CATANIA. INCENDI, RIFIUTI E SICUREZZA. “EMERGENZA” ZONA INDUSTRIALE.

Il sindacalista Angelo Mazzeo fa il punto sulla Etna Valley e auspica un cambio di passo da parte della nuova giunta comunale.

Zona industriale: luci ed ombre del gigante dai piedi di argilla. Dopo il cambio al vertice a Palazzo degli Elefanti, sancito dalle elezioni amministrative, è tempo di tornare al lavoro sulle criticità che riguardano il volano di sviluppo per eccellenza: la zona industriale cittadina. Ne è convinto il segretario etneo dell’Ugl Metalmeccanici, Angelo Mazzeo, che traccia lo stato dell’arte del sito industriale.

A breve arriverà il cospicuo stanziato dal “Patto per Catania” e questo fa ben sperare. “Mi auguro che la nuova amministrazione collochi le risorse nel modo più adeguato coinvolgendo sindacati e datori di lavoro”, dice Mazzeo richiamando l’esempio della cabina di regia imbastita nei mesi scorsi. Un’idea da riprendere e potenziare. “La cabina di regia è un sistema da mantenere, ma non va intesa come una passerella: il tavolo deve essere uno strumento utile dove si decide cosa fare, come farlo e soprattutto con quali tempi”, spiega. Come sempre la sfida riguarda la tempistica. “Tutte le difficoltà di lavoratori e imprenditori sono giornaliere e bisogna intervenire in maniera tempestiva: bisogna ripristinare condizioni di vivibilità della zona per garantire la sicurezza di chi la vive quotidianamente”, argomenta Mazzeo. Anche per questo c’è molta impazienza per il completamento di tutti i tasselli del puzzle, cioè la nomina degli assessori e la distribuzioni delle varie deleghe. Il documento programmatico sottoscritto da tutte le sigle sindacali aveva incassato l’ok di tutti i candidati sindaco e questo fa ben sperare. La zona industriale era una delle dieci priorità individuate dalle sigle sindacali. La strada tracciata riguarda il rilancio e la riqualificazione della zona industriale con la continuazione dei lavori programmati che dalle zone principali devono allargarsi anche alle strade periferiche.  Un modo per incentivare, di rimando, il settore edile.

La situazione ereditata della nuova giunta tuttavia non è un fardello di poco conto. Premesso che il balletto di competenze tra Regione, ex Provincia e Comune non aiuta, ci sono anche una serie di provvedimenti tampone o mancati interventi che lasciano l’amaro in bocca. “Anche quest’estate siamo a rischio incendio perché non è stata fatta nessuna attività di diserbamento”, dice Mazzeo. Ma c’è di più. “Tutte le basi di arbusti strappate dall’ottava strada per rifare il manto stradale sono state collocate sul marciapiede e non sono mai state rimosse: basta una sigaretta per provocare un incendio”. Sotto la lente d’ingrandimento finisce anche un lavoro di messa in sicurezza del ponte che congiunge l’ottava strada, richiesto gran voce dai sindacati che si è tradotto con un provvedimento tampone. “Il ponte che congiunge l’ottava strada è stato asfaltato, ma non è stato realizzato nessun intervento manutentivo: un po’ come dipingere le pareti di una casa con le crepe”, spiega Mazzeo. “Si balla di meno sul ponte, ma da sotto si continuano a vedere le crepe”, racconta.

Ma il problema è a monte e necessita di una riorganizzazione complessiva. Mazzeo ribadisce la proposta avanzata dall’Ugl nei giorni scorsi. “L’Irsap va sciolto e delocalizzato nelle competenze locali: serve un ente formato da associazioni di categoria e parte datoriale,  una rappresentanza del  Comune, una della provincia (se tornerà operativa) e una regionale”, continua. “Ad oggi è servito soltanto a scaricare responsabilità tra un ente e un altro”, spiega Mazzeo che considera insufficienti le sedi distaccate, senza contare l’annoso problema dei finanziamenti mai adeguati agli interventi necessari per mettere in sicurezza la zona.  Un problema non da poco. “La sicurezza deve riguardare anche il tragitto compiuto per andare a lavorare: macchine impantanate sotto la pioggia e le voragini (che di notte non si vedono) costituiscono seri problemi soprattutto per i turnisti che lavorano di pomeriggio o di sera”, dice il sindacalista che non esclude la possibilità di ricorrere a forme nuove di finanziamento. Una su tutte i fondi europei. “Vista l’esperienza del neo sindaco ed ex eurodeputato Salvo Pogliese questa potrebbe rivelarsi un’importante opportunità”, chiosa.

di Roberta Fuschi

08 Luglio 2018

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