Riforma del settore. I Forestali sono entrati in un tunnel senza uscita !

Continua la “polemica” a distanza tra Cracolici, Cordaro e altri membri del governo sulla questione riguardante il rinnovo del contratto dei lavoratori forestali. Se da un lato si tenta di prendersi “i meriti” sull’attuale attributo da assegnare dopo 17 anni, i lavoratori rimangono sempre più sconcertati dal fatto che ancora ad oggi non si sia arrivati alla benedetta riforma del settore. Nessuno parla di questo “revival” tanto citato e sbandierato in tanti luoghi e, condito da tante salse possibili e immaginarie ma, si continua a subire quella passività che nessuno poteva pensare, soprattutto per i fedelissimi di Musumeci.
Se ci si addentra all’interno del contratto dal primo Settembre i forestali dovrebbero avere l’aumento di 85€ sulla busta paga in aggiunta al fatto di poter recuperare interamente le giornate perse durante l’infortunio del lavoro, punto assai importante del nuovo accordo ratificato da entrambi le parti come dice Cordaro e con fondi in mano….
Altri aspetti benevoli che possano far ricordare questo accordo integrativo non rimangono nelle menti degli operai anche perché tanti altri fattori dovevano essere rivisti e/o ridiscussi…..
Si continua ancora a far discutere delle poche giornate effettuate sin qui dai lavoratori forestali e specialmente dei 78sti e 101sti che sono tornati a casa durante questo periodo in cui gli incendi per l’ennesimo anno hanno dato un’altra risposta agli addetti al servizio che tra problemi e problematiche hanno messo del suo nello svolgere le opere di prevenzione e spegnimento. Sarebbe stato opportuno come dice Antonio David di Forestali News che «il governo oltre a pensare di fare accordi con la flotta aerea, doveva anche capire che la “flotta a terra” rimane l’unica arma possibile per arginare il problema degli incendi, con la prevenzione in tempi utili dei viali parafuochi e, poteva fare un ulteriore sforzo economico, se di tale atto si tratta, di far svolgere almeno la metà delle giornate di garanzia occupazionale delle due fasce più penalizzate, quindi vigilando e controllando il territorio e non “affidarlo involontariamente” ad associazioni esterne o protezione civile, bersaglieri,esercito che già hanno di cosa occuparsi».
Fattore trainante e principale nelle menti dei lavoratori rimane quello dell’aumento delle giornate lavorative che non vengono prese in considerazione dagli organi competenti , proprio perchè rimane ancora ad oggi la voglia di non mettere mano ad un modifica che dovrebbe e potrebbe cambiare le sorti di tante famiglie e dello stesso territorio, con una maggiore presenza sul campo anche in periodo meno caldi ma, le promesse continuano a mescolarsi nelle menzogne e nell’addossare colpe altrui, mettendo in campo sempre la parolina del ….faremo, parola tanto caro a tutti i politici !

12 agosto 2018

FORESTALI: QUANTA ‘VUCCIRIA’ TRA TOTO CORDARO E ANTONELLO CRACOLICI PER UN CONTRATTO-PANNICELLO CALDO!

Noi non siamo ‘espertissimi’ del settore come l’attuale assessore regionale al Territorio, Toto Cordaro, e come l’ex assessore, Antonello Cracolici. Ma da quel poco che capiamo, ‘sto sbandierato contratto per il quale i due si ascrivono meriti non sembra affatto così importante. Se poi si scopre che l’hanno firmato i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil… viri chi manci…

Avendo seguito le vicende – anzi, le vicissitudini dei lavoratori forestali, in Sicilia al secondo posto tra i lavoratori bistrattati dalla Regione siciliana dopo i dipendenti della Formazione professionale e degli ex Sportelli multifunzionali – troviamo in parte divertente e in parte surreale la polemica tra l’assessore regionale al Territorio e Ambiente, Totò Cordaro, e il parlamentare ed ex assessore regionale all’Agricoltura, Antonello Cracolici. 

Proviamo a capire di cosa si tratta.

Cominciamo con un comunicato diramato dall’attuale Governo regionale:

“Rinnovato dopo diciassette anni il Contratto integrativo regionale per gli operai forestali. L’intesa è stata raggiunta ieri (due giorni fa per chi leggte ndr) a tarda sera, dopo tre mesi di confronto tra il governo Musumeci e i rappresentanti sindacali del settore. A siglare l’accordo gli assessori regionali al Territorio e ambiente, Toto Cordaro e all’Agricoltura, Edy Bandiera, e i segretari generali di Flai-Cgil Alfio Mannino, Fai-Cisl Pierluigi Manca e Uila-Uil Antonino Marino”.

“Il nuovo contratto, che avrà la validità di tre anni, prevede un aumento di 85 euro al mese, a partire dal prossimo 1 settembre, una volta ratificato dalla Giunta regionale. La copertura finanziaria, già assicurata con la Legge di stabilità, è di 6,8 milioni di euro”.

“Un risultato importante – sottolinea l’assessore al Territorio, Toto Cordaro – che nasce dalla sensibilità del governo Musumeci verso un comparto che merita attenzione e che sarà presto al centro di una riforma che ha come obiettivo quello di rendere centrale e strategica l’attività del Corpo forestale della Regione nella tutela del territorio e nella valorizzazione del nostro straordinario patrimonio ambientale. Nei prossimi giorni convocheremo anche le altre sigle sindacali per confrontarci su quanto accaduto e mettere appunto la strategia di riforma del mondo forestale che il governo vuole attuare nei prossimi mesi”.

Replica Cracolici su facebook:

“Si è data notizia che da settembre si darà il via al rinnovo del contratto integrativo dei lavoratori forestali, dopo 17 anni. Strano: da assessore all’Agricoltura, nell’agosto del 2017, ho sottoscritto il rinnovo con le stesse sigle sindacali, prevedendo che dal 1 gennaio sarebbero decorsi gli aumenti”.

“Persino la legge di stabilità del 2018 – aggiunge il parlamentare del PD – ha ribadito che il contratto rinnovato era quello adottato dalla Giunta di governo nel 2017. Ma evidentemente il governo Musumeci ha talmente poche idee che spaccia per novità cose già fatte da altri”‘.

Intanto Cracolici si poteva risparmiare pure la “Giunta di Governo”, perché la Giunta è già Governo! A parte questo particolare, c’eravamo, lo scorso anno:  questo ‘rinnovo’ di un vecchio contratto sapeva tanto di mossa elettorale. E infatti l’assessore Cordaro non perde l’occasione per rinfrescare la memoria all’ex assessore:

“Ma a quale contratto fa riferimento Cracolici? Forse a quell’atto unilaterale – firmato solo da lui il 30 ottobre scorso – mai ratificato dalla sua Giunta e senza copertura finanziaria? Le mie reminiscenze giuridiche mi fanno dire che un contratto è tale se firmato da due parti contraenti. Questo evidentemente a lui sfugge. Se non si trattasse di Cracolici, mi verrebbe da pensare che un simile atto, firmato a quattro giorni dalle elezioni regionali, era solamente uno spot elettorale che si sapeva già non avrebbe avuto alcun seguito”.

Detto questo, ricordiamo a Cordaro che i “sindacati”, tra i lavoratori forestali, non sono soltanto Cgil, Cisl e Uil: sarebbe interessante capire cosa pensano di tale ‘contratto’ i rappresentanti di altre sigle sindacali: per esempio il Sifus: il sindacato che si batte per la stabilizzazione degli operai della Forestale della Sicilia.

Una stabilizzazione – lo diciamo per precisione – per la quale, dal 2008 al 2017, non si sono battuti i sindacalisti di Cgil, Cisl e Uil della Sicilia, che per nove anni non hanno mai creato ‘camurrie’ ai Governi regionali di centrosinistra.

Solo da pochi mesi i sindacalisti di Cgil, Cisl e Uil si sono ‘svegliati’ e hanno riscoperto il ‘valore’ degli operai della Forestale siciliana che avevano ‘dimenticato’ per nove, lunghi anni.

Questo contratto tanto sbandierato dall’attuale Governo a noi sembra un pannicello caldo, un mezza mancia, un po’ miserevole che mette d’accordo l’attuale Governo di centrodestra e Cgil, Cisl e Uil.

Comunque proveremo a capire cosa ne pensano i vertici del Sifus, che in questo settore ne sanno molto di più di Cgil, Cisl, Uil e – con rispetto parlando – anche dell’attuale Governo regionale.

11- Agosto 2018

“QUELL’AUMENTO AI FORESTALI L’HO DECISO IO”, IL PD CRACOLICI RIVENDICA LA SPESA. LA REPLICA DELL’ASSESSORE AL TERRITORIO E AMBIENTE TOTÒ CORDARO: “MA A QUALE CONTRATTO FA RIFERIMENTO CRACOLICI?

“Il rinnovo del contratto? L’ho sottoscritto io nel 2017”. E’ battaglia per attribuirsi il merito dell’aumento di stipendio dato ai forestali siciliani. Dopo l’annuncio del Presidente Musumeci è l’ex assessore Pd all’agricoltura ad auto attriubuirsi l’aumento ai forestali

“Si è data notizia che da settembre si darà il via al rinnovo del contratto integrativo dei lavoratori forestali, dopo 17 anni. Strano: da assessore all’Agricoltura nell’agosto del 2017 ho sottoscritto il rinnovo con le stesse sigle sindacali, prevedendo che dal 1 gennaio sarebbero decorsi gli aumenti”.

Cracolici lo scrive in un post sul suo profilo Facebook. “Persino la legge di stabilità del 2018 – aggiunge – ha ribadito che il contratto rinnovato era quello adottato dalla giunta di governo nel 2017. Ma evidentemente il governo Musumeci ha talmente poche idee che spaccia per novità cose già fatte da altri”‘.

Di qui la replica dell’assessore al Territorio e Ambiente Totò Cordaro: “Ma a quale contratto fa riferimento Cracolici? Forse a quell’atto unilaterale – firmato solo da lui il 30 ottobre scorso – mai ratificato dalla sua giunta e senza copertura finanziaria? Le mie reminiscenze giuridiche mi fanno dire che un contratto è tale se firmato da due parti contraenti. Questo evidentemente a lui sfugge. Se non si trattasse di Cracolici, mi verrebbe da pensare che un simile atto, firmato a quattro giorni dalle elezioni regionali, era solamente uno spot elettorale che si sapeva già non avrebbe avuto alcun seguito”.

11 /08/2018

 

E’ l’ora delle vacanze. I problemi della Sicilia possono aspettare….

Se ne parla a settembre. Per cosa? Per tutto. È l’ora delle vacanze, ci sarà tempo dopo per mettere mano al disastroso stato della Sicilia. Che come uno studente svogliato, è appunto rimandata a settembre. Quando nei palazzi della Politica si riprenderà il filo di tutti i discorsi spezzati.

 Come la storia dell’insularità, encomiabile iniziativa, per la quale ieri a Sala d’Ercole ci si è dati appuntamento al ritorno dalle vacanze. Quando si parlerà della norma-manifesto che auspica un trattamento di riguardo per l’isola isolata e per i suoi residenti (o almeno per quelli che rimangono, visto l’esodo di massa in corso fotografato dallo Svimez), con tanto di orpello di referendum dal quesito alquanto scontato (qualcuno ha detto che sarebbe un po’ come chiedere se vuoi bene alla mamma).

Ne riparleremo a settembre.  Quando si sarebbe dovuto anche mettere mano alla sorta di manovrina lampo con cui la giunta regionale rattoppa. i buchi lasciati dall’impugnativa del governo nazionale. E invece per quella si è trovato il tempo ieri, con un blitz del governo in Aula. La leggina è passata, come una sorta di ideale post scriptum a una lunghissima sessione di bilancio che ha sequestrato l’aula fino a giugno, per il collegato, con questo piccolo strascico agostano.

A settembre ci sarà poi tempo, c’è sempre per quello, per parlare di riforme. E figurarsi. È quello il ritornello di una vita, da non si sa più quante legislature. Le riforme, quelle che si dicono ma non si fanno. Almeno fin qui. Stanno lì e aspettano il ritorno di governo e deputati dal mare. A Palazzo dei Normanni è arrivata in estate quella per il diritto allo studio. Si attende quella delle Ipab. Quella dei rifiuti – attesissima e parecchio necessaria – si è impantanata subito in commissione ed è stata rinviata, anch’essa, a settembre. Sperando che sia la volta buona. Ci sarebbe pure la legge sul randagismo cara a Miccichè. E un altro pacchetto di disegni di legge, per lo più di iniziativa parlamentare, che attendono, come quelli approvati la settimana scorsa in prima commissione. Ma la finestra temporale per pensarci non sarà lunghissima, perché a metà autunno scatterà di nuovo il tempo di bilancio e compagnia, se non si vorrà andare all’esercizio provvisorio come accaduto molte volte negli anni recenti. E dunque se settembre e ottobre non saranno sfruttati al meglio – dopo questo rodaggio di inizio legislatura – c’è il rischio che Palazzo dei Normanni rimanga monopolizzato per un anno dai documenti contabili con annessi e connessi. Un lusso che la Sicilia boccheggiante non potrebbe permettersi.

E ci sarebbero pure i vitalizi degli ex deputati, quelli che i grillini vogliono tagliare. In ufficio di presidenza l’idea non piace tanto. Indovinate quando se ne riparlerà? Ma a settembre, ovviamente. Nuotiamoci un po’ su e riflettiamoci ben bene. Anche perché si attende la relazione tecnica degli uffici, così magari si potrà parlare della faccenda a ragion veduta e con qualche appiglio al diritto, senza ridurre il tutto a una puntatona dello show di Giletti.

Lasciamo che passi l’estate, allora. E che il Ferragosto porti consiglio. Settembre poi verrà, prometteva l’indimenticato evergreen. E speriamo che la storia non si concluda come in quel celeberrimo refrain, in cui alla fine piangeranno solo gli occhi miei. I nostri, nella fattispecie.

livesicilia
08 agosto 2018

Scontiamo gli errori dei precedenti governi

Qualità dell’aria, inquinamento acustico e rischio alluvioni in Sicilia. Il presidente della Regione Nello Musumeci ha incontrato a Palazzo d’Orleans i giornalisti per fare il punto su queste tematiche di rilievo. Alla conferenza stampa ha preso parte l’assessore al Territorio Toto Cordaro.

Presenti anche Vincenzo Infantino, direttore dell’Arpa Sicilia e Giuseppe Battaglia direttore del Territorio. Il governatore siciliano ha così esordito nell’incontro con la stampa:“Uno dei temi che ha caratterizzato il nostro programma presentato al parlamento e alla comunità siciliana, il 9 gennaio scorso, era quello di dotare l’ente degli strumenti di pianificazione. Nella tutela dell’ambiente e del territorio la carenza è apparsa evidente e assai grave”.

Una serie di passaggi che hanno coinvolto la burocrazia in maniera attiva: “La Sicilia è intervenuta tardi e in maniera incompleta. L’Arpa strumento di prevenzione e controllo, attraverso le sue relazioni si adottano le misure sanzionatorie. Un ente – ha aggiunto Musumeci -da potenziare e che va messo nelle condizioni di lavorare e lavorare con efficienza”.

Al centro della discussione sono stati : Piano regionale risanamento qualità dell’aria, Piano di gestione del rischio alluvioni e Piano del rumore. Su questi punti Musumeci ha chiarito che: “La Sicilia è stata a lungo a rischio infrazione. Il dipartimento coordinato dall’assessore Cordaro in 7 mesi è riuscito a varare i tre strumenti di pianificazione deliberati dalla giunta  trasmessi al ministro dell’Ambiente. Al ministro  Costa presenteremo il programma delle iniziative realizzate sul fronte dei rifiuti. Ho avuto un colloquio telefonico era assolutamente informato di ogni cosa su quello che stiamo facendo”.

È un lavoro che non fa rumore quello della pianificazione ha ribadito Musumeci chiarendo di voler proseguire sulla stessa linea di comunicazione già adottata: “Dobbiamo capire cosa succede a Priolo e Melilli, nel Milazzese, cosa è accaduto a Gela, lì il polo è al centro di un processo di riconversione industriale facilitato dalla Regione. Lo si attendeva da anni. Stiamo predisponendo il piano strategico delle ZES per stimolare e facilitare gli insediamenti nelle aree di Palermo, Messina e Catania”.

L’assessore Cordaro invece ha stigmatizzato i ritardi del passato chiarendone in dettaglio i contorni: Il Piano regionale risanamento qualità dell’aria arrancava da tempo ha spiegato : “Siamo a otto, dieci anni di ritardo”,  sottolinea Cordaro citando anche i ritardi ultradecennali degli ultimi due piani. “Come del resto l’Autorità di Bacino attesa da 26 anni  che avrà un dipartimento e un suo dirigente e metterà insieme tutto quello che riguarda la gestione delle acque”.

ilsicilia

08 agosto 2018

TERRITORIO E AMBIENTE, TURISMO E BENI CULTURALI: IL PARCO DEI MONTI SICANI E IL PARCO ARCHEOLOGICO DI AGRIGENTO FANNO RETE. GLI ASSESSORI REGIONALI FIRMANO UNO STORICO PROTOCOLLO

Siglato questa mattina a Palermo, alla presenza degli Assessori regionali del Territorio e Ambiente Toto Cordaro, del Turismo Sandro Pappalardo e dei Beni Culturali Sebastiano Tusa, presso l’Assessorato al Turismo, un importante protocollo d’intesa tra il Parco dei Monti Sicani, rappresentato dal commissario straordinario Luca Gazzara, e il Parco Archeologico di Agrigento rappresentato dal Presidente Bernardo Campo.
Il protocollo attiva un processo di concreta collaborazione tra enti e istituzioni per la valorizzazione di una parte del territorio siciliano che vede come destinazione turistica di rilievo quella di “Agrigento – Valle dei Templi – Sciacca” ed apre la strada a nuove ipotesi di progettazione per l’utilizzazione dei fondi comunitari.
E’ la prima volta che i tre Assessorati avviano una collaborazione concreta che supera le logiche individualiste per raggiungere un obiettivo comune. L’accordo sottoscritto coniuga il binomio capitale naturale-capitale culturale e punta alla valorizzazione ed alla fruizione del patrimonio pubblico, alla incentivazione delle attività economico-commerciali presenti all’interno dell’area, alla promozione delle attività imprenditoriali, soprattutto giovanili ed alla sensibilizzazione all’ambiente attraverso l’educazione permanente anche attraverso la previsione di forme di sostegno sotto forma di interventi destinati alla popolazione residente e di prossimità.
Le attività che immediatamente saranno poste in essere riguardano la presentazione di progetti per attivare fondi comunitari nel periodo 2014-2020 puntando a mettere in rete – attraverso i rispettivi portali internet – le informazioni dei due organismi regionali, a diversificare l’offerta turistica, a promuovere i prodotti tipici del territorio, a sviluppare la ricerca scientifica finalizzata alla valorizzazione degli aspetti di natura archeologica, paesaggistica, culturale, enogastronomica e naturale, a ottimizzare le esperienze dei sistemi di gestione, produrre materiale unico ai fini della promozione turistica, soprattutto sui mercati esteri puntando ad ambiti di nicchia. In una parola a rilanciare il territorio come esperienza da vivere.
“Ambiente e cultura rappresentano i due ingredienti per scoprire il territorio e sviluppare nuove economie basate sulla valorizzazione delle arti, delle tradizioni e dei luoghi. La tendenza, a livello internazionale – dichiara l’Assessore del Territorio e dell’Ambiente On. Toto Cordaro – è quella legata al turismo emozionale e i parchi, naturali e/o culturali, con il sistema dei vincoli imposti nel tempo, sono realtà protette in cui può ancora ritrovarsi la misura di un’umanità unica, ricca e generosa”.
“Natura, cultura e paesaggio sono il mix vincente di un’Isola che, nell’accezione più diffusa è baciata dagli dei e nella quale si sposano sapientemente culture millenarie. La Valle dei Templi – dichiara Sebastiano Tusa, Assessore Regionale dei Beni Culturali – con le sue vestigia ci ricorda il valore della convivenza delle culture e della ricchezza che nasce dalla sapiente commistione degli stili e delle diverse sapienze umane”.
“La valorizzazione turistica della Sicilia è lo strumento cardine per il rilancio economico e sociale della nostra Isola – dichiara l’Assessore al Turismo Sandro Pappalardo. I dati economici sono in evidente crescita con una predilezione per il turismo emozionale e di nicchia. La Sicilia offre in uno spazio circoscritto alcune tra le migliori espressioni al mondo di arte, architettura, cultura, tradizioni, per non parlare dell’enogastronomia che asseconda la richiesta di un’ampia fetta di turismo internazionale”.
08/08/2018

Nasce il parco archeologico di Segesta, altri 17 vedranno la luce nei prossimi mesi

Era una promessa al momento dell’insediamento ed è stata mantenuta. Il governo Musumeci consegna alla Sicilia il Parco archeologico di Segesta: un ente che avrà la sua autonomia scientifica e di ricerca, gestionale, amministrativa e finanziaria.

La nascita era inserita in un piano parchi approvato dalla giunta oltre un mese fa e appena ieri in una inervisa a BlogSicilia la storica dell’are Silvia Mazza denunciava il riardo nella nascia del primo di questi parchi, proprio il parco archeologico di Segesta.

Una priorità che la Giunta ha messo al primo posto, procedendo secondo una tabella di marcia che ne prevede l’istituzione di altri diciassette. Il prossimo sarà Pantelleria, per il quale si sta lavorando a tappe forzate. Dall’approvazione della legge regionale del 2000, che ha previsto i Parchi archeologici, nell’Isola ne sono stati istituiti solo tre: Agrigento, Naxos-Taormina e Selinunte-Cave di Cusa.

“La nuova gestione dei Beni culturali – dichiara il presidente della Regione Nello Musumeci – inizia da qui. Tre soli Parchi in diciotto anni rappresentano uno dei paradossi della nostra Regione, che non ha dato attuazione a una buona legge che in molti ci invidiano. Segesta, con il suo teatro e il suo tempio, è uno dei simboli della Sicilia nel mondo. Il patrimonio della nostra Isola merita di essere valorizzato e restituito ai siciliani. La piena attuazione della legge consentirà di rimetterci al passo con le più moderne forme di valorizzazione e gestione dei beni culturali”.

Come si ricorderà, in Sicilia, la legge 20 del 2000 ha istituito il sistema dei Parchi. In 18 anni solamente a quello della Valle dei Templi sono stati applicati i criteri che lo rendono realmente autonomo dal punto di vista finanziario, scientifico e gestionale. Ciò ha consentito uno sviluppo straordinario rispetto alle altre strutture. Infatti il numero dei visitatori ad Agrigento ha avuto un incremento di circa il 30 per cento ogni anno, raggiungendo il milione di visitatori e ricevendo quest’anno il Premio del paesaggio del Consiglio d’Europa.

“E’ questo quindi il modello da seguire – continua il governatore – una buona pratica che ha dato risultati eccellenti. Nel 2007 e nel 2013 sono stati istituiti formalmente anche i Parchi di Naxos e Selinunte, ma che in realtà non godono della piena autonomia. Assieme agli altri a breve avranno la stessa dignità”.

Il nuovo modello consentirà la crescita sia in termini di qualità dei servizi che di richiamo turistico per quelle aree archeologiche che per natura, estensione e interesse, necessitano di un’amministrazione autonoma sotto il profilo della tutela, anche dal punto di vista paesaggistico. In questo modo, il Parco potrà utilizzare in proprio le cospicue entrate che derivano dalla vendita dei biglietti di ingresso e che si traduce in azioni immediate di valorizzazione, manutenzione del territorio, attività di promozione, scavi archeologici, attività scientifiche: un percorso integrato di tutela e di forte connotazione dell’identità siciliana.

“Vincere questa sfida insieme al presidente Musumeci – confessa l’assessore ai Beni culturali, Sebastiano Tusa – è lo stimolo per continuare il processo di cambiamento avviato. La Sicilia deve avere tutti i Parchi previsti e in breve tempo. E’ un impegno che sento di dovere onorare nella convinzione che la rinascita dei Beni culturali siciliani non può che passare per un sistema di gestione moderno e snello. La Sicilia e i siciliani lo meritano, dopo anni di gestione non all’altezza del valore storico culturale di siti straordinari per bellezze archeologiche e paesaggistiche”.

PARCHI ISTITUITI

1. Parco archeologico della Valle dei Templi
2. Parco archeologico di Naxos e Taormina
3. Parco archeologico di Selinunte e Cave di Cusa
4. Parco archeologico di Segesta

PARCHI IN VIA DI ISTITUZIONE

1. Parco archeologico di Pantelleria
2. Parco archeologico di Gela
3. Parco archeologico greco romano di Catania
4. Parco archeologico e paesaggistico della Valle dell’Aci
5. Parco archeologico di Morgantina
6. Parco archeologico della Villa romana del Casale
7. Parco archeologico delle Isole Eolie
8. Parco archeologico di Tindari
9. Parco archeologico di Himera
10. Parco archeologico di Monte Iato
11. Parco archeologico di Solunto
12. Parco archeologico di Kamarina
13. Parco archeologico di Cava D’Ispica
14. Parco archeologico di Lentini
15. Parco archeologico di Eloro e Villa del Tellaro
16. Parco archeologico di Siracusa
17. Parco archeologico di Lilibeo

di Manlio Viola

05/08/2018

PROTOCOLLO D’INTESA TRA L’ENTE PARCO DELLE MADONIE E IL CENTRO SERVIZI SISTEMA MUSEALE DELL’UNIVERSITÀ DEGLI STUDI

Protocollo d’intesa tra l’Ente Parco delle Madonie e il Centro Servizi Sistema Museale dell’Università degli Studi

Palermo – È stato siglato presso l’Assessorato Regionale del Territorio ed Ambiente, il Protocollo d’intesa tra l’Ente Parco delle Madonie e il Centro Servizi Sistema Museale dell’Università degli Studi di Palermo. L’accordo  prevede la realizzazione congiunta di programmi a carattere scientifico nel campo della gestione, tutela, conservazione in situ ed ex situ e valorizzazione ambientale del sistema museale.

Presenti alla firma l’Assessore Regionale al territorio e all’ambiente, Toto Cordaro, il Commissario Straordinario dell’Ente Parco delle Madonie, Salvatore Caltagirone, il direttore per il Centro Servizi Sistema Museale dell’Università di Palermo, Paolo Inglese, e il direttore dell’Orto Botanico, prof. Rosario Schicchi.

Grazie al contributo che sarà dato dal SiMuA, sarà possibile sviluppare su tutto il territorio del Parco, attività che favoriranno il potenziamento, la gestione e la fruizione di un patrimonio museale, già esistente, anche mediante piani di ricerca e di didattica ambientale.

“Si realizza con questo accordo – affermano Toto Cordaro e Salvatore Caltagirone – un momento di alto profilo istituzionale, che consentirà uno scambio di informazioni scientifiche, da mettere poi a disposizione della collettività attraverso libri editi dalla collana editoriale dell’Ente- sezione scientifica. Inoltre – continuano – va sottolineata l’importanza della protezione della biodiversità e della salvaguardia di ecosistemi, habitat, specie e geni in area di Parco, tenendo presente il grande valore culturale che riveste il sistema museale”.

Tra gli obiettivi previsti anche la creazione di un museo virtuale su aspetti naturali e culturali del Parco, all’interno dell’Orto Botanico, e l’allestimento di uno spazio espositivo dedicato al SIMuA presso la sede del Parco delle Madonie.

04 Agosto 2018

IL MAB SICILIA C’È ED È PIÙ PRESENTE DI PRIMA. FATTI E AVVENIMENTI SARANNO RESI NOTI A BREVE

Buongiorno cari colleghi.
In questi giorni abbiamo ricevuto diverse chiamate da parte di colleghi associati, tipo che il MAB abbia o stia cambiato denominazione e quant’altro, a scanso di equivoci, vogliamo comunicare a tutti gli associati, visto che si sta creando un po’ di confusione nell’interpretazione, che la nascita di questa nuova associazione con a capo l’ex presidente del MAB, non ha niente in comune con il MAB stesso.

Visto e considerato si precisa che il MAB è il MAB, che ha seguito e sta continuando a seguire tutto l’iter burocratico per la riforma forestale, continua a contrattare con il Governo Regionale a pieni ritmi come ha sempre fatto, con la sola differenza rispetto a ieri, portiamo avanti qualsiasi dialogo con le istituzioni, in virtù degli impegni presi, pronti a ritornare in piazza se questo dovesse venir meno.

Non siamo propensi a farci tanta inutile pubblicità o essere la prima pagina del WEB, vogliamo essere concreti, a noi interessano i fatti e non le tante belle parole dette solo sui social, anche perché le belle parole se non sono seguite dai fatti sono e rimarranno solo belle parole, le incitazioni alle lotte di piazza nel mese di gennaio quando ancora il governo non aveva ancora incardinata la finanziaria, o nel mese di agosto quando le attività parlamentari sono sospese, a cosa portano? a cosa servono?  Serve una contrattazione e un confronto, che possa portare a qualcosa di costruttivo.
Chiunque abbia a cuore restare nel MAB  perché crede nell’operato di cui sta portando avanti le trattative con questo governo che ben sia.
Come già tante volte detto e ripetuto, stiamo dando il tempo necessario e la fiducia affinché questo governo trovi tutte le soluzioni atte alla miglioria del comparto, e se tutto va bene che si arrivi alla stabilizzazione nel più breve tempo possibile.
Qualora il governo non rispetti  le garanzie date e appena riprese le attività parlamentari non mettono mani a questa benedetta riforma forestale a quel punto senza fare sconti a nessuno il MAB concorderà con tutti voi quando scendere in piazza a protestare.

 

04 agosto 2018
Il Direttivo del MAB Sicilia

ATENE Grecia: ministro si dimette dopo incendi. Toskas, gestiva l’ordine pubblico. Tsipras le accetta

ATENE, 3 AGO – Il ministro greco per l’ordine pubblico Nikos Toskas si è dimesso in seguito al disastro dei incendi nella regione di Atene, che hanno provocato almeno 87 morti. In un comunicato del governo si rende noto che le dimissioni di Toskas sono state accettate dal primo ministro Alexis Tsipras, con cui c’è stato un incontro oggi.

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03 agosto 2018