Lecco. 31mila euro per sostenere i volontari delle squadre antincendio boschivo

Dal Pirellone sono stati stanziati 31mila euro per sostenere i volontari delle squadre antincendio boschivo in provincia di Lecco. I soldi sono stati destinati per 15mila 500 euro ai volontari della Comunità montana di Valsassina, Valvarrone e Val d’Esino, 11.500 della Comunità montana del Lario Orientale e Valle San Martino e Parco del Monte Barro e 4mila euro del Parco regionale di Montevecchia e della Valle del Curone. Complessivamente a livello regionale i contributi ammontano a 320mila euro e interessano 29 enti tra 20 comunità montane e 9 parchi. I contributi verranno liquidati entro febbraio 2019.

GLI ASSESSORI – “Abbiamo voluto dare un sostegno concreto e puntuale all’opera di prevenzione, previsione e lotta attiva agli incendi boschivi – commenta l’assessore regionale al Territorio e Protezione civile Pietro Foroni -. Senza i volontari Aib, la cui presenza capillare sul territorio e la conoscenza approfondita delle zone dove operano sono un patrimonio irrinunciabile, non sapremmo rispondere nel migliore dei modi alle emergenze a volta drammatiche. A tutta questa realtà così importante per la vita delle persone e la salvaguardia dell’ambiente abbiamo voluto destinare una somma importante e in grado di fare la differenza”. “Le risorse stanziate confermano l’attenzione di Regione Lombardia per la salvaguardia del nostro territorio – aggiunge l’assessore alla Mobilità C laudia Maria Terzi -. Le squadre specializzate nell’antincendio boschivo svolgono un lavoro encomiabile a tutela dell’ambiente e dell’incolumità dei cittadini, e per questo a loro va tutta la nostra riconoscenza”

17 novembre 2018

BURGIO: 10 OPERAI DELLA FORESTALE PULISCONO STRADE, ROTABILI E TRAZZERE PER IL MALTEMPO. IL MAB: LODEVOLE INIZIATIVA DI TUTTI I COMUNI, MA AI FORESTALI SERVONO PIÙ GIORNATE DI LAVORO

Per una ventina di giorni ben dieci operai del demanio forestale dell’area boschiva di Burgio puliranno le strade, le arterie rotabili del territorio e le trazzere di campagna che sono state invase all’inizio di novembre dal terribile nubifragio che ha bloccato gli agricoltori e la raccolta delle olive, ancora in corso, e delle arance. Ad inviare i lavoratori il Dipartimento Regionale di Sviluppo Rurale e Territoriale, il servizio di Agrigento che è diretto dall’ing. Federico Piazza.
Il comune ha già messo in servizio, da qualche giorno, gli operai che già lavorano per liberare le arterie rurali e le rotabili che attraversano le campagne dai detriti, dal fango e dai massi. Vengono pulite accuratamente le cunette e le caditoie dell’acqua piovana per evitare che le prossime piogge possano creare ulteriori danni alle colture e alle aziende. Le strade vengono liberate dal gran quantità di fango che è scivolato dal terreno collinare e che è stato trasportato dai torrenti.
Le arterie sono diventate intransitabili tanto che gli agricoltori hanno interrotto la raccolta delle olive e diversi coltivatori non hanno potuto cominciare la raccolta delle arance precoci della varietà “navelina”. Saranno necessari almeno una ventina di giorni di intenso lavoro per mettere un po’ di ordine nelle strade esterne che man mano torneranno percorribili.
Il sindaco Franco Matinella ha avuto parole di gratitudine nei confronti del sezione agrigentina del Dipartimento Regionale il cui intervento sarà di grande aiuto per l’economia agricola.

di Emanuela Minio

17 novembre 2018

SARDEGNA. PERPLESSITA’ DEI SINDACATI CONFEDERALI SULL’ISTITUZIONE DELL’AGENZIA FORESTAS: UNA COSA E’ CERTA OGGI ABBIAMO PERSO UN LIVELLO CONTRATTUALE

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Il cambiamento climatico nelle Alpi (dal rapporto sugli scenari climatici della Svizzera CH2018, 3/3).

Il regime degli incendi boschivi ha già dato segnali di cambiamento sin dall’inizio del XXI secolo. Le prolungate siccità estive causano un aumento della frequenza relativa e della pericolosità degli incendi causati dai fulmini. Si tratta di incendi molto difficili da controllare in quanto colpiscono soprattutto le conifere di montagna situate in zone impervie. In questa tipologia di bosco il fuoco tende a sviluppare poca fiamma e a propagarsi soprattutto a livello sotterraneo, ciò che rende molto problematica per i pompieri l’individuazione dei focolai da spegnere.
Un’altra tendenza già in atto da qualche decennio è l’estensione della stagione principale degli incendi al periodo autunnale e invernale, con eventi sempre più intensi e violenti favoriti dagli autunni caldi e dagli inverni privi di copertura nevosa.
Gli scenari futuri, che prevedono temperature più alte e meno neve a basse quote confermeranno ed inaspriranno molto probabilmente le tendenze osservate negli ultimi anni a livello di incendi boschivi. Questi cambiamenti esigono un adattamento delle tattiche e tecniche di lotta al quale gli addetti ai lavori stanno peraltro già lavorando. Una coerente protezione del clima potrebbe comunque contribuire a limitare l’aumento del potenziale di disidratazione del combustibile in bosco e mitigare, almeno in parte, questa evoluzione.

Dalla Pagina facebook di:

CASTELBUONO. OPERAI FORESTALI: IN CORSO LAVORI DI BONIFICA SOTTO IL PONTE MADONNA DEL PALMENTO. IL MAB: LODEVOLE INIZIATIVA DI TUTTI I COMUNI, MA AI FORESTALI SERVONO PIÙ GIORNATE DI LAVORO

Da alcune settimane nel territorio di Castelbuono, alcune squadre di operai forestali stanno svolgendo opere di bonifica e rivalutazione di diverse aree comunali.
Grazie a un protocollo d’intesa tra l’Azienda Foreste e il Comune di Castelbuono, i lavoratori forestali stanno operando in diverse zone del paese. In particolare, i lavori di pulitura e potatura hanno riguardato i canali di scolo lungo la SS 286 (nei pressi della chiesa San Nicasio) e in via San Guglielmo, dove sono stati ripuliti dalle sterpaglie diverse curve pericolose e tornanti.
In queste ore i lavori di bonifica stanno riguardando la sistemazione del letto fluviale nei pressi del ponte Madonna del Palmento, in basso le foto prima e dopo il taglio delle sterpaglie. Si osserva la ricomparsa di manufatti in pietra da tempo nascosti dalla folta vegetazione.

 

Le operazioni di bonifica hanno riguardato pure la rimozione di rifiuti e oggetti ingombranti tra cui biciclette e addirittura il telaio di un ciclomotore. Il suddetto luogo non veniva ripulito dal 2013 e la vegetazione era cresciuta bel al di sopra del livello del ponte, creando una situazione pericolosa sia per effetto strozzatura al normale deflusso delle acque sia per la scarsa visibilità in curva.

14 Novembre 2018

FORESTAS, PASSA LA LEGGE SUL PERSONALE: 9,3 MILIONI PER 4MILA NUOVI REGIONALI

Ha avuto l’ok tra gli applausi dei lavoratori seduti nella tribuna del Consiglio regionale, la legge sull’inquadramento del personale dell’Agenzia Forestas. A un anno e mezzo dall’approvazione della riforma dell’ex Ente foreste, trasformato in agenzia regionale, con soli due voti contrari – i consiglieri del Pd Daniela Forma e Gigi Ruggeri – i consiglieri regionali in maniera trasversale hanno dato il via libera all’inserimento dei 4.179 dipendenti a tempo indeterminato, in precedenza inquadrati come braccianti agricoli, nel comparto unico di contrattazione collettiva.

Il testo prevede anche misure per superare il precariato dei circa 1.300 stagionali, passate con due correzioni: Forestas può estendere a un anno il periodo di lavoro dei dipendenti semestrali, fino a completa stabilizzazione, e l’avvio delle trattative per il nuovo contratto dovrà partire entro il 31 dicembre. Non è passata, invece, la linea dell’assessore del Personale, Filippo Spanu, per l’inserimento dei lavoratori in un “comparto specifico di contrattazione collettiva regionale”. All’amministrazione regionale l’operazione costerà 9,3 milioni di euro e il personale inquadrato nel comparto unico di contrattazione collettiva regionale passerà dagli attuali seimila dipendenti a oltre diecimila. L’agenzia, con personale distribuito in 300 sedi in tutta la Sardegna, gestisce 220 mila ettari di boschi, il suo personale dà supporto ogni anno alla campagna antincendi e rappresenta un bacino di posti di lavoro soprattutto per i piccoli comuni di tutta l’isola. Fra gli assunti stabilmente si contano 3.788 operai di primo, secondo, quarto e quinto livello, 313 impiegati fino al sesto livello e 78 quadri.

“Oggi inizia una stagione nuova per Forestas e per la macchina regionale nel suo insieme”, ha commentato in Aula il presidente della commissione Autonomia, Francesco Agus. “Continuiamo a essere convinti che la legge sull’inquadramento del personale di Forestas dovesse essere migliorata perché la formulazione definitiva presenta, a nostro parere, diverse significative criticità – ha sottolineato l’assessore Spanu dopo il via libera alla norma – abbiamo concordato sugli obiettivi generali: dare maggiore certezza ai dipendenti all’interno del contratto pubblico con la copertura normativa della legge 31 e affrontare la questione dei precari per ridurre al massimo le incertezze legate alla posizione dei lavoratori a tempo determinato. Per questa ragione abbiamo da subito assunto una posizione dialettica per migliorare il testo della legge e conseguentemente rimesso all’aula i passaggi che comunque ci vedevano pienamente favorevoli. Pensiamo che dovesse essere individuato un contratto pubblico regionale specifico, di comparto idraulico-agrario-forestale, un contratto che poteva essere attuato in pochi mesi di trattativa sindacale in maniera coerente ed adeguata alle esigenze del personale”.

“Sottolineiamo che si tratta di una legge di grande impatto sull’amministrazione perché modifica la posizione contrattuale della metà dei dipendenti pubblici di amministrazione, enti e agenzie regionali – ha ammesso l’assessore del Personale – Probabilmente in tempi brevi non sarà possibile dare concreta attuazione al nuovo sistema, che per altro lascia aperti rischi di oneri finanziari superiori anche agli oltre 9 milioni già previsti nella legge. Era necessario delimitare meglio gli ambiti contrattuali distinti (tra amministrativi ed operai) sempre all’interno della Legge 31″.

Il Consiglio regionale ha anche approvato un ordine del giorno che impegna la Giunta a predisporre un piano triennale di assunzioni per reclutare, tramite procedure selettive, nuovi operai al posto di quelli, inclusi i semestrali, che andranno in pensione o che cesseranno, dal lavoro per altre cause. La vicenda del personale Forestas ha diviso i sindacati, con Cgil Flai, Fai Cisl e Uila Uil, che avevano chiesto il ritiro del testo unificato e il mantenimento dell’attuale contratto collettivo nazionale di lavoro degli operai forestali, con l’integrativo regionale di natura privatistica, applicato ai circa 6 mila dipendenti, includendo anche i circa 1.300 stagionali con contratti semestrali. Dall’altra parte in sindacati autonomi, in testa Confederdia e Sadirs, che si sono battuti per l’inquadramento nel comparto Regione e che questa mattina si sono riuniti in piazza Garibaldi.

14 Novembre 2018

 

MORTA LA DONNA COLPITA DALLA CADUTA DI UN ALBERO CHE ALCUNI FORESTALI STAVANO TAGLIANDO NEI BOSCHI DELLE MADONIE

Era stata colpita da un albero che alcuni forestali stavano tagliando nei boschi delle Madonie. Una donna dopo 40 giorni di ricovero in ospedale è morta.

Diane Christine Palmer, 77 anni, la turista australiana che il primo ottobre scorso era rimasta vittima di un incidente in contrada Fegotti a di Geraci Siculo, nel cuore del Parco delle Madonie. All’inizio le sue condizioni di salute erano migliorate in quanto la donna aveva cominciato a muoversi ed era ritornata lucida.

Nelle ultime settimane, però, a quanto pare, c’era stata un aggravamento delle sue condizioni di salute. La Procura di Termini Imerese aveva aperto un’indagine per lesioni gravissime. Non è escluso che alla luce del decesso, il pubblico ministero Carmela Romano, a cui è stato affidato il caso, proceda per il reato di omicidio colposo.

La donna ed il marito, Steve Rodgers Wilson, entrambi medici, australiani di Melbourne, appassionati di viaggi, erano in vacanza in Sicilia ed avevano scelto di fare un tour della «Sicilia nascosta», una vacanza alternativa delle mete siciliane. Proprio l’ultimo giorno, prima di ritornare in Australia, era prevista una escursione nel Parco delle Madonie.

Mentre percorrevano il sentiero, secondo quanto riferito ai soccorritori, udivano dei rumori, che sembravano venire da lontano ma di colpo la tragedia: la donna veniva travolta dalla caduta di un albero.

Una squadra del Corpo forestale stava, infatti, tagliando dei pini. La donna aveva ricevuto i primi soccorsi dal marito medico e poi da un’ambulanza del 118 della postazione di Gangi, che l’aveva trasportata nella piazzola dell’elisoccorso di Geraci Siculo, poco distante, per poi essere trasferita in elicottero all’ospedale Villa Sofia di Palermo, dove venivano accertate le condizioni gravi.

La donna aveva riportato un trauma alla schiena e alla cervicale e alcune escoriazioni al volto, mentre il marito per fortuna era rimasto illeso. Nei giorni seguenti le sue condizioni di salute erano migliorate, dato che aveva incominciato a muoversi e a riconoscere i suoi interlocutori. Successivamente veniva trasferita all’Ismett, dove è stata ricoverata fino a ieri, quando la situazione è diventata gravissima e, per questo, trasportata al Civico, dove è deceduta.

I forestali, nel verbale stilato sulla vicenda, si sono difesi dicendo di avere segnalato i lavori in corso. Il marito della vittima, invece, afferma il contrario e tale ricostruzione sarebbe avvalorata da altri turisti australiani che stavano effettuando la stessa escursione nei giorni precedenti.

La salma della donna sarà trasferita in Australia non appena l’Ambasciata avrà definito le pratiche burocratiche.

15/11/2018

INCONTRO DI GRANDE INTERESSE CON L’ASSESSORE CORDARO E IL DOTT.GAZZARA

Il MAB Sicilia esprime un sentito ringraziamento all’Assessore Toto Cordaro per aver accettato l’invito a questo momento di confronto con la cittadinanza di Corleone e gli operatori del Servizio Antincendio Boschivo. Città  dove più che mai adesso ha bisogno di rappresentanti autorevoli del Governo Regionale come l’Assessore al Territorio e dell’ambiente, potendo dare sostegno a questo territorio martoriato su tutti i fronti, specie con gli ultimi disastri da alluvione accaduti dove tanti concittadini hanno perso tutto o quasi tutto nelle zone alluvionate, scuole Medie allagate, strade zona San Giacomo che non esistono più, e per non dimenticare la perdita di un uomo che per il grande senso di responsabilità per recarsi a lavoro nell’ospedale di Corleone ci ha rimesso la vita (il Dottore Liotta).

La grande accortezza dell’Assessore Cordaro e dal Dott. Luca Gazzara è stata di volerci incontrare prima che iniziasse l’incontro pubblico, per poterci chiarire le intenzioni al centro dell’interesse programmatico del governo Musumeci.

Sia il Coordinatore Regionale MAB Sicilia (Piero Margiotta) che il Presidente MAB (Gianantonio Gammino) in rappresentanza del personale AIB, hanno ribadito all’assessore che: come ampiamente discusso negli uffici del Governo regionale e specie nel suo di competenza, abbiamo più volte sollevata la questione del dissesto idrogeologico, di un territorio abbandonato a se stesso, la viabilità nell’entroterra che non esiste più, di un’economia ridotta al lumicino, per non parlare della tutela del patrimonio boschivo, dove ogni anno perdiamo centinaia di ettari di boschi e macchia mediterranea pur avendo un esercito di 20.000 FORESTALI, si i 20.000 forestali, dove ogni qual volta scoppia un incendio la colpa viene attribuita a questi lavoratori, come se colpevoli al di fuori di essi non ve ne siano, tutto questo perché i media ne fanno tesoro alzando gli odiens televisivi essendo invece solo  cattiva informazione, non sapendo o facendo finta di non sapere che sono proprio i FORESTALI GLI ANGELI E PROTETTORI DEI BOSCHI e a pagarne per primi le conseguenze mettendo a repentaglio la loro vita nel fronteggiare gli incendi, e stiamo parlando di tanti colleghi che ci hanno rimesso la vita negli incendi.

Confidando nella sua carica di Assessore al Territorio, nell’uomo di indiscutibile capacità politica, nell’avere a cuore le sorti del territorio e di tanti padri di famiglia, rinnoviamo l’invito a prendere in considerazione il progetto del MAB dove propone di impiegare tutto l’anno questo personale a tutela e salvaguardia del territorio e dei cittadini, visto l’ampio bagaglio di esperienza acquisita, questi uomini una volta per tutte che siano messi nelle condizioni di poter operare nei settori che vanno oltre i Boschi, nei comuni, nei siti archeologici, nelle strade provinciali che così continuando non esisteranno più, e dare fine al tanto detto che sono uno spreco, ma bensì una risorsa per la Regione Siciliana.

L’Assessore Cordaro, avendo ascoltato tutte le nostre proposte, ci ha fatto sapere che a breve sarà istituito un tavolo di contrattazione con le parti interessate, per metterci a conoscenza di tutte le fasi programmatiche.

Ringraziamo:
l’Assessore Cordaro e il Dott.Gazzara per il confronto concesso e l’attenzione prestata.

Il candidato Sindaco di Corleone (Nicolò Nicolosi) per l’invito rivolto e l’impegno profuso alla buona riuscita dell’incontro.

Tutti i colleghi che hanno partecipato a sostegno del MAB Sicilia e che danno sempre di più fiducia all’operato dell’associazione

15.11.2018
Coordinatore Regionale MAB Sicilia
Piero Margiotta

La delibera di Giunta promuove ESA e Consorzi e…. lascia i Forestali al palo !

Dopo la delibera di giunta, si è messa in evidenza la realtà a cui i lavoratori forestali si accingono a prender atto. Parliamo del fatto che il governo regionale ha dato via libera ai lavoratori Esa e Consorzi di allungare le proprie giornate lavorative per ottemperare ai lavori sul dissesto idrogeologico ed essere impegnati in quei territori a cui il bisogno rimane essenziale da parte della manodopera di tali lavoratori. Rimangono fuori i Forestali che, non vengono citati nella delibera ma, vengono richiamati solo per arrivare a completare le proprie giornate, richieste che sono in corso in vari distretti e province, quindi a completamento di fascia di garanzia occupazionale.

Questo era messo in preventivo e, come spesso la mia persona ha messo in chiaro e fatto capire a coloro che non intendono farlo e senza essere pessimista, tali lavoratori difficilmente saranno messi in prima linea per uniformarsi al lavoro tanto chiesto a gran voce e, poco spesso bistrattato o citato solo a furor di popolo. Analizzando le motivazioni di tale scelta, potremmo mettere in chiaro che la manutenzione e l’antincendio  hanno un numero abbastanza elevato, per impegnare tutte le persone a tali interventi ma, è altrettanto vero che see tali numeri fossero utilizzati in tutto il territorio , quindi nei vari comuni di appartenenza , la situazione potrebbe solo portare benefici a tutti.

Più facile per il governo impegnare l’Esa e consorzi, tra mezzi agricoli e minor fabbisogno in campo, quindi capace di gestire un minor numero da mettere a disposizione. Altrettanto pensabile quello che, i fondi sono sempre più limitati e forse è meglio lasciare a casa una platea maggiore , limitando e gestendo meglio un minor numero di persone. Dall’altra faccia della barricata, i Forestali si sentono discriminati e abbandonati ancor di più di quanto lo sono stati adesso e ciò, non porta acqua al mulino ma, contesta ancor di più un sistema che ha bisogno di tutt’altro. Una discriminazione reale e totale che viene sbattuta in faccia a chi gestisce il tutto, con la dicitura di: “perché Esa e Consorzi si e Forestali no ?”

Se a tutto ciò si aggiunge il fatto che, 20mila persone sono stati un”altra volta presi in giro, dopo tante lunghe, allora si è proprio caduto sul ridicolo !

13 novembre 2018

Ripristinare i boschi del Veneto. Perchè non farlo con i Forestali del Sud ?

Il Sud ne ha parecchi, almeno a quanto attestano i numeri: 20mila forestali che sarebbero preziosi per aiutare a raccogliere migliaia di alberi abbattuti nei boschi del Veneto dal forte maltempo delle scorse settimane. Questo il pensiero espresso da Marco Paccagnella, Presidente di Federcontribuenti che dichiara: “La Regione Veneto dovrebbe trattenere quanto alcune regioni del sud spendono per i loro forestali. In Veneto ce ne sono 500, nel sud 20mila: è uno squilibrio scandaloso e ingiustificato. Dobbiamo ripristinare i boschi, servono 5 anni solo per togliere le piante abbattute dal ciclone”.

“Serve un sussulto di dignità e di unità nazionale che parta dalle istituzioni come la conferenza stato-regioni: sensibilizzi le altre regioni e ripristini l’equilibrio riguardo i forestali. Chieda alle regioni del sud di inviare in Veneto i loro forestali a dar manforte. E’ un bell’esempio di servizio pubblico con cui – conclude Paccagnella nella sua dichiarazione di domenica 11 novembre – i contribuenti italiani sicuramente saranno d’accordo”.

13 novembre 2018