorni prima delle ferie.

I consulenti “estivi”

Chi sono i nuovi arrivati a Palazzo dei Normani? Si tratta di nuovi collaboratori di deputati che appartengono al consiglio di presidenza. In tutto i nuovi assunti all’Ars sono otto. Date le lunghe ferie i maligni potranno pensare che ancora non abbiano messo piede a Palazzo dei Normanni. Di certo, in quasi tutti i casi, il loro contratto è efficace già dal primo agosto. Pochi giorni prima, delle “meritate” ferie estive dei deputati.

Così negli uffici del deputato segretario Gaetano Galvagno (Fdi) arrivano tre collaboratori, tutti con un compenso lordo pari a 1413 euro circa: Luca Tabita che dal 19 luglio affiancherà Galvagno fino alla revoca dell’incarico e Filippo Bucolo e Francesco Paladino che hanno firmato un contratto per cinque mesi, dal primo d’agosto alla fine dell’anno.

Il deputato segretario Edy Tamajo (Sicilia Futura) a far data dal primo di agosto e per la durata di un anno ha assunto cinque collaboratori. Quattro avranno uno stipendio lordo di 1109 euro. Sono Loredana Bellia, Angelo Falco, Provvidenza Ferrara e Giuseppina Stefania Mandalà. Un ultimo incarico, dal valore lordo di 1174 euro, è stato conferito a Filippo Landolina, candidato alle regionali nelle liste di Sicilia Futura nella provincia di Palermo.

Si riapre, tra le polemiche

Oggi, quindi, l’Ars torna con un ordine del giorno che prevede le comunicazioni del presidente e per il question time, la trattazione cioè di quattro fra interpellanze e interrogazioni sulle politiche turistiche del governo.

Ma, più che per il menu dell’Aula, la giornata di Palazzo dei Normanni sarà segnata dal convegno dal titolo, “Oltre le sbarre. Uno sguardo ai diritti e alle tutele dei figli dei detenuti”. Un incontro, che ha fatto scoppiare la polemica fra le forze parlamentari per una partecipazione prevista, quella di Totò Cuffaro, l’ex presidente della Regione che, dopo quasi un decennio, torna all’Ars da privato cittadino. Qualche deputato (in particolare gli esponenti del Movimento cinque stelle) ha proposto per l’ex governatore una sorta di “daspo” da Palazzo dei Normanni mentre qualcuno, da Claudia Fava ad Antonello Cracolici, si è schierato dalla parte del diritto di Cuffaro a raccontare la sua esperienza e la sua opinione.

Dieci mesi di polemiche

E le polemiche in questi primi mesi di legislatura hanno avuto un ruolo da protagoniste nella vita del Palazzo, forse più delle riforme attese dai siciliani e, alcune, presentate dal Governo e in attesa di essere discusse dall’assemblea. Mentre l’Ars ha svolto dall’inizio dell’anno appena 44 sedute, mediamente sei al mese e una e mezza a settimana, le cronache politiche siciliane hanno narrato – dalla più recente alla più datata – la polemica sul ritorno di Cuffaro all’Ars, la polemica per la visita della presidente di Malta a Palazzo dei Normanni, l’ennesima polemica sui tetti agli stipendi dell’Ars e sui vitalizi da abolire.

Le leggi che predono polvere

Tutto questo mentre sono rimasti sulla scrivania e non sono ancora approdati in aula alcuni disegni di legge che potrebbero rendere più moderna la Sicilia. Il governo ha presentato infatti, per citarne alcuni, i disegni di legge per regolare il diritto allo studio, la gestione dei rifiuti, e lo sviluppo della pesca mediterranea. Il numero delle materie si amplierebbe ancora di più se si considerassero tutti i disegni di legge presentati dai deputati. Alcuni progetti di legge sono agli esami delle commissioni. Quelli sul randagismo e per l’uso terapeutico della cannabis in commissione Sanità, i ddl per la riforma 24 nel settore della formazione professionale all’esame della commissione Cultura.

Ma bisogna far presto. Il governo ha già presentato i ddl per approvare i debiti fuori bilancio e dovrà presentare la manovra di assestamento. Poi sarà di nuovo alle porte la nuova sessione di bilancio che non consentirà ai deputati qualsiasi discussione diversa da quella che riguardi la finanziaria. Il vicepresidente della Regione e assessore all’Economia Gaetano Armao spera infatti di presentare all’Assemblea il ddl della legge di stabilità entro novembre per impedire i soliti ritardi spesso censurati dalla Corte dei Conti. Se così dovesse essere all’Ars rimangono meno di due mesi per esitare qualche riforma.

di Andrea Cannizzaro

13 Settembre 2018