Musumeci promette la riforma dei Forestali dopo la Finanziaria. Speriamo bene….!

Vi assicuro che subito dopo la legge finanziaria, che nel tardo pomeriggio avviera’ il suo iter all’Ars, il Governo si occupera’ finalmente della riforma dei forestali, dei consorzi di bonifica e dell’adeguamento della Protezione civile alla mutata normativa nazionale”. Lo ha detto il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, nel corso della presentazione a Palazzo d’Orleans, a Palermo, del Piano antincendio boschivo per la prossima stagione estiva. “Pensiamo di potere acquistare nuovi mezzi di Protezione civile da mettere a disposizione dei gruppi piu’ attivi sul territorio, e con la Protezione civile – ha aggiunto – vogliamo avviare un percorso inedito, piu’ pressante”. Secondo Musumeci “e’ il coronamento di una progettualita’. Abbiamo aggiunto una dose di ottimismo, di passione e di attenzione in piu’, siamo convinti che il rischio incendio e’ sempre dietro l’angolo ma occorre che la Pubblica amministrazione sappia approntare tutto cio’ che ha a disposizione in termini di risorse per contenere ogni danno”.

23 aprile 2018

Bene il piano di prevenzione incendi ma, “forti limiti e criticità” sui ritardi dei parafuochi dei Forestali !

“Prendiamo atto degli impegni assunti dal presidente della Regione, soprattutto per quanto concerne il  rafforzamento della collaborazione con gli organi dello Stato per la lotta agli incendi, ben sapendo, però, che saranno i risultati concreti a fine stagione a dimostrare se ci sia stata una inversione di tendenza rispetto agli anni scorsi, caratterizzati da gravissime  disfunzioni delle strutture regionali a ciò preposte”. A dirlo in una  nota è Legambiente Sicilia, dopo la presentazione del ‘Piano  antincendio boschivo’ messo in campo dalla Regione per la prossima  stagione estiva.

Per l’associazione ambientalista, però, rimangono “forti limiti e  criticità”, soprattutto per quanto riguarda “l’assenza di una continua attività di vigilanza sul territorio per la progressiva riduzione del  personale dei distaccamenti forestali e per il mancato avvio dei lavori di prevenzione relativi ai viali parafuoco, di competenza  dell’assessorato regionale alle Risorse agricole”. Per questo Legambiente Sicilia chiede al presidente della Regione, Nello  Musumeci, e all’assessore regionale al Territorio e Ambiente, Toto Cordaro ulteriori provvedimenti per potenziare i distaccamenti  forestali del Corpo forestale regionale attraverso l’utilizzo di tutto il personale disponibile.

Ma al governatore l’associazione ambientalista chiede
anche di redigere il rapporto regionale sui dati degli incendi 2017, ripristinando la pubblicazione sul sito web del Corpo forestale regionale; di rivedere la distribuzione dei presidi territoriali antincendio per garantire la tutela di Aree naturali protette e Siti Natura 2000, “da alcuni anni particolarmente aggrediti dagli incendi dolosi”; e di chiedere allo Stato il potenziamento della presenza dei carabinieri forestali in Sicilia. Necessaria anche un’azione ispettiva nei Comuni per verificare il “puntuale aggiornamento” del catasto degli incendi e l’emanazione di linee guida per gli interventi a tutela delle formazioni vegetali naturali e per l’intervento nelle aree non demaniali, “valorizzando quella particolare previsione delle
legge regionale che tutela tutto il patrimonio vegetazionale e non solo i boschi”.

Adnkronos

23 aprile 2018

TUTTO PRONTO PER L’ANTINCENDIO BOSCHIVO IN SICILIA, CENTRALE OPERATIVA UNICA E RIFORMA DELLA FORESTALE. MAI PIÙ IMPREPARATI DI FRONTE AI ROGHI

Quest’anno saranno 15 i mezzi aerei a disposizione in Sicilia per fronteggiare gli incendi nella stagione estiva; nove sono messi a disposizione dal Dipartimento nazionale della Protezione civile, quattro dei quali finanziati dalla Regione siciliana in convenzione con forze armate e carabinieri e che ha trovato le risorse, circa 50 milioni di euro.

Altri sei mezzi sono previsti dal bando di gara già emesso, le buste saranno aperte il 10 maggio. A fare il punto sul sistema di organizzazione della campagna antincendio, che quest’anno parte con anticipo rispetto alla data del 10 giugno stabilita dalla legge, sono stati il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, il responsabile della Protezione civile nazionale Angelo Borrelli e quello regionale Calogero Foti, il comandante dei vigili del fuoco Ferdinando Franco, gli assessori al Territorio e all’Agricoltura Toto Cordaro ed Edy Bandiera. Il piano è stato presentato in conferenza stampa a Palazzo d’Orleans.

“Abbiamo fatto tutto quello che ci era consentito dalla legge e dalle risorse disponibili – ha detto Musumeci – in uno spirito di collaborazione con Roma e con le forze dell’ordine. Al corpo forestale si accompagnerà un servizio interforze: vigili del fuoco, Arma dei carabinieri. Abbiamo una dotazione di mezzi e di uomini che dovrebbe consentire di potere gestire tutte le aree boschive e quelle che possono essere oggetto di incendi naturali e spero non dolosi. Quest’anno abbiamo aggiunto una dose di ottimismo in più, passione attenzione”.

Il capo della Protezione civile ha sottolineato che con l’avvio in anticipo della campagna antincendio la Regione “ha introdotto un segno di discontinuità rispetto al passato”. Oltre ai mezzi aerei, la Sicilia può contare su 200 torrette antincendio “e – ha affermato il direttore della Forestale, Filippo Principato – su oltre 400 tra autobotti e furgoni e 6 mila lavoratori dell’antincendio”. Inoltre, ha evidenziato il capo della Protezione civile regionale Calogero Foti, quest’anno altri 250 volontari formati”.

Ma del cambio di filosofia fa parte anche un altro importante intervento. Un’unica centrale operativa h24 per la gestione delle emergenze, compreso il 118, in Sicilia che metta insieme i vari dipartimenti regionali, inclusa la Protezione civile e il corpo forestale.

Anche questo progetto è stato annunciato oggi dal presidente Nello Musumeci, rispondendo ai cronisti in conferenza stampa assieme al capo della Protezione civile nazionale, Angelo Borrelli. “Penso a una struttura sofisticata, senza gelosie tra i dipartimenti – ha detto Musumeci – che coinvolga sanità, territorio e ambiente, Protezione civile”. Intanto anche quest’anno, per la campagna antincendio, si proseguirà con la convenzione che già l’anno scorso ha consentito ai soggetti in campo di operare in coordinamento. “Ci saranno due funzionari, uno dei vigili del fuoco e l’altro della Protezione civile nelle sedi regionale e provinciale del corpo forestale – ha spiegato il direttore della forestale Filippo Principato – L’anno scorso il servizio è stato efficiente”.

Ma il governo guarda già oltre questa stagione. “Subito dopo la manovra finanziaria, il governo si occuperà finalmente della riforma dei forestali, dei consorzi di bonifica e di adeguare la Protezione civile regionale alle normative nazionali” ha aggiunto il presidente.

Inevitabile il passaggio sui temi politici che Musumeci aveva fatto durante la visita ufficiale al Comune di Gravina. Al centro della discussione soprattutto legati a bilancio e finanziaria che non sono partiti col piede giusto oggi a sala d’Ercole. “Oggi inizia al Parlamento regionale il dibattito sulla finanziaria, l’appuntamento più importante di ogni ente locale. Ed è la prima finanziaria del mio governo, che ha dovuto fare i conti con una realtà assai difficile. Ma stiamo lavorando per una riforma della finanza locale perché, continuando di questo passo, gli enti locali in Sicilia, comuni e province, non avranno più futuro. Non possiamo più garantire neppure i servizi essenziali”.

“La Regione – ha aggiunto – ogni anno paga 1 miliardo e 350 milioni di euro allo Stato per ripianare la finanza pubblica. Invece di ricevere risorse noi siamo costretti a dissanguarci per finanziare lo Stato. E nel frattempo alcune entrate, che lo Statuto contempla dal 1947, continuano ancora ad essere negate. Abbiamo un indebitamento di 8 miliardi e mezzo. Non riusciamo a chiudere neppure il bilancio ordinario e, se non fosse per i fondi extra regionali, non avremmo neppure la possibilità di investire nelle opere pubbliche”.

“Per fortuna – ha proseguito il governatore – i fondi extra bilancio ce lo consentono. Abbiamo 6 miliardi da spendere ma non abbiamo trovato un progetto e stiamo quindi lavorando per redigerli e mettere le imprese nelle condizioni di costruire strade e scuole”.

“L’altro giorno – ha continuato Musumeci – abbiamo presentato un bando per 272 milioni di euro solo per l’edilizia scolastica, dalla materna alle superiori. I principali progetti ai quali dobbiamo lavorare sono la viabilità, la riqualificazione dei centri storici e l’edilizia scolastica. Poi c’è il problema degli anziani, avvertito anche a Gravina perché la popolazione cresce sempre di più. Nei prossimi 10 anni la Sicilia sarà la regione con il più alto numero di anziani oltre i 65 anni e chi governa ha il dovere di garantire, assicurare o facilitare una vecchiaia in serenità. Tutto questo pone un problema serio di programmazione e di risorse finanziarie”.

“Abbiamo scoperto – ha detto – che in Sicilia ci sono 12.000 disabili gravissimi. Lo scorso anno se ne conoscevano appena 2500, il che ha comportato uno stanziamento di 220 milioni di euro. Sono troppi e per questo avvieremo indagini su furbizie, imboscati e fannulloni”.

Musumeci ha concluso il suo intervento ricordando agli amministratori gravinesi che “la politica non è una professione ma va fatta con professionalità e rispetto per l’avversario. Essere eletti non è il punto di arrivo ma di partenza”.

23 Aprile 2018

ANTINCENDIO, LA SICILIA AVRÀ PIÙ RISORSE. LA CAMPAGNA QUEST’ANNO PARTE CON ALMENO DUE MESI DI ANTICIPO. IL CAPO DELLA PROTEZIONE CIVILE HA SOTTOLINEATO CHE CON L’AVVIO IN ANTICIPO DELLA CAMPAGNA ANTINCENDIO LA REGIONE “HA INTRODOTTO UN SEGNO DI DISCONTINUITÀ RISPETTO AL PASSATO”

Musumeci annuncia l’aumento dei soldi a disposizione: saranno 15 i mezzi aerei

Quest’anno saranno 15 i mezzi aerei a disposizione in Sicilia per fronteggiare gli incendi nella stagione estiva; nove sono messi a disposizione dal Dipartimento nazionale della Protezione civile, quattro dei quali finanziati dalla Regione siciliana in convenzione con forze armate, carabinieri e che ha trovato le risorse, circa 50 milioni di euro. Altri sei mezzi sono previsti dal bando di gara già emesso, le buste saranno aperte il 10 maggio. A fare il punto sul sistema di organizzazione della campagna antincendio, che quest’anno parte con almeno due mesi di anticipo rispetto alla data del 10 giugno stabilita dalla legge, sono stati il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, il responsabile della Protezione civile nazionale Angelo Borrelli e quello regionale Calogero Foti, il comandante dei vigili del fuoco Ferdinando Franco, gli assessori al Territorio e all’Agricoltura Toto Cordaro ed Edy Bandiera. Il piano è stato presentato in conferenza stampa a Palazzo d’Orleans.

Il governatore ha detto: “Abbiamo fatto tutto quello che ci era consentito dalla legge e dalle risorse disponibili in uno spirito di collaborazione con Roma e con le forze dell’ordine. Al corpo forestale si accompagnerà un servizio interforze: vigili del fuoco, Arma dei carabinieri. Abbiamo una dotazione di mezzi e di uomini che dovrebbe consentire  di potere gestire tutte le aree boschive e quelle che possono essere oggetto di incendi naturali e spero non dolosi. Quest’anno  abbiamo aggiunto una dose di ottimismo in più, passione attenzione”. Il capo della Protezione civile ha sottolineato che con l’avvio in anticipo della campagna antincendio la Regione “ha introdotto un segno di discontinuità rispetto al passato”. Oltre ai mezzi aerei, la Sicilia può contare su 200 torrette antincendio “e – ha affermato il direttore della Forestale, Filippo Principato – su oltre 400 tra autobotti e furgoni e 6 mila lavoratori dell’antincendio”.
Inoltre, ha evidenziato il capo della Protezione civile regionale Calogero Foti, quest’anno altri 250 volontari formati”.

23 Aprile 2018

LA MANOVRA. DAI CONTRIBUTI A PIOGGIA AI CONIGLI. TUTTE LE NOVITÀ DELLA FINANZIARIA. PREVISTA ANCHE LA STABILIZZAZIONE PER I FORESTALI 151ISTI

Doveva essere una legge di stabilità “snella”. Ma è composta da 120 articoli. Assunzioni e finanziamenti: tutte le norme.

PALERMO – Centoventi articoli. Ai quali si aggiungeranno quelli del cosiddetto “collegato”. Da approvare entro il 30 aprile. A una media di circa trenta articoli al giorno. Altro che Finanziaria “snella”.

La legge di stabilità regionale, giunta in commissione bilancio, è ingrassata a dismisura, in seguito all’approvazione di una marea di emendamenti voluti dai deputati regionali. E così, nel testo entra un po’ di tutto.

Esenzione bollo, antiracket, “reddito di libertà”

Prevista l’esenzione del bollo automobilistico per le famiglie che sono già nelle condizioni di esenzione ticket sanitario. Istituito il “reddito di libertà” per favorire l’indipendenza economica delle donne vittime di violenza fisica o psicologica e in condizioni di povertà: previsto inizialmente uno stanziamento da 200 mila euro.

Seicentomila euro vanno a incrementare il fondo di solidarietà per le vittime di richieste estorsive, una norma chiesta dal Pd come rivendica il capogruppo Giuseppe Lupo. Cinque milioni sono stati stanziati per consentire a coppie costituitesi da non più di tre anni e con un reddito inferiore a 20 mila euro, di acquistare casa. A proposito di immobili, stanziati 750 milioni per vent’anni per l’edilizia agevolata e convenzionata. Previsto anche un milione di euro per i privati in possesso di edifici di interesse culturale. Una norma prevede che il 50 per cento degli introiti dei biglietti dei siti culturali venga versato alla Regione.

Comuni

Poi, sempre nel pacchetto di norme contenute nel maxiemendamento governativo, ci sono 540 mila euro per l’istituzione dell’Agenzia Comunale per il Risanamento e la riqualificazione urbana della città di Messina. Sempre a Messina arriveranno 20 milioni a valere sui fondi Poc per superare l’emergenza idrica.

Ben 20 milioni per il Fondo di rotazione per la progettazione destinato agli enti locali. E sempre in tema di Comuni, è destinata la somma di 9,5 milioni di euro per consentire la redazione dei piani regolatori generali più 4 milioni e mezzo per la redazione dei piani di utilizzo del demanio marittimo da parte dei Comuni, a valere sulle risorse derivanti del Fondo di Sviluppo e Coesione.

Oltre due milioni di euro vanno al Comune di Comiso per l’aeroporto (una parte per l’assistenza e una parte per l’attività cargo), tre milioni per il potenziamento dei presidi ospedalieri ricadenti nelle zone classificate ad alto rischio ambientale. Tre milioni ai Comuni con piano di riequilbrio già approvati dalla Corte dei conti, un milione per i Comuni commissariati, un milione da dividere per i Comuni che ottengono la “Bandiera blu”, un altro milione per quei centri che hanno ricevuto il riconoscimento di ‘Borgo più bello d’Italia’, cinque milioni da dividere tra i Comuni che abbiano superato il 65 per cento di raccolta differenziata, 700 mila euro in più per i Comuni in dissesto.

Inoltre ecco 50 mila euro a testa ai Comuni di Mistretta, Nicosia e Modica per l’insediamento degli uffici giudiziari. Altri 300 mila euro andranno ai Comuni colpiti dalle alluvioni del 2009, mentre 100 mila euro andranno in un fondo per la prevenzione del rischio idrogeologico e 5 milioni ai Comuni per la gestione delle comunità di alloggio per disabili psichici.

Scuole, sport e cultura

Lo sport nel Nisseno è servito. Un articolo della manovra stanzia un contributo straordinario di 50mila euro per una gara di barche a vela organizzata dal Club Nautico di Gela e altri 50 per l’Associazione sportiva “Caltanissetta corse”, rally di Caltanissetta, coppa Italia 16° edizione. A proposito di corse, ecco centomila euro per la storica Targa Florio. Tredici milioni sono stati previsti invece per la realizzazione di impianti sportivi e per gli interventi di recupero e mezzo milione per la “tutela e lo sviluppo dello sport”.

La Fondazione Taormina arte entra nel Fondo di rotazione per gli enti culturali: prevista una spesa complessiva da due milioni di euro. Duecentomila euro andranno all’Ente Luglio Trapanese, 300 mila euro al teatro comunale di Adrano, 150 mila euro per il teatro ‘Samonà’ di Sciacca. Duecentomila euro vanno all’Istituto superiore di gionalismo di Palermo.

Previsto uno stanziamento da 5,4 milioni di euro l’anno per le scuole paritarie, mentre un milione e mezzo andrà ai Comuni che hanno istituito scuole “degli antichi mestieri e delle tradizioni popolari”. Oltre 1,3 milioni di euro per la promozione del vino sui mercati di altri Paesi, mentre 100 mila euro l’uno andranno al Banco alimentare e al Banco delle opere di carità.

Regione e Fondi Ue

Per dare una marcia in più alla progettazione, punto dolente nella spesa dei fondi comunitari ed extraregionali, si stanziano altri 10 milioni per il Fondo di rotazione destinato alla copertura finanziaria delle spese occorrenti alla progettazione.

La Regione compra casa

Un articolo stanzia 50 milioni per le spese di carattere straordinario destinate all’esecuzione di opere di interesse di enti di culto e formazione religiosa, di beneficenza e di assistenza.

Per promuovere il recupero, la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico, architettonico e monumentale dei centri urbani all’interno dei quali insistono i beni oggetto del riconoscimento da parte dell’Unesco è istituito un fondo da 10 milioni presso i Beni culturali. Quest’ultimo assessorato potrà acquisire la Fornace Penna (si torva nel Ragusano), come monumento di archeologia industriale. Ci sono anche 160mila euro per gli Istituti superiori di studi musicali pubblici. Prevista anche l’acquisizione al patrimonio della Regione del Centro direzionale del Consorzio Asi di Palermo e del Villino Messina Verderame attualmente nel patrimonio di Crias. Previsto anche l’acquisto da parte della Regione dei beni immobili dell’Istituto regionale vino e olio, per una spesa di oltre 190 mila euro l’anno fino al 2020.

Innovazione

L’articolo 76 consente all’assessore regionale per l’economia a concedere agevolazioni fiscali per l’innovazione tecnologica di imprese esistenti e PMI o per l’apertura di start-up nel settore dell’hi-tech. Contributi e misure di defiscalizzazione per chi usa e trasforma la propria barca, nave o peschereccio, per finalità turistica ed attività di pescaturismo.

Assunzioni

E si passa allo spinoso tema delle assunzioni. Dovrebbero festeggiare i Pip. L’articolo 78 prevede che i soggetti svantaggiati del bacino “Emergenza Palermo ex PIP” siano assunti con contratto a tempo indeterminato anche parziale transitando presso la Resais con decorrenza 1 gennaio 2019. Prevista anche la stabilizzazione per i forestali 151isti. Intanto, anche i lavoratori degli enti in liquidazione recentemente, così come quelli dell’Iridas, transitano nell’albo specifico da cui le società regionali, compresa l’Irfis, dovranno attingere. E nasce un albo speciale per gli ex precari del vivaio Federico Paulsen da cui si dovrà assumere. E a proposito di lavoro, una norma della Finanziaria autorizza l’Arpa ad assumere: una norma che “deroga” al blocco delle assunzioni in vigore dal 2009. Estesi agli istruttori direttivi in possesso della laurea triennale la possibilità di essere nominati nelle società regionali.

Animali

Si stanziano anche 20 milioni per i rifugi sanitari per cani randagi. Sempre in tema di animali ecco la norma promossa dai grillini che prevede sanzioni da 650 a 1.100 euro per chi abbandona animali. I proventi delle sanzioni amministrative spettano per il 50 per cento ai Comuni affinché siano utilizzate per la realizzazione del canile sanitario. Infine, ecco 200 mila euro per il “ripopolamento del coniglio selvatico”.
di Accursio Sabella e Salvo Toscano

23 Aprile 2018

Nuovo affronto dal palazzo dell’ARS ai Forestali siciliani !

Vien fuori un nuovo scandalo tra i lavoratori forestali e soprattutto all’interno del comparto stesso dove, dalla finanziaria appena approvata, si evidenzia un documento (riportato sotto) dove i 151sti che hanno prestato servizio negli anni 2015,2016,2017 presso  gli uffici provinciali dell’azienda foreste, oggi detto “Ufficio servizio per il territorio dipartimento regionale dello sviluppo rurale”, transitano per esigenze di servizio alla fascia di contingente OTI. Una vera “canagliata” (per mantenerci con un basso profilo) per i lavoratori a firma dell’On. Milazzo che rischia di mettere seriamente in discussione tutto quello che di buono si pensa che sia stato fatto in finanziaria per il settore della forestazione.

Una disparità di trattamento per i lavoratori che attendono da anni e anni lo scorrimento della graduatoria in silenzio per arrivare alla categoria di fascia superiore e, vengono scavalcati o per meglio dire annientati da altri che sol perché hanno lavorato per tre anni negli uffici devono avere più diritti degli altri. Se effettivamente ci possa essere un bisogno di avere forza lavoro negli uffici, è giusto che si riqualifica qualcuno all’interno o, si possano censire i lavoratori stessi all’interno di una graduatoria che possono avere un titolo di studio consono per effettuare anche un lavoro d’ufficio, sempre in piena sintonia con l’effettivo bisogno ed esigenze di settore.

Questo sistema di figli e figliastri complica e mette di cattivo d’occhio un sistema di sotterfugi e/o di amicizie che continua ad esistere e nega un  sistema di giudizio programmato negli anni con sofferenza e complicazione negli anni degli stessi operai che tra graduatorie, scorrimenti e blocco di turn over riporta in mente gli spettri che possano rifiorire, rischiando fortemente di metter in discussione le stesse graduatorie con eterne complicazioni che gridano vendetta. Si chieste che gli organi competenti e lo stesso Musumeci diano un segnale diverso a questo documento e gli stessi sindacati che diano un’impronta immediata e chiarimenti su ciò che qualcuno dall’oggi al domani vorrebbe cambiare o far parlare di sé.

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23 aprile 2018

Oggi,Piano antincendio in Sicilia e futuro dei Forestali

Oggi verrà presentato il Piano antincendio della Regione Sicilia per la prossima stagione estiva, e da qui si conosceranno i paini attuativi che Musumeci vorrà mettere in atto con il capo della Protezione civile nazionale, Angelo Borrelli, l’assessore regionale al Territorio e ambiente, Toto Cordaro, il responsabile della Protezione civile regionale, Calogero Foti, e il Comandante del Corpo forestale della Regione, Filippo Principato.

Una conferenza stampa a cui parteciperanno in tanti e a cui, anche i sindacati sono interessati a conoscere se, ci sarà il cambiamento di rotta che il governatore ha promesso, con una gestione diversa rispetto agli altri anni., Tanti sono stati gli incendi negli ultimi anni e tanti gli scempi ancora visibili  sul territorio siciliano, ove in tanti hanno pianto e continuano a farlo , visto l’enorme contesto in cui si sono sviluppate le fiamme. Terreni, colline e boschi che devono attendere i tempi reali per poter esserci rimpiantati  con centinaia di ettari di terreno che sono scomparsi a macchia d’occhio , soprattutto  su Palermo,Messina e Agrigento. Nella maggior parte dei casi si è trattato di atti dolosi, le cui cause vanno ricercate  secondo la relazione prodotta dall’assessorato tra le vicende legate alla pastorizia, all’incuria e ai possibili gesti intimidatori nei confronti di proprietari restii a vendere i terreni o dell’istituzione di zone protette che potrebbero imporre nuovi vincoli allo sfruttamento del territorio. Più marginali i casi di piromania e quelli di persone interessate alla diffusione degli incendi, ma non certamente da scopi lavorativi e cioè come spesso qualcuno dice, degli stessi forestali che potrebbero trarne vantaggi con giornate in più da effettuare. Per legge quando si effettua un incendio in un bosco, per cinque anni non si può mettere piede all’interno e svolgere lavori di pulizia e/o di piantumazione, quindi una favola bella e buona, per infangare sempre di più il sistema.

Attività che deve mettere in atto la manutenzione dei mezzi antincendio , pochi e bisognosi di restyling, così come spesso evidenziati da da ForestaliNews che sollecita e rivendica un impulso diverso su tutto il sistema di prevenzione già da attuare. Tempi che già sono alle porte e tempi attuativi parziali della forza lavoro, con gli avviamenti di questi giorni limitati solo ai 151sti.  Tempi che il resto degli operai non conoscono e tempi che devono essere chiari e immediati se si vuole prontamente bloccare il sistema di pericolo incendi, e mettere in campo tutta la forza lavoro quanto prima e in tempi consoni a farlo, con l’aiuto della forza aerea ma indispensabile con quella a terra.

23 aprile 2018

ARS, PRIMO INCIAMPO PER LA FINANZIARIA-MONSTRE: SEDUTA RINVIATA. PORTE APERTE ALLA STABILIZZAZIONE PER I CENTOCINQUANTUNISTI. IL MAB: TUTTO QUESTO É RIDICOLO, POLITICI SENZA VERGOGNA

Assunzioni e contributi a pioggia alla prova dell’Aula. Gli uffici del Bilancio stanno ancora verificando le coperture finanziarie. Per approvare la manovra c’è tempo fino a lunedì prossimo

Primo intoppo per la Finanziaria-monstre che inizia oggi il suo insidioso percorso nell’Aula dell’Assemblea regionale siciliana: la seduta per l’esame preliminare dei 120 articoli, 85 in più rispetto ai 35 originari proposti dal governo, era prevista per le 12 ma è stata rinviata alle 20: “Ci sono delle interferenze”, conferma il presidente della commissione Bilancio Riccardo Savona. Nel testo approvato nella notte tra venerdì e sabato ci sarebbero parecchi punti critici, a partire dalle coperture finanziarie. “Stiamo verificando”, chiosa Savona.

Il rinvio è il primo inciampo della manovra extralarge. Doveva essere una legge di stabilità regionale snella e, invece, è una manovra maxi – la prima del governo Musumeci – che prova a creare intese quanto più larghe possibili a Sala d’Ercole. La maggioranza ha infatti numeri risicati e non può fallire l’obiettivo del varo entro il mese, quando scadrà il termine ultimo dell’esercizio provvisorio.

Approvata dalla Commissione Bilancio nella notte tra venerdì e sabato, la finanziaria oggi viene incardinata in Aula e da domani – nel corso di sedute a oltranza – sarà sottoposta al ‘voto incrociato’ dei deputati. Spazio ai provvedimenti sociali: come il quoziente familiare, prevedendo dal 2019 una fascia di esenzione – una No tax area – per i nuclei composti da almeno quattro persone a carico con non meno di tre figli: il riferimento è la soglia Istat di povertà. Poi il reddito di inclusione per il quale viene ampliata la platea prevedendo il bonus mensile da 190 a 490 euro a chi ha un Isee fino a 7mila euro, invece che 6mila euro; una modifica in corsa spinta da un emendamento Pd. C’è pure l’esenzione dal 2019 del bollo auto per le famiglie in fascia Isee nelle condizioni di esenzione dal ticket sanitario e che abbiano una sola auto di non oltre 53 kilowatt.

Cinque milioni sono stanziati per contributi pari a 20mila euro alle giovani coppie, formatesi da non più di tre anni, per acquistare, costruire o restaurare la prima casa. Appena 200 mila euro per il “Reddito di libertà” per le donne, destinate alle vittime di violenza. Un finanziamento da 5,4 milioni per contributi alle scuole paritarie primarie e secondarie per classi di almeno 10 alunni, con portatori di handicap e con difficoltà di apprendimento. Trenta milioni in più per i disabili.

Ma il cuore (e la pancia) della manovra sono le assunzioni e le stabilizzazioni di Lsu, Pip e precari dei consorzi Asi. Come quelle consentite ai Comuni per far partire i piani di prevenzione dal rischio idrogeologico: l’obiettivo dichiarato è quello di consentire, agli enti che si sono dotati di Piani di emergenza comunale, di assumere anche con contratti a termine laureati in scienze geologiche o ingegneria per l’ambiente e il territorio. Concorso in deroga al blocco delle assunzioni alla Regione del 2008 consentito anche all’Agenzia regionale per l’ambiente. Porte aperte alla stabilizzazione per i centocinquantunisti, i forestali che svolgono 151 giornate, nonchè agli aumenti in busta paga connessi al nuovo integrativo. Contributi a pioggia a Comuni, enti, associazioni e manifestazioni come la targa Florio o la regata velica del Club nautico di Gela. Una norma prevede che il 50% degli incassi dei biglietti staccati restino ai musei che diventerà il 70 per cento l’anno prossimo. Nel testo anche norme per un maggiore rigore, come quella che impone agli enti tempi perentori per l’approvazione del bilanci, pena la decadenza degli amministratori.

di GIUSI SPICA

23 Aprile 2018

LA MANOVRA DA OGGI APPRODA IN AULA. PER CHIUDERE IL BILANCIO È PASSATA ANCHE DALLA RIMODULAZIONE DELLE RISORSE DEI FORESTALI CHE VIENE DIMINUITA DI 24 MILIONI DI EURO RISPETTO ALLA CIFRA DI 62 MILIONI COMPLESSIVA

Un momento della seduta inaugurale dell’Assemblea Regionale Siciliana, Palermo, 5 dicembre 2012. ANSA / FRANCO LANNINO

Finanziaria, da oggi si parte all’Ars. La manovra al voto entro otto giorni

Dovrebbe essere incardinata oggi in aula all’Ars la legge di stabilità regionale, la prima di Musumeci, che si confronta con il voto della coalizione che sostiene l’esecutivo regionale.

Gaetano Armao, che ha ricucito le maglie che si erano allargate all’interno del perimetro della maggioranza, prima dello stralcio di alcune norme nel “collegato” che viaggia in parallelo con la finanziaria, ostenta fiducia: “Tra legge di stabilità e collegato, l’impianto del governo è ampiamente garantito. Sono abbastanza fiducioso”

Per l’assessore all’Economia l’appuntamento con il soggetto unico finanziario degli enti è solo rinviato: “L’obiettivo rimane la concentrazione di tutti gli istituti finanziari – chiarisce – nella prospettiva di una riduzione dei costi. I costi triplicati delle strutture Irfis, Ircac e Crias, ammontano per le imprese a  15 milioni di euro”. 

Per Armao inoltre, una delle norme di impatto, ma anche qualificanti come profilo,  è quella che riguarda i musei che adesso incasseranno rispetto al precedente 30% del gettito del biglietto, il 50% per il 2018 e il 70% per il 2019: “Avevamo lavorato a questa idea con Sgarbi. Adesso saranno maggiormente  motivati. Il Codice dei Beni culturali prevede che incassino il 100%, In Sicilia prima di ora queste cifre finivano nel calderone della finanza generale. Così ci avviciniamo al modello nazionale».

La rimodulazione dei tagli ha diverse origini. Sono state realizzate alcune entrate successive ulteriori mediante il differimento di alcuni trasferimenti per una cifra pari a 40 milioni di euro. Vengono rimandati dall’amministrazione regionale al prossimo esercizio finanziario nel 2019, alcuni pagamenti. La liquidità necessaria dal punto di vista contabile per chiudere il bilancio è passata anche dalla rimodulazione delle risorse dei forestali che viene diminuita di 24 milioni di euro rispetto alla cifra di 62 milioni complessiva.

Non prevedono ulteriori oneri le norme che attivano il percorso di stabilizzazione degli ex Pip e valgono sugli stanziamenti di bilancio già esistenti. Vengono proposti, all’interno delle norme transitorie e finali, alcuni differimenti dei termini per completare le opere che hanno già ricevuto il permesso di costruire.

di Giuseppe Bianca –

23 aprile 2018

ADDIO ALLA FINANZIARIA ‘SNELLA’, IN AULA ARRIVA UN ‘MOSTRO’ DA 120 ARTICOLI. LA NORMA PREVEDE ANCHE NUOVI CONCORSI PER I FORESTALI

Ci sono 30 milioni di euro per i disabili ma anche 5 milioni in più per le case alloggio sempre per disabili psichici, fondi per l’abbattimento delle barriere architettoniche e un milione per le case di protezione per le donne vittime di abusi e violenza. Ma ci sono soldi anche per il contrasto alla violenza negli ospedali e per l’aumento delle ore dei dipendenti Sas utilizzati nei musei.

Rientrano dalla finestra alcune delle norme di iniziativa governativa che erano state stralciate ma adesso dovranno passare dalla mannaia dell’aula. Ma la norma prevede anche nuovi concorsi per i forestali, l’ampliamento della platea che potrà richiedere l’assegno di inclusione e poi altre norme per il precariato.

Gli ex Pip rientrano nel bacino Resais e di fatto vengono stabilizzati dalla Regione con un sistema del quale si parlava da tempo utilizzando la partecipata regionale. Ma le ‘regole d’ingaggio’ sono diverse. Di fatto la maggioranza rimette i precari tutti sulla medesima barca ma dall’opposizione c’è chi parla di ‘mancetta’ solo per alcuni e di occasione mancata per parlare, invece, di stabilizzazione dell’intero bacino.

Nonostante nella nuova finanziaria integrata da una quantità di emendamenti che l’hanno gonfiata a dismisura abbia ospitato anche norme a firma Pd e M5s le opposizioni in commissione bilancio alla fine hanno votato contro bocciando la manovra nel suo complesso.

Questa mattina il testo coordinato approda alla Presidenza dell’Ars che in mattinata lo trasmette a Sala d’Ercole per la seduta già convocata per le 12. Fino a domani, martedì 24 aprile, si potranno presentare gli emendamenti e alle 14 inizierà l’esame in Aula. Nella seduta di domani pomeriggio, dopo aver incardinato la manovra, si passerà alla discussione generale e poi i lavori verranno sospesi per riprendere giovedì 26 alle 10 per proseguire fino alle 22.

Nel mezzo di tutti questi adempimenti ci saranno anche le analisi  dell’ufficio di presidenza che potrebbe decidere di tornare a stralciare alcuni emendamenti e alcune norme inserite in commissione. Esistono, poi, dubbi, su alcune coperture finanziarie alle norme che sono state introdotte, aggiunte, inserite anche se ci sono fondi prelevati da altre norme soppresse.

Di fatto si entrerà nel vivo della manovra e della battaglia d’aula proprio da giovedì con la prima seduta fiume. Dall’indomani, 27 aprile, Sala d’Ercole si riunirà a partire dalle 9 ad oltranza ogni giorno, compresi sabato e domenica, ma mai oltre le 22.

L’approvazione della manovra, secondo il calendario, dovrà arrivare entro le 22 di domenica 29 aprile, con un giorno di anticipo rispetto alla scadenza ultima prevista per legge alla mezzanotte del 30 aprile. Una cosa possibile se il clima di collaborazione che si è registrato anche fra maggioranza e opposizione in commissione verrà mantenuto anche in aula ma non scontata visto che le opposizioni hanno un atteggiamento altalenante un po’ su tutto l’impianto ed anche la maggioranza vive un momento di coesione basato su precise concessioni che la commissione ha fatto a questa o a quell’idea di quel deputato. Insomma l’esito delle singole norme potrebbe essere decisivo

di Manlio Viola

23/04/2018